FISIOLOGIA
28 APRILE 2020
LA MEMBRANA PLASMATICA
Dalle proprietà della membrana dipendono le caratteristiche delle
caratteristiche eccitabili. La membrana è costituita da un doppio strato di
fosfolipidi, molecole con teste polari e code apolari, formate da catene
carboniose. Le code non hanno cariche elettriche e le loro interazioni
sono determinate dalla presenza dell’acqua all’esterno, che interagisce
con le teste. Oltre ai fosfolipidi ci sono anche dei glicolipidi,
caratterizzati da una parte lipidica e da una catena di polisaccaridi che
sporge verso il mezzo extracellulare. In questa tela fosfolipidica sono
inserite anche delle proteine, che permettono la differenziazione delle
cellule. Queste proteine sono, o intramembranali (es. canale ionico), o
periferiche, e sono ancorate alla tela da ancore lipidiche. La maggior
parte delle proteine sono glicosidate dalla parte che sporge nel mezzo
extracellulare, formando così all’esterno una membrana polisaccaridica
detta, glicocalice.
Le membrane sono selettive in merito alle sostanze che le attraversano.
Le vie di permeazione delle membrane sono 3:
1. La tela fosfolipidica, permette l’attraversamento alle sostanze che
sono liposolubili, e sprovviste di cariche elettriche
indipendentemente dalle dimensioni. Queste si sciolgono nella tela
e passano attraverso la membrana per diffusione per gradiente di
concentrazione, o diffusione semplice. Attraverso essa possono
passare per esempio l’urea, le sostanze apolari, oppure piccole
molecole polari ma non cariche, come l’etanolo. Il coefficiente di
permeabilità di una sostanza che attraversa la tela è determinato dal
coefficiente di ripartizione olio-acqua della sostanza. (LEGGE DI
FICK). Questo è un modo empirico per descrivere il modo con cui
la sostanza passa dall’acqua alla sostanza fosfolipidica costituita
dall’olio; si va a calcolare quanta sostanza si scioglie nell’olio e
quanta sostanza si scioglie nell’acqua, dopodichè si calcola il
rapporto. Più una sostanza è liposolubile più il coefficiente di
ripartizione è maggiore.
2. I canali transmembranari, proteine che permettono
l’attraversamento agli ioni. Alcuni sono molto selettivi, quindi può
attraversare un solo ione specifico. Inoltre alcuni ioni sono troppo
grandi per attraversare i canali transmembranari
3. Proteine trasportatrici, che utilizzano l’energia per trasportare le
molecole contro gradiente di concentrazione.
L’acqua per esempio, non riesce a passare attraverso la membrana
fosfolipidica, e utilizza specifici canali, le acquaporine.
Classificazione di trasporti transmembrana
1. Trasporti in forma libera, riguardano la diffusione nella matrice
fosfolipidica per gradiente di concentrazione.
2. Trasporti per proteine transmembranarie (trasportatori), riguardano
sia la migrazione di ioni attraverso i canali ionici per gradiente
elettrochimico, sia i trasporti mediati da proteine che legano le
sostanze e le trasportano oltre la membrana; questi ultimi trasporti
sono la diffusione facilitata, i trasporti attivi secondari e attivi.
Mentre tutti gli altri sono trasporti passivi che avvengono in virtù
di un gradiente di concentrazione, i trasporti attivi richiedono
dispendio energetico da parte delle cellule.
TELA FOSFOLIPIDICA
Diffusione nella matrice fosfolipidica
Gradiente di concentrazione C1-C2, dà il coefficiente di ripartizione
olio-acqua β. Più β è elevato più elevato è il gradiente di concentrazione,
quindi maggiore facilità di passaggio della sostanza. La permeabilità
dipende però anche dallo spessore della membrana. (LEGGE DI FICK)
Diffusione non ionica
E’ un tipo particolare di diffusione attraverso la tela. Fa passare le
sostanze che diventano idrosolubili e non possono tornare indietro.
Riguarda basi deboli o acidi deboli, che una volta passate la tela si
dissociano.
CANALI TRANSMEMBRANA
Diffusione ionica nei canali di membrana
I canali ionici sono proteine cave, attraverso i quali possono passare gli
ioni. Avviene per gradiente di concentrazione, o meglio gradiente
elettrochimico, quindi C1 è maggiore di C2, e lo ione passa attraverso il
canale. Questi canali sono molto piccoli, di poco più grandi degli ioni
che li attraversano, per cui questi ioni possono attraversarli solo in
singola fila (diffusione di tipo ristretto). Non vale quindi più la legge di
Fick per trovare il flusso diffusivo.
Il passaggio degli ioni attraverso i canali è un passaggio complesso in
quanto ci sono diversi fattori che influenzano il processo. Innanzitutto
gli ioni che si trovano sia nel mezzo intracellulare che extracellulare
sono a contatto con l’acqua, e sono rivestiti da un alone di solvatazione;
sono quindi circondati da questi gusci che dipendono dalle dimensioni
dello ione ( più piccolo è lo ione, maggiore è l’alone di solvatazione), e
ciò gioca un ruolo importante nel passaggio degli ioni. Lo ione quando si
presenta al canale lo passa in forma anidra, perdendo il suo alone di
solvatazione; poiché gli aloni non sono uguali questo meccanismo di
disidratazione dello ione è differente per ognuno, e soprattutto ioni
differenti possono attraversare canali differenti.
Molti canali ionici sono estremamente selettivi; lasciano passare solo
alcune specie ioniche. Questo è legato al meccanismo con cui i canali
selezionano gli ioni eliminando gli aloni. Un esempio sono i canali
voltaggio dipendenti (presenti nelle cellule che generano potenziali
d’azione); essi presentano 4 subunità che si assemblano formando il
canale. Queste subunità si compongono di 5 segmenti α-elica. L’ansa P,
particolarmente importante governa la selettività del canale ionico.
L’azione delle anse determina il passaggio, e queste anse sono rivolte
verso il lume cellulare. Nel filtro di selettività avviene il processo di
eliminazione dell’alone di solvatazione. Se per esempio nel canale dello
ione potassio si presentasse lo ione sodio, l’alone di quest’ultimo
verrebbe solo parzialmente eliminato, non permettendo quindi il
passaggio ad esso.
Differenti canali ionici
I canali sono modulabili, cioè sono provvisti di porte (gates) capaci di
aprire e chiudere i canali. In base a questi gates e al potenziale di
membrana che c’è ai capi, esistono diversi tipi di canali ionici (canali
voltaggio dipendente, canale chemio dipendente, canale meccano
sensibile).
Canali idrici: le acquaporine
L’acqua non passa nè attraverso gli ioni nè attraverso la tela
fosfolipidica, ma attraverso le acquaporine canali specifici deputati al
passaggio di acqua. Ne esistono all’incirca 200 diversi, ma hanno una
struttura generale: 6 segmenti transmembranali ad α-elica che
attraversano la tela fosfolipidica, il gruppo iniziale NH2 e il gruppo
finale COH sono all’interno della cellula. Di grande rilievo sono le anse
B ed E all’interno della tela fosfolipidica, formate da 3 amminoacidi:
asparagina, prolina e alanina, che rappresentano gli amminoacidi che,
formano il poro attraverso cui passa l’acqua per osmosi, quindi per
diffusione passiva (da dove ci sono più sali a dove ce ne sono meno). Il
canale è diviso in due unità speculari M1 ed M2.
Le acquaporine si differenziano per numero di amminoacidi, per la
selettività all’acqua, ai sali mercuriali, per la regolazione operata dalla
fosforilazione (PKA, proteina che determina la fosforilazione degli
amminoacidi), per la sensibilità all’ADH, ormone che regola il
passaggio dell’acqua (ad esempio nel rene), e infine per il tipo di tessuto
o organo in cui vengono espressi preferenzialmente.
TRASPORTO MEDIATO DA PROTEINE DI MEMBRANA
Tutti i trasporti descritti precedentemente sono trasporti passivi. Le
proteine, o trasportatori, trasportano sostanze che hanno carica elettrica o
sono troppo grandi per attraversare i canali ionici. I sistemi di trasporto
sono uniporto, quando trasferiscono una sola sostanza (es. proteine che
trasportano ione calcio o H+), simporto (coporto) se ne trasferiscono due
nello stesso senso, oppure contro-trasporto (antiporto), due in due sensi
opposti.
I carriers mobili
Quando ancora non si conoscevano i trasportatori, si credeva che le
sostanze si legassero a un carrier, qualcosa di indefinito, formando il
complesso SX, liposolubile, che passa dall’altra parte della membrana.
Questa è stata la prima ipotesi, tuttavia grazie ad essa sono state studiate
e introdotte le proprietà del trasporto mediato;
● La specificità, il carrier si lega solo a specifiche sostanze che sono
affini ad esso.
● La saturazione, se la concentrazione della sostanza è bassa
vengono occupati solo alcuni carriers quindi la sostanza viene
trasportata da una parte all’altra della membrana continuamente.
Se invece la concentrazione è molto elevata vengono occupati tutti
i carriers e quindi avviene una saturazione, cioè viene sempre
trasportata la stessa quantità di sostanza.
● La competizione, le sostanze competono per il carrier che opera il
trasporto; vengono trasportate per prime le sostanze che hanno
maggiori affinità.
Il modello flip-flop
Questo è il modello per spiegare il passaggio delle sostanze. La sostanza
si lega a dei siti specifici, la proteina cambia conformazione e trasferisce
la sostanza dall’altra parte. E viceversa.
Modelli di trasporto attivo e passivo
Nel trasporto passivo l’affinità della sostanza è la stessa quando è rivolta
sia verso il mezzo extracellulare sia verso il mezzo extracellulare. La
concentrazione intracellulare aumenta nel tempo fino a diventare uguale
a quella extracellulare.
Nel trasporto attivo la sostanza si lega perchè ha un’elevata affinità con
la proteina; quest’ultima cambia di conformazione, e quando si rivolge
al mezzo intracellulare diminuisce l’affinità con la sostanza che e si
stacca. La concentrazione intracellulare diventa superiore a quella
extracellulare. Per modificare l’affinità viene richiesta energia, fornita
dalla scissione di ATP in ADP, così da trasportare la sostanza da dove è
più concentrata a dove è meno concentrata.
FISIOLOGIA
29 APRILE 2020
POTENZIALE DI MEMBRANA
E’ una caratteristica di tutte le cellule, indispensabile per la vita di
queste; una cellula senza potenziale di membrana di riposo non può
sopravvivere. Il segno meno sta a indicare che la faccia interna della
membrana è negativa rispetto al liquido extracellulare, il quale è neutro.
Metodo di misura del potenziale di membrana
Si può misurare utilizzando un microelettrodo di vetro, riempito di
soluzione fisiologica, a contatto con un elettrodo metallico, a sua volta
collegato a un voltmetro che viene poggiato a terra con un elettrodo di
riferimento. Quando il microelettrodo è posto nel liquido, la differenza
di potenziale tra il microelettrodo e l’elettrodo di riferimento è 0.
Quando invece il microelettrodo viene fatto penetrare nella cellula
(l’elettrodo di vetro contiene punte micron), e fatto passare attraverso la
membrana plasmatica, si genera una differenza di potenziale che
rappresenta il potenziale di membrana.
Esempio membrana permeabile solo al K+
Una prima ipotesi avanzata per spiegare il potenziale di membrana è
stata che questo potenziale fosse un potenziale di equilibrio, cioè nel
quale il flusso netto nella membrana è nullo, facendo equilibrio al
gradiente di concentrazione. Ci sono due compartimenti, in uno ci sono
ioni potassio, in uno ioni cloro e sodio; se i canali potassio sono chiusi la
differenza di potenziale tra i due compartimenti è 0. Se invece i canali
sono aperti il potassio passa al comparto due spinto dal gradiente di
concentrazione, generando una differenza di potenziale, con la faccia
rivolta al comparto uno negativa, e la faccia rivolta al comparto due
positiva. Dopo poco tempo si avrà che il flusso netto di ioni che passa
dall’1 al 2 è uguale al flusso di ioni dal 2 all’1, generando un potenziale
di equilibrio.
Calcolo del potenziale di equilibrio
Può essere fatta utilizzando l’equazione di Nernst, in riferimento al
potassio:
EK = RT/zF . logn K+(1) / K+(2)
Potenziale di equilibrio del potassio= RT/zF per il logaritmo naturale
della concentrazione di potassio nel compartimento 1, fratto la
concentrazione di potassio del compartimento 2. RT/zF (18 gradi) è una
costante, dove R è la costante di equilibrio dei gas, T è la temperatura
assoluta, z è la valenza dello ione e F la costante di Farrell, ed è uguale a
0,0058. Tutti gli ioni in soluzione hanno un proprio potenziale di
equilibrio, calcolabile con questa equazione.
Tra tutti, il Cloro è quello che più si avvicina al potenziale di membrana
a riposo, per cui si dice che sia all’equilibrio elettrochimico più o meno,
quindi il suo potenziale di equilibrio coincide quasi al potenziale di
membrana. Comunque viene dimostrato che i due potenziali non
coincidono in quanti per molti ioni i due potenziali sono diversi; c’è uno
squilibrio chimico.
Il potenziale di diffusione
Il potenziale di membrana è un potenziale di diffusione, generato da una
differente permeabilità della membrana nei confronti degli ioni e quindi
gli ioni passano attraverso la membrana con differenti velocità,
generando appunto un potenziale.
Nell’esempio A il cloruro di sodio con differenti molarità; i due ioni
tenderanno a passare dentro la cellula spinte dal gradiente. Se
ammettiamo che il cloro è più permeabile vuol dire che ne passa di più
rispetto al sodio, per cui si genera una differenza di potenziale negativa
all’interno e positiva all’esterno. Nel tempo la quantità di sodio e di
cloro che passano saranno uguali, grazie a questa differenza di
potenziale che attira il sodio all’interno. Dopo un certo tempo avremo
che il passaggio netto di ioni sarà nullo.
Nell’esempio B, il sodio è più abbondante nel mezzo 1 e il potassio nel
mezzo 2. La membrana è più permeabile al potassio, per cui questo ione
passerà di più nel comparto 1 rispetto al sodio nel comparto 2 e ciò
genererà una differenza di potenziale ai capi della membrana, con
positiva la faccia del comparto 1 e negativa la faccia del comparto 2.
Questo potenziale tenderà a rallentare il passaggio del potassio e
accelerare quello del sodio fino a che il flusso netto degli ioni non sarà
nullo, e si sarà generato un potenziale di equilibrio.
Calcolo del potenziale di membrana di riposo
Si può calcolare attraverso l’equazione di Goldman che tiene conto del
fattore fondamentale della permeabilità della membrana nei confronti
degli ioni:
Vm = RT/zF . ln (K+)e . PK + (Na)e .
PNa /(K+)i . PK + (Na) i . PNa
Potenziale di membrana a riposo= costante per il logaritmo naturale
della concentrazione di potassio extracellulare per la permeabilità dello
ione potassio più la concentrazione dello ione sodio extracellulare per la
permeabilità dello ione sodio, fratto la concentrazione di potassio
intracellulare per la permeabilità dello ione potassio più la
concentrazione di sodio intracellulare per la permeabilità dello ione
sodio. Tanto più la permeabilità di membrana è elevata per uno ione,
tanto più il potenziale di membrana si avvicina al potenziale di equilibrio
dello ione. E’più permeabile la membrana al potassio per cui il
potenziale di membrana tende ad avvicinarsi al potenziale di equilibrio
del potassio, piuttosto che al sodio.
Modello elettrico della membrana cellulare
RK indica la resistenza della membrana al potassio, mentre il suo
opposto è la conduttanza, o permeabilità, GK della membrana al
Potassio. EK è 102, potenziale di equilibrio del potassio. Il circuito del
potassio è parallelo a quello del sodio, il cui potenziale di equilibrio EK
è 45. Il potenziale di diffusione si stabilisce ai capi della membrana, al
quale il flusso netto degli ioni è nullo, quindi i flussi dei due ioni
attraverso la membrana sono uguali. Calcolare grazie a Ohm.
Calcolo del potenziale di membrana
Vm = ENa . GNa + EK. GK/GNa +GK
Differenza di potenziale di membrana a riposo= potenziale di equilibrio
del sodio per la conduttanza del sodio, più il potenziale di equilibrio del
potassio per la conduttanza del potassio fratto la conduttanza del sodio,
più la conduttanza del potassio.
Azione della pompa Na/K, e flussi ionici passivi
Poiché la permeabilità della membrana al potassio è maggiore di quella
al sodio, lo ione potassio esce più velocemente di quando non entri il
sodio nella cellula; questo genera una differenza di potenziale,
stabilendo un potenziale di diffusione ai capi della membrana che fa sì
che la quantità di potassio che esce si uguale alla quantità di sodio che
entra. Nel tempo però questo potenziale tenderebbe ad annullarsi se si
annulla il gradiente di concentrazione; questo tuttavia non avviene
poiché ogni cellula possiede una proteina, la pompa sodio-potassio, che
mantiene questa distribuzione di ioni eguale tra mezzo extra e
intracellulare, distribuzione responsabile del potenziale di membrana a
riposo. La pompa è accoppiata 3 a uno, espellendo tre ioni potassio per
ogni ione sodio che entra nella cellula, e quindi ha una piccola azione
elettrogenica. Il suo compito è quindi mantenere il gradiente di
concentrazione mantenendo il flusso ionico attraverso i canali, poiché il
potenziale di riposo è dovuto al fatto che i due cana
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