8HGETVFtENERGETCHF.me
Ivoriano
1 Fonti interne
energetiche 3
pag
di batteria
2 Funzionamento una generica 4
3
pag
Batterie definizioni
3 5
4
pag
Simbolo modello
4 circuitale elettrico
e
di batteria 7
una 5
pag
Potenza
5 di
disponibile generatore 8
pag
un
6 Curva di scarica 9
pag io
Banco
7 scarica
di semplice pag Io
Autonomia
8 pag 13
Io
Batteria Iodio
9 litio 15
13
pag
stechiometria
Capacità
io 15 17
pag
della
funzione di
corrente
ii capacità in
scarica 17
pag
Litio SUO
Batterie
12 21
18
pag
SUO basse
B li
Batterie correnti
per 21 23
impulsive pag
Batterie litio Fx 23
14 25
pag
Batterie Tienile
litio
15 clorurodi 26
25
pag
Telemetria 27
16 programmabilità
tale pag
e
di
Modalità 28
17 29
comunicazione pag
Trasmissione
18 luminosa 29 31
pag
Canale 38
32
19 magnetico pag
20 38
elettromagnetico
Collegamento pag
FezsmtTmitaln
TB
TISSUTF.CC
Inoltrare
di
1 Modello Huxley
Hodgkin 2
pag 5
Membrana
2 cellulare 2
pag
3 potentate
ogpeargjingne.de a
5
pag
Curva durata
4 intensità a il
pag
STTMOIATRICARDiaclfornearhan IN
trenino
Evoluzione
1 3
storica 6
pag
Codifica
2 modalità di
Funzionamento 6 il
pag
Rate
3 modulation 14
Il
pag
4 stimolazione
cateteri cardio 16
14
per pag
di 16
Tipo
5 stimolazione 17
pag
del
6 catetere
elettrico 17
Modello 21
pag
7 Elettrodi distali 24
21
pag
di
stadio di
8 uscita un 26
24
pacemaker pag
del condensatore
9 Dimensionamento 28
26
pag 28 32
sistema
io commutate
capacità pag
a
Considerazioni carica
sulla
ii energetiche
di condensatore
un non completamente 34
32
scarico pag
reale
Pacemaker
12 35 36
pag 38
13 Manuale Erice 37
pag
pacemaker 42
del
Descriciane 38
14 sistema pag
Funzionalità 44
15 del 42
dispositivo pag
Modalità di tipi
stimolazione
16 e
di 58
45
intervallo pag
della
Me al
risposta
Impostarioni 58 59
pag
magnete 62
della
18 60
Isteresi frequenta pag
dell dinamico
intervallo
Funzioni AV
19 63
pag 65
63
Isteresi dell'intervallo AV
20 pag
della del
stimolazione
21 Soppressione 65 68
ventricolo pag
di
Cambio 68
l'aritmia 70
22 modo pag
per 76
della
23 automatica 70
Misurazione soglia pag 80
77
statistiche
24 pag
tricamerali
Pacemaker 83
25 81
pag
DETIBRIELATRICARDIOVERSORIMFUMNAFORMARKONNAMI
IMPIAATABillwah.no
Ivoriano
1 del dispositivo 2
Impianto 4
pag
del
2 Dimensionamento 9
4
condensatore pag
la
Quando
3 erogare
scarica 9 il
pag
Rivelazione 12
4 17
pag
termine
5 dell'episodio 18
17
pag
PR 18
logica
6 pag
Pattern 20
Analysis 19
7 pag
Criterio di
8 stabilità 20
pag
9 Trattazione episodi
degli 21
tachi aritmici 20
pag
di la
Conferma VF
io dopo
iniziale
rivelazione 21
pag 25
Terapie 22
ATP
ii pag
Trattamento delle
12 tachi
aritmie 25
cardioversione pag
con
Smart 25
mode
13 pag
bradicardia
anti 26
trattamento
14 pag
Ottimizzazione di
del 26
tempo
15 pag
carica
MONITORCARDIACIIMPIANTABILIMONTORTARMAMMAMMABUI
Ivoriano LINO
sistema
1 3
2
pag
dei
Determinazione
2 parametri
il delle
riconoscimento
per
aritmie 5
3
pag
Visualizzazione 6
dati
3 dei pag
Parametri 6
4 programmabili pag
ndef
VEDELFRENiCThmaasnon
IMOLAZ.IO
5
Inorridire
1 Consumi 3
pag
periodo
2 4
respiratorio 3
pag 10-03-20
impiantabile
highest Attimi
→
Stato dell’arte: pacemaker il più piccolo del mondo è impiantato direttamente nel ventricolo
destro.
ARGOMENTI DA RIVEDERE
• Fisica I e II
• Analisi matematica
• Analisi dei segnali
• Fisiologia
• Elettrotecnica
Transitori del primo ordine
◦ Energetica del condensatore
◦ Energetica del bipolo in regime sinusoidale
◦
• Elettronica
Potenza disponibile di un generatore
◦ Teoremi di Thevenin e Norton
◦
COSA SONO I DISPOSITIVI IMPIANTABILI ATTIVI
La de nizione è quella riportata nelle direttive e nel regolamento.
DIA: dispositivo medico attivo (funziona secondo una energia generata che non è quella del
corpo umano nè quella di gravità) destinato ad essere impiantato nel corpo umano, anche in un
ori zio, destinato a restarci anche dopo l’intervento chirurgico o medico.
Di solito traggono energia da batteria non ricaricabile, ma il 10% prendono energia da un
accumulatore (ricaricabile) o al di fuori del corpo umano.
Esempi: pacemaker, de brillatori cardioversori impiantabili, CRT (pacemaker risincronizzati), CRTD
(CRT con de brillatori cardioversori), holter impiantabili, dispositivi di assistenza ventricolari,
stimolatori vari, impianti cocleari, pompe di infusione impiantabili, monitor di pressione polmonare,
etc.
Esistono circa 300-350 diversi apparecchi elettromedicali, mentre i DIA sono meno di 20-30
dispositivi diversi. Ce ne possono essere altri 10-15 tipi che sono attualmente in fase di
→
sperimentazione sono circa un decimo rispetto agli apparecchi elettromedicali.
CENNI ALLA STORIA DEI DIA
Nascono circa 62 anni fa (1958). La storia serve per sapere come sono evoluti, perché se capiamo
questo, abbiamo la capacità di prevedere quale sarà l’evoluzione futura.
→
Il primo pacemaker è stato impiantato nel 1958 portano la stimolazione all’interno del cuore.
transistori unigiunzione,
Come mai nel 1958? Perchè sono iniziati a essere messi nel mercato i
→
con i quali si poteva realizzare un oscillatore ogni 750-800 millesimi di secondo erogava un
impulso elettrico ai ventricoli in modo da farli contrarre.
La storia dei DIA è strettamente legata alla storia della tecnologia.
Il paziente del primo pacemaker morì nel 2011, visse parecchio grazie al pacemaker, anche se
→
avevano autonomie molto limitate il paziente aveva impiantato altri 25 pacemaker dopo il primo.
→
Nel 1960 il pacemaker evolve il limite del primo pacemaker era che gli elettrodi erano posti sul
pericardio del paziente e quindi per eseguire il posizionamento degli elettrodi era necessario operare
→
una toracotomia, che non era una cosa banale in quegli anni i polmoni collassano, bisogna
collegare il paziente ad un respiratore automatico a pressione positiva. Questi dispositivi esistevano,
→
ma non erano moltissimo di usi l’intervento era lungo e di cile.
L’idea successiva di ingegneri sudamericani e statunitensi fu quella di collegare il generatore al
transvenosa,
cuore tramite cateteri che potevano arrivare al ventricolo destro per via di solito
→ →
tramite la succlavia non era necessario aprire il torace del paziente paziente dimesso in circa 3
→
giorni, 30 giorni prima di riprendere le attività normali benissimo!
Negli USA, a Minneapolis, il primo a impiantarlo fondò una ditta di produzione di batterie per DIA.
Nel 62-63 iniziarono ad essere impiantati pacemaker transvenosi in maniera più frequente in
Francia, USA e Svezia.
Nel giro di pochi anni l’impianto di pacemaker si estende in tutta l’Europa.
In Italia si lavora sempre in quegli anni, ma si fa di più: il professor Luigi Donato, cardiologo, fonda
l’Istituto di siologia clinica del CNR di Pisa, lavorava in quegli anni con un docente, sico, professor
Franco Denoth, ricercatore; insieme, sfruttando le facilities del centro CNR svilupparono il primo
autosincronizzante:
pacemaker avevano batterie al nichel-cadmio e un’elettronica molto semplice.
La grossa innovazione portata da questo pacemaker fu quella di stimolare il ventricolo destro in
modo sincrono con il ritmo spontaneo. Con gli altri, si andava a stimolare in modo asincrono, ma se
lo stimolo era forte andava bene, no a che il ritmo spontaneo non aumentava e portava a con itti,
che davano al paziente rischi no alla brillazione ventricolare.
Nel ‘67 quindi il primo pacemaker stimolava il ventricolo sincronizzandolo con il ritmo spontaneo,
ra orzando la depolarizzazione spontanea dei ventricoli; se il ritmo residuo del paziente fosse
scomparso, perchè diminuiva la frequenza o si instaurava un blocco atrio-ventricolare, il pacemaker
→
continuava a stimolare in modo asincrono il ritmo cardiaco interveniva solo quando c’era bisogno
→ vera grossa rivoluzione.
Oggi tutti i pacemaker funzionano analizzando il ritmo cardiaco, hanno modalità di funzionamento
diverse per soddisfare il bisogno clinico di pazienti con problematiche molto diverse tra loro.
totalmente
Nel 2012 una ditta (Medtronic) rese disponibile sul mercato il primo pacemaker
impiantabile che non ha bisogno di cateteri ma che è tutto all’interno del ventricolo destro
endoventricolare privo di cateteri).
(pacemaker
Il dispositivo ha delle “ancorette” sul basso per essere ancorato al ventricolo. Ha un autonomia di
circa 12 anni. de brillatori cardioversori impiantabili,
Dopo i pacemaker nascono i ma solo nel 1980 perchè non
esistevano batterie buone abbastanza. Il primo fu impiantato a Baltimora, prima ancora di essere
licenziato dalla FDA grazie ad una deroga speci ca.
Nel 1985 ottennero la clearance dell’FDA e poi si di usero nel resto del mondo.
Tutti gli altri DIA seguirono andando a rendere disponibili al medico dispositivi sempre più piccoli e
con autonomia sempre maggiore.
L’ultimo dispositivo che è stato sviluppato e che è in fase di licenziamento è un misuratore di
pressione inserito in arteria polmonare, inserito tramite una tecnica simile a quella per inserire il
→
pacemaker endocardico non continente batteria, alimentato dall’esterno e telemetrico, potendo
misurare istante per istante la pressione.
Nei prossimi anni vedremo sempre più dispositivi impiantabili attivi.
MERCATO DIA
• Pacemaker
4 milioni di impianti di pacemaker
◦ Ogni anno impiantati 500 mila nuovi dispositivi
◦ Ogni 13-14 anni bisogna sostituire il pacemaker
◦ →
Mercato 4-5 miliardi di euro l’anno
◦
• Tutti i DIA licenziati →
Mercato complessivo di circa 10 miliardi di euro l’anno dal punto di vista del mercato non
◦ →
sono poi così tanti a nchè sia un mercato remunerativo, le ditte non devono essere
troppo numerose. →
Oggi in Europa-USA-Giappone esistono 10-12 produttori molto pochi, anche rispetto ai
◦ produttori di apparecchi elettromedicali
SBOCCHI PROFESSIONALI PER I BIOMEDICI IN QUESTO SETTORE
→
• Pochi posti di lavoro legati alla progettazione (circa 2000 posti a livello mondiale posti liberi
ogni anno circa 100-300, molti negli USA, pochi in Europa, pochi in Giappone)
• Mercato più orido (parecchie decine di posizioni l’anno in Italia, stessa cosa negli altri paesi più o
→
meno simili ≈ 400 posizioni l’anno in Europa)
→
Product specialist a anco all’equipe medica durante l’impianto del dispositivo
◦ → →
Field engineer è un product specialist che ha la responsabilità di una o più regioni è
◦ colui che coordina tutti i product specialists che lavorano in una certa area geogra ca
Per a ancare il medico nella scelta dei dispositivi e degli accessori e assistenza del medico
◦ nella fase di impianto per andarlo ad aiutare nella fase di programmazione dei dispositivi
PERCHE’ UN CORSO DI DIA?
Solo al PoliTo c’è questo corso a livello di laurea triennale. →
1. I DIA sono dispositivi medici all’avanguardia dal punto di vista tecnologico opportunità di
→
lavorare in un settore in fortissima espansione nel prossimi anni non si avranno momenti di
contrazione
2. Il mercato del lavoro in questo settore o re concrete possibilità di inserimento e ottima crescita
professionale
3. L’ingegnere biomedico è una gura essenziale, estremamente richiesta dal medico come
→
supporto nelle situazioni più impegnative oggi i dispositivi sono molto complessi, serve
perchè il paziente tragga il massimo bene cio dal dispositivo
COSA BISOGNA CONOSCERE DEI DIA?
• Aspetti progettuali
Non bisogna sapere moltissimo perchè ci sono poche posizioni lavorative
◦ Importanti alcuni aspetti speci ci, nell’ottica di conoscere meglio i principi di funzionamento,
◦ le limitazioni e per essere in grado di capire se è possibile creare un altro tipo di dispositivo o
meno
• Aspetti legati al funzionamento
Aspetti richiesti dalle ditte che producono i dispositivi
◦ È quello che interessa anche al medico che vuole l’ingegnere come supporto
◦
ARGOMENTI DEL CORSO
• Aspetti trasversali tra i dispositivi
Sorgenti energetiche (interne, esterne, etc)
◦ Stima dell’autonomia o del fabbisogno energetico
◦ →
Telemetria e teleprogrammabilità registrazione di segnali, elaborarli, memorizzarli e fornirli
◦ al medico su richiesta e possibilità di programmazione dei dispositivi a seconda dei bisogni
del paziente
Analisi di fattibilità per individuare i limiti che bloccano dal punto di vista di mettere.
◦ Disposizione dei dispositivi di nuovo tipo e i problemi di tipo tecnico
• Aspetti legati al singolo dispositivo
Caratteristiche tecnico/circuitali
◦ Caratteristiche funzionali
◦ Stato dell’arte
◦ Sviluppi futuri
◦
DISPOSITIVI STUDIATI NEL CORSO
• Pacemaker
• De brillatori cardioversori impiantabili
• CRT e CRT-D
• Monitor impiantabili del ritmo cardiaco (ICM)
• Stimolatori del nervo frenico
• Stimolatori per gastroparesi ed enteroparesi
• Stimolatori antalgici
• Stimolatori urinari (controllo della minzione e dell’incontinenza)
• Pompe di infusione impiantabili
I pacemaker senza cateteri vengono inseriti attraverso la vena femorale, poi nella vena cava
superiore e poi nel ventricolo destro tramite la valvola tricuspide. Si rilascia il mezzo di
contrasto per vedere bene l’apice del cuore e poi si aggancia con una specie di cavatappi
alla ne del dispositivo.
Nel ventricolo destro possono essere contenuti contemporaneamente no a 4 di questi
dispositivi, anche se solo uno per volta è funzionante.
847EETVFtENERGETCHF.me
Ivoriano
1 Fonti interne
energetiche 3
pag
di batteria
2 Funzionamento una generica 4
3
pag
Batterie definizioni
3 5
4
pag
Simbolo modello
4 circuitale elettrico
e
di batteria 7
una 5
pag
Potenza di
5 disponibile 8
generatore pag
un
6 Curva di scarica 9
pag io
Banco
7 scarica
di semplice pag Io
Autonomia
8 pag 13
Io
Iodio
Batteria litio
9 15
13
pag
stechiometria
Capacità
io 15 17
pag
della
funzione corrente di
in
capacità
ii scarica 17
pag
SUO
Litio
Batterie
12 21
18
pag
SUO basse
li
B Batterie correnti
per 21 23
impulsive pag
Batterie litio Fx 23
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Batterie di
15 litio Tienile
cloruro 26
25
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Telemetria 27
16 teleprogrammabilità
e pag
di
Modalità 28
17 29
comunicazione pag
Trasmissione
18 luminosa 29 31
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Canale
19 32
magnetico pag
20 38
elettromagnetico
Collegamento pag 11-03-20
ENERGEichf.me
SORGENTI
L’evoluzione in termini di dimensioni, in 20 anni, è molto evidente nelle batterie.
Un DIA deve necessariamente disporre di sorgenti energetiche perchè un DIA, essendo attivo, deve
poter disporre di una fonte di energia diversa da quella del corpo umano e della forza di gravità.
energia elettrica,
I DIA vengono normalmente alimentati mediante in due modi diversi:
• Si dota il dispositivo di una sorgente energetica interna, come nei pacemaker, e si devono avere
→
caratteristiche adeguate per far funzionare il dispositivo per un tempo abbastanza lungo si
deve ottenere un adeguato quantitativo di energia
Si parla di batterie non ricaricabili nel 90% dei casi
◦ Il 10% sfrutta batterie ricaricabili (accumulatore) o un altro modo (telealimentazione)
◦ ‣ Per gli accumulatori ho bisogno di una sorgente esterna per poterli ricaricare di tanto in
tanto, quindi non si usa per DIA che servono a supporto della vita, come i pacemaker
→
Telealimentazione
• attraverso induttori mutuamente accoppiati si trasferisce dall’esterno
energia elettrica al dispositivo impiantato, quando abbiamo bisogno che il dispositivo funzioni
Non può essere fatto per dispositivi che devono funzionare 24h su 24
◦ Ad esempio per un DIA che deve funzionare solo quando il medico lo richiede (ad esempio
◦ un misuratore di pressione nell’arteria polmonare).
Ci sono criteri che consentono di decidere quale metodo è meglio per ogni DIA.
Un pacemaker ha un’autonomia
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Lezioni: Appunti di Bioimmagini
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Dispositivi Impiantabili Attivi - riassunto
-
Domande esame Dispositivi Impiantabili Attivi
-
Esercitazioni del corso di Dispositivi impiantabili attivi