E.V. Politecnico di Torino 2015-6
Geomatica
Prof. Gabriele Garnero
Prefazione Laurea: Gestione territorio, paesaggio, ambiente, risorse naturali. Aspetti tecnici ma anche
umani e sociologici.
Introduzione al corso:
È l'ex corso di cartografia, serve per darci strumenti di base che serviranno per il nostro mestiere, questi
strumenti sono gli elaborati cartografici.
Il corso vale 6 CFU (Credito Formativo Universitario), quindi dobbiamo fare 60 ore di lezione (1 CFU= 10
ore). Ogni anno dobbiamo fare tot CFU e in base alle ore gli esami valgono più o meno CFU. Per questo
corso è diviso è in:
Procedimento teorico del rilievo della superficie terrestre - 2 CFU
Cartografia disegnata e cartografia numerica - 1 CFU
Tecniche di produzione della cartografia numerica - 3 CFU
Il corso è uno SBARRAMENTO (Insieme a Evoluzione del pensiero urbanistico e della pianificazione) non
ci si può iscrivere al 2° anno se non si è superato l'esame (maggiore o = a 18) entro settembre.
Il corso NON HA obbligo di frequenza.
L'esame ha prova scritta, con domande a risposta aperta su argomenti descrittivi, la durata è 1,5 ore.
Troviamo una prova d'esame online.
Testo di riferimento: G.Amadio (2012): Introduzione della Geomatica, Flaccovio Editore.
Il corso è legato ad Analisi urbanistiche e territoriali con strumenti GIS, che sarebbe il lato più pratico di
questa materia (ha anche con ore di pratica).
Esiste il corso dell'ECDL specialized, legato al GIS (ECDL-GIS). Il Politecnico dà la possibilità di fare questa
certificazione, perchè ha un test-center interno. N.b: GIS: Geographic Informatic System
Dal momento che non tutti hanno fatto cartografia si partirà in modo misto, partendo dalle basi. Il corso
non è matematico ma applicativo. Il nostro obbiettivo non è fare dati ma saperli utilizzare.
LARTU: E' un laboratorio cartografico che collabora con il Poli per cui alcuni tecnici vengono anche alle
lezioni e a cui possiamo chiedere aiuto etc.
L’e-mail del professore: gabriele.garnero@polito.it 1
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
Sta diventando un mestiere, il GIM: Geographic Information Manager.
Geomatica è l'evoluzione della cartografia grazie a strumenti informatici; concetto di Geo (=terra) e
Matica (=Informatica), comprende attività di:
Rilievo: come si prendono i dati, rilevare
Rappresentazione: come mostrare i dati, rappresentare
Gestione: dei dati e info territoriali
Si usano strumenti di misura per rilevare aree vaste (non solo cortili come facevano i geometri) che
sono in continua evoluzione (es: droni, satellite). Ovviamente i vari vecchi strumenti non verranno
cancellati e quindi vanno un minimo conosciuti.
Esempi: Topografia, Fotogrammetria, Geodesia Satellitare (GNSS, o GPS), Digitalizzazione che
forniscono la Cartografia Numerica. Applicandoci la strutturazione topologia insieme a telerilevamento,
ortofoto etc. otteniamo una superficie geometrica di riferimento (rappresentazione cartografica).
Topografia di base:
Andiamo a fare delle misure del territorio: quali? Con quali strumenti? Con che procedure? Con che
precisione?
La precisione può servire o no, e fare le misurazioni può costare o non costare niente, a seconda uso a
scopi professionali o no.
A quale scopo?
1. Dare una rappresentazione: di porzioni di superficie terrestre della terra (Rilievi) o
dell'andamento dei fenomeni
2. Eseguire tracciamenti di opere di ingegneria (Topometria)
Cosa misuriamo:
1) Angoli: Misuriamo l'angolo azimutale (orizzontali) o angoli zenitali (verticali). Misurato con teodoliti
e tacheometri.
La verticale è l'elemento fondamentale per le nostre misurazioni.
2) Distanze: distanza geometrica tra due punti. Misurato tramite distanziometri elettro-ottici, GPS,
metodi indiretti.
Nelle carte le distanze sono allo stesso piano.
3) Dislivello: differenza di quota con strumenti come livellazione geometrica.
Impostiamo il problema cartografico: 2
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
Il sistema di riferimento della Terra dev'essere universale per poter unire insieme dati dei vari stati,
regioni etc. La superficie fisica è complicata, abbiamo bisogno di una superficie di riferimento, per ora
ne abbiamo due: geoide e ellissoide.
Abbiamo due rappresentazioni:
Planimetria: vediamo solo un piano, per ogni punto del piano otteniamo la sua proiezione
sull’ellissoide
Altimetria: vediamo in modo tridimensionale, è importante saperlo per molte cose,
determiniamo le quote, cioè le distanze dal geoide
Coordinate:
Coordinate cartesiane del piano (X e Y).
Coordinate curvilinee: su superficie tridimensionale.
Volendo approfondimento storico sul sito internet, principali rivoluzioni:
Aerei: posso vedere i luoghi con una visione d’insieme, cosa che da terra non è possibile
Gps: sparisce la necessità di vedere da un punto ad un altro punto, com'è sempre stato.
Lezione 2
Geodesia
Grazie alle proiezioni ortogonali io posso descrivere un oggetto o una struttura. Ma cosa accade se
l’oggetto è complesso? Potremmo usare un’ipotetica carta e avvolgerla attorno (Es: torre di Pisa), ma
spesso la struttura ha più strati. Dovrò quindi fare la “scalatura”, perché a seconda della misura di
riferimento devo fare diversi prospetti (esterno, centrale…). Va inoltre tenuto conto che la Torre di Pisa
è una superficie a semplice curvatura (Cilindro, cono…), detta rigata.
Se invece la superficie non è rigata? Come ad esempio la Cappella della Sindone? Possiamo dividere
l’interno tra parti alte e basse, le quali sono state rappresentate “srotolate” come tanti spicchi.
Nel caso della Terra per fare una rappresentazione dobbiamo fare delle approssimazioni perché la
complessità della superficie fisica non consente la creazione di corrispondenze esatte.
I problemi sono due:
Scelta della superficie di riferimento – Geodesia
Lo sviluppo sul piano di tale superficie - Cartografia
L’unico caso in cui non si rende in piano è il mappamondo, ma per rappresentare superfici più piccole
è impossibile usarlo. Bisogna però stare attenti: qual è il sistema di riferimento? C’è un sistema di
nazionale/interazione comune? 3
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
N.b: Per fare il Piemonte a 1:10'000 servono circa 800 pezzi di carta.
Com’è fatta la terra?
La Terra è ha diverse densità (la cui media è 5) ed è formata da diversi strati:
Crosta terrestre: tra i 17 e i 70 km di spessore
Mantello: fino a 2900 km, è formato da mantello superiore (spesso 1000 km) e inferiore (spesso
1900 km)
Nucleo: formato da uno strato liquido esterno e uno solido interno
La teoria della tettonica a placche: la crosta terrestre è divisa da placche o zolle che galleggiano su uno
strato sottostante. La deriva dei continenti spiega come questi non siano fissi, ma si muovano
continuamente e come negli anni abbiano cambiato posizione. Tutti derivano dalla frammentazione
della Pangea.
Finché misuriamo localmente vediamo tutto fermo, ma se usiamo sistemi GPS 24h/24 noteremo che
non è così.
Moti della Terra
Moto di rotazione: Movimento della Terra su se stessa (sull’asse polare), il suo asse è inclinato
per circa 26° 26’ 32”.
Moto di rivoluzione: Movimento intorno al Sole che dura un anno siderale, essa si muove in
un’orbita ellittica.
Moto di precessione: Rotazione dell’asse polare, molto lento.
Le maree: La marea è l’oscillazione verticale del livello del mare causata dell’attrazione
gravitazione combinata del Sole e della Luna, ogni 6 ore. Il dislivello tra alta e bassa marea si
chiama “ampiezza di marea”.
Il mareografo è uno strumento che serve a misurare il livello medio del mare su lunghi periodi
temporali, abbiamo un galleggiante collegato ad un registratore che registra le altezze del mare. E’
molto importante per misurare i metri d’altezza sul livello dal mare, che sono poi usati come riferimento
per le carte. In Italia quello più vecchio è quello di Genova.
La terra è tonda e lisca come una palla da biliardo: L’Everest è alto 8.848 m mentre le fosse delle
Marianne sono profonde 10.994 m. Il raggio medio terrestre è 6370 km, quindi le irregolarità sono
nell’ordine di 1/1000. L’appiattimento è nell’ordine di un 3/100, quindi quasi impercettibili.
Il Geoide
Il Geoide è quella superficie che è sempre perpendicolare alle linee di forza del campo gravitazionale
(del livello del mare). Sarebbe la linea su cui l’acqua della Terra si disporrebbe se non ci fossero venti,
terre emerse etc.
Da cosa consiste l’attrazione gravitazionale? Tramite la formula dell’attrazione newtoniana possiamo
scoprirlo. L’attrazione gravitazionale sale man mano che i due corpi si avvicinano. 4
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
∗
→= 2
Va anche considerata la rotazione terrestre (forza centrifuga), essa varia se sono all’equatore (punto di
massima forza) o ai poli (punto di forza minima).
→= → + →
g F f
Noi abbiamo bisogno di conoscere “orizzontale” e “verticale”, che serviranno a rappresentare
l’elemento fisico che vogliamo rappresentare: la gravità. (Orizzontale: quando un elemento fisico è in
equilibrio con la superfice).
Le due forze (gravità e centrifuga) sono differenziali; da questi possiamo ricavare la funzione
equipotenziale che serve a descrivere la gravità.
Le linee di forza della gravità non sono però uguali e influiscono su superfici equipotenziali.
Spesso nella storia si è data poca importanza alla diversità dei sistemi cartografici, creando delle
deformazioni cartografiche da stato a stato. Con il GPS ci si è dovuti adeguare e mediare, utilizzando il
geoide GRS80.
Ellissoide
Molti studiosi dissero che la terra era una sfera schiacciata, così cercarono di rappresentare in modo
matematico il geoide.
Visto che il geoide è difficile da calcolare, possiamo usare l’Ellissoide, che però differisce dal geoide (Es:
a Torino c’è una differenza di circa 50 m). Questo sistema usa longitudine (paralleli) e longitudine
(meridiani), le cosiddette coordinate.
Teoremi della geodesia operativa:
Con le formule di Puiseaux-Weingarten possiamo misurare sia sul geoide che sull’ellissoide senza
differenza (o comunque con un errore talmente piccolo che non ne teniamo conto, es: su 1 km è 0,004
mm in planimetria).
La geometria ellissoidica è molto complicata, ma nelle piccole superfici posso considerarle piane e
semplificare quindi la situazione. Ma fino a quando posso smettere di considerare una superficie piana
e passare ad una sfera, e viceversa? Devo sapere quanto questa cosa influisce e se è maggiore o minore
dell’accuratezza con la quale io misuro.
6
E qual è la mia accuratezza? E’ 1x10 (1 mm per km). 5
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
Quindi fino ai 10-20 km posso continuare a considerare la terra piana (in planimetria). In altimetria le
cose cambiano: a 0,5 km avrò un dislivello di 2 cm, a 1 km sono 7,9 cm.
Riassumendo:
Geoide: superficie di rifermento che non sappiamo trattare, poiché molto complicata
Ellissoide: lo utilizziamo al posto del geoide, fino a tratti di 100 km
Lezione 3
Cartografia
La cartografia è un prodotto di sintesi tra varie rappresentazioni, che utilizza codici per rappresentare
una superficie di riferimento.
La rappresentazione cartografica non può essere ottenuta senza strappi o deformazioni: dal punto di
vista analitico sono due funzioni matematiche che trasformano una parte di superficie da
tridimensionale a piana. Queste funzioni trasformano una coppia di valori (“fil” e “anda”, f e g) in una
coppia di valori (X e Y).
Normalmente ci aspetteremmo che una carta mantenga angoli e non ci dia punti deformati, ma dato
che ad ogni punto della superficie di riferimento corrisponde un solo punto sulla carta questo accade:
nella realtà infatti non esistono carte perfette.
Come faccio quindi a passare da una superficie sferica a piana? Utilizzando i moduli di deformazione:
Modulo di deformazione lineare: rapporto tra lunghezza di un segmento misurato sulla carta e
il suo corrispondente misurato sulla superficie di riferimento
Modulo di deformazione areale: rapporto tra misura misurata su carta e il corrispondente sulla
superficie di riferimento
Modulo di deformazione angolare: differenza tra un angolo misurato su carta e il corrispondente
sulla superficie di riferimento
Come passo da un supporto tridimensionale a bidimensionale? Proietto l’immagine sferica su un foglio
e poi spiano. Avrò quindi dei punti di riferimento sulla realtà che andranno successivamente proiettati
sulla cartografia.
Proiezioni: rappresentazioni con mezzi geometrici
Rappresentazioni: fatte utilizzando mezzi analitici, elimino il concetto geometrico
Scala di una carta
Devo sapere il rapporto tra le grandezze della carta e quelle nella realtà (Es: 1:1.000, vedo più grande
di 1:10.000). 6
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
Ovviamente non posso prendere una cartina in una scala e stamparla in un’altra scala (se stamperò più
piccolo mi verrà tutto nero, viceversa mi verrà una carta povera).
Come si classificano le varie carte?
In funzione delle scale
Geografiche: minore a 1:1.000.000
Corografiche: tra 1:000.000 e 1:25.000
Topografiche maggiore di 1:25.000
Piccola scala: minore di 1:25.000
Media scala: tra 1:25.000 e 1:10.000
Grande scala: maggiore a 1:10.000
In funzione del contenuto
Carta di base: riporta la maggior parte di dati possibili
Carta tematica: riporta una serie di dati specifici
Precisione delle carte
Ovviamente le misurazioni andranno fatte in base alla scala delle carte, per esempio non ha senso
misurare al centimetro in una carta 1:10.000. Se io leggo una carta utilizzando i quarti di mm,
(utilizzando quindi i metri con 1:10.000) non potrò avere una grande accuratezza, dovrò usare scale
inferiori.
Per esempio gli errori di graficismo sono:
1:25.000 – 5 m di errore
1:10.000 – 2 m di errore
1:5.000 – 1 m di errore
1:2.000 – 0,40 m di errore
L’errore è normale che ci sia, se faccio un collaudo di un 1:2.000 e mi viene un errore di 20 cm o su un
1:10.000 è di 2 m, non importa. Possiamo avere una tolleranza di massimo 3-4 volte quelli scritti prima
in elenco.
Esistono più tipi di carte:
Regolari: carta classica, scala di riferimento corretta
Speditive: carta derivata da una carta di scala maggiore, si utilizza quando ho zone sprovviste di
regolare cartografia
Rilevate: la carta arriva da fotografie fatte appositamente
Derivate: derivano da più materiali diversi e uniti 7
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
Proiezioni cartografiche:
S’intende una tecnica di formazione di carta che proietta geometricamente i punti dell’ellissoide in una
superficie sviluppabile sul piano.
Nel caso di una sfera posso utilizzare un cilindro che posso tenere verticale (cilindriche dirette, tangente
sull’equatore) o tenerlo orizzontale (cilindriche inverse, tangente ad un meridiano).
La Francia usa utilizza delle proiezioni coniche, quindi in base all’orientamento saranno coniche
tangenti, secanti, dirette e inverse.
Proiezione stereografica polare: è un metodo per ottenere una proiezione delle calotte polari; otterrò
sulla carta le trasformate dei paralleli (a circonferenze concentriche) e dei meridiani (raggi), essi sono
tra loro perpendicolari, quindi la carta può essere definita conforme.
La deformazione di questo tipo di carta sale man mano che si allontana dal polo.
Lezione 4
Il contenuto cartografico
N.b: Larghezza strada 1,50 m, strada 7 m, casa 15x10 m
A scala 1:1000 alcune cose non si vedrebbero, (es: pali della luce) ma a noi servono, come faccio?
Noi abbiamo varie tipologie di rappresentazione, non solo la classica metrica, ma anche quella
simbolica (Simbolismo cartografico), utilizzerò quindi simboli (Es: per indicare le strade, pali della luce,
chiese…) che non tengono conto della scala. Alcune cose però, come i marciapiedi, nei 1:10.000
scompaiono.
Come sapere se mettere una cosa o no?
Abbiamo una problematica di soglie di acquisizione/accuratezza: ogni oggetto è stato quindi definito
da un’obbligatorietà dell’Intesa GIS. Questa Intesa introduce delle soglie di accuratezza posizionale.
N.B: CTC= carta tecnica comunale (P= provinciale, R= regionale. L’aggiunta della “s” alla fine sta per
speditiva). IGM= Istituto geografico militare.
Lezione 5
Rappresentazione di Gauss
In questa tipologia di carta succedono tre cose:
1. L’equatore si trasforma in asse delle ascisse E 8
E.V. Politecnico di Torino 2015-6
2. Il meridiano d’origine si trasforma nell’asse delle ordinate N
3. Se prendo un arco di lunghezza L sul meridiano tangente, questo deve trasformarsi in un
segmento uguale sulla carta
4. Un angolo Alpha deve mantenersi uguale sulla carta
Il mondo si deforma e si vede sempre peggio man mano che ci si allontana dal meridiano tangente
(man mano che aumenta la longitudine; il coefficiente di deformazione lineare). Per far funzionare
meglio la carta dobbiamo tagliarla in tanti fusi di 3° ma abbiamo comunque delle deformazioni ai lati
del fuso. Per ridurre questa deformazione (Coefficiente di contrazione) di 1,0008, invece di andare a
considerare un cilindro tangente sul meridiano centrale, lo prendo un po’ più piccolo e considero un
cilindro secante (avrò un coefficiente di defor
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.