APPUNTI LEZIONE 3 DICEMBRE
LA COMUNICAZIONE POLITICA: EVOLUZIONE E ATTORI
TRE FASI DELL’EVOLUZIONE DELLE CAMPAGNE ELETTORALI
Nell’evoluzione delle modalità di conduzione delle campagne elettorali si
possono identificare tre fasi:
1. ERA PREMODERNA
2. ERA MODERNA
3. ERA POSTMODERNA
1) primi manifesti delle elezioni politiche in Italia (democrazia cristiana,
comunisti); campagna di mobilitazione dei propri elettori; comizi nelle piazze
rivolti agli elettori di partito; utilizzavano volontari e stampa di partito per
veicolare contenuti (campagne “ad alto tasso di lavoro”); parlavano più ai
militanti che hai cittadini; parlavano con contenuti prevalentemente ideologici e
identificatori.
L’ERA PREMODERNA IN ITALIA
In Italia questa fase dura fino a tutti gli anni Ottanta, facilitata da:
una alta polarizzazione
una scarsa mobilità elettorale
un alto parallelismo politico fra organi di informazioni e partiti
alla capacità di spesa (clientelismo)
2) Col tempo diminuiscono i militanti di partito, il voto di appartenenza diventa
più minoritario, a favore del voto d’opinione;
Diminuisce l’affluenza;
La campagna non deve solo mobilitare i propri elettori, ma convincere i cittadini
non schierati a priori;
Servono metodi di rilevazione più raffinati;
L’ERA MODERNA E I MEDIA
Le campagne cominciano ad essere progettate su larga scala, utilizzando
più fondi che in passato (campagna “ad alta intensità di capitale”)
Cresce il ruolo della televisione
Anche nei partiti servono esperti che seguano la comunicazione sui media.
L’ERA POST-MODERNA
Nell’era post-moderna si accentuano le caratteristiche della fase
precedente (calo della militanza, calo dell’affluenza, volatilità del voto)
Questo spinge i partiti a cercare nuove strategie di coinvolgimento
(popolarizzazione della comunicazione politica)
Aumentano i media a disposizione. Si creano nicchie. “Esplode” la
comunicazione sui social media.
I messaggi possono essere inviati a specifici segmenti di elettori
I consulenti di comunicazione di cui i partiti si avvalgono devono essere
sempre più specializzati.
IL PROFESSIONISMO NELLE CAMPAGNE ELETTORALI
I primi professionisti della comunicazione politica emergono negli anni
Trenta negli USA.
Negli anni Sessanta le campagne presidenziali erano già pesantemente
mediatizzate.
In Europa, questo fenomeno arriva tardi. I partiti rimangono più restii a
delegare la loro agenda comunicativa a professionisti.
PROFESSIONISMO E SPECIALIZZAZIONE
Negli USA il professionismo non ha riguardato soltanto la sfera della
comunicazione (ruolo degli speechwriters), ma anche quella della
fundraising, dell’analisi dei dati, della profilazione degli elettori.
È importante sviluppare una narrazione che permetta di mobilitare in
maniera diversa territori diversi (strategia del ground war)
IL RAPPORTO TRA PROFESSIONISTI E POLITICI
Fra politico e professionista della campagna deve esserci una relazione di
fiducia, sintonia, familiarità.
LA FIGURA DELLO “SPIN DOCTOR”
In un mondo in cui le notizie si susseguono vorticosamente, è essenziale
saper creare una narrativa funzionale, selezionando le notizie, creandole,
costruendoci attorno un messaggio coerente, influenzato dai media.
Lo “spin doctor” è un consulente che aiuta un leader politico in questa
attività. Dove presente, lo spin doctor è al capo dello staff della
comunicazione di un politico.
IL MARKETING POLITICO
Ha senso parlare di marketing politico?
Quali sono le analogie e quali le differenze fra la vendita di un prodotto
dalla “vendita” di un partito o di un leader politico?
MARKETING POLITICO: ANALOGIE
Così come nell’acquisto dei prodotti, anche in politica i cittadini sono
sempre meno fedeli, sempre più attenti ed esigenti.
È essenziale in entrambi i campi costruire fiducia e fedeltà nel “prodotto”.
Non si “vende” solo un prodotto o un programma politico (…)
MARKETING POLITICO: DIFFERENZE
Il voto è una scelta che produce un effetto solo collettivamente
Il costo associato al voto è molto basso, a differenza di quello dell’acquisto
di molti beni
Tra la scelta e il beneficio atteso può passare molto tempo (il beneficio può
anche non coalizzarsi)
APPUNTI LEZIONE 4 DICEMBRE
STRATEGIA E TATTICA IN CAMPAGNA ELETTORALE
DIFFERENZA TRA STRATEGIA E TATTICA
Qual è la differenza tra strategia e tattica?
La strategia è il piano di una campagna (come arrivare da t0 a t1 nella
maniera migliore possibile)
Dovrebbe essere pianificata all’inizio della campagna e non messa
continuamente in discussione.
La tattica è l’insieme delle azioni da mettere in atto per raggiungere
l’obiettivo.
Sono possibili deviazioni dovute ad imprevisti, ma la strategia di fondo non
dovrebbe mutare.
CAMBI DI STRATEGIA
Spesso un candidato o un partito cambiano strategia considerano
sondaggi non favorevoli. Non sempre questa è una scelta giusta.
Un cambio di strategia può portar il candidato o il partito su un terreno
dove è percepito come meno affidabile, o può annullare i benefici della
parte precedente della campagna.
STRATEGIE VINCENTI
Non ci sono strategie che funzionano sempre. Lo stesso messaggio può
funzionare in maniera molto diversa in contesti diversi.
Quando finisce l’effetto-coerenza e prevale l’effetto-saturazione?
INCUMBENT E SFIDANTI
Per incumbent si intende un candidato che, al momento dell’elezione, è in
carica.
L’incumbent rappresenta lo status quo e deve difenderlo, mentre lo
sfidante si propone per modificarlo.
VANTAGGI DELL’INCUMBENT
Chi è in carica ha alcuni vantaggi:
È più conosciuto e gode di maggiore visibilità rispetto agli sfidanti
Può presentarsi in modo credibile come portatore di interessi generali
(valence issues)
Può pianificare la sua campagna con maggiore anticipo rispetto agli
avversari
Altri fattori, come il bilancio del governo o la popolarità, possono avere un
impatto bivalente, a seconda di come sono visti dall’elettorato.
VANTAGGI DEGLI SFIDANTI
In un’epoca di forte discredito verso le élite, essere all’opposizione può
fornire un vantaggio di posizione?
Gli sfidanti devono individuare ciò che piace di meno agli elettori del
governo uscente e proporre un cambiamento credibile.
Anche a livello di personalità, possono mirare a distanziarsi dallo sfidante
(Prodi VS Berlusconi; Hollande VS Sarkozy).
DIFFERENZA TRA SISTEMI PRESIDENZIALI E PARLAMENTARI
In un regime parlamentare le maggioranze possono variare,
l’identificazione di un partito come “di governo” o “di opposizione” può
essere più sfumata.
Partiti “di lotta e di governo”?
In un regime parlamentare possono esserci sfidanti che sono noti tanto
quanto chi è in carica (perché non c’è la “regola non scritta” che quando
non si viene eletti non ci si ricandida).
DELFINI
Può accadere, per impossibilità o non volontà di ricandidarsi
dell’incumbent, che uno dei candidati alla sua successione abbia ricoperto
cariche di governo.
Quando funziona e quando non funziona?
Continuità o discontinuità?
Il “delfino” può essere anche un leader?
APPUNTI LEZIONE 5 DICEMBRE
SONDAGGI E ANALISI DELL’ELETTORATO
A CHI PARLARE?
Si può parlare a tutti gli elettori?
Non tutti gli elettori sono ugualmente “recettivi” ai messaggi
provenienti da un partito o candidato.
Convertire un elettore di un altro partito è molto più “costoso” che
convincere un indeciso o un deluso.
La strategia sugli elettori che si vogliono convincere dipende
dall’obiettivo che ci si pone in termini di voti totali.
SETTORI DELL’ELETTORATO
L’elettorato, dal punto di vista di un partito/candidato in campagna
elettorale, può essere suddiviso in tre settori:
• la base, cioè gli elettori che normalmente votano il partito, e che
devono essere mobilitati; • gli incerti, coloro che hanno
orientamenti deboli verso tutti i partiti in competizione, e che
devono essere persuasi;
• la base dell’avversario, formata da elettori che devono essere
convertiti.
UN PIANO STRATEGICO
Grazie a sondaggi e dati sul voto, può essere stimata la
consistenza dei tre gruppi, e si deve pianificare quanti voti possono
essere raccolti in ciascun gruppo.
Il sistema elettorale (maggioritario, proporzionale?) cambia la
strategia.
Quanti si recheranno al voto? Quanti voti servono per “vincere”?
Quanti voti sono contendibili (cioè si sono spostati fra i principali
partiti/coalizioni nelle ultime elezioni)?
COME USARE I SONDAGGI?
• I sondaggi servono a:
• stimare il consenso delle varie forze politiche;
• sapere quali temi sono considerati più importanti;
• sapere come sono percepiti i vari candidati;
• eseguire esperimenti per capire come i cittadini reagiscono a
determinate notizie o informazioni.
• I sondaggi possono anche essere utilizzati per manipolare l’opinione
pubblica?
ALTRI STRUMENTI DI ANALISI
• Spesso le campagne utilizzano, oltre a dati quantitativi, dati
qualitativi, ottenuti da focus group.
• I focus group permettono di osservare cittadini normali che
discutono di un argomento. Cercano di ricreare una normale
conversazione di politica fra persone normali.
• Oggi molte conversazioni avvengono sui social media, che possono
essere a loro volta monitorati per sondare gli umori di chi discute di
politica online.
UN ESEMPIO: LE POSSIME ELEZIONI REGIONALI IN EMILIA-
ROMAGNA
• Nel 2014 su circa 3,5 milioni di aventi diritto, hanno votato circa
1.300.000 (il 37,7%).
• A Bonaccini sono andati 615.000 voti, il 49% di chi ha partecipato, a
Fabbri (centrodestra) il 30% (375.000), a Gibertoni (M5s) il 13,3%
(167.000).
• Il candidato di centrosinistra ha vinto largamente, ma con
un’affluenza molto bassa. Questa volta l’affluenza sarà sicuramente
maggiore.
LE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI IN EMILIA-ROMAGNA: QUALI
STRATEGIE?
• Bonaccini deve “tenere” tutti gli elettori che hanno votato per il
centrosinistra alle Europee 2019 e puntare ad attrarre sia gli
indecisi, sia alcuni che recentemente hanno votato centrodestra.
• Da qui la scelta di una campagna molto “pragmatica”.
• Bergonzoni deve mantenere il vantaggio delle forze di centrodestra
alle Europee.
• Da qui la scelta di “nazionalizzare” il voto.
• L’elettorato M5s sarà decisivo.
• Qual è la strategia del M5s?
APPUNTI LEZIONE 10 DICEMBRE
LA CAMPAGNA ELETTORALE: TEMI E PROGRAMMI
IL TEMA DELLA CAMPAGNA
Con l’espressione “tema della campagna” si intende il messaggio
generale.
Tema (theme) ≠ tema (issue)
Sul tema devono potersi appoggiare tutti i messaggi più specifici
che formeranno la campagna.
CARATTERISTICHE DI UN TEMA:
Le caratteristiche di un tema devono essere:
• FACILITÀ DI IDENTIFICAZIONE
• INCLUSIVITÀ, deve richiamare a valori largamente condivisi
• NARRATIVITÀ, deve proporre un progetto
• EMOTIVITÀ, deve stabilire un legame fra partito\candidato ed
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Comunicazione politica
-
Appunti completi Comunicazione politica
-
Appunti Completi Politica e Comunicazione I semestre prof. Luca Gino Castellin
-
Politica e media nell'età contemporanea - Appunti