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Appunti completi antropologia dei media

Appunti di antropologia dei media basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Pennacini dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Antropologia dei media docente Prof. C. Pennacini

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“geografia del cristianesimo”.

Questo ha trasformato profondamente la

Missionarizzazzione alla rovescia : non si parte più dal Nord per giungere al Sud, ma

 viceversa (dall’Africa all’Europa), poiché i principali centri religiosi nascono lì

! Nonostante questo fenomeno di “misionarizzazione alla rovescia” tutto ciò è nato negli Usa,

ma bisogna pur sempre ricordare che nasce nel 1910 negli Usa “poveri e neri”.

Quindi questa religione viene presa e “indiginezzata” dalle diverse culture del posto e dalle

diverse storie locali (Brasiliani, Indiano, …)

Uganda (1986, prende il potere Musebei, attuale presidente) :

Si passa dalla chiesa anglicana inglese, dalla chiesa cattolica e dall’Islam (religioni coloniali del

posto) alla diffusione del Pentecostismo .

Come succede ciò però?

Visto che le altre religioni occupavano gli spazi principali in maniera più sfarzosa (Moschee e

Chiese), loro decidono di costruire chiese più piccole un po’ ovunque all’interno della città.

Street preaching”),

Inoltre decidono di cominciare a predicare per le strade (“ così da iniziare ad

attirare l’attenzione delle persone.

Infine per cercare di acquisire sempre più potere, cercano die essere i primi ad accedere al

mondo dei media virtuali (“Salmoni Pentecostali” caricati su Internet sulla pagina Facebook

ufficiale e richieste di preghiera inviate per E-mail)

! Talmente sarà forte la loro diffusione che saranno costruite delle “Mega chiese” in grado di

contenere 30.000 fedeli ed all’interno delle quali vi sono radio e televisioni.

Legame media/pentacostismo :

Anni 1980/1990 : periodo di liberalizzazione economica e soprattutto comunicativa per i paesi

africani. In questo anni vengono infatti proposti i piani di trasformazione strutturale economica,

che prevedono l’esistenza di media privati e non solo più statali.

In questo modo si passa dall’uso orale dei media (narrazione di miti e storie) alla tecnologia dei

media veri e propri (radio, televisione, …).

Di essi usufruirà il pentecostismo in maniera intelligente, al fine di divulgare e guadagnare (es :

io posso comprare una rivista religiosa sul sito, il mondo di Bolliwood ed i film con messaggi

religiosi).

! Global Cristianity : insieme di film cristiani di bassa qualità ed audio non preciso (budget

estremamente limitato), ma che rispondo o alle richieste del luogo (vi è però anche la Christian

Music). Si parla di vita quotidiana, amore

e mondo spirituale dell’invisibile (in Africa si crede molto nella relazione con gli spiriti).

Antropologia visiva :

decolonizzazione

1900, A seguito della si diffonde un nuovo tipo di fare relazioni

internazionale :

Le popolazioni che sono state colonizzate cominciano a prendere la parola e a costruire delle

immagini attraverso l’uso dei media, delle loro rappresentazioni.

Essa nasce con la fotografia ed il cinema (1800), in quanto permette di ottenere una maggiore

precisione nell’elaborazione ed osservazione dei dati.

Il primo esempio sarà nel Giugno 1895, all’ esposizione universale di Parigi, dove troviamo dei

l’oggettivazione dell’altro.

filmati di senegalesi importati in Europa. Ciò ci permette

Spenser è uno dei primi che utilizza il metodo partecipante e decide di filmare gli

 aborigeni (in bianco e nero ovviamente) e le loro attività (ad esempio li riprende mentre

danzano). Il problema è che questo documento è solo del tutto

oggettivo e scientifico, ma non spiega il significato culturale attribuito da loro a quelle

danze (questo perché Spenser non parlava la loro lingua e non poteva porre loro

domande). Dunque ciò fornisce un’effimera rappresentazione esterna di quella società.

Democratizzazione delle tecnologie mediatiche :

Per ottenere un’immagine chiara e meno oggettiva bisogna però aspettare film come quello

visto in classe : film in cui vi è una vera e propria collaborazione tra aborigeni ed orientali.

E ciò sarà possibile solo dal momento in cui otterranno la cittadinanza e potranno dunque

controllare e creare dei propri media da controllare (in particolare la radio).

La cosa particolare è che per questo paesi c’è un salto netto e si passa direttamente dall’oralità

alla tecnologia audio visiva, senza passare per la tappa della scrittura.

[In un secondo momento, quando il loro potere sarà maggiore, l’Australia deciderà di dedicare

ai suoi stranieri emigrati un canale radio in tutte le lingue, dedicato proprio alle diversità

culturali.]

Ambiti dell’ antropologia visiva :

Ambito metodologico:

- usare il cinema e la fotografia nell’ambito della ricerca

antropologica.

Le immagini sono usate come prove, come documenti oggettivi, come testimonianza della

realtà

- Estetica ( cultura visiva ) : insieme di modelli con cui diamo forma alla realtà

Si sviluppa più tardi (anni ’80 del ‘900) ed è un approccio più ampio.

Considera le culture visive come ambiti da studiare : tutte le culture producono immagini

con una dimensione visiva che pervade la cultura

Benedict anderson :

!

Le comunità devono potersi immaginare e per farlo devono avere dei mezzi di comunicazione

adeguati

Mezzi di comunicazione :

i territori più vasti hanno bisogno di comunicare anche da lontano. Si passa da una

strade).

comunicazione faccia-faccia a comunicazioni avanzate (es.

centralizzazione,

[La scrittura è comunemente connessa alla anche se non tutti gli Stati la

avevano.]

Storia antropologia visiva :

Gli aborigeni sono stati molto rappresentati visivamente, attraverso la fotografia, il cinema.

Tanto più erano società esotiche, tanto più si sentiva il bisogno di fotografarle.

Ma le immagini non sono la realtà: sono rappresentazioni della realtà soggettive (influenzate

dal punto di vista dello spettatore).

Nella seconda metà dell’800 la fotografia era usata per lo studio e la classificazione dei tipi

umani per gli studi antropometrici (misurazioni delle proporzioni somatiche del volto e del

corpo attraverso una griglia posta dietro il soggetto).

Partono così gli studi degli aborigeni utilizzando la fotografia: venivano fotografati nudi

 (in un contesto storico in cui la nudità non era ammessa, ma per gli aborigeni si perché

lo sguardo era scientifico).

Ciò li disumanizzava e oggettivava, esercitando una sorta di violenza sulla persona, che

non guarda in macchina ma altrove

[Ciò comunica il tipo di relazione tra il soggetto e il fotografo, non c’è comunicazione, il

suo obiettivo è quello di documentare.]

! Emerge un contesto egemonico di predominanza del fotografo sull’aborigeno : il potere

coloniale porta l’aborigeno ad essere visto come soggetto da studiare anziché con il quale

dialogare.

L’evoluzione :

All’epoca, l’antropologia era molto legata ai musei: c’era l’idea di portare in Europa una

documentazione che servisse a presentare le altre società, quindi venivano registrati video,

audio, canzoni e riportate nei musei. Tali rappresentazioni erano necessarie perché erano

considerate prove e documenti oggettivi su cui costruire una teoria scientifica, nonostante i

materiali raccolti non fossero neutri.

1) Per tanti anni, fino agli anni 50 del ‘900, gli antropologi occidentali filmavano,

rappresentavano e descrivevano a parole le culture, ma questa concezione della

rappresentazione etnografica come oggettiva ad un certo punto va in crisi, e si comincia

a pensare che ci siano altri modi per rappresentare gli altri.

“Mediascape”

2) Quindi il (ovvero il paesaggio mediatico) comincia a cambiare:

i media smettono di essere un appannaggio dell’occidente. Da allora gli aborigeni

cominciano a parlare, a chiedere: smettono di essere un oggetto come negli studi

antropometrici e riescono a farsi sentire, negoziando una nuova rappresentazione e

acquisendo una nuova visibilità.

Come si forma un’ immagine? percezione visiva,

1. Il primo momento di costruzione dell’immagine è la che utilizza la

vista come processo di adattamento all’ambiente.

La vista utilizza un apparato fisiologico, ma anche un insieme di funzioni psicologiche e

culturali che nell’insieme ci consentono di interagire con l’ambiente in cui viviamo.

Parliamo dunque di sensi, anche se non tutti possono essere rappresentati

rappresentazione della percezione,

2. Il secondo momento è la nel quale traduciamo le

nostre percezioni in una “figura”.

comunicazione della percezione,

3. Il terzo e ultimo momento è la nella quale la “figura”

diventa un oggetto di comunicazione tra le persone coinvolte

Come vediamo?

Con gli occhi, che sono collegati al cervello, che sviluppa con la memoria e l’immaginario

un’elaborazione che poi restituisce in varie forme sistema complesso

! non coglie la realtà,

La visione, però, ci consente di percepire qualcosa di essa, infatti non

riusciamo a percepire certe frequenze.

È selettiva anche dal punto di vista dei colori, noi percepiamo tre colori fondamentali che

componendosi formano lo spettro dei colori, ma la percezione del colore è influenzata anche

dalla cultura: siamo abituati a vedere certi colori e a classificarli in un certo modo, che varia in

base alla cultura, che ne definisce la terminologia.

Per capire come funziona la visione, gli psicologi della Gestalt facevano dei test utilizzando

delle immagini di illusioni ottiche.

Noi vediamo cose che in realtà non ci sono, intuendo cosa potrebbe esserci, perché le

 nostre abilità percettive ci portano a riempire i vuoti , gli aborigeni invece no, infatti

sono abilità che si devono apprendere, non sono innate (anche i bambini non sono in

grado di capire la prospettiva o intuire gli spazi vuoti).

Dunque, la percezione visiva mette insieme natura e cultura.

Per creare una figura noi compiamo altre selezioni (o operazioni selettive).

 Ci sono tanti modi di fissare le nostre percezioni, lo psicologo inglese Gibson classifica le

chiropratiche,

rappresentazioni visive in due grandi tipologie: che utilizzano la mano

fotografiche,

(disegni, dipinti, sculture) per riprodurre, e che utilizzano la luce

L’immagine è una rivoluzione percettiva, ovvero un segno (qualcosa che mette in relazione un

significato con un significante, un simbolo). simboli,

Ci sono vari tipi di segni, il filosofo Peirs classifica i segni in: ad esempio la parola (non

indice,

c’è alcun rapporto tra il significato e la parola); ad esempio la fotografia (perché indica,

icona,

e crea una relazione spaziale); (ovvero un segno in cui il rapporto tra significato e

significante è di somiglianza)

Guido Zingari :

antropologo/regista che ha lavorato in Senegal con una confraternita musulmana che vive in un

califfato islamico

(da cui il film “Il mare”, girato dal punto di vista dei bambini e degli adolescenti del luogo nei

primi due capitoli, e dal punto di vista di un uomo maturo nel terzo capitolo).

Il suo film si basa su uno schema etnografico preciso e sul moderno cinema “del reale”.

 La differenza da un semplice documentario, è data però dalla relazione che va a crearsi

con il luogo e la gente del posto durante l’esperienza vissuta sul campo.

! A suo parere l’antologia influenza fortemente l’arte ed il mondo del cinema, ma solo nel

omento in cui ci si lavora pensando ad “antropologia universale” (quindi una scienza che non

studia solo l’estero e lo sconosciuto, ma anche noi stessi e ciò che ci sta intorno)

Come fare antropologia visiva?

- Documentario/film (“il Cinema nasce con l’artrologia” infatti entrambi servono per

esplorare i nuovi mondi scoperti)

! 1922: prima monografia etnografica intensiva e prolungata “Argonauti del Pacifico

Occidentale” VS il primo documentario narrativo centrato su personaggi reali (Robert Plug)

- Documentario interattivo

- Spettacolo e teatro

! “spaccati di vita”.

Non potendo raccontare l’intera quotidianità, si raccontano i cosiddetti

Il regno del Buganda ( Regione dei Grandi Laghi, Lago Vittoria) :

Centralizzazione:

è il processo secondo il quale le attività di un'organizzazione, in particolare quelle decisionali e

progettuali, vengono concentrate in un luogo o da un gruppo di persone ristretto.

Le società sono centralizzate quando sono di tipo agricolo o industriale

Agricoltura:

addomesticamento delle produzioni vegetali espansive.

C’è una correlazione tra agricoltura e centralizzazione (perché l’utilizzo di nuovi strumenti di

agricoltura condizionano anche lo sviluppo politico, ma anche lo sviluppo della scrittura: gli

esseri umani utilizzano le loro energie in maniera creativa perché non hanno più lo stesso

carico di lavoro).

L’emergere di funzioni e ruoli sociali specialistici sono molto diffusi all’interno di una società

centralizzata (nelle società non centralizzate tutti sanno fare tutto e non ci sono persone

specializzate in un determinato campo lavorativo. Questo tipo di società che funziona secondo

una solidarietà meccanica, dove vengono divisi i compiti, ma non per la specializzazione per

una questione di tempo). In una società centralizzata ci sono delle specializzazioni

e la società è basata su una solidarietà organica (la distinzione tra meccanica e organica viene

spiegata ed esposta da Durkheime).

Il regno del Buganda :

Un tipo di società centralizzata è il regno del Buganda, un particolare caso etnografico (è una

società che viene studiata dal punto di vista antropologico, ma anche dal punto di vista della

relazione con i media.).

Il regno del Buganda, nell’africa equatoriale, è definita la regione dei grandi laghi (per il

 luogo dove è situata, ovvero tra il lago virginia e altri laghi nella zona).

È un regno che è diventato tale intorno al 17° secolo, da questo momento in poi possiamo

definirlo centralizzato (centralizzazione è il risultato di un processo storico molto lungo

scatenato da una serie di fattori).

! Prima dell’emergere dei regni è difficile ricostruire la storia perché ci si trova in un contesto

dove manca completamente la scrittura (non ci sono fonti scritte).

Negli anni 60 si diffonde una storiografia che si occupa anche dei processi sociali e di

cambiamento delle società, oltre che della storia in sé. Si ha così una nuova visione della storia

che va verso la storia economica e sociale (sono i francesi ad inventare questa nuova

metodologia storica, focalizzandosi molto sullo studio delle popolazioni africane).

Come fare storia? Per

ricostruire la storia della Buganda prima che quest’ultima diventasse un regno si fa riferimento

alla tradizione orale (insieme complesso di saperi e conoscenze che vengono trasmesse

oralmente). Le tradizioni orali possono infatti essere delle fonti per la storia,

ma devono essere utilizzate in modo adeguato.

Un’altra fonte utilizzata per ricostruire la storia è l’archeologia (oggetti ci parlano di una società

del passato).

Storia :

Prima della centralizzazione :

- La Buganda era una società di agricoltura itinerante, era un gruppo di membri di

discendenza patrilineare che si sposta sul territorio vivendo di agricoltura itinerante.

Non c’era una forma sociale più ampia del clan.

:

Passaggio alla centralizzazione

- ci sono alcuni fattori di tipo economico importanti che influiscono sul cambiamento

politico, in particolare due grandi rivoluzioni economiche:

l’introduzione della banana.

1) Intorno al decimo secolo avviene

La banana, vicino all’equatore, il raccolto della banane ha un ciclo continuo, senza

interruzione. In corrispondenza dell’introduzione della banana avviene un picco

demografico e la popolazione aumenta (per l’aumento della quantità del cibo a

disposizione).

Pastoralismo estensivo

2) Riguarda il sviluppatosi intorno al dodicesimo secolo.

In questo caso, mentre nelle società pastorali non ci sono alternative al Pastoralismo, i

gruppi di agricoltori e i gruppi di pastori si alleano e danno vita a un sistema

agropastorale: questo dà un impulso alla produzione di queste società.

In corrispondenza di questi due eventi queste società crescono dal punto di vista demografico

(non ci si limita più a piccoli clan).

C’è anche un fattore esterno (che avviene in una zona di frontiera):

Intorno al 14 secolo ci sono delle migrazioni e le popolazioni a nord della Buganda

 invadono il territorio di questi ultimi scatenando un cambiamento : l’invenzione delle

popolazioni nilotiche non sono basate sulla politica, ma creano una situazione tale per

cui è necessario creare una struttura politica.

Nella parte nord della regione emerge un nuovo sistema politico e lo capiamo basandoci

sulla storia orale ed in particolare su un mito molto diffuso (che racconta la storia di una

dinastia mitica fatta di semidei che avrebbero regnato su tutta questa regione per poi

scomparire in circostanze tragiche lasciando il posto alle attuali dinastie regnati. Questo

è il mito dell’origine dei regni) : nel mito si parla di un impero che avrebbe incluso tutta

la regione dei grandi laghi per poi frammentarsi in tanti piccoli regni.

La presenza di una capitale è il segno tipico di un processo di centralizzazione (la capitale della

Kibuga). Bunyoro

Buganda è Questo modello si sviluppa per la prima volta nel (regno a nord

della Buganda).

Struttura del regno della Buganda: kabaka

- Aveva un capo supremo chiamato (”la mandibola di”) :

perché quando il sovrano moriva in questo sistema politico il suo corpo veniva trattato

attraverso una sorta di doppia sepoltura: da un lato si seppelliva il corpo e dall’altro

veniva decorata la mandibola e veniva conservata nel palazzo dove abitava il sovrano,

che diventava un tempio. ,

La reliquia che era il simbolo della parola del sovrano il quale regnava pronunciando i

discorsi, proprio perché ci si trova all’interno di una società prettamente orale.

La mandibola in questo modo è il simbolo di un potere centralizzato in una società

dedita all’oralità.

Il kabaka nel regno del Buganda diventa una sorta di capo super partes (è primo tra i

 pari : assume un potere politico che va al di sopra di quello dei clan) ed i clan si alleano

per darsi un’ organizzazione più efficiente. .

La società è descritta come una coalizzazione di clan, al vertice di cui c’è il sovrano

Egli però non regna da solo, ma insieme alla madre ed alla sorella.

,

Il sovrano deve infatti avere un contro altare femminile che è la madre, ma anche la

Lubuga).

sorella (detta

! Queste società non volevano avere dei dittatori quindi inventano un sistema di bilanciamento

dei poteri per questo il potere ha sia una dimensione femminile che maschile.

È una società vista come una piramide, al vertice c’è il Kabaka insieme alla madre e alla

sorella. I clan sono sottomessi a un sistema di tipo burocratico, ed al di sotto

Bakopi

dei clan ci sono i (cioè la gente comune).

La capitale del regno :

Il luogo dove vive il sovrano diventa la capitale e intorno alla corte del re si sviluppano degli

aggregati.

Kibuga è infatti il nome che sta per “capitale mobile”: ogni volta che moriva un sovrano, veniva

conservata la mandibola nel palazzo del re e poi tutto veniva distrutto.

Il nuovo sovrano si spostava e si costruiva un nuovo regno in quel posto, con lo stesso sistema

urbanistico.

Il re la madre e la sorella vivevano in palazzi diversi : c’era un tabù secondo cui loro non si

dovevano incontrare, infatti parlavano tramite messaggeri( questo per far capire il loro peso a

livello politico).

Tutto il regno venivano miniaturizzato all’interno della capitale.

La successione al trono :

In queste società il primogenito è un capoclan e viene escluso dal sistema di successione alla

sovranità : è infatti necessario che un membro della famiglia si occupi dei clan.

La successione avviene con una lotta fratricida : combattimento tra i fratelli (che erano molti

perché il re aveva molte mogli).

Questo sistema di successione era utilizzato per far emergere il migliore fra i fratelli: non si

voleva la successione ereditaria, ma la competizione.

Quando il re muore tutte le attività vengono momentaneamente sospese, si scatena il caos,

tutte le regole saltano, c’è violenza, la gente si rasa a zero in segno di lutto. È come se lo stato

non ci fosse.

La figura dei Medium :

ve ne sono parecchi, ognuno vive in uno dei santuari in cui sono conservate le mandibole dei

sovrani.

Ognuno sta in un santuario diverso, perché le tombe dei vari re non sono tutte insieme.

Questi santuari si trovano al di fuori della capitale.

Il medium governa nella regione del santuario: hanno funzioni politiche in un certo senso.

religione di possessione:

La loro è una i medium vengono impossessati dagli spiriti dei re

defunti e riferiscono al popolo le volontà del re.

La storia nello specifico: kibuga Kampala.

La capitale del Buganda si chiamava (“citta”), mentre quella attuale è

- 1862 : Arrivo dei primi esploratori europei (Erano già arrivati prima i mercanti arabi).

John Spick Grent

Quando e arrivano qui (stanno cercando la sorgente del Nilo) vengono

ospitati alla corte del sovrano e rimangono stupiti dal fatto che nella città vivono tra le

30mila e le 80mila persone.

E’ una città verde (le case si trovano sotto i banani), attraversata da strade ampie e ben

tenute che collegano la capitale col regno.

La capitale è una specie di regno in miniatura. (la posizione del palazzo è legata a dove è

collocato il clan sul territorio).

Il palazzo della namasole è diviso da quello del re da un fiumicello, in quanto dovevano

evitarsi: il suo potere era equivalente a quello del sovrano.

- 1876 : Con gli inglesi giunsero i missionari anglicani, poi i padri bianchi francesi (cattolici),

che essendo arrivati in pace ricevettero dal padrone della terra in regalo.

La capitale diviene così un centro cosmopolita, ma con le congregazioni missionarie si apre

periodo di tensioni e conflitti.

un scontro tra le fazioni religiose

La politica si trasforma in faziosa: (gli inglesi lo usano come

pretesto per colonizzare il paese).

Lugard nubiani

- 1894, Uganda Protectorate : , alla guida di un esercito di , entra nella

capitale con le sue truppe e si insedia senza chiedere il permesso al re, mettendo così in

crisi l’autorità del kabaka. Costruisce un forte e da lì inizia ad influenzare la politica.

governo indiretto:

Governa con una forma di capi tradizionali mantengono il loro potere,

ma tutte le istituzioni che non comprendono vengono distrutte (es: aboliscono il rituale

della mandibola e lo trasformano in un rito funebre di stampo occidentale).

Inoltre ortano delle popolazioni indiane per costruire una ferrovia (1906) con l’obiettivo d’

esportazione.

La gerarchia interna alla società è così distrutta: i bianchi si trovano al di sopra di tutto

l’Uganda ottiene l’indipendenza solo nel 1962.

Quando gli inglesi se ne vanno, tutti i conflitti latenti nel periodo coloniale esplodono come

avvenne con il genocidio.

- 1962-1966 : Repubblica monarchica. Nel 1966 c’e un colpo di stato militare

Idiamin

- 1971-1978 : dittatura di (un militare educato in Scozia che gli Inglesi spinsero al

potere, che si rivelo sanguinario).

- 1986 : Democrazia (attuale presidente)

- 1993 : Nuova costituzione che riconosce l’autorità tradizionale dei capi.

Vi sono quindi 2 sistemi coesistenti: il Governo nazionale ed i Regni (anche se il secondo

forma culturale:

rimane solo una non ha diritto di chiedere tasse e non ha un proprio

esercito).

! Benedict Anderson ed il cambiamento in Buganda (“Comunità immaginate”) :

indaga sulla colonizzazione, trasformazione, e il cambiamento delle società tradizionali dal

punto di vista mediatico, laddove si afferma la diffusione della stampa a caratteri mobili, che

provoca un cambiamento nell’immaginario sociale: le comunità diventano in grado di

immaginarsi in una dimensione che non è più quella del villaggio (comunicazione faccia a

faccia), ma è più ampia. Quindi Anderson mette in relazione lo sviluppo dei nazionalismi di

società e nazioni centralizzate con la possibilità di comunicare a distanza e quindi immaginare,

percepire, entrare a contatto con una comunità.

Questo processo è riscontrabile in tutte le società postcoloniali: quando la società si centralizza

cominciano a svilupparsi dei sistemi di comunicazione, ma l’obiettivo è quello di arrivare ad

avere dei media che consentano la comunicazione a distanza perché si sviluppi una coscienza

nazionale.

Il cambiamento in Buganda :

Questo processo lo vediamo svilupparsi anche nella storia del regno del Buganda: la cultura

cambia, ma la parte tradizionale non viene completamente eliminata. La scrittura viene

introdotta dai missionari per motivi religiosi, ma viene stravolta anche la struttura politica del

Regno, che diventa di tipo coloniale.

Il Regno viene riorganizzato dal punto di vista amministrativo, mantenendo le strutture

politiche precedenti (governo indiretto che usa i capi tradizionali poiché era un metodo più

veloce e meno costoso), ma facendo pressioni affinché venga intronizzato un bambino, in modo

tale da rendere più facile la loro influenza sul piccolo capo.

L’introduzione delle nuove religioni in un regno fortemente ritualizzato crea un forte conflitto.

Per questo una delle prime azioni dei missionari consiste in una sorta di “desacralizzazione”

delle strutture politiche tradizionali: quindi il Regno non viene smantellato ma desacralizzato,

abolendo i rituali, o almeno le pari del rito che entravano in contraddizione con il cristianesimo

(es. la possessione). I vecchi culti facevano molta paura ai colonizzatori, anche perché erano

dei sistemi religiosi reversivi, poiché erano una sorta di contro-potere politico del sovrano,

medium

servivano dunque a bilanciare il potere perché i (intermediario tra i vivi e i morti, che

poteva essere posseduto da spiriti di defunti e parlare e agire nella loro volontà) erano

posseduti anche da sovrani defunti, quindi si imponevano anch’essi come sovrani.

Per questo i colonizzatori promulgano una legge contro la stregoneria e il sistema magico-

religioso tradizionale (1911). Nonostante il tentativo di eliminazione di questi culti, essi

diventano privati e continuano ad essere svolti in segreto. Le conversioni sono di facciata,

poiché i missionari offrono dei benefici a chi si converte, come le cure mediche, un lavoro,

l’educazione. Si mantiene quindi una dimensione non detta.

La concezione di genere in Buganda :

Un’altra dimensione che cambia molto con la colonia è quella della concezione di genere, in

particolare la posizione delle donne.

Per capire il cambiamento è necessario un passo indietro e descrivere la concezione della

donna nella società precoloniale.

Le donne avevano una posizione diversa a seconda del loro status: contadine o cortigiane.

Il genere tra le persone comuni era concepito in termini strettamente biologici, non c’era una

grande differenza tra sesso e genere, e la struttura di genere prevedeva una situazione di

subordinazione all’uomo. Si parla di poliginia, un uomo con più donne, che vivono in un

insediamento domestico: una casa per ogni donna, tutte vicine, nelle quali ognuna alleva i

propri figli, ma si uniscono quando bisogna coltivare i campi.

All’interno della corte le cose sono più complicate, poiché a volte il sesso non si adatta al

genere:

-le mogli del re sono donne sia in senso biologico, sia come genere

-le figlie del re sono biologicamente femmine ma vengono considerate di genere

maschile a causa della loro posizione di potere

-i figli del re sono uomini sia in senso biologico che di genere

-altri uomini presenti alla corte, anche di passaggio, vengono considerati donne

-i paggi vengono considerati donne

-il re è uomo tra gli uomini e per questo può avere relazioni con tutti.

Il genere, quindi, non è concepito sulla base della biologia, ma in relazione allo status: più si ha

potere e più si viene considerati uomini (una donna non può avere potere, quindi se una donna

ha potere è un uomo), meno si ha potere e più si viene considerati donne. Questa concezione

era uno shock per i missionari, che pongono delle regole ferree, soprattutto nei confronti delle

regina madre,

figure femminili, viene infatti smantellata la figura della che dopo la morte del re

deve risposarsi. Questa istituzione, come le altre legate ai poter femminili, non viene compresa

dai missionari quindi viene destituita. Questo indebolisce molto il sistema, che si sbilancia e il

potere diventa violento.

Anche nei villaggi la figura della donna cambia, poiché i missionari combattono la poliginia, un

concetto che va contro il cristianesimo. Vogliono creare un nuovo modello di società e famiglia,

scuole missionarie.

tramite il lavoro delle

Il lavoro comincia dalle corti, nelle quali vengono istituite scuole per principi e principesse.

Prendendo in considerazione la scuola per principesse, si nota che i missionari cambiano

l’habitus del popolo: le persone vengono rivestite, un punto sul quale si è molto insistito, i

capelli vengono tagliati dando una nuova immagine della donna, si insegnano le attività

domestiche (utopia della nuova famiglia).

È iniziato un processo di trasformazione che va verso la società capitalistica e

l’industrializzazione. Bisogna rieducare le persone, per farle diventare uomini operai disposti a

lavorare in fabbrica e donne casalinghe che rimangono a casa ad accudire i figli, in una famiglia

non più poliginica (trasformazione netta). Cambia completamente la concezione dell’amore e

della sessualità.

Indipendenza Buganda :

La colonia esiste dal 1894 fino alla seconda guerra mondiale.

-1850:

arrivano gli arabi o arabizzati (popolazioni della costa orientale convertiti all’islam e dediti al

commercio) in cerca di merci da comprare o di un mercato al quale vendere.

In questo periodo di metà secolo questi regni, così raffinati ma anche isolati dagli altri, vengono

nell’economia mondo

catapultati attraverso i mercati.

-Dieci anni (1862) dopo :

arrivano gli esploratori inglesi che rivoluzionano di nuovo, portando una nuova visione del

mondo. Gli esploratori invitano i missionari, che arrivano nel 1870.

Nell’arco di 20 anni cambia tutto.

I missionari cominciano la loro missione di evangelizzazione, portano la scrittura e un nuovo

sistema di comunicazione, che si traduce in relazioni a distanza: l’ambiente comunicativo

cambia [McLuhan “villaggio globale”].

-1961: crisi del dominio coloniale :

È tra i veterani africani che nascono le prime rivolte anticoloniali, poiché si rendono conto che

gli europei non sono gli dei che pensavano fossero. Si avviano così i processi di

decolonizzazione, che porteranno alle indipendenze.

Gli inglesi cercano di favorire la nascita di un sistema democratico, e in questo percorso

nascono i partiti, che nascono sulla base del credo religioso (partito anglicano, partito

cattolico), e la presenza di queste diverse confessioni crea conflitto, che continuerà anche dopo

l’indipendenza. Alle elezioni vince il partito anglicano viene nominato primo ministro un uomo

del nord quindi esterno all’organizzazione dei regni, ma la presidenza viene data al sovrano del

Buganda, questo crea vari scompensi poiché i re degli altri regni si ribellano e si scatena un

conflitto tra il primo ministro e il re: il re chiede che tutti i non buganda vengano espulsi e il

ministro risponde con una marcia.

-1964: abolizione della monarchia :

Crolla il mondo come lo conoscevano e questa abolizione ha una serie di implicazioni politiche

e economiche Nello stato precoloniale non esisteva proprietà privata: nel regno del Buganda

la terra era di tutti ed era gestita dal sovrano. Questo sistema ha molte implicazioni dal punto

di vista economico e politico poiché il potere del re si basava sul vincolo di fedeltà tra i

contadini che ricevevano da lui la terra e la sua capacità di donarla: concezione di dono come

di un padre per i figli, in modo tale che possano vivere una vita degna. Il vincolo era molto

forte, di amore verso il sovrano. L’arrivo degli inglesi, però, cambia le cose, perché introducono

proprietà privata.

la -1900, Buganda Agreement:

si configura come un patto tra il Regno dei Buganda e il Regno Unito in cui si stabilisce un

nuovo sistema fondiario: gli inglesi suddividono la terra in due lotti, una parte alla corona

d’Inghilterra e una parte al sovrano e ai capi, che gestiscono la terra come preferiscono. Questo

patto scardina il potere del sovrano e crea dei nuclei di potere territoriali.

Al momento dell’indipendenza si rivendica la terra acquisita dagli inglesi, non solo per cause

economiche, ma anche perché la loro terra era sacra e simbolica. Con l’indipendenza, le

tensioni interne esplodono e portano al colpo di stato del 68, in cui tutte le monarchie

tradizionali vengono abolite. Si passa così alla dittatura di Amin, che inizia il processo di

africanizzazione: distrugge però l’economia e il paese subisce un calo. Nel 1986 il re ristabilisce

l’ordine, tanto che nel 93 restaura i regni aboliti, perché in questi anni gli ugandesi hanno

chiesto di restaurarlo. Non è una copia del re tradizionale, ma una reinvenzione della

tradizione, che crea un equilibrio nella società; anche i ruoli di genere vengono ripensati,

mentre la regina non è più la regina madre ma la moglie del re.

Le cose stanno cambiando ma si mantiene una certa identità legata al passato.

Nollywood :

Nollywood. L'industria video nigeriana e le sue diramazioni

Jedlowski Alessandro,

Caso di studi: industria cinematografica nigeriana

Itinerario storico del cinema in africa :

Fino agli anni 60, momento di indipendenze, qualsiasi produzione cinematografica era

 controllata (finanziata e prodotta) da istituzioni coloniali, non esistono produzioni

autonome, e ha dei fini specifici in particolare educativi e di propaganda: all’epoca era

comune per le amministrazioni coloniali pensare che il cinema fosse uno strumento utile

di trasformazione delle culture locali, attraverso la produzione di film con tematiche

vicine alle persone, come ad esempio l’amministrazione pubblica, in modo tale da

istruirle. Faceva dunque parte delle tecniche di colonialismo.

Superati gli anni 60, lentamente, nelle varie nazioni indipendenti africane si comincia a

 sviluppare un cinema autonomo. È un cinema che si sviluppa sull’onda dei movimenti

politici indipendentisti emersi negli anni 50 e 60 in Africa, quindi incentrato su

un’ideologia nazionalista: non è un cinema di intrattenimento ma di impegno politico.

Fare cinema all’epoca era un’impresa dispendiosa a causa del prezzo delle attrezzature,

quindi gli africani non possono basarsi sulle risorse locali, hanno bisogno di

finanziamenti provenienti dall’estero. Il caso più evidente è quello delle ex colonie

francesi, dove c’è un impegno e una politica coloniale forte volta a incoraggiare lo

sviluppo di una cinematografia africana, ma a causa di questa dipendenza, la

produzione è ovviamente influenzata dai gusti e le aspettative dei finanziatori. Il cinema

anni 60 – 80

degli è dunque caratterizzato da grande finezza estetica da parte dei

grandi direttori e per questo orientati verso i festival internazionali invece che alla

popolazione locale. Le cause sono l’influenza dei finanziatori ma anche le infrastrutture,

infatti la presenza di sale cinematografiche in Africa era molto scarsa. In poche parole

era un cinema d’autore, interessante e importante ma incapace di farsi conoscere dal

proprio pubblico.

Nigeria : È il paese

più popoloso dell’africa subsahariana, di circa 180 abitanti, si trova nella parte occidentale del

continente, sulla costa. Fu colonizzato dagli inglesi. È un paese particolarmente frammentato

dal punto di vista linguistico e etnico: ci sono circa 400 diversi gruppi etnici, all’interno dei quali

si parla di tre gruppi principali:

- Nel nord gli Hausa-Fulani, principalmente di religione islamica

- Nel sud-ovest gli Yoruba

- Nel sud-est gli Igbo

Nonostante le diverse lingue esistenti, quella veicolare è l’inglese.

Lagos, città più grande dell’Africa, è il cuore della nascita di questa industria, che ricicla la

modernità estera per reinventare una forma di produzione locale. È una città popolosa,

dinamica, con dei contrasti drammatici caratterizzati dalla dualità ricchezza-povertà.

La Nigeria è stato un paese d’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo dei media in Africa:

c’è stata una delle prime produzioni cinematografiche (1903) e la prima televisione di stato

(1959). Tuttavia il ruolo delle autorità nazionali era molto forte, di conseguenza la produzione

non era libera e autonoma, anzi venivano usati come strumenti di educazione delle masse o

strumenti di comunicazione proiettati verso politiche di sviluppo.

Cos’è Nollywood? Nel

corso del documentario visto sono emersi alcuni dati, come “La seconda industria

cinematografica più produttiva al mondo; Circa 2000 film all’anno…”, si tratta di dati un po’

costruiti a rapporto giornalistico, già solo il termine “nollywood” è un’invenzione giornalistica

introdotta dieci anni dopo l’esplosione di questo fenomeno: nel 1992 la produzione del primo

film che ebbe un grande successo, nel 2002 un giornalista americano, che si trovava in Nigeria

per descrivere il nuovo fenomeno culturale, ha coniato il termine per renderlo più conoscibile

su scala mondiale.

Il prodotto è molto ambiguo, infatti non si tratta di cinema in senso pieno, non ci sono sale

cinema su

cinematografiche ma solo schermi televisivi, per questo può essere definito come

piccolo schermo.

Ma se oggi Nollywood è conosciuta internazionalmente e può essere considerata un vanto per i

nigeriani, agli inizi fu molto critica, poiché considerata di scarsa qualità e con contenuti non

degni di essere definiti cinematografici.

La grande trasformazione si ha verso la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90, in relazione a

due macro processi:

- La trasformazione tecnologica

Nel fine degli anni 70 viene introdotta la videocassetta, un’innovazione tecnologica che

ha avuto un impatto particolare perché trasforma le abitudini di consumo del pubblico,

poiché grazie anche alla pirateria è possibile per il pubblico nigeriano entrare a far parte

di reti globali di circolazione di contenuti culturali

- La trasformazione politica e economica del continente subsahariana

Porta alla pubblicazione delle politiche di aggiustamento strutturale, ovvero un

pacchetto di riforme economiche dettato dal Fondo monetario internazionale (FMI) e

dalla Banca Mondiale che in cambio del prestito di soldi necessario a molti stati africani

che vivono una profonda crisi economica richiedono delle riforme radicali strutturali. Gli

effetti di queste trasformazioni economiche sono la crisi delle istituzioni tradizionali del

settore audiovisivo, problemi legati alla sicurezza pubblica perché la povertà esplode,

aumentano le situazioni di degrado, il settore audiovisivo viene liberalizzato quindi la

televisione nazionale perde il suo controllo. C’è dunque un vuoto in questi anni, in cui la

televisione nazionale non è più in grado di produrre contenuti interessanti, il cinema

collassa, le troup di teatro aspettano di viaggiare ma la sicurezza è pessima, e

moltissimi professionisti rimangono disoccupati.

Qui i due fenomeni si intersecano, perché la videocassetta si offre come soluzione.

marketers:

La grande intuizione viene dal mondo dei commercianti di materiali elettronici, i

nella maggior parte dei casi sono ex-venditori di prodotti elettronici e di videocassette pirata,

controllano la rete di distribuzione e finanziano la

maggioranza dei film del «Nollywood classico». Sono organizzati in associazioni e sindacati su

base principalmente etnica, praticano forme autonome di regolazione dell’industria che li

portano a ripetuti scontri con le istituzioni e gli indipendenti. Sono attivi principalmente a Lagos

(Alaba e Idumota), a Onitsha e ad Asaba.

Insieme ai professionisti dell’audiovisivo, i marketers giungono a una produzione di film locali

su cassette e distribuiti. Nella maggior parte dei casi vengono consumati in contesti collettivi:

video-parlours o video clubs,

in molte città emerge il molto spesso delle baracche in lamiera

con un televisore che diventa un piccolo cinema di quartiere. Tutto ciò avviene nella più totale

assenza dello stato. Sono film modesti, tra i 15 e i 20 mila dollari, anche meno, ma nonostante

ciò assicura un ciclo di soldi costante e attivo che fa si che l’industria continui il suo lavoro.

I marketers si affermano sempre di più come forza principale, all’inizio erano solo distributori

ma nel corso del tempo finiscono per diventare finanziatori e infine produttori.

Temi :

Il film che comunemente viene definito come il primo successo commerciale fu “Living in

Bondage”, che si concentra su una storia coerente con l’ambiente culturale di quegli anni: un

ragazzo sull’orlo della depressione tenta di fare fortuna trasferendosi in città ma non ci riesce,

finisce per entrare in una setta segreta che gli propone di compiere dei riti occulti per riuscire

ad arricchirsi: gli viene chiesto di sacrificare la moglie e bere il suo sangue insieme agli altri, lui

accetta ed effettivamente si arricchisce in pochissimo, ma è perseguitato dal fantasma della

moglie che lo porta alla pazzia, perde tutto e diventa vagabondo, ma viene salvato da un

vecchio amico attraverso la conversione al vangelo.

I temi sono dunque di attualità:

- Un immaginario collettivo per la prima volta allo schermo

- Relazione fra ricchezza, violenza, potere e dimensione occulta

chiesa pentecostale

- La dimensione della conversione alla

L’introduzione della dimensione religiosa influenza profondamente i contenuti: l’orrore della

tradizione, la contrapposizione radicale fra Bene e Male, con una costruzione narrativa ciclica

(peccato-perdizione-punizione-redenzione). Divennero dunque un miscuglio estetico e narrativo

ibrido e del tutto originale, mischiando il retaggio del teatro itinerante yoruba e della

produzione televisivo locale e l’influenza dei film americani, delle soap opera e dei film indiani

All’inizio i film venivano girati solo in lingua locale, ma a partire dal 1994 il grosso della

i

nglese

produzione diventerà in lingua per aumentare il potenziale commerciale e le possibilità

di visibilità all’estero.

Star system :

Nollywood fu la prima industria audiovisiva in Africa a basare il proprio successo commerciale

star system.

sulla creazione di uno A partire dai primi anni, Nollywood fa dei propri attori degli

strumenti principali del marketing. Il peso economico delle star è talmente importante che

spesso finiscono per costituire quasi la metà del budget di produzione, diventano inoltre anche

dei modelli culturali, di riuscita economica e di mobilità sociale (in particolare al femminile)

C’è però un dislivello importante fra riuscita reale e immaginata, infatti essendo un’industria

che lavora su piccoli numeri, spesso le fortune sono volatili, anche a causa del fatto che

l’ambiente culturale crea delle pressioni di condivisione, che spingono le star a condividere la

loro ricchezza e a dissiparla velocemente.

Prodotto culturale panafricano :

Questi film non circolano solo in Nigeria, anzi molto velocemente, a partire dagli anni 90,

Nollywood si impone come un prodotto panafricano (che riguarda tutti i popoli dell’Africa)

Secondo alcuni, con questa produzione si arriva per la prima volta a un fenomeno culturale di

massa che attraversa i confini creando dei riferimenti culturali comuni.

L’enorme successo di questi film ha provocato anche numerosi interrogativi, del tipo come mai

avessero così tanta popolarità. Per tentare di rispondere alla domanda viene formulata la teoria

della “prossimità fenomenologica”, partendo dall’idea secondo cui i film piacciono perché

ritraggono aspetti della contemporaneità africana, da un punto di vista anche paesaggistico (le

città, i blackout), caratteristica che i film europei o americani non potranno mai avere.

Questi film hanno anche spinto a una vernacolarizzazione del modello Nollywood anche in altri

paesi dell’Africa

- Ghana (Ghallywood)

- Kenya (Riverwood)

- Tanzania (Bongowood)

- Uganda (Wakaliwood)

- Côte d'Ivoire (Babiwood)

Più che di vernacolarizzazione, ha senso parlare dell’adozione selettiva di alcuni aspetti (in

particolar modo in relazione alla struttura economica)

Crisi degli anni 2000 :

Il boom economico, l’escalation di produzione hanno portato all’implosione dell’industria che si

è manifestata negli anni 2000, legata sia a fattori economici, che infrastrutturali, tecnologici e

culturali: da un lato c’è la saturazione del mercato dovuta alla crescita fuori controllo della

produzione (si passa da 200 film all’anno a 2500), c’è inoltre un ritorno a condizioni

economiche migliori: la sicurezza migliora, ritornano le sale cinematografiche ma essendo i film

di bassa qualità non hanno accesso ad esse, quindi ritorna la competitività con l’estero.

Dall’altro lato c’è la grande trasformazione tecnologica: dal VHS al VCD, dal VCD alla

televisione satellitare (Africa Magic) e l’internet. Tutta l’economia dell’industria va in crisi e

molti dei produttori, per trovare una soluzione, tentano di ridurre il numero di film e salire in

termini di qualità per cercare di orientarsi verso un pubblico internazionale della diaspora ma

anche tentando di ritornare al mondo dei festival.

Questi cambiamenti produrranno il “Nuovo Nollywood”, a partire dal 2006.

È un fenomeno parecchio diverso, si comincia a vedere l’immersione in produzioni più grandi,

la struttura dell’industria si verticalizza e polarizza, e anche il contenuto dei film si trasforma,

diventano film che parlano di più alla nuova middle class, dimenticando le masse che

costituivano la maggioranza del pubblico del vecchio Nollywood, inoltre si assiste al ritorno

della distribuzione nelle sale cinematografiche per controllare meglio la circolazione dei film,

all’aumento dei budget per orientarsi verso festival internazionali e pubblico diasporico e alla

collaborazione con canali televisivi e piattaforme di distribuzione on line.

Differenziazione tra sesso e genere :

Sesso (etimologia della parola a livello biologico) :

“Sexum”

da : termine latino, verbo che significa dividere e separare.

Esso è infatti un processo legato all’insieme di caratteristiche in grado di distinguere maschi e

femmine (dunque divide i due generi)

Si divide in quattro categorie, ed attraverso tale processo, si parla di differenziazione sessuale:

1) Sesso cromosomico (XY o XX)

2) Sesso gonadico – produzione ormonale

3) Sesso anatomico

4) Caratteristiche secondarie, che si sviluppano più tardi (barba, voce, …)

Durante tale processo di differenziazione sessuale possono però avvenire molte variazioni, che

non permetto o una netta separazione tra uomo e donna (infatti tali essere sono definibili come

“ideali tipi” e non come “tipi modello”, poiché vi possono essere cambiamenti e disordini dello

esseri

sviluppo sessuale). Se ciò avviene possono nascere i cosiddetti

“intersessuati” (bambini ne’ uomo, ne’ donna, in quanto posseggono caratteristiche sessuali

sia maschili che femminili). In natura è dunque

“dicotomia secca”

impossibile parlare di una che divida uomo e donna.

I problemi del sesso :

Questo può però creare problemi, in quanto a tre giorni dalla nascita i bambini hanno l’obbligo

di essere registrati per sesso/genere con un proprio nome all’anagrafe.

In questi casi si interviene dunque attraverso delle terapie ormoniche, attraverso le quali si

spinge verso una direzione sessuale.

Questo può però portare molti problemi psichici e varie possibilità di suicidio.

Per questo motivo paesi come la Francia e la Germania hanno introdotto il cosiddetto genere

“neutro” nelle carte d’identità.

Questo potrebbe apparire come un problema legato alla biologia, mentre in realtà ha un forte

carattere culturale, che può portare a gravi disguidi.

Genere :

da “Gender” : termine inglese, che ha svariate classificazioni e traduzioni.

In italiano questo termine ha troppi significati differenti tra loro.

! Genre : forma di espressione letteraria

Genus : insieme di specie diverse (classificazione scientifica)

Gender : categoria grammaticale che suddivide in nomi comuni, nomi propri, cose, animali, ..

Usiamo questo termine per distinguere il piano culturale da quello biologico (infatti non

necessariamente il genere segue la biologia, in quanto c’è una forte probabilità che per motivi

culturali egli non si riconosca come uomo/donna).

Il termine fu coniato negli anni ’70 dai movimenti femministi per studiare le differenze a livello

sociale.

Marguaret Mead :

Nel 1928 pubblica la sua tesi ai soli 23 anni, partendo da sola per l’isola di Samoa, dove

studierà gli adolescenti del posto.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Pennacini Cecilia.

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