E.V. Politecnico di Torino 2017-8
Sociologia urbana
Lezione 1
Introduzione al corso
Prof: Alfredo Mela
Obbiettivi del corso:
Acquisire conoscenze e capacità di comprensione del fenomeno urbano e delle sue
trasformazioni nelle società contemporanee.
Acquisire abilità nel sapere analizzare i territori urbani, anche attraverso dati statistici.
Attività:
Lezioni frontali
Esercitazione facoltativa a gruppi su un tema collegato all’atelier
Temi delle lezioni:
Sociologia urbana e il suo ruolo nella pianificazione…
Genesi e sviluppo della città
Economia urbana, globalizzazione…
Politiche urbane, trasformazioni del welfare, inclusione sociale, qualità degli spazi urbani…
Esercitazione:
Il tema è progettare un percorso partecipativo con i cittadini del quartiere Aurora nella definizione
di un piano integrato di rigenerazione.
Ci saranno delle lezioni introduttive con partecipazione di stakeholder. Sarà un lavoro di gruppo per
la preparazione di un report su tavole.
Fonti:
Ci sono i power point e vari libri (con meno argomenti se si fa l’esercitazione) (Vedere slide).
La sociologia urbana è un ramo specialistico della sociologia.
La sociologia in quanto disciplina scientifica, si sviluppa a metà del XIX secolo, così come altre scienze
sociali.
Cos’è la sociologia?
Ne esistono molte definizioni, ed è difficile tracciare i confini netti tra sociologia e le altre scienze
sociali. La sociologia studia i fenomeni sociali, cioè le interazioni tra i soggetti sociali e gli aggregati
a cui esse danno luogo (gruppi, sistemi sociali, istituzioni…)
N.b: Humanities= hanno come riferimento i soggetti umani. 1
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L’ambito della sociologia è molto ampio; va dall’analisi degli incontri casuali fino allo studio di
processi sociali mondiali.
Ci sono perciò vari livelli di analisi:
Microsociologia: interazioni tra piccoli gruppi o due soggetti, famiglie…
Mesosociologia: gruppi medi, come partiti, aziende, organizzazioni…
Macrosociologia: sistema sociale globale, società nazionali…
Lezione 2
Sociologia: scienza multiparadigma
Nel 1962, Thomas Kuhn propone l’idea di rivoluzione scientifica: prima si pensava che la scienza
fosse lineare e crescesse con le scoperte, con la sua idea, pensa che ogni volta che c’è una scoperta
si cambino le idee di fondo, cioè i “paradigmi scientifici”.
Esempio è la Rivoluzione Copernicana o la Teoria della Relatività di Einstein. Prima quindi è fisso un
paradigma, sui cui si fanno numerose scoperte, questi periodi si dicono di “scienza normale”,
dopodiché si scopre che il paradigma non è completo e si fa una rivoluzione scientifica.
Le scienze più classiche (Es: fisica, chimica) hanno un solo paradigma, mentre ciò non si applica alle
scienze sociali, che sono dette multiparadigmatiche.
Paradigmi sociali
Principalmente possono essere utilizzati due paradigmi, due approcci:
Paradigma della struttura: si basa sugli aggregati sociali, spiega i comportamenti individuali al suo
interno. Non basta quindi in alcuni casi prendere i singoli elementi.
Paradigma dell’azione sociale:
Per spiegare i fenomeni sociali si parte dalle azioni dei singoli soggetti
Per spiegare le azioni individuali occorre spiegare le azioni individuali e comprendere le
ragioni e il senso che i soggetti attribuiscono ad esse
N.b: “Non razionale” diverso da “Irrazionale”: Irrazionale è fatto in modo contrario alla ragione,
inspiegabile (per esempio faccio un’analisi per arrivare un punto e scelgo l’azione peggiore).
Tipologie di azioni razionali:
Rispetto ad uno scopo: Ha una finalità pratica (Es: economica)
Rispetto ad un valore: Valutazione dei mezzi per raggiungere un fine, analisi costi benefici…
Azione non razionale: ho una finalità, faccio un’analisi dei mezzi disponibili per svolgerla e scelgo
quello più adatto.
Tipologie di azioni non razionali sono: 2
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Tradizionali: si fa per abitudine, convenzioni sociali…
Emotive: affettive, fiducia, istinto…
Ci sono poi altre teorie, come “l’agire espressivo” (l’agire in base all’attore e un pubblico).
Scopi teorici, Scopi pratici
La sociologia non si limita solo allo studio dei fenomeni sociali, bensì anche a…
Formulare previsioni sull’evoluzione futura della società
Formulare suggerimenti per la definizione di scelte e politiche in vari campi della vita sociale
Wright Mills dice: “Il futuro dell’umanità è cosa dev’essere deciso, non solo variabili da
predire”
Sociologia Urbana
La sociologia urbana è lo studio dell’interazione dei fenomeni delle strutture proprie delle città
e delle aree metropolitane. Grazie al corso si propone di offrire anche indicazioni per le politiche
e il governo della città.
In passato c’era una netta distinzione tra sociologia urbana e sociologia rurale, oggi non è più
così, si parla più di sociologia del territorio.
Temi della sociologia urbana
La città materiale ed elementi fisici della città
Distribuzione dei gruppi sociali nella città (ecologia sociale)
Cultura urbana
Politica e le politiche urbane
Vita sociale nella città
Economia urbana
Attore sociale= le persone o chi fa interazioni sociali.
Attante= elementi non umani che interagiscono nei rapporti sociali.
Sociologia urbana come sociologia spazialista
In primis perché tutti i fenomeni sociali si articolano nello spazio, e lo spazio offre opportunità e
limiti al comportamento umano.
I vari soggetti inoltre utilizzano lo spazio per raggiungere i propri fini e così facendo lo trasformano
(sia in modo intenzionale che non).
Urbanizzazione e urbanesimo
Attorno al 2007-2008 la popolazione della città ha superato quella delle campagne. I processi urbani
hanno grande importanza per comprendere le società umane.
Abbiamo due concetti:
Urbanizzazione: crescita delle città e della popolazione urbana rispetto a quella non rurale 3
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Urbanesimo: specificità delle culture e dei modi di vivere propri delle città
La sociologia si interessa ad entrambi i fenomeni e cerca di metterli in relazione.
Wirth definisce la città come: numerosa, densa ed eterogenea.
N.b: mega città= + 10 Mln di abitanti
Sociologia urbana: teoria e analisi empirica
La sociologia urbana è in gran parte una disciplina applicata: cioè ha lo scopo di utilizzarla per
studiare i fenomeni e le cause di fenomeni urbani e non tanto creare teorie.
A livello teorico può aiutare a comprendere il contesto sociale e le idee da cui nascono piani,
progetti e politiche urbanistiche; così come a ipotizzare le conseguenze sociali.
A livello applicativo può aiutare a formulare piani e progetti, rilevare le opinioni dei cittadini,
progettare modalità di partecipazione dei cittadini, valutazione delle ricadute sociali.
N.b: Pianificazione razionale-comprensiva: cerca di comprendere tutti i fattori e fenomeni delle
città.
Sociologia urbana e pianificazione territoriale
La R-A (Action Research): ricerca-azione. Nasce negli anni ’40 da K. Lewin.
In questa teoria i due livelli (ricerca e implementazione) si legano con più forza: il ricercatore non si
limita a consigliare ma agisce.
Lezione 3
Metodologia della ricerca sociale
Metodi quantitativi
Prevedono elaborazioni statistiche dei dati. I dati sono spesso di tipo numerico.
Dati primari: sono dati ricavati per specifiche ricerche, che poi vengono elaborati. I dati
possono essere raccolti con questionari.
Dati secondari: sono già presenti in database, già raccolti per altre ragioni (Es: censimenti)
Questi dati sono generalizzati, perciò danno un’idea di un insieme da un intero campione (ma solo
se il campione è rappresentativo). Questi dati sono inoltre facilmente confrontabili.
Essendo i dati generalizzati, devono essere fatti con domande chiuse e schematiche. Gli svantaggi
di questa tecnica sono l’avere dei dati meno personali.
N.b: il manuale più utilizzato in Italia è quello di Giorgio Corbetta 4
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Metodi qualitativi
Permettono di avere informazioni più ricche e dettagliate, si riesce ad entrare meglio nelle
specificità dei complessi. Gli svantaggi sono che non portano a dati numerici e non generalizzabili
ad un campione più ampio.
Le interviste qualitative sono delle interviste. L’intervista è una conversazione:
Provocata dall’intervistatore
Rivolta a soggetti scelti con criteri
In un numero considerevole, che varia in base allo scopo
Con finalità conoscitive
Guidata dall’intervistatore
Seguendo una traccia con il grado di flessibilità più o meno accentuato
L’intervista qualitativa si fa nelle fasi iniziali di ricerca per raccogliere informazioni di base su un
tema (Es: interviste ad esperti), oppure come metodo di base o ancora, dopo un’analisi quantitativa
per discuterne il risultato.
Tipi di intervista:
Strutturata: le domande sono uguali per tutti, con lo stesso ordine. Aumenta la
confrontabilità delle risposte, ma va bene solo se si usa un campione simile.
Semi-strutturata: si usa una lista di domande, ma se ne può variare l’ordine e aggiungerne.
Aperta/non strutturata: c’è un tema, ma ognuno può svilupparlo in modo differente.
La formazione del campione va fatto con criterio che si può fare in due metodi:
Per quote: prendo tot persone di ogni tipologia
A valanga: conosco una persona con un certo interesse e gli chiedo di darmi nomi di altre
persone da intervistare, ampliando sempre più il bacino. Quando le ultime persone mi
diranno nomi di gente già intervistata è un indizio che ho quasi terminato il bacino.
Traccia d’intervista:
Può essere strutturata ad albero: parto da un blocco, dopodiché mi espando a vari altri sotto-
argomenti, per poi passare ad un secondo blocco etc…
Strumenti:
Registratore audio, taccuino per prendere impressioni personali e note, in caso videocamera.
Chiedere il permesso di registrare e dopo l’intervista effettuare una trascrizione completa, senza
adattarle. Le interviste videoregistrate danno anche un’idea delle emozioni provate dagli
intervistati, però si ha il problema che le persone si blocchino i diventano più formali.
Fasi dell’intervista
1. Primo contatto – appuntamento
2. Inizio: creazione del rapporto con l’intervistato. 5
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Vanno spiegate le finalità del lavoro, può essere fatta una conversione informale per mettere a suo
agio l’intervistato. Va anche motivato e iniziare con domande semplici.
Tipo di domande
Ci sono domande principali:
Cercare di coprire tutti i temi, concatenarle in modo logico
Cercare di avvicinarsi ad una conversazione ordinaria
Evitare troppa accondiscendenza o di andare contro l’intervistato
Evitare le “leanding questions”, cioè tipi di domande che inducono a dare una certa risposta
(Es: “non è certo vero che…”).
Evitare domande con termini che danno una valenza positiva o negativa (Es: cosa ne pensa
di queste lungaggini burocratici)
Evitare di citare pareri di esperti
Consigli per una buona intervista:
Cercare di utilizzare un abbigliamento consono al tipo di intervistato
Scegliere un luogo e situazione adatta
Essere spontanei, ma non troppo informali
Rapporto finale
Dare qualche interpretazione personale.
Lezione 4
Origine della città
I processi di urbanizzazione
Abbiamo due momenti fondamentali:
Rivoluzione neolitica e lo sviluppo dell’agricoltura, presupposto per la nascita della città.
Rivoluzione industriale: presupposto per lo sviluppo dell’urbanizzazione e la progressiva
concentrazione della popolazione in città.
Le città esistono da 7000-8000 anni, forse 10000. Queste sono l’opposto della campagna, anche se
esiste una stretta relazione tra le prime città e la rivoluzione neolitica (10000-2000 a.C.), che ha
portato alla sedentarizzazione della società. Prima di ciò le popolazioni vivevano di caccia e raccolta.
Principali ragioni dello sviluppo delle città
1. Rivoluzione agricola: aumento produzione e possibilità di stoccaggio (cereali)
2. Ruolo delle acque
3. Pressione demografica 6
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4. Sviluppo del commercio: alcuni possono smettere di dedicarsi all’agricoltura e fare altro.
Inizialmente si sviluppa un commercio città-campagna, dopodiché quello tra città. Si
sviluppano gli artigiani.
5. Esigenze difensive: Le città iniziano quindi a diventare più appetibili della campagna e
iniziano a doversi difendere, si sviluppa quindi la funzione militare.
6. Cause religiose-culturali: necropoli
Questi fattori presi singolarmente non spiegano la nascita delle città, ma lo è una loro
combinazione.
Sviluppo dell’agricoltura
Si sviluppano varie aree di agricoltura e pastorizia, in primis in Mesopotamia (orzo). Si scopre che
l’agricoltura intensiva è più produttiva della caccia.
Ci sono vari centri dell’agricoltura, dalla quale questa si è espansa (Vedere slide).
Prime città
Uruk e Eridu - Mesopotamia: città più antiche
Jericho – riva est del Giordano
Catal Huyuk – Turchia
Danpo – Cina
Harrappa – Pakistan
Riconoscere la città antica:
Permanenza dell’insediamento, ampiezza popolazione e densità edifici, altezza edifici, materiali di
costruzione, presenza mura e fortificazioni, forme di drenaggio delle acque, edifici
amministrativi/pubblici, commercio e artigianato…
Sviluppo di una società urbana
Aumento della divisione del lavoro sociale e sviluppo nuovi ruoli.
Emergenza della struttura statale: formazione di una classe dominante, militare…
Attività intellettuale: scribi, sacerdoti, artisti…
Innovazione in vari campi: metallurgia, filosofia, architettura, astronomia…
Effetti negativi sono le malattie infettive.
Stakeholder analysis
Gli stakeholder sono soggetti “portatori di interesse”, questi interessi possono essere di natura
economica, ma anche sociale e culturale.
La prima verifica da fare è il grado di interesse. Bisogna anche vedere la tipologia di Stakeholder (è
attivo o no? Può incidere su questa politica?).
Ci sono attori che possono incidere ma non sono stakeholder. 7
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Obbiettivi dell’analisi
È uno strumento di origine aziendale, che si propone di identificare i soggetti che possono favorire
o ostacolare il progetto. Così come classificarli per importanza, centralità del progetto e tipo/grado
di influenza che danno.
Andranno poi definite delle strategie per relazionarsi con essi.
Metodo:
Fare una lista degli stakeholder, con documenti, analisi, interviste, brainstorming…
Classificarli in base alla centralità del progetto
Classificazione in base al potere e all’interesse
È uno schema ad assi cartesiani con le componenti: Potere e Interesse.
C’è chi può avere molto interesse ma poco potere e viceversa. In base a ciò, queste persone vanno
tenute informate, monitorare, tenute “a bada” o “gestite con cura” (Vedere slide).
Classificazione positiva o negativa sul progetto
I soggetti possono avere influenza e supporto.
Individuare le relazioni tra gli Stakeholder
È possibile rappresentare le relazioni come schemi tra i soggetti.
Scopi della stakeholder analysis nella pianificazione territoriale
(Vedere slide)
Può essere usata all’inizio per valutare le condizioni e definire le strategie. Durante il progetto per
eventualmente intervenire e alla fine per vedere com’è cambiata la situazione.
Gli stakeholder sono: cittadini, imprese, ONG, soggetti istituzionali, gruppi…
I “relais” sono persone che mettono in relazione reti di stakeholder diverse.
Circoli incapsulati
È un metodo di analisi che individua degli stakeholder e li classifica in circolo interno, circolo
intermedio, circolo esterno (Vedere slide).
Altra classificazione di stakeholder
In definitiva, è possibile classificare gli stakeholders in baso al coinvolgimento e all’interesse
(Vedere slide). 8
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Lezione 5
Industrializzazione e urbanizzazione
La relazione tra industrializzazione e urbanizzazione ha avuto un ruolo fondamentale dagli anni del
1800 fino agli anni ’60 del 1900. Ciò spiegava non solo la crescita demografica, ma anche le
caratteristiche socio-culturali delle città.
N.b: Inizio ‘800: tasso urbanizzazione è al 12%
Le scienze sociali fanno largo uso del termine “modernizzazione” per indicare un processo di
mutamento su larga scala. Gli aspetti principali sono individuati nello sviluppo industriale, nelle
istituzioni democratiche e la crescente scolarizzazione (viene meno il ruolo fondamentale della
religione, le società diventano più laiche).
Dal feudalesimo al capitalismo
Il feudalesimo è formata dalla figura dei feudatari, cioè nobili proprietari terrieri. È un sistema
gerarchico basato sul possesso del terreno. Spesso è un’agricoltura di autosussistenza.
Capitalismo:
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