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Macroeconomia

Informazioni

Professoressa: Lorenza Rossi.

Libri:

  • Macroeconomia. Una prospettiva europea, Blanchard, Amighini, Giavazzi, Il Mulino, 2016.
  • Macroeconomia, Boitani, Il Mulino, 2014.

Esami:

  • Parziale: 6 novembre 2017.
  • Totale: 9 gennaio 2018.

Fondamenti di contabilità nazionale

Prima di affrontare l’autentica teoria macroeconomica, è necessaria una trattazione introduttiva riguardo alcune delle grandezze macroeconomiche fondamentali che caratterizzano l’odierna contabilità nazionale.

Prodotto interno lordo

Il prodotto interno lordo è senza dubbio la grandezza fondamentale della macroeconomia.

Prodotto interno lordo (definizione)

Dico prodotto interno lordo (o PIL), e indico con il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un intervallo di tempo assegnato.

Analisi della definizione di PIL

Nella definizione data, il valore di mercato di beni e servizi è valutato in termini nominali, cioè in riferimento ai prezzi di mercato di tali beni e servizi per l’anno a cui si riferisce la misurazione. I beni e i servizi il cui valore è incluso nella misurazione sono solo quelli per cui esiste una rilevazione; inoltre, rientrano nel calcolo esclusivamente i beni e servizi finali, ovvero destinati al consumo diretto: beni e servizi intermedi non vengono contabilizzati nel prodotto interno lordo.

Affinché il valore di beni e servizi sia considerato nel calcolo, questi devono essere prodotti (ovvero realizzati) sul territorio dello Stato: non è dunque sufficiente che essi siano scambiati su tale territorio; né è necessario che siano prodotti da cittadini di tale Stato. L’intervallo di tempo a cui si riferisce la misurazione del PIL è generalmente di un anno solare.

Calcolo del PIL

Si consideri uno Stato con economia aperta, in cui cioè ai cittadini è concesso lo scambio di beni, servizi e attività finanziarie con i cittadini di altri Stati. In tale Stato agiscono i seguenti operatori economici aggregati: le famiglie, le imprese, la Pubblica amministrazione ed il settore estero. In un generico anno solare, il PIL dello Stato può essere contabilizzato indifferentemente secondo i tre metodi definiti di seguito.

Metodo del valore aggiunto

Secondo il metodo del valore aggiunto, il PIL è contabilizzato come la somma dei valori aggiunti dei beni e servizi prodotti, secondo la definizione data. Vale cioè quanto segue: PIL = ∑ (Produzione - Beni intermedi) dove dunque il valore aggiunto del bene è dato dal valore della produzione al netto del valore dei beni intermedi utilizzati nel processo produttivo.

Metodo del reddito

Secondo il metodo del reddito, la differenza tra valore della produzione e valore dei beni intermedi non può che confluire, in ogni impresa, in salari, imposte indirette, profitti o rendite. Il PIL è dunque contabilizzato come la somma: PIL = ∑ (Salari + Imposte indirette + Profitti + Rendite), dove, per ogni operatore economico, i salari sono pagati ai lavoratori, le imposte indirette alla Pubblica amministrazione, i profitti sono conseguiti (e distribuiti o meno agli azionisti) e le rendite pagate ai proprietari di beni capitali (come immobili o macchinari, sfruttati nel processo produttivo).

Metodo della spesa

Secondo il metodo della spesa, il PIL è contabilizzato come la somma delle spese per consumo o investimento effettuate da tutti gli operatori economici aggregati. Vale cioè quanto segue: PIL = C + I + G + NX, dove C è la spesa per il consumo di beni e servizi finali effettuata dalle famiglie, I è quella per l’investimento in beni effettuata dalle imprese, G è la spesa pubblica effettuata dalla Pubblica amministrazione, ed NX è la bilancia commerciale dell’economia.

Spesa per investimenti (definizione)

Nella prassi, la spesa per investimenti è la spesa effettuata dalle imprese per beni di investimento, calcolata nell’anno della misurazione. Nella spesa per investimenti sono contabilizzate le spese per investimenti fissi (come l’acquisto di immobili o macchinari nuovi), ma anche le spese per investimenti in scorte (cioè in beni non venduti, e immagazzinati), di cui si registrano solo le variazioni annuali.

Spesa pubblica (definizione)

La spesa pubblica è la spesa effettuata dalla Pubblica amministrazione, calcolata nell’anno della misurazione. Essa è contabilizzata come la somma delle spese correnti (come retribuzioni dei dipendenti pubblici, acquisto di beni, prestazioni sociali, sussidi alla produzione e spesa per interessi sul debito pubblico) e di quelle dette in conto capitale (investimenti in opere pubbliche e trasferimenti di conto capitale).

Bilancia commerciale (definizione)

La bilancia commerciale, o esportazioni nette, è definita come la differenza seguente: NX = X - M, dove X sono le esportazioni effettuate dalle imprese dell’economia, e M sono le importazioni effettuate da imprese di altre economie, espresse in valuta nazionale, nell’anno della misurazione.

Utilizzo del PIL

L’attenzione dedicata dalla contabilità nazionale al prodotto interno lordo come grandezza macroeconomica è giustificata dalla sua utilità come indicatore non solo del reddito di uno Stato, ma anche del livello di benessere dei suoi cittadini.

PIL come indicatore di reddito

Per definizione, il prodotto interno lordo è in primo luogo un indicatore del reddito prodotto da uno Stato in un intervallo di tempo: come si è osservato, infatti, il PIL può essere calcolato come la somma delle voci di reddito (salari, imposte indirette, profitti e rendite) maturate in un anno dagli operatori aggregati. Si ricordi tuttavia che in ogni Stato esiste una porzione di reddito non rilevabile, e dunque non computata all’interno del PIL: appartengono a questa il valore delle attività economiche autoprodotte all’interno delle famiglie, ed il valore delle attività appartenenti alla cosiddetta economia sommersa (si tratta in genere di attività di natura illegale o non regolamentata).

PIL come indicatore di benessere

Il PIL pro capite (cioè il rapporto fra il PIL di uno Stato e la sua popolazione) può essere considerato come un indicatore del benessere medio della popolazione di un paese. Per poter essere comparato sensatamente, il PIL pro capite di due economie deve tuttavia essere attualizzato ad una valuta estera, secondo un tasso di cambio che sia compatibile con la parità dei poteri d’acquisto. Con i dovuti accorgimenti, il PIL pro capite può risultare un indicatore di benessere piuttosto accurato: in generale, si osserva infatti una correlazione positiva fra il PIL pro capite di uno Stato e la qualità ed il costo dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria (in genere assunti come parametri rilevanti per il benessere) in esso.

Si ricordi ad ogni modo che il PIL pro capite non fornisce alcuna informazione in merito al grado di uguaglianza nella distribuzione del benessere fra i cittadini di uno Stato: anche per questo, le valutazioni svolte sul PIL pro capite di uno Stato sono spesso integrate attraverso l’uso di altri indicatori, più raffinati, come l’Indice di Gini, l’Indice di sviluppo umano (ISU) o la Felicità interna lorda (FIL).

Altre misure di reddito macroeconomico

Il reddito prodotto da uno Stato può essere misurato anche grazie ad altre grandezze macroeconomiche, derivate dal prodotto interno lordo, e definite di seguito.

Prodotto nazionale lordo (definizione)

Dico prodotto nazionale lordo, e indico con GNL la grandezza macroeconomica definita come la somma: GNL = PIL + RNE, dove PIL è il prodotto interno lordo nominale, e RNE sono i redditi netti dall’estero, cioè il saldo tra i redditi prodotti da cittadini occupati all’estero ed i redditi esteri prodotti domesticamente.

Prodotto nazionale netto (definizione)

Dico prodotto nazionale netto, e indico con GNN la grandezza macroeconomica definita come la differenza: GNN = GNL - A, dove GNL è il prodotto nazionale lordo, e A sono gli ammortamenti relativi all’anno della misurazione.

Reddito nazionale lordo (definizione)

Dico reddito nazionale lordo, e indico con RNL la grandezza macroeconomica definita come la somma: RNL = GNL + ID - CT, dove GNL è il prodotto nazionale lordo, ID sono le imposte dirette riscosse, e CT sono i contributi pubblici alla produzione.

Reddito nazionale netto (definizione)

Dico reddito nazionale netto, e indico con RNN la grandezza macroeconomica definita come la differenza: RNN = RNL - A, dove RNL è il reddito nazionale lordo, e A sono gli ammortamenti relativi all’anno della misurazione.

Contabilità nazionale

Si consideri, come in precedenza, uno Stato caratterizzato da economia aperta, e dove famiglie, imprese, Pubblica amministrazione e settore estero agiscono come operatori economici aggregati.

Identità di contabilità nazionale

La comparazione del metodo del reddito e del metodo della spesa per il calcolo del PIL permette di dedurre alcune identità fondamentali per la contabilità nazionale.

Reddito disponibile (definizione)

Dico reddito disponibile, ed indico con YD, il reddito disponibile alle famiglie per il consumo o il risparmio. Assumendo che nell’economia considerata tutti i profitti conseguiti dalle imprese siano distribuiti in forma di dividendi azionari alle famiglie, è possibile definire il reddito disponibile come: YD = PIL + TP - T, dove PIL è il prodotto interno lordo nominale, TP i trasferimenti pubblici versati alle famiglie dalla Pubblica amministrazione, e T è la somma di imposte e contributi sociali versati alla Pubblica amministrazione dalle famiglie. Sia ora S la porzione di reddito disponibile destinata dalle famiglie al risparmio; vale allora che: YD = C + S, dove C è, come in precedenza, la spesa destinata dalle famiglie al consumo di beni e servizi finali.

Relazione fondamentale tra spesa e reddito

Isolando la spesa per il consumo nel calcolo del PIL secondo il metodo della spesa, e sostituendola nella definizione di reddito disponibile appena fornita, si deduce la seguente relazione fondamentale: (YD = C + S + T - TP) + I = PIL + EX - IM, dove il termine: D = T - TP è detto disavanzo del bilancio pubblico. In una economia aperta, dunque, il risparmio privato finanzia gli investimenti privati, il disavanzo pubblico e le esportazioni nette.

Corollario per economia chiusa

In una economia chiusa e priva di Pubblica amministrazione, il risparmio privato finanzia solo l’investimento: S = I = C = PIL, poiché vale che.

Conto economico di risorse e impieghi

Una semplice riformulazione dell’identità fondamentale tra spesa e reddito appena enunciata consente di comprendere le tavole che costituiscono il conto economico delle risorse e degli impieghi di uno Stato.

Risorse (definizione)

Nel conto economico delle risorse e degli impieghi, dico risorse la grandezza macroeconomica definita dalla somma: R = PIL + M, dove PIL è il prodotto interno lordo nominale, e M sono le importazioni.

Impieghi (definizione)

Nel conto economico delle risorse e degli impieghi, dico impieghi la grandezza macroeconomica definita dalla somma: I = C + I + G + EX, dove C è la spesa per il consumo privato, I è la spesa per gli investimenti privati, G è la spesa pubblica e EX sono le esportazioni.

Conto economico di risorse e impieghi (definizione)

In un’economia aperta, dico conto economico di risorse e impieghi la scrittura contabile definita come segue:

Anno Aggregati
Prodotto interno lordo PIL
Risorse Importazioni di beni e servizi
Spesa delle famiglie residenti Spesa sul territorio economico
Acquisti all’estero dei residenti Consumi nazionali
Acquisti sul territorio dei non residenti […]
Spesa delle Amministrazioni pubbliche Impieghi
Spesa delle ISP Investimenti fissi netti
Investimenti fissi lordi Ammortamenti
Variazione delle scorte Variazione delle scorte
Oggetti di valore Esportazioni di beni e servizi

= E, per cui, essendo dall’identità fondamentale che è rispettato il principio contabile del pareggio di bilancio.

Tassi macroeconomici

Di seguito si definiscono cinque fra i più importanti tassi usati spesso nelle trattazioni di natura statistica o macroeconomica.

Tasso di disoccupazione

Popolazione in età attiva (definizione)

Dico popolazione in età attiva, ed indico con PEA, il numero di abitanti di uno Stato che detengono la capacità fisica ed i requisiti d’età necessari per lavorare.

Forza lavoro (definizione)

Dico forza lavoro, ed indico con LF il numero di abitanti di uno Stato che, fissate certe condizioni, è disposto a lavorare e partecipa dunque al mercato del lavoro. In particolare, vale che: LF = E + U, dove E è il numero di occupati, e U il numero di disoccupati.

Tasso di partecipazione (definizione)

Dico tasso di partecipazione alla forza lavoro (o tasso di attività), ed indico con TP il numero indice definito come segue: TP = (LF/PEA) × 100% che rappresenta la proporzione percentuale di abitanti di uno Stato che, detenendo i requisiti necessari per lavorare, partecipano effettivamente al mercato del lavoro.

Tasso di disoccupazione (definizione)

Dico tasso di disoccupazione, ed indico con TU il numero indice definito come segue: TU = (U/LF) × 100% = (PEA - E)/PEA × 100% che rappresenta la proporzione percentuale di abitanti che, partecipando attivamente al mercato del lavoro, risulta disoccupata.

Tasso di occupazione (definizione)

Dico tasso di occupazione (economico), ed indico con TE il numero indice definito come segue: TE = (E/PEA) × 100% che rappresenta la proporzione percentuale di abitanti che, partecipando attivamente al mercato del lavoro, risulta effettivamente occupata.

Tasso di inflazione

Tasso di inflazione (definizione)

Dico tasso di inflazione, ed indico con TI il tasso al quale il livello generale dei prezzi aumenta (inflazione) o diminuisce (deflazione) nel tempo.

Indice dei prezzi al consumo (definizione)

Si consideri un paniere dei consumi, contenente un numero di beni e servizi, e sia l’anno base 0. Dico indice dei prezzi al consumo all’anno t ed indico con CPI, il numero indice definito come segue: CPI = (Σ (q0 pt)/Σ (q0 p0)) × 100, dove q0 è la quantità di bene acquistata al prezzo p0 nell’anno base, e pt è il prezzo del medesimo bene nell’anno t. L’indice dei prezzi al consumo è un indice di Laspeyres: poiché nel suo calcolo la quantità è riferita all’anno base, non è computato l’effetto di sostituzione dovuto alla variazione dei prezzi tra l’anno base e l’anno t.

Calcolo dell’inflazione attraverso i prezzi al consumo

Esistono due metodi per il calcolo del tasso di inflazione, ed entrambi prevedono la definizione di misure del livello generale dei prezzi. Se calcolato attraverso l’indice dei prezzi al consumo, il tasso di inflazione è definito come segue: TI = ((CPIt - CPIt-1)/CPIt-1) × 100, cioè come la sua variazione percentuale dall’anno t-1 all’anno t. Poiché non computa l’effetto di sostituzione, la definizione del tasso di inflazione tramite l’indice dei prezzi al consumo tende a fornire una sovrastima della reale misura di inflazione.

Calcolo dell’inflazione attraverso il deflatore del PIL

Se calcolato attraverso il deflatore del PIL, il tasso di inflazione è definito come segue: TI = ((Deft - Deft-1)/Deft-1) × 100, cioè come la sua variazione percentuale dall’anno t-1 all’anno t. Poiché computa l’effetto di sostituzione, la definizione del tasso di inflazione tramite il deflatore del PIL tende a fornire una sottostima della reale misura di inflazione.

Tasso di crescita del PIL

PIL nominale (definizione)

Dico PIL nominale riferito alla produzione e ai prezzi nell’anno t ed indico con PILt, l’indice definito come segue: PILt = Σ (qt pt), dove qt è il vettore della produzione aggregata per un paniere di beni e servizi nell’anno t, e pt è il vettore dei prezzi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrtambourine91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Rossi Lorenza.
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