Letteratura tedesca: la Germania oggi
La Germania e la Bundesrepublik
La Germania è una Bundesrepublik, cioè una repubblica federale parlamentare. Ha un parlamento, come in Italia, però è federale perché è divisa in 16 Länder, una sorta di regioni.
Confini
- Nord: Danimarca. È bagnata dal Mar del Nord e dal Mar Baltico.
- Sud: Austria e Svizzera.
- Est: Polonia e Repubblica Ceca.
- Ovest: Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.
Il confine con la Polonia
Il confine con la Polonia passa lungo il corso di due fiumi: Oder e Neiße, secondo quanto era stato stabilito nella conferenza di Yalta (febbraio 1945). Alla fine della seconda guerra mondiale, i rappresentanti delle potenze vincitrici (Francia Gaulle, Gran Bretagna Churchill, Stati Uniti Roosevelt, Unione Sovietica Stalin) si incontrano e si chiedono che cosa era necessario fare con la Germania e con i suoi confini, che non dovranno mai più essere modificati.
Riunificazione delle due Germanie
Nel 1990, anno della riunificazione delle due Germanie, si vengono a creare dei nuovi Länder che prima facevano parte della DDR, Repubblica Democratica Tedesca. Questi Länder erano:
- Berlin (Berlino, capitale della Germania e Land)
- Brandeburg (Brandeburgo)
- Mecklenburg-Vorpommern (Meclemburgo-Pomerania Anteriore)
- Sachsen (Sassonia)
- Thüringen (Turingia)
- Sachsen-Anhalt (Sassonia-Anhalt)
Confini geopoliti del XX secolo
Il confine è importante perché nella storia precedente la Germania si estendeva più ad est; successivamente verranno ceduti in maniera forzata alla Polonia e alla Cecoslovacchia. Il XX secolo è il momento in cui i confini geopolitici dell’Europa cambiano drasticamente: alcuni stati acquistano territori, altri li cedono.
Questi stati sono occupati da popolazioni che più o meno forzatamente vengono spostate; avvengono quindi delle migrazioni involontarie a causa dello slittamento dei confini.
Alcune tappe fondamentali della storia tedesca
Nel 1700 il territorio tedesco è diviso in 234 unità territoriali; il territorio è quindi molto frammentato. Ci sono i grandi elettori, un gruppo ristretto di persone che votano l’imperatore. Fanno parte dei grandi elettori sia delle persone laiche che religiose. In particolare, questo gruppo è composto da:
- Tre ecclesiastici (Arcivescovi di Magonza, Treviri e Colonia)
- Quattro laici (Ducato di Baviera, Regno di Boemia, Marca di Brandeburgo, Ducato di Sassonia, Elettorato del Palatinato)
L’imperatore del Sacro romano impero risiede a Vienna, esso proviene dalla dinastia degli Asburgo. L’imperatore è quindi lontano per comprendere e controllare tutto il regno.
Esistono poi delle città libere (Freie Städte), come ad esempio Colonia, che godono di indipendenza amministrativa e giuridica. Il territorio tedesco fa parte, insieme al Regno d’Austria, del Sacro Romano Impero di Nazione Tedesca (Das heilige römische Reich deutscher Nation). All’interno dei diversi stati, il principe, o colui che controlla il potere, può fare quello che vuole, agisce quindi in maniera indipendente dall’imperatore.
Federico II di Prussia
La Germania nel 1700 ha una politica arretrata rispetto agli altri stati nazionali dello stesso periodo. Questa situazione ha delle ripercussioni a livello storico, fino ad arrivare al nazionalsocialismo. Non esiste una coscienza politica condivisa, ma ogni territorio è sottomesso al signorotto locale. La città di Vienna appartiene alla famiglia degli Asburgo, che guiderà la storia dell’Austria fino alla fine della prima guerra mondiale.
Nel 1701 la Prussia diventa regno sotto la guida di Federico I, appartenente alla casata degli Hohenzollern (territorio Brandeburgo-Prussia). L’importanza e la potenza del regno si affermano con Federico II (1740-1786). Sarà poi Federico II che renderà Berlino una grande città.
In Germania, prima della caduta del muro di Berlino, non era mai avvenuta una rivoluzione come quella che è avvenuta in Francia. Non esiste una coscienza comune che porti i cittadini a riunirsi e a rivendicare i propri diritti. Per questo la mancanza della rivoluzione in Germania determina una mancata emancipazione dei cittadini.
Federico II, detto anche Federico il Grande, è sempre stato a capo dell’esercito prussiano, è una figura coraggiosa. La statua di Federico II si trova nel viale Unter den Linen, a Berlino. Federico II amava i cani e si è fatto seppellire insieme a loro.
Napoleone e il Sacro Romano Impero
A questo punto la storia della Francia di Napoleone si intreccia con il Sacro Romano Impero di nazione germanica. Si sviluppa il Frühromantik, il cui maggiore esponente è Novalis.
Nel 1804 Napoleone si proclama imperatore; in seguito alla formazione del primo impero francese, nasce l’impero austriaco. Francesco I si proclama imperatore d’Austria (Kaisertum Österreich). Napoleone permette a Francesco I di diventare imperatore d’Austria, così l’Austria esce dal Sacro Romano Impero. Napoleone glielo permette questo perché non vuole l’Austria contro di sé, allora cerca degli alleati, per questo permette la nascita dell’impero austriaco.
Napoleone sigilla questo contratto di non belligeranza sposando la figlia di Federico II. Nel 1806 Napoleone con la battaglia di Jena decreta il disfacimento del Sacro Romano Impero. Napoleone costituisce la Confederazione del Reno (Rheinbund), in cui riunisce parte degli stati tedeschi. La Prussia non fa parte della Confederazione del Reno.
Napoleone vince la battaglia perché ha una tattica militare molto forte che le milizie avversarie non sono in grado di contrastare. Napoleone vince la guerra e successivamente si reca da Goethe. Di questa confederazione non ne fa parte la Prussia, che rimane un paese ostile a Napoleone (anche se è stato invaso da Napoleone). Il Reno costituisce il confine tra la Francia e la Germania e, con questo Reinbund, Napoleone si assicura il controllo di quello che rimane del Sacro Romano Impero. Napoleone nel 1812 invade la Prussia durante l’inverno, ma si deve ritirare perché i soldati non sono in grado di sopportare il freddo inverno russo; un’altra figura che farà lo stesso errore sarà Hitler. Napoleone viene sconfitto e si arriva al congresso di Vienna.
Il congresso di Vienna e la Confederazione Germanica
Nel 1815 il congresso di Vienna riconosce il Deutscher Bund (Confederazione Germanica) che comprende 41 stati tra cui la Prussia (Hohenzollern) e Austria (Asburgo). Tra gli Hohenzollern e gli Asburgo ci saranno sempre degli screzi. L’Austria e la Germania devono essere uno stato unico o due stati differenti? Si parla infatti di soluzione della Grande Germania e Soluzione della Piccola Germania. Con la prima soluzione la Germania e l’Austria avrebbero formato un unico stato. Con la situazione politica della Germania, il cittadino non ha la possibilità di opporsi al potere locale; ci troviamo in una situazione di tipo feudale.
Nel 14 luglio 1789 in Francia avviene la presa della Bastiglia, che dà inizio alla Rivoluzione Francese. Attraverso la rivoluzione francese, il cittadino francese si ribella all’autorità politica perché il popolo si fa avanti rivendicando i propri diritti. La mancata rivoluzione in Germania viene percepita solamente da alcuni scrittori. L’idea di Goethe è quella di un cambiamento sociale graduale e non com’era avvenuto con la rivoluzione francese. La Germania è politicamente arretrata (sistema feudale) rispetto alla Francia e alla Gran Bretagna, anche la rivoluzione industriale avverrà più tardi.
Napoleone nella storia tedesca
Che figura è Napoleone nella storia tedesca? Napoleone ha deciso di dislocare i cimiteri fuori dai luoghi abitati. Secondo Foscolo questo è una vergogna perché allontana i cittadini dai loro cari. Napoleone fa questo perché vuole proteggere i cittadini da contaminazioni, inoltre aveva un piano per riordinare la città. Goethe, ad esempio, ha stima di Napoleone perché egli rappresenta il controllo post rivoluzione francese, anche se Napoleone ha invaso il Sacro Romano Impero. Alcuni intellettuali tedeschi riconoscono a Napoleone la capacità di saper riorganizzare il territorio abbattuto dalla rivoluzione.
Guerra tra Prussia e Austria
Nel 1866 avviene la guerra tra Prussia e Austria. La confederazione germanica si scioglie. Nel 1866 avviene la guerra tra Prussia e Austria, che corrisponde alla terza guerra d’indipendenza italiana. Nel 1866 quindi si scioglie la confederazione germanica.
Impero austro-ungarico
Nel 1867, in seguito alle forti pressioni dell’Ungheria, è concessa l’“equiparazione” (Ausgleich) tra l’Austria e l’Ungheria e nasce l’impero austro-ungarico (Österreichisch-Ungarische Monarchie). Il centro effettivo del potere rimane comunque Vienna. Gli ungheresi rivendicano un governo e un’organizzazione che siano in parte autonomi rispetto a Vienna; nasce così l’impero austro-ungarico. Mentre Guglielmo I è imperatore del Reich tedesco, Francesco Giuseppe diventa imperatore d’Austria e re d’Ungheria (doppia denominazione).
Guerra franco-prussiana
Nel 1870 si svolge la guerra franco-prussiana (Sedan): Napoleone III contro la Prussia. La grande sconfitta di Sedan (Sedan è una città dell’Alsazia) tra la Francia e la Germania non è mai corso buon sangue. Napoleone III ha delle mire espansionistiche sul Lussemburgo. Napoleone III, nell’estate del 1870, dichiara guerra alla Prussia. La Prussia era, all’epoca, lo stato più potente vicino al territorio tedesco.
Scoppia la guerra tra la Francia di Napoleone III e la Prussia, sostenuta dal regno di Baviera (coalizione contro Napoleone III). Napoleone III perde la guerra contro la Prussia ed esce di scena perché viene detronizzato, deve cioè rinunciare al trono. La Prussia esce dalla guerra molto rafforzata, per cui, quando nel 1871 avviene l’unificazione della Germania, la Prussia vuole guidare questa unificazione.
Unificazione della Germania
Nel 1871 Guglielmo I di Prussia viene proclamato imperatore di Germania. Nasce il secondo Reich (unificazione tedesca). Il cancelliere è Otto Bismark. Nel 1871, 10 anni dopo l’unità d’Italia, la Germania si unifica sotto la guida della Prussia, in particolare sotto Guglielmo I. Nasce così il secondo Reich (unificazione tedesca). Il cancelliere è Otto Bismark, è il rappresentante della Realpolitik, ovvero politica reale.
Guglielmo I e Guglielmo II sono gli unici due imperatori di Germania, dopo scoppierà la prima guerra mondiale. La Germania ha scatenato due guerre mondiali. Le perdite di un territorio da parte di uno stato generano sempre dei conflitti con gli stati confinanti; inoltre, lo spostamento dei confini genera di conseguenza uno spostamento delle popolazioni che vivevano in quei territori.
Prima guerra mondiale
Nel 1888 sale al trono Guglielmo II. Tra il 1914 e il 1918 avviene la prima guerra mondiale. È definita grande guerra, ha causato dei disastri enormi e un grande problema definito “questione dei reduci”. I fronti contrapposti:
- Triplice alleanza: Germania, Austria-Ungheria, Impero ottomano.
- Triplice intesa: Francia, Gran Bretagna, Impero russo (1917 rivoluzione russa), Italia (1915).
Bisogna sottolineare che l’Italia entra in guerra nel 1915. La triplice intesa vince la prima guerra mondiale. Essa rappresenta una cesura perché è la prima guerra terribile in cui si utilizzano delle armi che non erano mai state utilizzate prima. Produce anche la questione dei reduci, difficili da gestire e inserire di nuovo nella vita cittadina. La prima guerra mondiale cambia l’assetto territoriale e l’uomo comprende che ha dei mezzi per l’uccisione di massa. Secondo Hitler la prima guerra mondiale è stata persa dalla Germania a causa di una congiura tra ebrei e bolscevichi.
Trattato di Versailles
Nel 1916 muore Francesco Giuseppe (Franz Joseph I., Haus Habsburg). Nel 1919 il trattato di Versailles determina che la Germania debba pagare le riparazioni di guerra:
- Alsazia e Lorena sono cedute alla Francia.
- Istituzione del “corridoio di Danzica” (Polnischer Korridor) per dare alla ricostituita Polonia uno sbocco sul Mar Baltico. Danzica: città libera sotto il controllo della Società delle Nazioni.
Günter Grass (1927-2015) ha commentato: “sono senza Heimat perché mi è stata tolta”. La Germania è sconfitta e finisce anche l’esperienza del secondo Reich. Nel 1918 Guglielmo II abdica e cambia radicalmente l’assetto della Germania e dell’Austria.
Repubblica di Weimar
Il 9 novembre 1919 il cancelliere tedesco Scheidemann (SPD: partito socialdemocratico) proclama la nascita della repubblica di Weimar da un balcone della città di Berlino. Contemporaneamente Rosa Luxemburg e Karl Leibknecht (Spartakusbund – Lega di Spartaco) proclamano la repubblica socialista. Sono uccisi da gruppi paramilitari di destra il 15 gennaio 1920.
Si chiama Repubblica di Weimar perché quando scrivono la costituzione cercano di trovare un posto neutrale che non sia Berlino, quindi si recano a Weimar (città di Goethe). La repubblica di Weimar è una repubblica estremamente debole perché non nasce con una netta maggioranza, ma raccoglie al suo interno una serie di movimenti di destra che hanno partecipato alla prima guerra mondiale e continuano a coltivare delle idee di rivalsa, soprattutto nei confronti del trattato di Versailles.
Viene chiamata Lega di Spartaco perché Spartaco è uno schiavo che si ribella. Alla fine della prima guerra mondiale scompare anche l’impero ungarico, Francesco Giuseppe muore. Nel 1919 il trattato di Saint-Germain dissolve l’impero austro-ungarico. Nascono gli stati d’Austria e d’Ungheria.
Il periodo buio della storia tedesca
La repubblica di Weimar è una repubblica molto debole, nasce con il partito SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschland). È nato nel 1875, è un partito socialdemocratico. Questo partito prende il potere durante la repubblica di Weimar, ma non è molto seguito.
L’8-9 novembre 1923 c’è un tentativo fallito di colpo di stato da parte di Hitler e dei suoi seguaci presso la birreria di Monaco Bürgerbräukeller. Nel 1929 c’è la crisi del mercato con il cosiddetto venerdì nero con il crollo della borsa di Wall Street. Esiste un partito cattolico di centro che appoggia la SPD, ma non riesce a contenere l’ascesa delle destre. Questo partito non è ancora il CDU (Christlich Demokratisch Union), quello che conosciamo oggi. La destra incalza facendo leva su tutto quello che non funzionava nella repubblica di Weimar, sfruttano quindi la situazione di difficoltà (è quello che farà anche Hitler).
Tra il 1930 e il 1933, nel periodo di grande difficoltà della repubblica di Weimar, il partito nazionalsocialista di Hitler guadagna sempre più voti (NSDAP: Nazionalsozialistische Deutscher Arbeiterpartei). Gobbels era il ministro della propaganda di Hitler. Hitler comincia a far costruire dei palazzi monumentali dove lui teneva i discorsi. Hitler crea un sistema di gestione del potere a piramide, dove lui è al vertice; Hitler è l’unica figura che conosce davvero i suoi piani, questo per difendersi da possibili oppositori. Nel 1933 ci sono le elezioni e il partito nazionalsocialista prende il 35% dei voti.
Ascesa di Hitler
Il 30 gennaio 1933 Hitler riceve da Hindenburg l’incarico di formare il governo. Instaura una dittatura hitleriana: è improntata sull’antisemitismo e alla persecuzione di tutti gli oppositori politici. Gli ebrei sono il capro espiatorio, quindi Hitler inizia a perseguitare gli ebrei senza alcuna distinzione. Non esiste una divisione della popolazione in base a delle razze, perché le razze non esistono. Chiunque fosse contro Hitler veniva arrestato o ucciso.
Il 27 febbraio 1933 c’è un incendio al palazzo del Reichstag a Berlino. Oggi nel Reichstag a Berlino si riunisce il Bundestag (parlamento tedesco). Secondo Hitler l’incendio è stato appiccato dai comunisti. Storicamente si pensa che l’incendio sia stato appiccato dai nazisti per poter emanare delle leggi che limitassero la libertà di espressione, di associazione e di stampa. Si cerca di azzerare ogni possibilità di mettere in atto dei meccanismi democratici; infatti è entrata in uso una parola “Gleichschaltung”. Gleichschaltung significa normalizzazione, ovvero i cittadini vengono controllati dal regime, è un termine peggiorativo. Significava privare i cittadini di tutta una serie di diritti. Questo termine, insieme ad altri, non verrà più utilizzato nella lingua tedesca. Dal tedesco scompariranno infatti delle parole che sono state associate al nazismo.
Rogo dei libri
Il 10 maggio 1933 avviene il rogo dei libri. Molti intellettuali tedeschi lasciano la Germania. Quello più conosciuto è il rogo dei libri di Berlino. Il nazismo individua una serie di testi che sono considerati, dal punto di vista nazionalsocialista, dei libri pericolosi. Tra questi libri troviamo i libri pacifisti, i libri di autori socialisti o comunisti, e tutti quei libri che non rispondono alla dottrina dell’uomo forte ariano. Ad esempio, Kafka è stato bandito perché racconta dei dilemmi dell’uomo e quindi non è considerato un uomo forte ariano.
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