Rachele Favali CARTOGRAFIA a.a. 2017/18 Prof. Mazzanti
Cos’è la geografia?
La geografia è la disciplina che studia la distribuzione dei fenomeni nello spazio spiegandoli, ovvero
l’interpretazione dei fenomeni che avvengono sulla superficie terrestre (per la quale si intende
“spazio dove vive l’uomo”).
Che cos’è la cartografia?
L’insieme degli studi e operazioni scientifiche e tecniche che si svolgono partendo dai risultati delle
osservazioni dirette e dello sfruttamento di documentazione (altre carte) per elaborare carte, piani
ed altri modi di espressione e nella loro utilizzazione. Viene anche definita la scienza della logica
delle carte: per dare un’immagine della realtà è necessario ricorrere a un linguaggio, essenzialmente
grafico, che permette al cartografo di comunicare delle informazioni all’utente.
La materia nasce quando l’uomo ha l’esigenza di rappresentare luoghi specifici.
Cos’è una carta geografica?
La carta geografica è una descrizione ragionata di un determinato paesaggio o territorio realizzata
tramite l’uso di tecniche grafiche (= rappresentazione della superficie terrestre o di una sua parte in
maniera ridotta, approssimata e simbolica). Il cartografo la usa come veicolo per comunicare
informazioni. La comunicazione, di solito, si svolge con un processo preciso:
SOURCE [= fonte che invia il segnale codificato] → ENCODER [= codificatore per comprendere il
segnale] → signal [=messaggio] → CHANNEL [= mezzo per trasmettere il segnale] (NOISE= rumore di
fondo che impedisce al messaggio di arrivare nitido) → signal → DECODER [= decodifica del segnale]
→ RECIPIENT [= destinatario che riceve il messaggio decodificato]
Che nella comunicazione cartografica può essere più propriamente modificato nella forma:
REAL WORLD → CARTOGRAPHER’S CONCEPTION → MAP → RECIPIENT
I requisiti di una carta geografica sono:
- Precisione = soddisfatto quando una carta risulta esente da errori di posizionamento dei suoi
elementi grafici.
- Espressività = capacità di indirizzare l’attenzione dell’utente verso gli aspetti salienti del
territorio cartografato o l’argomento centrale; essa si raggiunge attraverso una scelta
attenta e ragionata dei segni grafici.
- Leggibilità = consente di estrapolare, analizzare, memorizzare una singola informazione della
rappresentazione.
- Completezza = il riportare un numero di informazioni sufficiente a fornire un quadro
organico del sistema territoriale rappresentato senza sovraccarico.
- Efficacia = capacità della carta di essere confacente agli scopi per cui è stata elaborata.
Rachele Favali
LE PROIEZIONI GEOGRAFICHE
La carta geografica è definita “approssimata”, per questo ogni tentativo di fedele riproduzione è un
fallimento; l’unica rappresentazione senza alterazioni è il globo, ma è poco maneggevole. Per
contenere entro limiti accettabili le alterazioni vengono utilizzate le proiezioni geografiche:
procedimenti che consentono di stabilire una corrispondenza fra i diversi punti della superficie
sferica e quelli rappresentati sul piano della carta, ma nessuna fornisce un’immagine perfettamente
fedele per la quale sarebbe necessario soddisfare 3 requisiti fondamentali: equidistanza (
proporzionalità sue distanze lineari misurate su un arco della circonferenza e quelle riportate sulla
carta), equivalenza (mantengono i rapporti tra le aree dei trapezi curvi del reticolo geografico e le
figure piane sulla carta), isogoniche (uguaglianza angoli tra terreno e carta).
In base ai criteri adottati, le proiezioni vengono divise in:
A) Proiezioni vere (fondate su principi geometrici-matematici)
- PROSPETTICHE: il piano di proiezione è tangente alla sfera
a) “all’infinito”: linee perpendicolari in proiezione
b) punto di vista in posizione finita con assi divergenti, detta “proiezione scenografica”
c) proiezioni stereografica
d) punto di vista al centro della terra dette “proiezioni gnomoiche”
- AZIMUTALI: utilizzano l’azimuth, creando un piano di proiezione tangente alla terra nel
punto. Ciascun punto da rappresentare deve usare l’angolo dell’azimuth anche in misure
sessogesimali. Vengono divise in equivalenti ed equidistanti, in totale 6 tipi; sono più utili
delle prospettiche
- DI SVILUPPO: i punti della superficie terrestre vengono proiettati sulla superficie interna di
un solido ausiliario. Solitamente la forma è il cono o il cilindro.
B) Proiezioni convenzionali (criteri puramente empirici):
- PSEUDOCILINDRICHE: ne esistono molti tipi, tra i quali quella “omolografica” e quella di
Hammer.
- PSEUDOCONOCHE
- INTERROTTTE
Proiezione di Mercatore
La proiezione di Mercatore (geografo e cartografo fiammingo) ha risolto il problema di
rappresentare su una superficie piana (un foglio di carta) i punti presenti sulla sfera terrestre
rendendo però i meridiani paralleli tra di loro (mentre nella realtà non lo sono perché
convergono ai due poli). La carta di Mercatore inoltre ha la caratteristica di presentarci
meridiani (linee immaginarie
-
- con direzione Nord-Sud) e paralleli (linee immaginarie Est-Ovest) sempre perpendicolari tra
di loro, ovvero sempre con angoli retti di 90°.
La caratteristica che permette di avere su tutta la carta sempre lo stesso rapporto tra gli angoli
rispetto agli angoli in situazioni reali sulla terra si chiama ISOGONIA ed è una caratteristica
fondamentale della carta di Mercatore. Utilizzata nelle carte nautiche.
Rachele Favali
1
RILIEVI
PRIMO SISTEMA
1. Tagliare con piani orizzontali ed equidistanti (25m alle carte d’esame)
2. Proiettare e trovare le 3 dimensioni:
- altitudine (h)= numero di curve di livello fino al vertice
- pendenza = fittezza delle curve di livello, maggiore significa che è sempre più pendente
- andamento = per trovarlo è necessario unire le aree dove si chiudono le curve dette “linee di
cresta”
Vi sono diversi tipi di linee riportate sulla carta:
1. CURVE DI LIVELLO: isoipse ordinarie di colore ocra
2. DIRETTRICI: 100m, rappresentate più spesse. Basta il conteggio di esse visto che ne troviamo
una ogni 3 ordinarie (100 + 25m ogni ordinaria)
3. AUSILIARIE: vanno di 5m in 5m, vengono usate per le piccole pendenze e sono tratteggiate
SECONDO SISTEMA - detto dei “Punti quotati” -
Nei punti da evidenziare è indicata sulla carta la quota; da essa si capisce se è un rilievo o una cavità.
Se il numero, andando verso il centro, è crescente è un rilievo, se è decrescente (-) è una cavità.
TERZO SISTEMA
Partendo dal presupposto che due curve di livello non si incontrano mai e che mai si interrompono,
per rappresentare la parete verticale si usa il metodo del “TRATTEGGIO DELLE ROCCE”. Esso
evidenzia, con un tratteggio in nero, il fatto che sia roccia dura, che la curva si sospende a causa di
una ripidità del versante da essere al limite dell’accessibile; con questo metodo ci è impossibile
avere un’altitudine ben precisata.
QUARTO SISTEMA
Questo metodo ha un’importanza descrittiva in campo militare: viene utilizzato per fenomeni più
piccoli (per esempio un fossetto in pianura) che vengono riportati sulla carta. Il dislivello viene
rappresentato con una freccia avente la punta indirizzata verso la parte più bassa: è stato
semplificato togliendo l’asta e disegnando solo il triangolino finale della punta. Viene chiamato
TRATTEGGIO CLIVO GRAFICO o METODO DEI TRIANGOLINI ALTIMETRICI. Con esso si rappresentano
anche i cocuzzoli minori dove i triangolini prendono forma circolare, idem per le cavità.
In alcuni casi limite è possibile trovare più fasce di triangoli, anche in direzioni opposte:
1 Si definisce linea di cresta il percorso seguito dalle vette più alte della catena (dalla più alta,
seguendo le quote in discesa, fino ad incontrare un corso d’acqua). In caso di quote non molto
elevate ed uniformi si dice linea di dorsale
Rachele Favali
- Arno - dislivello acqua e piano di campagna - ipotetico terrazzo fluviale - (in senso opposto)
fossetto
Il poggio sarà con le punte verso l’esterno
La cavità sarà con le punte verso l’interno
LETTURA DELLA CARTA
1. Guardare le quote più elevate
2. Controllare se i versanti sono ripidi (roccia affiorante, isoipse ravvicinate)
3. Indicare le quote più basse, dove le curve di livello si diradano
4. Controllare l’eventuale presenza di frane
Costa
1. Aspetto fisico = MORFOLOGIA = Si prende in considerazione l’andamento della costa. Il mare
è una soluzione salina con il 7% di cloruro di sodio (circa il 35x1000 = salinità media, ma
dipende da morfologia e clima: in mare aperto essa sarà minore, un mare caldo e, di
conseguenza, con più evaporazione sarà più salato (ciò non è valido all’equatore per le
abbondanti precipitazioni); il Baltico ha una salinità media del 7x1000 ed è sensibili al
congelamento). Il sale erode la costa con gli spruzzi dell’acqua, specialmente i carbonati
(difficilmente troviamo rappresentate in carta le cavità conseguenti). I movimenti del mare
possono essere:
- periodici= 1) correnti provocate dalle differenze di pressione e temperatura (dal freddo si
passa al caldo e, nell’emisfero sud viceversa). Non hanno importanza cartografica, ma sono
utili nella distribuzione di materiali erosi 2) maree: provocate dal sistema di rotazione Terra-
Luna (ruota sul baricentro interno alla Terra) al quale consegue un innalzamento o
abbassamento del livello del mare solitamente in ritardo rispetto alla posizione della Luna.
Esse hanno scarsi effetti sulla carta dal punto di vista erosivo. 3) moto ondoso: provocato da
masse di alta pressione, è un movimento verticale dalla superficie al fondo. Esso agisce sulla
costa. Provoca i cosiddetti “cavalloni” o “frangenti” poichè il moto circolare si esaurisce
ostacolato dal fondo e le particelle, ancora cariche di energia, sfociano in superficie
- Costanti
- Variabili
Rachele Favali maree
CONSEGUENZE DEL MOTO ONDOSO
1. Costa alta: provocata da diversi fattori abrasivi come l’azione chimica che provoca le cavità,
l’urto dell’onda sulla parete, le particelle solide d’acqua. L’azione è maggiormente forte dove
la roccia è più tenera. Nel caso della CAVITAZIONE, l’onda si immette nella cavità e
comprime l’aria,quest’ultima si libera nel momento in cui lo spazio si asciuga e provoca delle
piccole esplosioni che allargano il danno. L’erosione avviene nella fascia compresa tra il
livello del mare in condizione di tempesta e alta marea e il limite di bassa marea in
condizione di bonaccia. Nei promontori l’azione erosiva si verifica nella parte bassa, ai lati,
creano cavità che diventeranno grotte/archi e, una volta crollati, diverranno faraglioni.
2. Costa bassa: il cordone sottomarino emerge in caso di bassa marea e crea stagni che
possono essere lagune, se collegati al mare, o stagni costieri, se scollegati.
Il flusso diretto si scontra con la risacca e crea energia e un deposito di sedimenti (dorsale
sommersa).
Esso è detto anche cordone litoraneo ed ha diverse conseguenze:
- la deriva litoranea (correnti sulla costa) lascia il materiale, spesso sposta anche il punto di
foce originario [è variabile a seconda della stagione, portata e corrente]
- Possono avere grandi dimensioni da formare una specie di isola (Ex: Laguna di Levante di
Orbetello - Feniglia sud
- “Barra di foce”: impedisce all’acqua di arrivare alla superficie
- Il fondo andrà a trasformare la laguna, poi in stagno fino a divenire pianura (come è successo
a Pisa)
- Diverse morfologie: i fiumi portano detriti al mare e il cordone diventa una f
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