Università degli Studi di Torino
Corso: Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale – LM38
Esame: Diritto Internazionale
Docente: Claudio Mandrino
Anno accademico: 2020/2021
Appunti di Silvia Barone
Descrizione del programma
Il programma è suddiviso in due parti. La prima parte tratta dei principali istituti del diritto internazionale in un’ottica evolutiva. Gli argomenti riguardano i caratteri delle fonti dell'ordinamento internazionale; i soggetti e l'adattamento del diritto interno al diritto internazionale, quindi le procedure in Italia e in altri paesi per recepire le norme internazionali; gli elementi costitutivi del fatto illecito, cioè cosa succede quando uno Stato viola una norma di diritto internazionale, quindi le conseguenze e la responsabilità internazionale di questo Stato; l'attuazione coercitiva, quindi forzata, della comunità internazionale nei confronti di questo Stato inadempiente; il sistema di sicurezza collettivo delle Nazioni Unite (ONU), i procedimenti giudiziari per la risoluzione delle controversie internazionali, quindi esamineremo le principali corti internazionali.
Successivamente, si passa ad esaminare elementi più sostanziali del diritto internazionale, come la tutela dei diritti dell'uomo, il diritto del mare e la tutela internazionale dell'ambiente. La parte speciale si concentra sul tema specifico della protezione internazionale, il cui obiettivo è garantire e tutelare i diritti fondamentali degli individui che sono costretti a fuggire dai propri paesi per il fondato timore di subire una persecuzione o un danno grave. Vengono esaminati i due istituti fondamentali in cui la protezione internazionale si articola, ossia lo status di rifugiato, in caso di rischio di persecuzione, e la protezione sussidiaria in relazione al danno grave, oltre ad altri temi fondamentali quali il principio di non-refoulement.
Sono presenti possibili domande d’esame.
Lezione 1 – 05/10/2020
Cosa si intende con l'espressione 'diritto internazionale'?
Riflettiamo sul significato di entrambi i termini:
- Il "diritto" è il complesso di norme disciplinanti rapporti tra appartenenti a una comunità (dalla più piccola e semplice a quella più complessa), i cui membri vi si adeguano in quanto le considerano vincolanti.
- Gli ordinamenti statali si caratterizzano per l'esistenza al loro interno di un sistema di potere centralizzato e verticale, cioè il potere è centrato negli organi statali che dall'alto esercitano l'autorità e le fanno rispettare anche coercitivamente ai cittadini. Es: io commetto un furto. Esiste una legge dello stato che è il codice penale che stabilisce se l'atto che commetto è un furto, se sussistono delle circostanze aggravanti ecc.
Domanda: Esiste un Parlamento e un governo mondiale? NO.
- Ordinamento internazionale: mancano un Parlamento e un governo mondiali, cioè un organo legislativo ed esecutivo globale, un sistema giudiziario obbligatorio universale. L'ONU non è proprio un governo mondiale, è un'organizzazione internazionale a cui gli Stati partecipano volontariamente, dunque se possono partecipare volontariamente possono anche recedere. Inoltre, ha poteri vincolanti solo nelle materie espressamente indicate e in ambiti limitati, per esempio l'autorizzazione all'uso della forza militare. Poi, è vero che l’Assemblea Generale è composta da un rappresentante per ogni stato membro (quasi tutti gli stati ne fanno parte, 193/196), ma essa non ha poteri vincolanti, adotta per lo più atti che non sono obbligatori per gli stati.
- L'organo che ha poteri vincolanti è il Consiglio di Sicurezza (CdS) ma ha una composizione ristretta, ovvero a differenza dell’AG prendono parte solo alcuni stati e poi laddove esercita una funzione vincolante, lo fa in quelle specifiche materie in cui gli stati hanno deciso di conferire questi poteri. L’intervento sulla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) è molto interessante, ma anche qui non esiste un sistema giudiziario obbligatorio universale nonostante esistano giudici internazionali, ma la loro competenza a intervenire nelle controversie tra gli stati membri è subordinata all’accettazione degli stati stessi della loro giurisdizione, ovvero, perché una corte, un giudice internazionale si possa pronunciare sulla controversia tra lo stato A e lo stato B è necessario che entrambi gli stati abbiano acconsentito a che la corte e il giudice si pronuncino riguardo a questo caso.
- Allo stesso modo manca anche una forza di polizia internazionale che eserciti funzioni coercitive. I cosiddetti Caschi Blu dell'Onu hanno quei poteri che vengono loro conferiti dagli Stati e limitati alla specifica missione per la quale sono destinati, e spesso non viene loro conferito il potere di usare le armi, hanno spesso la funzione di contenere le violenze e di creare delle forze cuscinetto tra le parti in conflitto.
Questi sono gli elementi che contraddistinguono la Comunità Internazionale (CI) da quella interna. Perciò manca un potere politico universale e l’autorità è esercitata da una pluralità di enti territoriali nel quale è suddiviso tutto il globo terrestre e questi enti sono gli Stati.
- I soggetti fondamentali di diritto internazionale sono gli Stati che esercitano il loro potere sovrano all'interno dei propri confini ma anche all'esterno.
- Sovranità interna: potere d'imperio esercitato dallo Stato all'interno dei propri confini sui propri cittadini. Carta ONU, art. 2, par. 7: "Nessuna disposizione del presente Statuto autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna [domestic jurisdiction] di uno Stato".
- Sovranità esterna: indipendenza, ossia uguaglianza giuridica di uno Stato con gli altri Stati. Carta ONU, art. 2, par. 1: "l'Organizzazione è fondata sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi Membri".
Quindi, il potere politico è frammentato nelle autorità esercitate da ciascuno Stato. Questo però non vuol dire che l'autorità internazionale sia dominata dall'anarchia, al contrario, gli stati già da secoli scorsi hanno voluto dotarsi di regole condivise. Queste norme stabiliscono diritti e doveri, questo corpus normativo si è arricchito nel corso degli anni e le norme sono diventate sempre più complesse e pervasive nei confronti dell’azione del singolo stato.
Definizione di diritto internazionale
- Come un complesso di regole che disciplina il funzionamento della comunità internazionale, e quindi, innanzitutto, i rapporti tra i soggetti di questa comunità, primi fra tutti gli Stati. Pone diritti e obblighi in capo agli Stati.
- "Internazionale": disciplina non i rapporti dello Stato con i suoi cittadini o i rapporti tra i cittadini di quello Stato, ma i rapporti fra Stati nel momento in cui agiscono come soggetti di diritto internazionale. Si forma al di sopra dei singoli Stati.
- Tanzi, pag 4: il diritto internazionale "offre un linguaggio comune" ai suoi protagonisti.
Caratteristiche dell'ordinamento internazionale
- La prima è l'orizzontalità, cioè la comunità internazionale è composta da soggetti posti sullo stesso piano - tutti gli Stati egualmente sovrani - a differenza del singolo stato che ha una verticalità.
- La seconda è la coincidenza tra soggettività attiva e soggettività passiva: chi produce le norme è lo stesso soggetto che ne è destinatario e si obbliga a rispettare quelle norme. Tali norme vengono create dagli Stati, in due modi: con la prassi, la cosiddetta consuetudine, cioè con il loro comportamento ripetuto nel tempo, o mettendo per iscritto un accordo, un trattato internazionale. In entrambi i casi sono gli Stati che creano le norme del diritto internazionale e che devono rispettarle.
- Assenza di un organo giudiziario che, indipendentemente dalla volontà degli Stati, possa decidere qualsiasi controversia internazionale. Il ricorso ai giudici internazionali si fonda sempre sul consenso degli stati interessati.
- Rilevanza della autotutela, di fronte a una violazione di una norma di DI, lo stato che si ritiene vittima ricorrerà all’autotutela, ovvero al farsi giustizia da sé. Ciò non è ammesso nell’ordinamento interno ma nel DI classico costituisce la regola. Essa può essere individuale o collettiva, vedi caso della NATO art.5 Trattato Istitutivo "l’attacco a uno stato membro verrà considerato come attacco a tutti gli stati membri che quindi interverranno in sua difesa".
Evoluzione del diritto internazionale
Riguarda diversi aspetti del diritto internazionale:
- La soggettività di diritto internazionale (organizzazioni internazionali; dibattito su ruolo individui, ONG...) se è vero che gli stati sono i principali soggetti della CI non sono però più i soggetti esclusivi di essa. Ormai è superficiale anche definire la CI come comunità di stati, la soggettività è ormai pacificamente riconosciuta alle organizzazioni internazionali (OI), con certi limiti vengono riconosciute certe facoltà all’individuo, alle ONG (Organizzazioni non governative). A favore dell’individuo sono stati riconosciuti i diritti fondamentali, ma anche certi obblighi; i tribunali internazionali penali hanno riconosciuto la responsabilità penale a carico di soggetti che si sono macchiati di crimini di guerra o contro l’umanità, perciò hanno attribuito la responsabilità ai singoli soggetti e non agli stati (militari, forza armate, generali della ex Jugoslavia).
- Da indipendenza assoluta degli Stati alla loro interdipendenza reciproca, quindi collaborazione: Il concetto di indipendenza dello stato spesso vale soltanto sulla carta, perché gli stati non vivono in isolamento ma interagiscono e cooperano, intrecciano quotidianamente relazioni politiche, diplomatiche, economiche e commerciali. Tutte queste interazioni vanno a incrinare il dogma dell’indipendenza assoluta degli stati, tanto che si è passati dal concetto di indipendenza a quello di interdipendenza. (Già Kennedy nel 1962 aveva parlato di interdipendenza tra gli Stati nel suo discorso a Philadelphia.)
- Progressiva erosione della domestic jurisdiction, quindi la sfera di sovranità interna è sempre più erosa, cioè emergono degli obblighi da parte degli Stati nei confronti dell'intera comunità internazionale. I cittadini non sono più sudditi e lo Stato non può fare qualsiasi cosa voglia nei loro confronti.
Esempi di erosione della sovranità statale:
- Nel 1999, la NATO interviene contro la Serbia per crimini contro la popolazione civile del Kosovo.
- Nel 2011, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) prende atto delle gravi violazioni dei diritti umani in Libia.
Questa reazione degli Stati alla "gross and systematic human rights violations", come viene citato, cioè alla violazione sistematica dei diritti umani, costituisce un elemento importante di evoluzione del diritto internazionale.
Esempi del fatto che il diritto internazionale è una materia viva, dinamica:
- Unione Europea (si parla di "processo di integrazione europea")
- La Corte Europea dei Diritti dell’uomo che interpreta e applica le norme della convenzione europea del 1950 ha affermato in una sentenza: "la convenzione europea dei diritti dell’uomo è un living instrument".
Lezione 2 – 06/10/2020
Rapido excursus storico: Quali sono le origini del diritto internazionale?
La questione è dibattuta ma la maggior parte degli autori identifica l'origine dell'attuale comunità internazionale in quello che è considerato un percorso storico:
- Nel medioevo, quello che un tempo era il territorio dell'impero romano, che si estendeva in tutta l'Europa, si era frammentato in una serie di entità territoriali di dimensioni più o meno estese, e ciascun territorio costituiva un sistema a sé stante, era il feudalesimo. L'Europa si era frammentata in tanti feudi, ciascuno governato da un signorotto fedele all'imperatore o al papato, che erano le due grandi autorità di riferimento. Dall'alto, il potere promanava da loro.
Questo sistema feudale di molteplici centri di potere entra in crisi tra il 1004 e il 1005, quando si consolidano le grandi monarchie europee centralizzate, ciascuna delle quali dotate di propri apparati amministrativi. (Francia, Inghilterra, Spagna, Germania).
- Segue la Guerra dei 30 anni in cui queste e altre monarchie furono coinvolte, che termina con la Pace di Westfalia, comunemente considerata come l'evento che ha favorito la nascita del diritto internazionale come lo intendiamo in senso tradizionale, perché con tale pace, conslusa nel 1648, si determina il consolidamento di queste moderne monarchie europee nazionali, le quali si accordano sulla spartizione del continente europeo.
- Quindi avviene che queste monarchie si riconoscono reciprocamente come Stati tra loro eguali e sovrani e abbandonano il riconoscimento di un'autorità politica superiore che veniva identificata prima nell'Impero e nel Papato. È a partire da questo momento che si formano le monarchie, gli Stati nazionali sovrani, nel senso che non riconoscono più un'autorità a loro superiore come prima.
Per legittimarsi reciprocamente, i sovrani si sono ritrovati nella situazione di dover stabilire delle norme giuridiche comuni e da qui nascono le prime consuetudini fondamentali che sono le norme giuridiche fondamentali nel diritto internazionale, riguardavano soprattutto le regole di condotta in guerra, la libertà dei mari, il trattamento del personale diplomatico, che tutt'oggi vengono riconosciute ai diplomatici. Tali regole nascono tutte dal sistema di Westfalia.
Altra annotazione: nel libro si dà atto di una disputa dottrinale tra chi considera il diritto internazionale in un certo modo, chi in un altro: sono confronti teorici su cui non ci soffermiamo, quello che conta è il concetto che Tanzi evidenzia fra le pagine 4 e 5:
Dice che il diritto internazionale, al di là delle definizioni che gli si vuole attribuire, è, in quanto diritto, vincolante a un valore giuridico ed è percepito come vincolante dai soggetti che ne sono destinatari, quindi dalla comunità internazionale i cui soggetti sentono di doversi conformare alle regole del diritto internazionale.
Dunque, il diritto internazionale ha efficacia vincolante verso gli Stati e altri suoi soggetti che spontaneamente si conformano alle sue regole.
Ciò è dimostrato anche quando uno Stato commette una violazione di una norma di diritto internazionale: ad esempio, se uno stato viola l'integrità di un altro stato membro, commette un illecito internazionale. Quasi sempre, lo Stato che commette questo tipo di violazione giustifica la sua condotta mascherando le sue reali intenzioni.
Esempi concreti
- Nel 2003, gli USA e la Gran Bretagna invadono l'Iraq (2° guerra del golfo) e lo fanno senza alcuna autorizzazione, scatenando un dibattito feroce nell'opinione pubblica mondiale, non solo tra i governi. Perché gli USA hanno condotto questo attacco? Hanno tentato di giustificare questa azione affermando che si trattava di un'azione necessaria per impedire al regime di Saddam Hussein di produrre armi chimiche e nucleari, in seguito la giustificazione fu quella di esportare la democrazia, cioè favorire un rovesciamento del regime di Saddam Hussein, di tutelare la popolazione irachena.
- Altro esempio: la questione della Crimea. La Russia annette la Crimea, e si tratta di un atto ritenuto illecito. Il governo russo non ha negato l'evidenza ma ha affermato di aver tenuto questa condotta per tutelare i diritti della popolazione russofona che in Crimea subirebbe una violazione dei suoi diritti fondamentali.
Quindi, se il diritto internazionale non fosse considerato vincolante, non ci sarebbe la necessità da parte degli Stati di cercare queste giustificazioni, di legittimare condotte che sono apparentemente non consentite. Per questo, è senza dubbio un corpus vincolante.
Poi, da pag 10 a circa 22, troviamo alcune considerazioni sulla successiva evoluzione dei rapporti tra gli Stati: il mutamento conseguito con la fine della Seconda Guerra Mondiale nella comunità internazionale, quindi la creazione dell'ONU, il processo di decolonizzazione tra gli anni 60 e 70, che ha avuto come effetto quello di portare la comunità internazionale ad essere genuinamente universale, in quanto fino ad allora era una comunità fortemente incentrata sulle potenze occidentali, europee, che al tempo stesso erano potenze coloniali. Negli anni 60 e 70, con la nascita di molti Stati a seguito della fine delle dominazioni coloniali, si è allargata molto la sfera soggettiva della comunità internazionale, fenomeno che ha interessato soprattutto l'Africa e l'Asia. (rif. Al processo di decolonizzazione nel libro).
In sintesi, questi Stati di nuova formazione avviarono una politica internazionale che aveva come obiettivo quello di contestare diverse regole internazionali come erano state fino a quel momento applicate, e che venivano da loro considerate come retaggio della dominazione coloniale, guidata da quegli stessi stati che ora volevano imporgli quelle stesse regole. Ad esempio, una delle regole era la protezione assoluta della proprietà privata e in particolare la protezione assoluta delle aziende europee originarie degli Stati ex coloni.
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