Estratto del documento

DIRITTO TRIBUTARIO

PROFESSIONALE

SEMINARIO SUI CONCETTI DI BASE (Assistente – Giorno

1/10, l’ho chiamata lezione 0 perché è il seminario di base, la metto qui per

comodità ma è la 3 lezione in pratica).

Le caratteristiche del sistema tributario italiano .

Negli anni ’70 inizia la riforma del diritto tributario italiano. Fino agli anni 70,

l’amministrazione finanziaria aveva un ruolo attivo nel determinare, calcolare e

riscuotere i tributi. Oggi il sistema è caratterizzato da quella che è chiamata

autodeterminazione del tributo: il contribuente ha un ruolo di primo piano

in quanto deve interpretare le norme tributarie, determinare l’ammontare del

tributo in autonomia, versare i tributi e solo successivamente sarà soggetto

all’eventuale controllo amministrativo; in questo nuovo modello

l’amministrazione finanziaria ha mantenuto un ruolo interpretativo (al fine di

evitare comportamenti elusivi) e di controllo a campione (al fine di evitare

comportamenti evasivi, quindi una funzione dissuasiva).

In questo sistema moderno, in cui il contribuente ha un ruolo di primo piano, vi

è la necessità di mettere in atto diversi comportamenti e adempimenti, primi

su tutti la compilazione dei diversi modelli di dichiarazione. Le dichiarazioni

fiscali sono adempimenti amministrativi del contribuente che alimentano le

banche dati dell’amministrazione finanziaria che poi serviranno per i fini del

controllo. Le dichiarazioni si dividono in due grandi famiglie:

le dichiarazioni con funzione riepilogativa: in cui il contribuente riepiloga

 semplicemente dei comportamenti già attuati nel corso dell’anno (e di cui

l’amministrazione è già a conoscenza).

le dichiarazioni “vere e proprie”: nelle quali si quantifica e si dichiara la

 base imponibile e la relativa imposta che il contribuente andrà a pagare. In

questa categoria rientrano le dichiarazioni amministrative, che non sono

atti giuridici ma atti di giudizio. A differenza degli atti giuridici, un atto di

giudizio può essere modificato in qualsiasi momento, purché la modifica sia

motivata.

L’istituto giuridico usato per ritrattare una dichiarazione (ad esempio perché il

contribuente ha fatto un errore) si chiama ravvedimento operoso. Tale

istituto provoca effetti differenti a seconda:

se l’errore sia a favore o sfavore del contribuente. Nel secondo caso, il

 beneficio derivante dalla correzione della dichiarazione consiste nella

minore sanzione in caso di accertamento. Nel primo caso, il beneficio

derivante dalla correzione della dichiarazione consiste nell’ottenere la parte

in più pagata.

del momento in cui il contribuente se ne accorge: più tempo passa dal

 momento in cui il contribuente ha redatto la dichiarazione in modo errato e

minore sarà la riduzione della sanzione in caso di accertamento.

All’interno delle dichiarazioni vi sono anche delle manifestazioni di volontà,

(ad esempio la scelta

che sono vere e proprie scelte personali del contribuente

del contribuente di poter rateizzare l’imponibile dato dalle plusvalenze in più

esercizi). Risulta difficile ritrattare una manifestazione di volontà, poiché

bisogna far ricorso al dolo o alla violenza.

Le Principali Dichiarazioni

Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi): fino a poco tempo fa si

 chiamava modello unico, adesso si chiama modello redditi perché cambia a

seconda del soggetto che la compila (persona fisica, società di capitali,

società di persone). Questa dichiarazione è lo strumento con il quale il

contribuente porta a conoscenza dell’amministrazione finanziaria tutti i suoi

redditi, quantificando la base imponibile e l’ imposta (IRPEF se persona

fisica, IRES se società di capitali). La legge indica le caratteristiche della

dichiarazione dei redditi:

Annuale: il contribuente deve indicare tutti redditi che ha accumulato

 nell’anno solare precedente.

Unica: perché il contribuente deve indicare in questa dichiarazione I

 REDDITI DI QUALSIASI TIPO (nel TUIR sono disciplinate 5 tipologie di

reddito: redditi fondiari, redditi di capitale, redditi diversi, redditi

d’impresa e redditi di lavoro autonomo). Tutti le tipologie di redditi

confluiscono in un unica dichiarazione.

Formale: perché va redatta su modelli ministeriali predeterminati.

 È un atto che prevede la possibilità di manifestare la propria volontà.

 È un atto che vale per la riscossione o il rimborso, cioè costituisce un

 titolo che permette all’amministrazione di riscuotere il tributo, e al

contempo, è un documento che permette al contribuente di ottenere il

rimborso qualora l’imposta sia a credito.

La dichiarazione non va più presentata in modalità cartacea ma viene

 presentata in modalità telematica tramite gli intermediari abilitati.

Il termine per presentare la dichiarazione dei redditi è il 31 ottobre

 dell’anno successivo.

Dichiarazione IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive): è

 l’imposta che colpisce il valore della produzione. È un’imposta diretta la cui

aliquota varia a seconda della regione. Non vi è in questo caso funzione

riepilogativa della dichiarazione ma la dichiarazione IRAP ha la funzione di

determinare la base imponibile e quindi l’imposta. Anche questa

dichiarazione va consegnata in formato telematico entro il 31 ottobre

dell’anno successivo. Fino a qualche anno fa il modello redditi si chiamava

modello unico perché all’interno dello stesso confluivano, oltre alla

dichiarazione dei redditi, anche la dichiarazione IRAP e quella IVA.

Modello 770 (dichiarazione dei sostituti d’imposta): il sostituto

 d’imposta, che ha corrisposto nel corso dell’anno solare somme o valori

assoggettati a ritenuta alla fonte, deve presentare una dichiarazione

riepilogativa di tali somme versate (facciamo riferimento a somme già

versate nel 2017 dal sostituto d’imposta e che l’amministrazione già

conosce). Il classico sostituto d’imposta è il datore di lavoro con riferimento

all’IVA.

Quando si parla di sostituto d’imposta bisogna fare la distinzione fra

contribuente di diritto (è il soggetto su cui gravano gli adempimenti di

legge: il datore di lavoro sostituto d’imposta) e contribuente di fatto (è il

soggetto su cui effettivamente grava il tributo: il lavoratore sostituito

Ad esempio è il datore di lavoro che deve

d’imposta nel caso dell’IRPEF).

trattenere dalla busta paga la ritenuta IRPEF che grava sul dipendente e

versarla allo stato con il modello F24 . Entro il 31 ottobre, dell’anno

successivo il sostituto d’imposta riepiloga tutte queste operazioni

all’agenzia delle entrate tramite la dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Gli obblighi del sostituto sono:

effettuare la ritenuta, cioè trattenere l’imposta da corrispondere

 all’erario;

versare la ritenuta all’ erario;

 rilasciare al percepiente (lavoratore) la dichiarazione certificazione unica

 (quello che per il lavoratore era chiamato CUD e che ora si chiama

certificazione unica ed è una dichiarazione riepilogativa in cui il datore di

lavoro indica l’ammontare lordo che ha pagato al dipendente e

l’ammontare complessivo della ritenuta). Tale dichiarazione servirà poi al

lavoratore per la dichiarazione dei redditi (modello 730). Questa

certificazione va consegnata sia in forma cartacea che telematicamente

al dipendente.

Esistono due tipi di ritenute alla fonte:

a titolo d’imposta: la ritenuta a titolo di imposta esaurisce il prelievo da

 parte dell’erario e non si dovrà versare altre imposta. In genere, nelle

ritenute a titolo d’imposta, non esiste dichiarazione, perché la ritenuta ha

già esaurito il suo effetto (esempio: le ritenute fiscali sugli interessi attivi

in conto corrente del 26% non è soggetta a dichiarazione perché si è

esaurito il prelievo).

titolo d’acconto: è un acconto sulle imposte che il contribuente dovrà

 versare, quindi questo presuppone che lo stesso debba comunque

redigere una dichiarazione perché l’amministrazione finanziaria deve

sapere il totale delle sue imposte versate. La ritenuta a titolo d’acconto

non esaurisce il prelievo.

Dichiarazione IVA: è una dichiarazione riepilogativa. È la dichiarazione

 con il quale il soggetto passivo IVA (colui che paga il tributo) procede

all’autodeterminazione dell’imposta, facendo un riepilogo dettagliato di

tutte le operazioni attive (vendite, generano IVA a debito) e passive

(acquisti, generano IVA a credito) effettuate nel corso dell’anno precedente.

È un’operazione riepilogativa perché l’agenzia delle entrate è già a

conoscenza delle liquidazione periodiche avvenute nel corso dell’anno, e il

soggetto IVA sarà tenuto a riepilogare tutte queste operazioni nella

dichiarazione IVA.

Dichiarazione di Successione: la dichiarazione di successione va

 presentata entro un anno dal decesso del de cuius.

Dichiarazione IMU (Imposta Municipale Unica): l’IMU è un imposta

 riscossa dai comuni, che si paga per il fatto di possedere dei fabbricati nel

territorio dello stato. Tale dichiarazione va presentata solo quando

cambiano le proprietà immobiliari dei contribuenti in modo da portare

questi cambiamenti alla conoscenza del comune in cui tali immobili sono

ubicati. Le dichiarazioni IMU non vengono fatte spesso poiché generalmente

gli acquisti di immobili vengono fatti con atti notarili che vanno

direttamente nella banca dati del comune, non rendendo quindi necessario

effettuare una dichiarazione apposita. Un caso nel quale sorge la necessità

di fare la dichiarazione IMU è relativa alla situazione in cui il contribuente

cambia la sua abitazione principale (l’abitazione principale è esente da

IMU): nel momento in cui si cambia l’abitazione principale bisogna fare una

dichiarazione IMU perché su quell’immobile bisognerà pagare l’IMU e non

bisognerà pagare l’IMU sulla nuova abitazione principale.

Tutte queste dichiarazioni hanno la funzione di alimentare la banche dati

dell’amministrazione, in modo tale che la stessa possa svolgere il proprio ruolo

di controllo e di accertamento.

Fase di Accertamento e Controllo

La FASE DI ACCERTAMENTO E CONTROLLO è la fase in cui

l’amministrazione finanziaria pone in essere tutte le attività di controllo sulle

dichiarazioni e sugli atti che il contribuente utilizza per determinare la base

imponibile e l’imposta . L’amministrazione può esercitare il suo controllo, con

funzione dissuasiva, entro un termine di decadenza, superato il quale non si

può più fare. Durante tutta la fase di accertamento e controllo il contribuente

ha dei diritti e doveri che sono sanciti dallo Statuto dei Contribuenti. Il

controllo può essere un:

Controllo formale sulle dichiarazioni: fa riferimento al mero riscontro

 cartolare delle dichiarazioni. Il controllo formale è svolto con procedure

informatizzate e riguarda una grande platea di contribuenti. Il termine per

effettuare un controllo formale è relativamente breve. Il controllo formale è

finalizzato a controllare la correttezza degli adempimenti che il contribuente

ha effettuato in sede di dichiarazione. Gli errori che emergono dal controllo

sono errori di calcolo o errori materiali. Il controllo formale avviene in due

fasi:

1. La prima fase è relativa al CONTROLLO SULLA MERA LIQUIDAZIONE

DELL’IMPOSTA. Può essere esercitato dall’ufficio entro l’inizio del periodo

di presentazione della dichiarazione per il periodo successivo (entro 1

anno). Esso può avere per oggetto sia le imposte dirette che l’IVA. Entro

questo termine gli uffici, sulla base dei dati desumibili dalle dichiarazioni

e dalle banche dati a loro disposizione, possono: 1) Correggere errori

materiali o di calcolo nella determinazione dell’imponibile e dell’imposta;

2) Correggere errori materiali nel riporto di eccedenze dalla dichiarazione

pregressa; 3) Ridurre le deduzioni (la deduzione è una somma che porto

in rettifica dal reddito, una sottrazione sulla base imponibile effettuata

prima di arrivare al calcolo dell’imposta: diminuzione della base

imponibile) o le detrazioni (la detrazione è una rettifica dall’imposta.

Partendo dal reddito, su quel reddito calcolo l’imposta e una volta

calcolata, la rettifico con le detrazioni. Non si possono avere detrazioni

che superano l’imposta. Il credito d’imposta con cui si può avere a che

fare nella dichiarazione dei redditi si ha quando si ha versato imposte in

una misura superiore a quella dovuta) che il contribuente ha effettuato

in misura superiore a quella prevista dalla legge; 4) controllare che

l’imposta dichiarata corrisponda con il versamento effettuato dal

contribuente nelle scadenze e nei termini corretti.

Se da questi controlli emerge un risultato diverso da quello che il

contribuente ha iscritto nella dichiarazione verrà comunicato l’esito di

questi controlli o:

- Al contribuente. Se l’esito del controllo viene comunicato

direttamente al contribuente, tramite raccomandata, il contribuente

ha 30 giorni per intervenire.

- All’intermediario abilitato, solo però se il contribuente ha indicato tale

possibilità come opzione nella dichiarazione dei redditi. Se l’esito del

controllo viene comunicato all’intermediario abilitato allora

quest’ultimo riceverà un file telematico, inoltre dovrà entro 30 giorni

comunicare l’esito del controllo al contribuente e poi decorrono per il

contribuente ulteriori 60 giorni di tempo per poter intervenire.

L’intervento del contribuente può essere di diversi tipi:

- Si possono contrastare le inesattezze rilevate dal controllo, e quindi si

devono fornire documenti, osservazioni, atti e chiarimenti che

giustifichino il disallineamento delle parti. Ad esempio potrebbe

capitare che dai controlli incrociati sfuggano dei dati per cui risultano

mancanti pagamenti che in realtà sono stati effettuati.

- Si possono confermare le inesattezze rilevate dall’amministrazione e

si accetta l’esito che deriva dall’accertamento, quindi paga

immediatamente la differenza, comprensiva di sanzione. In questo

modo si risolve il tutto.

- Si può ignorare l’esito del controllo. In questo caso l’amministrazione

iscriverà quell’imposta a ruolo e successivamente, senza essere

preceduta da nessun altro atto emette la cartella di pagamento

(quella che in passato veniva emessa da Equitalia).

2. La seconda fase è relativa al CONTROLLO FORMALE VERO E PROPRIO.

Esso non ha per oggetto l’IVA ma solo le imposte dirette. Può essere

eseguito dall’amministrazione finanziaria entro il 31 dicembre del

secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (2

anni). Il controllo formale vero e proprio della dichiarazione presentata è

finalizzato a verificare la conformità dei dati esposti nella dichiarazione

rispetto ai dati desunti da altre dichiarazioni o da dati forniti da banche,

assicurazioni, enti previdenziali. Con questo tipo di controllo gli uffici

possono:

- Escludere lo scomputo di alcune ritenute d’acconto che figurano nella

dichiarazione nel contribuente ma che non risultano dalle

dichiarazioni del sostituto d’imposta.

- Escludere ritenute, escludere deduzioni o detrazioni che non spettano

al contribuente.

Nel controllo sulla mera liquidazione dell’imposta si faceva riferimento ad

importi sbagliati nella liquidazione. Qui invece si fa riferimento a delle

situazioni in cui il contribuente non ha il diritto in toto. Non si tratta di

sbagli (volontari e non) nella liquidazione. Il controllo formale vero e

proprio è più invasivo rispetto al controllo formale sulla mera

liquidazione.

Tramite il controllo formale vero e proprio il contribuente può essere

invitato a fornire o ad esibire documenti che giustifichino i dati inseriti

nella dichiarazione.

L’esito del controllo formale può essere chiamato in due modi: Preavviso

di irregolarità o Avviso bonario: l’amministrazione ti avvisa

bonariamente che dai controlli che ha effettuato c’è qualcosa che non va.

Controllo di merito o sostanziale: alcune violazioni sono talmente gravi

 o non facilmente individuabili che neanche un controllo formale è

sufficiente. In questo caso è necessario un vero e proprio controllo

sostanziale o di merito, che si formalizzerà in un vero e proprio atto di

accertamento. Si tratta di un’indagine più invasiva sull’attività del

contribuente ed in genere questo tipo di controllo viene fatto dopo che il

controllo formale fornisce indizi di problemi che richiedono

approfondimento. Il controllo di merito o sostanziale riguarda una piccola

parte di contribuenti. I termini per fare un controllo sostanziale sono

generalmente molto più lunghi rispetto al controllo formale. L’esito del

controllo si chiama sempre Preavviso di irregolarità o Avviso Bonario e

viene sempre messo a disposizione o del contribuente con raccomandata,

che ha 30 giorni per intervenire, o dell’intermediario abilitato in via

telematica cha 30 + 60 gg per intervenire.

Il professionista che assiste il contribuente può fornire all’amministrazione

chiarimenti, dati, documenti, notizie, per cercare di spiegare i

comportamenti del contribuente, se ritiene che il preavviso non è corretto.

In questo caso a seguito del contraddittorio che si è instaurato, si<

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 173
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 1 Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 173.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi di Diritto Tributario Professionale prof. Crovato/Salvaggio Pag. 41
1 su 173
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/12 Diritto tributario

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kjjones94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Crovato Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community