Preparazioni liquide
⮚ Possono presentarsi sotto forma di:
❑ Soluzioni
Sistemi dispersi
❑ Dispersioni colloidali
❑ Sospensioni
❑ Emulsioni
⮚ Possono essere classificate in base alla via di somministrazione:
❑ Per uso orale
❑ Per applicazione cutanea
❑ Preparazioni nasali
❑ Preparazioni oftalmiche
❑ Preparazioni oromucosali
❑ Preparazioni per irrigazione
❑ Preparazioni parenterali
❑ 1
Preparazioni rettali
Soluzione : Sistema nel quale uno o più soluti (piccole molecole, proteine…) si trovano molecolarmente
dispersi in un veicolo solvente in modo da formare una sola fase. Il solvente di solito è presente in
maggiore quantità. L’API è completamente solubilizzato per dare una sola fase .
Possono essere impiegate come forma farmaceutica finita o come intermedi per la produzione di forme
farmaceutiche solide.
Aspetto:
Le soluzioni si presentano limpide, prive di corpo di fondo o di particelle sospese e di diversa colorazione.
Il vantaggio è che il liquido è già pronto all’assorbimento potendo già questo miscelarsi con i fluidi
biologici . Lo stato limitante è solo l’assorbimento e la permeabilità . Importante l’affinità dell’API per la
membrana ma non solo è necessario anche bilanciamento tra la porzione idrofila e quella lipofila del
farmaco . Rispetto alla forma solida si salta la fase di dissoluzione . Somministrazione:
Per uso orale o per uso esterno (per applicazione cutanea), auricolari, nasali, oftalmiche, oromucosali,
parenterali, per inalazione, per irrigazione, rettali e veterinarie per applicazione cutanea.
Via orale:
L’inizio dell’azione terapeutica è più veloce di quello della compressa .Nel momento in cui si formula un
API in soluzione bisogna considerare la dose terapeutica dato che ci sono API attivi a basse dosi e farmaci
a dose alte come Paracetamolo e Ibuprofene . Importante sapere la dose di API da solubilizzare . Esiste un
sistema di classificazione dei farmaci che li classifica in base alla dose max dell’API .
Classe I : altamente permeabile e solubile . La classe 1 è data da API . Classe 2 : il parametro limitante è la
solubilità . Classe 3 : il parametro limitante è la permeabilità che dipende dalle caratteristiche del
farmaco .Gli accorgimenti fatti riguardano l’interazione con le membrane biologiche . Gli API dell classe
4 sono caratterizzati da una bassa solubilità e permeabilità In caso di bassa solubilità la formulazione deve
riuscire a mandare in soluzione l’API .
Ogni eccipiente contribuisce a stabilizzare la forma farmaceutica .
Preparazione delle soluzioni
L’ analisi delle proprietà chimico-fisiche dei farmaci in soluzione acquosa che sono di importanza rilevante
per il dosaggio di formulazioni di liquidi (orali, parenterali e colliri). La soluzione deve rimanere stabile
nel tempo e l’API non deve precipitare .
• CHIMICHE
o Concetto di solubilità e velocità di solubilizzazione
o Parametri chimico-fisici che influenzano la solubilità
o Ionizzazione di farmaci in soluzione
o Uso di additivi
• FISICHE
Proprietà additive
Proprietà costitutive
Proprietà colligative:
o abbassamento della tensione di vapore
o innalzamento del punto di ebollizione
o abbassamento del punto di congelamento
o pressione osmotica
Proprietà chimiche dei farmaci in soluzione
• Capire come i farmaci passano in soluzione e studiare i fattori che ne mantengono la solubilità o ne
causano la precipitazione. Capire la solubilità in un determinato veicolo . Serve a dare un limite di
utilizzazione .
• Le soluzioni devono essere stabili nel tempo .
• Le soluzioni, quando somministrate, possono formare precipitati (possono dare riprecipitazione) nel
succo gastrico o nel sangue e in questo caso il farmaco dovrà ridisciogliersi per essere assorbito.
Il processo di trasferimento delle molecole o degli ioni dallo stato solido alla soluzione è noto come
DISSOLUZIONE. Tale processo dipende dalla solubilità del soluto nel solvente .
La solubilità ( o solubilità di equilibrio) è la quantità di una sostanza che passa in soluzione quando si
stabilisce un equilibrio tra soluto in soluzione e l’eccesso di sostanza non disciolta.
Per determinrla si mette una dose in eccesso , essendo un fenomeno tempo dipendente si lascia equilibrare
fino ad ottenere una soluzione satura in cui si osserva il corpo di fondo . Si lascia agitare fino al
raggiungimento di un equilibrio tra la quota solubilizzata e quella dispersa . Questa concentrazione
corrisponde alla solubilità . Cambia in funzione della temperatura per questo normalmente la si determina a
25 e 37 gradi .
La solubilità tramite la legge di Noyes è direttamente proporzionale alla velocità di dissoluzione . La quantità
di farmaco che si solubilizza nell’unità di tempo è direttamente proporzionale a k che dipende dall’area
superficiale / lo strato diffuso Maggiore è la solubilità maggiore è la velocità di dissoluzione .
La solubilità di un farmaco dipende:
1. dalla sua concentrazione in soluzione
2. dalle sue caratteristiche chimico-fisiche
3. dal suo grado di ionizzazione in soluzione
4. dal solvente (costante dielettrica, polarità, solvatazione/idratazione) (miscelato con Acqua )
5. dalla temperatura
6. dall’aggiunta di additivi
La solubilità è normalmente espressa in mg/ml .
1. Concentrazione del farmaco in soluzione
La concentrazione di saturazione non è altro che la solubilità di quel farmaco in un dato solvente e
in quelle condizioni di T e P. Quando si superano i limiti di solubilità compaiono particelle di soluto
e la fase soluzione non sarà in equilibrio con il solido.
In particolari condizioni si possono preparare soluzioni sovrassature. IL coefficiente di ripartizione
ci informa sul grado di lipofilia/idrofilia della molecola . Questo è legato alla solubilità nel
solvente
2. Caratteristiche chimico-fisiche dei farmaci Parametri chimici
• idrofilia/lipofilia della molecola di farmaco rispetto alla natura del solvente: coefficiente di ripartizione
OLIO/ACQUA (log P e log P )
app
si definisce “idrofobico” un composto con P > 1, “idrofilicomposto con P < 1.
Poiché il coefficiente di ripartizione è una costante di equilibrio, è frequente Poiché il coefficiente di
ripartizione è una costante di e
l’uso del log del coefficiente di ripartizione: log P
è frequente l’uso del logaritmo del coefficiente di
“idrofobico” un composto con P > 1 e log P > 0
“idrofilico” un composto con P < 1 e log P < 0
• descrittori molecolari quali dimensione, forma (catene lineari o ramificate) e area superficiale della
molecola di soluto : influenzano il numero di molecole di solvente che possono disporsi intorno alle
molecole di soluto (solvatazione)
ESEMPIO
Si puo’ preparare una soluzione con sulfametossazolo e trimetroprim? Sulfametossazolo Trimetoprim
Water solubility: 610 mg/l (37°C) 400 mg/l (25 °C)
MW: 253,279 g/mol 290,32 g/mol
logP: 0.89 0.9 sono molecole lipofile suppr abbiano gruppi polari
Sono due molecole molto poco solubili ( ultima classe definita da Farmacopea) .•Bactrim 80 mg/5 ml
trimetoprim + 400 mg/5 ml sufametossazolo sospensione orale: Dalla solubilità si capisce che il
Sulfamidico non sarà solubilizzato dato che sono richiesti 400 mg in 5 ml . Si tratta di una sospensione
orale . Eccipienti per stabilizzarla e renderla palatabile . in conservanti , il glicerolo è un l’acqua è il
solvente e funge . Maggiore è l’area superficilae maggiore è la velocità di dissoluzione
-sorbitolo 70% non cristallizzabile (edulcorante ) , cellulosa microcristallina e carbossimetilcellulosa sodica
(agenti sospendenti ) , metile paraidrossibenzoato e propile paraidrossibenzoato(saccarina sodica), saccarina
sodica(edulcorante sintetico), polisorbato 80( agente bagnante ), ammonio glicirrizinato-aroma caramello-
aroma banana-aroma vaniglia (aromatizzanti ) , glicerolo(cosolvente che aumenta la densità della fase
esterna ed è quindi uno stabilizzante della sospensione ) , alcool(solvente dei conservanti ), sodio edetato( dà
effetto sinergico con i conservanti ) , acqua depurata (solvente - fase esterna ).
2. Caratteristiche chimico-fisiche dei farmaci
Parametri fisici
• Dimensione e area superficiale della polvere
Quindi l’aumento dell’area superficiale è inversamente proporzionale alla riduzione del diametro medio.
Quindi la solubilizzazione dell’API è tanto più favorevole quanto più questo è piccolo .
•Forma dei cristalli (habitus) che è strettamente correlata all’area superficiale - alle dimensioni e quindi alla
velocità di dissoluzione .
• Stato solido (l’API è cristallino/amorfo/polimorfo=varie forme cristalline dello stesso cristallo metastabili
(non stabili nel tempo , quella cristallina di partenza è stabile ) in cui il reticolo ha una particolare
disposizione della cella cristallina per cui è più propenso alla dissoluzione e per questo hanno un punto di
fusione più basso e solubilità maggiore rispetto al cristallo di partenza ): influenza sul punto di fusione e
biodisponibilità. Una strategia quindi potrebbe essere trasformare in un polimorfo o in un amorfo che non ha
più reticolo cristallino , non ha punto di fusione e ha una energia di attivazione alta ed è solubile .
Essendo alta la solubilità aumenta la biodisponibilità allora si può ridurre la dose somministrata
Fattori che influenzano la solubilità
3. Grado di ionizzazione del farmaco in soluzione
I soluti sono divisi in due grandi classi: non elettroliti ed elettroliti.
• I primi non danno origine a ioni una volta solubilizzati e non danno conducibilità elettrica: es. saccarosio,
steroidi e urea.
• Gli elettroliti producono ioni e conducono la corrente elettrica (es. acido cloridrico, solfato di sodio,
efedrina e fenobarbitale). Si dividono in elettroliti forti e deboli sulla base della capacità di dissociarsi
completamente o solo in parte in acqua.
In una soluzione acquosa l’entità delle interazioni elettrostatiche che si instaurano tra i componenti portano a
una riduzione della concentrazione effettiva della soluzione e quindi a una deviazione dal comportamento
ideale.
Quindi la concentrazione di elettroliti in soluzione è meglio definita dall’attività (a) :
a= γ c
c
dove c è la concentrazione e γ è il coefficiente di attività molare.
c
γ è assunto = 1 per solventi puri e che diminuisce all’aumentare della concentrazione dell’elettrolita.
c
❖ Nelle soluzioni di non elettroliti , l’attività e la concentrazione coincidono poiché le forze elettrostatiche
non portano a deviazioni dal comportamento ideale.
❖ Per gli elettroliti deboli la differenza tra i valori di concentrazione e attività è spesso trascurata dato il
piccolo n° di ioni e quindi di forze elettrostatiche.
❖ Nelle soluzioni di elettroliti forti e di elettroliti deboli con più sali (come le soluzioni tampone) è più
corretto parlare di attività piuttosto che di concentrazione.
Il contributo di tutti gli ioni (cationi ed anioni) in soluzione all’attività totale della soluzione (attività ionica
media, a ) è descritta dalla seguente equazione:
±
a = γ m
± ±
dove m è la molalità e γ è il coefficiente di attività ionica media
±
dove z z sono la valenza degli ioni, A è una costante il cui valore è determinato dalla costante dielettrica del
+ 12
solvente e dalla temperatura (A=0,509 in acqua a 298 K) e I è la forza ionica totale della soluzione : I = Σ
2
(m z )
Nella formulazione di soluzioni acquose con farmaci ionizzati in soluzioni tampone che contengono
numerosi elettroliti è importante tenere in considerazione la forza ionica della soluzione e quindi l’attività
della soluzione, dato che da questi parametri si ricava la concentrazione del farmaco in soluzione e quindi la
sua solubilità.
Il grado di ionizzazione (α) dei farmaci corrisponde alla frazione di molecole dissociate in soluzione e
dipende dal pH.
⮚ L’eccezione a questa regola sono i non elettroliti e i composti ammonici quaternari, i quali sono ionizzati a
tutti i valori di pH (si comportano da elettroliti forti).
⮚ Circa il 75% farmaci sono basi deboli
mentre circa il 20% farmaci sono acidi deboli
e circa il 5% farmaci non ionici, anfoteri, alcoli.
⮚ Il grado di ionizzazione di un acido (o base) è definito come il rapporto fra la concentrazione di acido
(base) che è ionizzato all’equilibrio e la concentrazione totale presente inizialmente. Moltiplicato per 100
corrisponde alla percentuale di acido (base) che è ionizzato all’equilibrio.
⮚ La maggior parte delle sostanze sono almeno parzialmente ionizzate a pH fisiologico e molti studi hanno
evidenziato che il gruppo carico è essenziale per l’attività biologica .
Saper se si tratta di un acido debole ( Ac. acetilsalicilico) o una base debole ( benzocaina ) è importante non
solo per sapere come stabilizzare la soluzione ma anche in funzione di quello che sarà la sede di
somministrazione dato che il pH cambia . La base debole a pH 7,4 può riprecipitare causando un trombo .
Quindi si deve tener conto del grado di dissociazione in funzione del pH nella sede di somministrazione. Se
precipita nello stomaco deve potersi risolubilizzare per poter essere assorbito . Per questo la pKa è un altro
importante parametro di riferimento .
Relazione tra pH e grado di ionizzazione di farmaci debolmente acidi o basici e loro sali
K è chiamata costante di dissociazione o di ionizzazione per un acido debole.
a
Il logaritmo negativo è chiamato pK a
Il logaritmo negativo della conc. di ioni idrogeno è il pH
La relazione tra i due parametri è espressa dall’equazione di Henderson Hasselbalch :
• Il farmaco basico è virtualmente completamente ionizzato a valori di pH inferiori al pK fino a 2 unità e
a
virtualmente completamente non ionizzato a valori di pH superiori di 2 unità al valore di pK a
• Il farmaco acido è virtualmente completamente non ionizzato a valori di pH inferiori al pK fino a 2 unità e
a
virtualmente completamente ionizzato a valori di pH superiori di 2 unità al valore di pK a
• Sia i farmaci acidi che quelli basici sono ionizzati esattamente al 50% quando si trovano ai rispettivi valori
di pK .
a
Relazione tra pH e solubilità di farmaci debolmente acidi o basici e loro sali
• Farmaci acidi
Sono meno solubili in soluzioni acide che in soluzioni alcaline poiché la specie indissociata che predomina
non è capace di interagire con le molecole d’acqua con la stessa intensità della forma ionizzata che è
facilmente idratata. Indicando il farmaco con HA, con S la sua solubilità (Cs) in condizione di saturazione e
con S la solubilità della specie indissociata [HA], la solubilità totale sarà la somma della solubilità della
0 -
specie ionizzata [A ] e non. Quindi: -
S = S + (conc. specie ionizzata) e [A ] = S-S
0 0
Il grado di ionizzazione ha un effetto importante anche sull’assorbimento, distribuzione ed eliminazione.Solo
la quota indissociata passa attraverso la membrana . Nel caso dell’acido acetil salicilico nel momento in cui
passa nel sangue prevale la forma dissociata e quindi rimarrà nel plasma .
Nel caso di farmaci acidi aumentando il pH questi sono mandati in soluzione.
• Farmaci basici Es. ranitidina, clorpromazina
Sono più solubili in soluzioni acide in cui la forma ionizzata del farmaco è predominante. Se si indica con
S la solubilità di una base libera, RNH , l’espressione della dipendenza dalla solubilità S in funzione del pH
0 2
può essere ottenuta come segue:
Nel caso di un API basico si deve abbassare il pH per mandarlo in soluzione .
• Farmaci anfoteri Es. sulfamidici, tetracicline ,amminoacidi, peptidi e proteine
Questi hanno un minimo di solubilità che prende il nome di punto isoelettrico . Il punto isoelettrico è il
valore di pH al quale la molecola ha carica netta pari a zero . Al valore del punto isoelettrico l’API non si
solubilizzerà mai , per la solubilizzazione ci si dovrà mettere o al di sotto o al di sopra del punto isoelettrico
per avere o la dissociazione dell’acido debole o quella della base debole .
Assorbimento:
❑ Il tratto GI, al pari di altre membrane, si comporta come una barriera lipofila
❑ ❑
Acidi e basi sono assorbiti di preferenza in forma indissociata La maggior parte dei farmaci è assorbita
per diffusione passiva
❑ La velocità di assorbimento e la quantità di farmaco assorbita sono correlate al coefficiente di ripartizione:
>liposolubilità = >assorbimento
❑ Acidi deboli e farmaci neutri possono essere assorbiti nello stomaco, ma non le basi.
L’entità dell’assorbimento di un farmaco dipende quindi dal suo pKa, dal pH del mezzo e dalla sua lipofilia .
La diffusione del farmaco dipende dalle sue caratteristiche .
I farmaci assorbiti per diffusione passiva per via orale obbediscono alla regola del cinque di Lipinski: i
fattori rilevanti perché un farmaco venga assorbito se somministrato per via orale implicano numeri che sono
multipli di 5:
• PM < 500
• Non più di 5 gruppi donatori di legami idrogeno
• Non più di 10 gruppi acc
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