Finanza Aziendale
Resoconto delle slide A.A. 2020/2021
Argomenti del corso:
- Oggetti e contenuti della Finanza Aziendale;
- Struttura nanziaria;
- Rendimento, rischio e costo del capitale;
- Ricerca della struttura nanziaria ottimale;
- Auto nanziamento e politica dei dividendi;
- Capitale proprio;
- Capitale di debito;
- La formazione del capitale investito 1
fi fi fi Introduzione ussi
Per nanza aziendale si intende la complessa gestione dei
nanziari endogeni esogeni
ed che interessano l’impresa nella sua
operatività e gestione.
Dal collocamento dei primi titoli azionari durante gli anni ’20 negli
USA, il concetto di nanza aziendale inizia a farsi sempre più
importante, arrivando al culmine intorno agli anni ’30, dove la crisi
nanziaria porta con sé la necessità di nuove risposte e di nuove
competenze nanziarie.
E così, le imprese iniziano ad evolversi e anche la loro funzione
nanziaria: con esse, anche i mercati andranno a evolversi,
introducendo nuovi strumenti nanziari e modi cando il contesto
ambientale nel quale operano le aziende.
Questo processo di cambiamento interessò in ritardo l’Italia, che
avendo un’economia composta specialmente da piccole imprese
spesso non quotate, i mercati nanziari assumevano scarsa
importanza. In più, nell’economia italiana ( no agli anni ’80 - ’90) vi
era una forte presenza dello Stato e degli intermediari, elementi che
irrigidirono le possibili scelte nanziarie delle aziende di quegli anni.
Arrivando ai giorni nostri, la funzione nanziaria è ormai una
funzione aziendale al pari dell’amministrazione e della produzione,
contenuta in qualsiasi organigramma aziendale, che svolge compiti
operativi a contenuto strategico, caratterizzato da un
decentramento funzionale accentramento decisionale.
e
Ciò signi ca che dalla funzione nanziaria si originano tutte le
operazioni dell’azienda perché permette all’azienda di nanziarsi,
acquisendo capitali e gestendo la liquidità e i crediti (attivo
circolante) per poter svolgere le proprie attività operative o
accessorie. Quindi dalla funzione nanziaria si originano buona
parte delle operazioni svolte dagli altri organi dell’azienda
funzionale)
(decentramento decise però in sede di programmazione
decisionale).
e piani cazione nanziaria (accentramento 2
fi
fi
fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fl
Le operazioni della funzione nanziaria devono essere coordinate
con le altre aree gestionali dell’azienda: ad esempio, la gestione dei
crediti è un’operazione che interessa l’area commerciale; l’acquisto
di fattori produttivi pluriennali interessa l’area produttiva così come
la politica delle scorte/rimanenze (e con essa anche l’area vendite).
Ma qual è l’obiettivo della nanza aziendale?
L’obiettivo della nanza aziendale, così come l’obiettivo generale di
creazione di valore.
qualsiasi altra azienda, è la
Un’impresa è di successo se, attraverso le proprie attività, riesce a
valore,
qualcosa
creare che abbia un riconoscibile dai propri
stakeholders.
nanziatori e
Generalmente questo valore è dato dagli utili di un’azienda, utili
che dovranno essere coerentemente re-investiti, adottando le
operazioni di investimento che generino il rendimento maggiore tra
tutte le altre alternative, così da consolidare e accrescere il valore
dell’azienda nel tempo:
questo è l’obiettivo principale della nanza aziendale.
del capitale”
Il concetto di “valore era già stato introdotto da Fisher
a ne ‘800 e ripreso da Zappa successivamente. La problematica è
legata alla tipologia di valore da creare, perché ci sono diverse
interpretazioni dello stesso. Per semplicità, è possibile utilizzare il
modello di massimizzazione del pro tto per determinare il valore di
un’azienda, modello che però risulta n troppo sempli cato,
limitato al breve periodo, con la totale assenza di rischio e con
stakeholders
scarso interesse agli diversi dagli azionisti.
La massimizzazione del valore di un’impresa può concretizzarsi
attraverso tre diverse politiche.
• politica degli investimenti:
La tenendo in considerazione i tassi
minimi di rendimento (ROI > i) e il rendimento atteso attualizzato;
• politica dei nanziamenti:
La tenendo in considerazione la
composizione della struttura nanziaria (capitale proprio e
debito), erogando diversi strumenti nanziari;
• politica dei dividendi:
La tenendo in considerazione il tipo e
l’ammontare dei dividendi da erogare ai propri azionisti. 3
fi fi fi fi fi fi fi fi fi
fi fi fi
Ricordiamoci infatti che un’azienda, oltre ad essere un acquirente
venditore
di risorse sul mercato, è anche un dei propri strumenti
nanziari (per ottenere tali risorse). È dunque imprescindibile
attribuire a tali strumenti un valore che venga condiviso dagli
investitori attuali o potenziali.
Un problema però appare lampante: non tutti gli investitori hanno
gli stessi obiettivi e interessi.
Ci sono investitori istituzionali e investitori privati, investitori a breve
e investitori a lungo termine, investitori che preferiscono la
distribuzione dei dividendi e altri che ne preferiscono un accumulo
mirato all’espansione aziendale, ecc.
Come può un’azienda soddisfare tutti questi interessi tra loro
Teorema della separazione di Fisher.
eterogenei? Attraverso il
Fisher ideò questo teorema proprio in relazione al problema della
distribuzione dei dividendi, contrapponendo il consumo attuale
(quello ottenuto da una distribuzione dei dividendi) ad un consumo
futuro maggiore (ove i dividendi non si distribuiscono per ottenere
capital gain
un futuro sul valore dell’azione).
Questo teorema ha però un forte limite dato dagli assunti e dalle
condizioni poste come fondamento:
• I mercati sono perfetti: il tasso attivo sugli impieghi e il tasso
passivo sui prestiti è lo stesso, unico per tutti i mercati;
• Le operazioni sono prive di rischio;
• Tutti gli operatori sono razionali;
• Utilizzo del valore nanziario nel tempo.
C 1 B
110 Linea dei mercati nanziari:
r
Q = - (1 + )
f f
C
55 A
50 100 C 0 4
fi fi fi
Il teorema prevede inizialmente la rappresentazione della curva dei
mercati nanziari, sulla base degli assunti precedentemente ssati.
Il piano cartesiano è composto dalla retta dei consumi C , ossia i
0
consumi che si avrebbero al tempo zero e dalla retta dei consumi
C , ossia quelli che si avrebbero al tempo 1, investendo nel
1 risk free
mercato nanziario la somma ad un tasso d’interesse (r ).
f
vincolo di
La linea dei mercati nanziari quindi non è altro che un
bilancio per cui un investitore, che gode di “100” al tempo zero,
può decidere se consumare tutto subito (punto A) senza lasciare
nulla per il futuro, rinviare l’intero consumo al futuro, investendo la
somma (punto B) oppure spostarsi lungo la linea dei mercati
nanziari e bilanciare i consumi (punto C).
In termini nanziari, rinunciare ad una parte del consumo attuale
lending)
equivale a dare in prestito risorse (strategia di mentre
rinunciare ad una porzione di consumo futuro equivale a prendere
borrowing).
in prestito delle risorse (strategia di
La pendenza della linea dei mercati nanziari è pari al tasso
risk free,
d’interesse che rappresenta il fattore marginale di
sostituzione tra il consumo presente e il consumo futuro.
Andando ad integrare tale gra co con curve di indi erenza dei
singoli investitori si avrà:
C 1 Pendenza della curva
di indi erenza:
110 r
Q = - (1 + )
p p
55 50 100 C 0 5
fi ff fi fi fi fi fi fi ff fi
r fattore di preferenza temporale
“ ” non è altro che il tra i
p
consumi attuali e i consumi futuri, che varia tra investitori.
In base a tale valore, l’investitore sarà disposto a prendere in
prestito oppure a concedere prestiti, in funzione della loro utilità.
Perciò:
• Se R > R l’investitore sarà orientato a dare in prestito le proprie
f p lending),
risorse (strategia perché il rendimento R è maggiore di
f
quanto atteso;
• Se R < R l’investitore sarà orientato a ottenere prestiti (strategia
f p
borrowing), dato che i tassi passivi sono inferiori di quanto egli si
aspetta.
Ora introduciamo le imprese all’interno del teorema: la loro
curva di trasformazione
presenza porterà alla formazione della o
delle possibilità produttive, che indica le diverse combinazioni di
produzione di beni con il quale ottenere del reddito,
indipendentemente dal ricorso al mercato dei capitali.
L’azienda quindi può spostarsi sia lungo la curva di trasformazione
sia lungo la linea dei mercati nanziari, attraverso le strategie di
lending borrowing.
o C 1
W 1 Individuo 1
H Individuo 2
W C
0 0
Il punto “H” è un punto di ottimo, perché rappresenta la
combinazione tra investimenti e produzione che massimizza la
ricchezza degli azionisti, a prescindere dalle loro preferenze. 6
fi
Infatti, il valore attuale dei consumi di una vita è uguale per tutti, ciò
signi ca che, alla ne, gli azionisti riceveranno lo stesso valore,
rappresentato dalla formula: C 1
W = C +
0 1 + r
È l’uguaglianza tra tassi attivi e passivi a determinare questo
equilibrio per cui qualsiasi investitore otterrà lo stesso valore, a
borrow lend.
prescindere che adotti la strategia o la strategia
Pertanto le preferenze personali saranno rilevanti solo per le scelte
di consumo e non per gli investimenti.
La posizione assunta dall’azienda lungo la curva delle possibilità
produttive può essere oggetto di con itto tra azionisti e
management, soprattutto legato alla remunerazione o erta agli
amministratori. Ciò farà sorgere dei costi di agenzia in capo agli
azionisti. La soluzione migliore risulta essere quella di remunerare i
manager solo con le azioni della società, così da stimolare al
massimo la creazione di valore per l’azienda.
In virtù di questo dualismo, potrebbero crearsi due modelli di
corporale governance:
• Modelli a proprietà chiusa, dove vi è coincidenza tra proprietà e
controllo. Un modello del genere garantisce un processo
decisionale più rapido e una più elevata propensione al lungo
periodo, al costo di una minor apertura verso nuovi soci (e quindi
verso il mercato), che porta ad una minore capitalizzazione e ad
una più elevata rischiosità, dato che il capitale sarà composto
maggiormente da capitale di debito (maggior indebitamento);
• Modelli a proprietà aperta, dove non vi è coincidenza tra
proprietà e controllo. Ciò garantisce una più facile reperibilità di
capitali sul mercato e un management tendenzialmente più
competente ma per contro vi saranno maggiori costi di agenzia.
strategie
Appare quindi evidente la necessità di coniugare le
nanziarie strategie competitive,
con le sotto diverse pressioni
stakeholders.
da parte degli In questo scenario, le tradizionali
misure contabili risultano inadeguate e vi è il crescente rischio di
scalate ostili da parte di altre società. 7
fi fi fi fl ff
La necessità di coniugare strategie nanziarie con le strategie
competitive è il fondamento di due diversi approcci al valore:
• Stakeholders Value Approach (SVA), di uso negli USA;
• Teoria di creazione del valore, di uso in Europa.
Stakeholders Value Approach
Lo (SVA) ha come obiettivo la
massimizzazione del valore di mercato delle azioni. Questo
approccio è maggiormente di uso negli USA in virtù della
maggiore e cienza dei mercati anglosassoni e mira alla creazione
di valore per gli azionisti, permettendo dunque il soddisfacimento
di tutti gli stakeholders e riducendo i costi di agenzia se si lega la
remunerazione dei manager al valore creato sul mercato e non
all’utile di periodo. È una strategia che mira alla crescita del
capitale azionario.
Questo approccio riduce inoltre il rischio a scalate ostili e tutte le
scelte di investimento adottate sono mirate alla massimizzazione
dei ussi di cassa attesi.
Teoria della creazione del valore
La invece concepisce “l’azienda
massimizzazione del
come un investimento” e mira quindi alla
valore del capitale economico. Questa teoria prende come
riferimento una maggiore volatilità dei mercati azionari (mercati
valore unico
meno e cienti) e l’accezione di Zappa secondo cui “il
deriva dalla capitalizzazione dei redditi futuri.”
Riepilogando: SVA Teoria della creazione del valore
Max valore di mercato Max valore di capitale economico
Strumento di gestione Strumento di gestione e controllo
Metodi nanziari Metodi nanziari e reddituali 8
fl fi
fi ffi ffi ff ff fi ff
Fabbisogno nanziario
Il fabbisogno nanziario è l’insieme delle risorse necessarie per
acquisire tutti i fattori produttivi (immobilizzazioni, personale,
materie prime, ecc) che consentono il corretto andamento della
gestione aziendale. Coincide con il totale degli impieghi (gli
investimenti). Il fabbisogno nanziario sarà dunque:
Capitale
• Disponibilità liquide immediate; Circolante Lordo
• Disponibilità liquide di erite (crediti); (CCL)
• Scorte di magazzino;
• Immobilizzazioni nette.
La gestione aziendale è composta da un susseguirsi di entrate e di
uscite nanziarie. Quest’ultime spesso anticipano le entrate: è
proprio qui che nasce il fabbisogno nanziario, da distinguere
secondo durata. fabbisogno nanziario durevole
Avremo quindi un (1) o
fabbisogno nanziario corrente
consolidato, un (2) o a breve e il
fabbisogno nanziario per elasticità di cassa (3).
(3)
(2)
Fabbisogno
Finanziario (1)
Tempo
Un’altra classi cazione del fabbisogno nanziario è data dalla sua
composizione. Si parlerà di:
• fabbisogno nanziario globale: fonti esterne (patrimoniali) e
fonti economiche (reddituali);
• fabbisogno nanziario lordo: fonti esterne e auto nanziamento;
• fabbisogno nanziario netto: solo le fonti esterne patrimoniali. 9
fi fi
fi
fi
fi fi fi fi ff fi fi fi fi fi fi
Per nanziare il fabbisogno nanziario lordo (il più noto) è possibile
nanziamento
ricorrere all’auto (legato alla redditività dell’azienda,
fonti di debito esterne
variabile e quindi spesso insu ciente), a (da
classi care secondo durata e assorbimento di liquidità, in passività
fonti di capitale proprio
correnti o consolidate) o a (a pieno rischio).
La struttura nanziaria
degli impieghi
Per struttura nanziaria si intende l’insieme posti in
delle
essere dall’azienda unito al complesso e articolato insieme
fonti di nanziamento a cui il management nanziario fa riferimento
per la copertura del fabbisogno generato dagli impieghi stessi.
Generalmente, la struttura nanziaria deve garantire l’equazione:
DLI + DLD + RIM + IMN = PB + PML + PN
Dove:
DLI = Disponibilità Liquide Immediate;
DLD = Disponibilità Liquide Di erite;
RIM = Scorte di magazzino;
IMN = Immobilizzazioni nette;
PB = Passività a Breve termine;
PML = Passività a Medio/Lungo termine;
PN = Patrimonio Netto (o Capitale Proprio).
DLI PB
DLD
Totale degli Impieghi <- -> Totale delle Fonti
RIM PML
IMN PN 10
fi fi fi fi fi fi fi fi ffi ff fi
Le tre condizioni fondamentali per garantire stabilità alla struttura
nanziaria sono:
• Corretta corrispondenza temporale tra fonti e impieghi:
gli impieghi a breve termine devono essere nanziati da fonti a
breve, gli impieghi a lungo con fonti consolidate;
• Adeguata liquidità: la gestione nanziaria deve garantire un
livello minimo di liquidità immediata disponibile per poter
fronteggiare tempestivamente ed economicamente i pagamenti;
• Massimo livello di redditività: massimizzazione della di erenza
tra la redditività e il costo delle fonti; gestione e ciente della
politica di indebitamento e congrua remunerazione agli azionisti.
Le operazioni di analisi della struttura nanziaria sono numerose
del bilancio.
ma quasi tutte trovano origine dall’analisi
analisi di bilancio
Per si intende l’insieme delle metodologie e delle
indagini nalizzate all’analisi e alla valutazione dell’equilibrio
aziendale. Queste indagini si sostanziano nel bilancio di esercizio.
L’analisi di bilancio può essere:
• Finanziaria, patrimoniale e reddituale;
• Statica e dinamica;
• A consultivo e prospettica.
Le metodologie che derivano dall’analisi di bilancio sono:
• per margini;
Analisi
• per indici;
Analisi
• per ussi di fondi.
Analisi
È importante che ogni metodologia di analisi goda di informazioni
omogenee dal punto di vista patrimoniale, economico e
nanziario, che permettano il confronto nel tempo e nello spazio
delle poste contabili contenute nel bilancio. 11
fi
fi fi fl fi fi fi ffi ff
Il bilancio infatti è un ottimo strumento informativo, capace di
stato di salute
noti care agli azionisti (o potenziali tali) lo
dell’azienda, dal punto di vista economico e nanziario.
La valutazione della situazione economica mira ad accertare la
capacità dell&rsqu
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