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Le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono delle malattie molto importanti in quanto rappresentano la prima causa di morte in tutti i paesi sviluppati. Ma non sono importanti solo per questo, anche per il fatto che si ha la possibilità di attuare la prevenzione primaria rimuovendo i fattori di rischio.

Aterosclerosi

Partiamo prima di tutto da quella che è l’aterosclerosi, cioè un processo patogenetico alla base delle malattie cardio e cerebrovascolari. Inizia con un deposito di colesterolo nella parte interna delle pareti delle arterie, in particolare di colesterolo cattivo che tende a depositarsi, determinando appunto l’avvio del processo di aterosclerosi che letteralmente significa indurimento a causa di grasso.

A seguito di ciò si ha la formazione di placche da accumulo di grasso che si ispessiscono e si induriscono, ostacolando il passaggio del sangue e compromettendo l’elasticità delle pareti arteriose. Si può arrivare addirittura all’occlusione dell’arteria. A causa di tutto ciò il cuore è costretto ad aumentare la forza delle sue contrazioni per mantenere il flusso del sangue e questo porta ad un aumento della pressione arteriosa. Quindi una conseguenza diretta del processo di arteriosclerosi è sicuramente l’ipertensione. Alla fine di tutto ciò si può avere poi l’infarto o l’ictus in base a quale arteria viene presa “d’assalto” e questi non sono altro che il risultato di una serie di eventi che inizia nell’infanzia e si svolge silenziosamente fino all’età matura.

Possiamo distinguere diversi gradi dell’ipertensione che possono variare in seguito a posizione, attività fisica, condizioni psicologiche ecc. Questi possono essere distinti in base alla misurazione della pressione arteriosa sistolica e diastolica.

  • Sistolica: Quando si ha la contrazione del ventricolo sinistro e qui si rileva il valore massimo di pressione (definita pressione sistolica o massima).
  • Diastolica: Quando si ha il rilassamento del ventricolo sinistro e questo determina il valore minimo della pressione (chiamata pressione diastolica o minima).

Per quanto riguarda l’epidemiologia, possiamo dire che la prevalenza aumenta con l’età e la frequenza è molto alta. Ci sono diversi fattori di rischio che lo determinano: come i fattori genetici, un’alimentazione ricca di sodio e povera di potassio, abuso di alcolici, sovrappeso, ecc.

Cardiopatia ischemica

La cardiopatia ischemica è un’insufficienza cardiaca acuta o cronica dovuta alla riduzione o all’interruzione dell’apporto di sangue al miocardio, che costituisce la parte muscolare delle parti del cuore. Questa riduzione è determinata dall’indurimento o dal restringimento progressivo delle arterie coronarie, in conseguenza ai processi di arteriosclerosi. Le manifestazioni cliniche a cui si va incontro possono essere:

  • Angina pectoris: Una forma clinica caratterizzata da un senso di oppressione al petto, data da spasmi alle arterie con conseguente riduzione dell’apporto di ossigeno e dunque difficoltà anche a respirare. Di solito è una manifestazione che rimane in seguito ad attacchi cardiaci.
  • Infarto del miocardio: Determinato dallo zero apporto di ossigeno che porta alla morte cellulare. In base all’arteria coinvolta possiamo capire la gravità dell’infarto, infatti se è molto esteso può portare anche alla morte improvvisa.

In particolare la patogenesi avviene in seguito al processo di arteriosclerosi, con formazione di un trombo, ateroma, spasmi, dunque un’occlusione che determina un ridotto o mancato apporto di ossigeno. La letalità varia in base al tempo che passa prima delle manifestazioni. Per la mortalità sono maggiormente favoriti i maschi, questo è dovuto alla menopausa perché nelle donne questa dà delle carenze ormonali che diciamo possono proteggere.

I maggiori fattori di rischio sono il tabagismo, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue) ed il diabete. Altri fattori sono rappresentati poi dall’alimentazione, abuso di alcoli, sovrappeso, insomma uno stile di vita non molto salutare. Infine un importante indice di rischio è l’età, nel senso che più è maggiore l’età tanto maggiore è la probabilità che si manifesti. L’età fa parte di quelli che sono i fattori di rischio predittivi, cioè la presenza nella famiglia di molte malattie cardiovascolari.

Colesterolo

Colesterolo: Deriva da grassi animali (come burro, formaggio, ecc) e se consumati in eccesso questi si accumulano. Tra l’altro ci sono persone che li producono da sé. Ne conosciamo di due tipi:

  • HDL: Colesterolo alta densità
  • LDL: Colesterolo bassa densità

Il rischio di contrarre malattie aumenta all’aumentare dell’LDL. Infatti l’HDL, invece, diminuisce il rischio fino ad un certo punto. Perciò è bene tenere a mente che l’HDL non deve mai essere <140 mentre, l’LDL non deve mai essere maggiore di >160.

Le malattie cerebrovascolari

Tra le malattie cerebrovascolari, abbiamo l’ictus cerebrale e l’ictus emorragico. L’ictus è la conseguenza dell’occlusione o della rottura di un’arteria cerebrale con conseguente lesione della zona del cervello vicino l’arteria stessa. La sintomatologia clinica si manifesta subito e varia in base alla precisa localizzazione ed all’estensione della zona danneggiata, possono infatti andare da morte improvvisa, a coma, alla paralisi completa di un lato del corpo.

Un esempio che può portare ad esso è dato dalla presenza di un aneurisma che è appunto una dilatazione dell’arteria che può rimanere così oppure rompersi e portare ad un’emorragia. L’ictus è una delle principali cause di morte nella maggior parte dei paesi, anche in Italia.

Il fattore di rischio più importante è sicuramente l’ipertensione, ma sono anche importanti il tabagismo, il diabete e l’eccessivo consumo di alcolici. La prevenzione primaria per questa malattia si basa sull’educazione alla scelta di uno stile di vita esente dai fattori di rischio prima menzionati. Se si attua questa prevenzione primaria, si avrà una riduzione del peso corporeo, della pressione arteriosa ed altri fattori che fanno solo bene al nostro organismo.

La prevenzione secondaria invece si basa sulla individuazione delle persone ipertese che devono appunto essere educate alla modifica dei loro stili di vita. Se infine la malattia si presenta e si sopravvive, si può attuare una prevenzione terziaria per avere un recupero ed un mantenimento delle abilità e di tutto l’organismo. Questi metodi di prevenzione sembrano poco, ma in realtà hanno contribuito tantissimo nel diminuire il numero delle persone che ne soffrono.

I tumori maligni

Al termine “tumori maligni” si associano un’ampia varietà di malattie che pur avendo in comune alcune caratteristiche, sono diverse le une dalle altre per i fattori di rischio, la sintomatologia, i test diagnostici e la terapia. Lo stile di vita è colui che per primo influisce su queste malattie.

In particolare i tumori maligni sono rappresentati dalla proliferazione cellulare di solito irreversibile e progressiva con tendenza ad accrescersi nel luogo in cui prende origine. In relazione alla struttura ed al tipo di crescita delle cellule tumorali si distinguono i tumori benigni e quelli maligni.

  • Maligni: Sono delle neoformazioni di tessuto caratterizzate dalla presenza di cellule atipiche (cioè che variano molto per l’aspetto istologico, dalla struttura del tessuto di origine) e da un accrescimento autonomo, afinalistico e progressivo.
  • Benigni: Si formano in maniera compatta e lenta. Creano un danno ma sono quasi sempre facilmente asportabili, ed una volta asportati non si riformano in quel luogo ed i danni spariscono. Inoltre, sono formati da cellule simili a quelle del luogo in cui si originano.

Per quanto riguarda quelli maligni inoltre, presentano delle caratteristiche fondamentali: Le cellule sono diverse dal tessuto di origine morfologicamente, chimicamente, metabolicamente e per il modo in cui si riproducono. Presentano una velocità ed autonomia di crescita. Hanno una forte invasività, infatti invadono i tessuti limitrofi e li distruggono. Inoltre hanno la capacità di dare origine a tumori secondari anche per diffusione linfatica, ematica o per contiguità.

Processo tumorale

Come avviene il processo tumorale:

  • Iniziazione: Rappresenta il primo stadio in cui si ha contatto con la sostanza cancerogena che altera il DNA delle cellule. Questi danni possono però essere riparati da meccanismi riparativi del DNA oppure le cellule alterate possono restare quiescenti per tempi molto lunghi.
  • Promozione: Che rappresenta il secondo stadio della cancerogenesi, in cui si ha la fissazione e l’amplificazione del danno provocato dagli iniziatori. Questo processo è lungo. La proliferazione cellulare sarà abnorme, cioè fuori dagli schemi; afinalistica, senza fine; atipica e progressiva.

I fattori di rischio possono essere endogeni come l’età ed il sesso, oppure esogeni: primo tra tutti abbiamo lo stile di vita, dove i fattori che espongono maggiormente ad agenti cancerogeni sono: il tabagismo, l’alcolismo, l’alimentazione eccessiva e squilibrata e i comportamenti sessuali incauti (per la possibile trasmissione di virus per esempio). Inoltre abbiamo gli ambienti di vita dove i principali fattori sono costituiti da sostanze cancerogene veicolate dall’aria, dall’acqua e dagli alimenti. Infine abbiamo l’ambiente di lavoro, in cui si ha la produzione o la manipolazione di sostanze cancerogene ed anche incidenti.

I tumori maligni rappresentano la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari, in tutti i paesi sviluppati. La possibilità di avere tumori, anche qui cresce con il crescere dell’età. La localizzazione principale dei tumori può variare da maschio a femmina, infatti nel maschio i principali tumori sono quelli del polmone, del colon-retto, della prostata e dello stomaco. Mentre per le femmine sono quelli della mammella, del colon-retto, del polmone, dello stomaco e dell’utero.

Il principale colpito è comunque il sesso maschile. Il principale nel sesso maschile è alla prostata, mentre nel sesso femminile è la mammella. Per quanto riguarda la prevenzione, si può attuare una prevenzione primaria rimuovendo le cause e/o i fattori di rischio prima elencati. Oppure si può attuare una prevenzione secondaria basata su una diagnosi precoce, per esempio con una mammografia per vedere se è presente il tumore alla mammella, oppure con un pap-test per vedere se è presente un tumore a livello del collo dell’utero, ecc.

Epidemiologia delle malattie infettive

(Vedi tabella quaderno differenza malattie non/infettive) (Unico agente eziologico, biologico, vivo, specifico per quella malattia, necessario (la sua presenza) ma non sufficiente.)

Le malattie infettive sono delle patologie determinate da microrganismi patogeni di varia natura, come i prioni o i virus, oppure i funghi, i batteri o i protozoi. Possiamo distinguere due tipi di infezioni:

  • Infezioni classiche: Determinate da uno specifico agente microbico che spesso prende il nome della malattia che provoca e sa trasmettersi in modo diretto o indiretto da una persona infetta ad una recettiva, stabilendo il contagio.
  • Infezioni opportunistiche: Che presentano spesso minore specificità eziologica perché si può avere la stessa manifestazione clinica da più microrganismi diversi. Si tratta di infezioni che si verificano solo in particolari condizioni favorevoli.

In particolare quella classica, vede la presenza di un microrganismo patogeno primario che va ad infettare un ospite normale. In quella opportunistica invece, abbiamo un microrganismo opportunista che va ad infettare un ospite compromesso. L’importanza di una malattia è valutata in base a diversi parametri che possono riguardare il microrganismo oppure l’ospite.

Variabili relative al microrganismo

  • Patogenicità: La capacità di un microrganismo patogeno di causare un danno all’ospite. Questa dipende essenzialmente dalla capacità del microrganismo di diffondere nei tessuti dell’ospite dunque dalla sua invasività, dalla capacità di produrre tossine, dunque dalla sua tossigenicità oppure per alcuni virus anche dalla capacità citopatica (morte cellule).
  • Virulenza: La capacità di moltiplicarsi del microrganismo nell’ospite. Indica dunque il grado con cui il microrganismo manifesta la sua patogenicità causando una malattia più o meno grave.
  • Carica infettante: Cioè il numero minimo di microrganismi necessario per dare inizio all’infezione. Questo dipende dall’infettività cioè la capacità di penetrare, legarsi e moltiplicarsi nell’ospite.
  • Contagiosità: La capacità di passare da un soggetto recettivo ad un altro del microrganismo, a seguito della sua eliminazione all’esterno dell’ospite durante un’infezione.

Variabili relative all’ospite

Immunodepressione, la malnutrizione ed i fattori genetici. In particolare i fattori favorenti possono essere individuali:

  • Biologici come l’età, il sesso, le malattie pregresse, la diminuzione dei meccanismi di difesa, oppure
  • Comportamentali come la scarsa cura dell’igiene personale, abitudini sessuali, stili di vita.
  • Oppure possono essere ambientali.

Modalità di trasmissione delle infezioni

Per arrivare prima di tutto ad una vera e propria infezione, si parte da quelli sono i serbatoi d’infezione: Che rappresentano i luoghi da cui provengono gli organismi, cioè l’habitat naturale dove questi si moltiplicano e si differenziano come specie. Sono rappresentati da una specie animale o vegetale o un substrato inanimati da cui può essere trasmesso agli ospiti recettivi. In particolare i microrganismi che sono patogeni esclusivi dell’uomo, avranno come serbatoio l’uomo stesso.

Dopo di che abbiamo invece quella che viene definita la fonte d’infezione, che sono costituiti da un uomo o animale malato o portatore, che può trasmettere l’agente patogeno ad altri soggetti recettivi sia della stessa che di diversa specie. Nel caso dei microrganismi patogeni esclusivi dell’uomo, il serbatoio è la specie umana e la sorgente è la persona infetta. Possiamo schematizzare le sorgenti umane in:

  • Uomo malato: Colui che elimina il patogeno per un certo periodo della malattia (e può trasmetterlo).
  • Uomo infetto: Il cosiddetto portatore perché non presenza i sintomi della malattia. I portatori possono a loro volta essere distinti in diverse categorie.
  • Portatore sano: È la persona in cui l’infezione inizia e guarisce spontaneamente senza manifestarsi in alcun modo, quindi senza mai arrivare allo stadio malattia. Per tutta la durata dell’infezione esso espelle nell’ambiente microrganismi patogeni che la hanno causata.
  • Portatore precoce: È la persona infetta che comincia ad espellere i microrganismi patogeni già alcuni giorni prima di manifestare i sintomi della malattia.
  • Portatore convalescente: È la persona che dopo la guarigione, continua ad espellere i microrganismi ancora per alcuni giorni. (Meno di 3 mesi)
  • Portatore cronico: Colui che dopo la guarigione invece continua ad espellere i microrganismi ancora per mesi o anni o per tutta la vita. (Più di 3 mesi)

Se invece la malattia viene trasmessa da un animale, si parla di zoonosi, cioè di malattie infettive dell’uomo causate da microrganismi primariamente patogeni per gli animali. Per quanto riguarda le vie di ingresso e di eliminazione dei patogeni, queste spesso coincidono. La maggior parte sono rappresentate dalle parti anatomicamente in relazione con l’esterno. Oppure, tra le vie di ingresso possiamo anche avere delle lesioni, la placenta, ecc. Per le vie di espulsione invece, anche queste sono diverse e dipendono dalla sede in cui si svolge l’infezione.

Le modalità di trasmissioni possono essere verticali, cioè da madre a figlio, nel periodo prenatale in modo trans-placentare; nel periodo perinatale durante il parto; nel periodo postnatale, durante l’allattamento. Oppure possono anche essere orizzontali, di questi in particolare dobbiamo distinguere la via diretta e la via indiretta.

  • Diretta: Si verifica quando i microrganismi sono trasferiti da una sorgente d’infezione (da persona o animale) ad un ospite recettivo senza alcuna mediazione. (Dunque in modo diretto) Questa può avvenire attraverso l’aria, trans-mucosa (cioè per via orale, genitale o congiuntivale), per via trans-cutanea (è il caso delle malattie dermatologiche) o altro.
  • Indiretta: Avviene quando il trasporto è mediato da vettori o veicoli. In particolare i veicoli sono rappresentati da delle “strutture” inanimate, mentre i vettori sono rappresentati da alcuni tipo di animali, tra cui gli insetti. In particolare i vettori possono essere meccanici, cioè solo per il trasporto, oppure anche ospiti, cioè all’interno di essi i microrganismi patogeni svolgono una parte del loro ciclo vitale.

Una particolare via di trasmissione è poi quella semi-diretta: Mediata da piccolissime goccioline di secrezioni infette, prodotte parlando, tossendo o starnutendo.

Come le malattie infettive compaiono nella popolazione

Abbiamo diverse possibilità:

  • Endemiche: Sono malattie sempre presenti in un determinato territorio con numero di casi sempre costante quindi con spazio limitato e tempo illimitato.
  • Epidemia: Quando abbiamo un numero di casi superiore rispetto a quelli che...
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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MaiunagioiaFi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Capei Raffaella.
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