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L’antropologia e il concetto di cultura

Che cos’e l’antropologia?

L’antropologia nasce a metà dell’ 800 (periodo positivismo e colonialismo), come disciplina

senza aggettivazione.

Essa nasce nell’ambito delle scienze naturali (suddivise in biologiche e culturali)

Essa si diffonde prima nei musei e solo in seguito nelle università.

Si studia l'uomo dal punto di vista biologico, ma anche socio/culturale, attraverso un metodo

empirico (scientifico).

! Oggi distinguiamo tra antropologia culturale (società) e fisica (aspetti biologici), ma nel 1800

non si distingue.

Nonostante la distinzione le due sono strettamente connesse tra loro e si influenzano l'un

l'altra.

! Nell’800 nascono anche il positivismo e le scienze umane (il comportamento degli umani

“L’origine delle specie” Darwin)

viene studiato con metodi scientifici, 1859 di

Presto però l’antropologia fisica si studierà in ambito biologico, mentre la dimensione culturale

verrà studiata nell’ ambito delle scienze umane.

! Scienze umane : Sociologia, Linguistica, Psicologia, Antropologia

Metodo empirico: osservazione, catalogazione, comparazione

L’antropologia si fa sul terreno, per questo l’osservazione è importantissima.

Etimologia: Dal greco antico "Anthropos logos" discorso scientifico sull'essere umano (non

vi è specificazione di genere).

Obbiettivo dell’antropologo: estrapolare da una cultura degli argomenti generali

(Lévi-Strauss, “Il giro più lungo” : spiega l’ importanza del viaggio)

Claude Levi-Strauss , antropologo americanista, nel suo saggio “Antropologia strutturale”

(1995) definisce 3 ambiti dell’ antropologia e li considera come momenti successivi l’uno all’

altro(un percorso che ogni antropologo percorre) :

ETNOGRAFIA ( ETHNOS/TA ETHNE e GRAPHIA) =

- “rappresentazione delle etnie” attraverso l’ OSSERVAZIONE.

Descrizione dei gruppi etnici in un documento finale

[Metodo scientifico dell'antropologia : scelgo un gruppo, lo studio ed analizzo, e creo un

documento finale che rappresenti le mie scoperte, ovvero un libro, un film, ... ]

La definizione dell’ identità è infatti un fatto relazionale : l’identità si definisce con l’alterità,

ovvero il metodo che gli antropologi usano per raccogliere le loro osservazioni.

! greci

I non usavano il termine “etnia” per riferirsi a se stessi, ma solo per indicare gli altri

(terze persone, definite barbare) VS Loro si definiscono “polis” (sistema politico intorno al

governo della citta).

! Documentazione : raccolta sul campo dall’etnografo Bronislaw Malinowski

Il primo etnografo che inventò questo metodo e stato , che si trovò

isole Trobriand

casualmente a non poter lasciare le , quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale.

“Argonauti del Pacifico Occidentale”,

Così nel 1922 scrisse dove definì il metodo dell’

osservazione partecipante, che diventò la base dell’antropologia: non basta osservare una

popolazione, bisogna anche partecipare alla vita quotidiana della loro società.

ETNOLOGIA =

- “discorso sull’etnia”.

In questa fase si sviluppa la COMPARAZIONE.

Si occupa del discorso sulle etnie e mette dunque a confronto le diverse etnie conosciute

[Fase della comparazione delle diversità ed allargamento del concetto, es analisi dei diversi

tipi di famiglie ]

I testi scritti con l’osservazione devono essere comparati con testi provenienti da altre

società. vicine lontane

Queste possono essere o società o molto tra loro, ma hanno situazioni simili.

! Acculturazione = contatto tra due culture (da questo capiamo la storia delle due)

Scienza della diversità = non esiste una Cultura, ma esistono tante culture

ANTROPOLOGIA :

- scienza dell'uomo [formulazione di una tesi, in grado di superare le diversità per giungere

ai punti comuni].

Riflessione che formula delle teorie che riguardano l’essere umano e il suo funzionamento.

C’è un rapporto complesso e interattivo tra antropologia biologica e culturale.

La cultura :

La concezione classica :

la filosofia è sapere, è studio scolastico attraverso il quale apprendo la conoscenza

Cicerone “Tusculanae Disputationes”

 , nel ha scritto che la “Cultura animi philosophia

(la filosofia è la coltivazione dell’animo).

est”

Cultura (dal latino colere che significa “coltivare”) :

La concezione classica della cultura si basava sull’apprendimento attraverso la lettura.

Era una cultura elitaria: solo alcuni potevano giungere alla conoscenza.

I popoli senza scrittura, infatti, erano considerati popoli senza cultura (barbari, definiti così a

causa dell’ etnocentrismo)

VS 1800 ed evoluzionismo culturale :

Si capisce che bisogna tener contro del fatto che non tutti sanno leggere e scrivere, dunque la

cultura non può essere solo "studio". Ciò si scopre con Edward Burnett Tylor (1871, "Primitive

Culture") e con l' "evoluzionismo culturale" (le società seguono uno sviluppo unilaterale

seguendo ognuna il proprio ritmo ed i propri stadi)

Tylor parla di un'unica cultura, perché per lui la cultura è una sola e nasce dal

 politeismo, monoteismi per giungere alla scienza.

Secondo lui dunque tutt'e le società evolvono per giungere alla scienza, ma ciò è in

realtà sbagliato ed irreale.

Tutte le società per Tylor rocedono attraverso degli stadi su una linea che le porta alla meta

(direzione unilaterale). Gli stadi sono tre:

- selvatichezza

- barbarie

- civiltà

Cosa è la cultura per Tylor ?

La cultura è tutto ciò (capacità, abitudini e costumi) a cui un gruppo di persone si adatta per

creare la propria cultura sociale.

Egli inoltre definisce la cultura come "acquisita" (non innata), così sottolineando come per lui

tutto ciò che non fare parte di noi fin dalla nascita sia cultura (tutto ciò che non è un fattore

biologico è cultura)

Dunque essa va insegnata ed appresa per divenire "acquisita", e ciò può avvenire solo

all'interno di una società (VS per Cicerone la cultura è una osa personale, che si può

apprendere da soli)

! In questo modo anche i movimenti del corpo stesso divengono significati e simbolo di cultura

["Le tecniche del corpo", Mauss, 1936]

Ad esempio la posizione di preghiera per gli induisti ed i buddisti obbliga ad assumere una

determinata postura.

! poligenisti monogenisti

1800 : dibattito tra (specie diverse) e (unica specie) sul concetto di

razza

“Cultura o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che

include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume o qualsiasi altra

capacità o abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società”

Taylor cultura

 usa il termine al singolare, poiché egli ha un approccio evoluzionista

! “Le tecniche del corpo ” (1936) :

Marcel Mauss

saggio di in cui descrive il corpo come manifestazione culturale.

Utilizziamo il corpo come utensile e costruiamo utensili per le funzioni a cui non riusciamo ad

adempiere con il corpo.

Questo significa che la cultura viene trasmessa in forme non verbali (i bambini apprendono la

cultura senza parlare).

Inculturazione dell’ontogenesi

(fa parte , ovvero lo sviluppo dell’identità individuale) :

naturale, ma

Noi consideriamo la nostra cultura come concetto del tutto per capire le altre

culture dobbiamo denaturalizzare il nostro punto di vista.

Cultura è infatti tutto ciò che non viene trasmesso geneticamente (la parola, la religione, …) :

essa si apprende a livello individuale o di gruppo. Essa è un vero e proprio fatto sociale

 cultura = processo dinamico che si basa sull’apprendimento

Clifford Geertz, “La cultura sta nella piazza del mercato”)

(

Un concetto semiotico di cultura- ridefinizione di antropologia : l’ermeneutica :

Clifford Geertz (1926-2006) è stato un antropologo americano, che ha svolto ricerche sia in

Marocco Bali.

che a “Introduzione di culture”

Uno dei suoi testi più importanti è (1973).

Fu anche un etnografo, ma fu soprattutto un teorico.

E’ considerato il padre fondatore della corrente ermeneutica, la quale è una prospettiva teorica

che nasce in ambito filosofico e si sviluppa poi nelle scienze sociali.

La base di questa prospettiva è l’interpretazione dei testi.

concezione naturalistica

Con essa (anni ‘70) si prendono le distanze da una ancora molto

:

presente nelle scienze sociali l’antropologia non è più considerata una scienza sperimentale

alla ricerca di leggi, ma una scienza interpretativa alla ricerca di significati.

La cultura è dunque fatta di rappresentazioni.

“Ritenendo, insieme con Max Weber, che l’uomo è un animale sospeso fra ragnatele di

significati che egli stesso ha tessuto, credo che la cultura consista in questa ragnatela e che

perciò la loro analisi non sia anzitutto una scienza sperimentale in cerca di leggi, ma una

scienza interpretativa in cerca di significati”.

 Il lavoro dell’antropologo è quello di interpretare i testi, scorgendo le rappresentazioni di

una cultura e cercando il significato di esse (idea che le culture producano dei testi,

anche senza una forma di scrittura)

Tutta la realtà in cui viviamo è composta da significati, solo che noi nella nostra cultura

naturali.

non ce ne accorgiamo perché le cose ci sembrano

“Sebbene la cultura esista nella stazione commerciale, nel forte sulla collina o nel tratturo delle

pecore, l’antropologia esiste nel libro, nell’articolo, nella conferenza, nella mostra al museo, o

talvolta ai giorni nostri nei film. Rendersi conto di questo significa rendersi conto che

nell’analisi culturale… non si può tracciare il confine tra i modi di rappresentazione e il

contenuto oggettivo”.

Egli attraverso la sua posizione ermeneutica si interroga sull'influenza della cultura sulla nostra

evoluzione.

Egli pensa infatti che i piccoli dell'uomo debbano essere educati per tempi lunghissimi dagli

uomini adulti stessi, perché se così non fosse non diverrebbe essere umano, ma si evolverebbe

come una scimmia (immaginiamo un bambino abbandonato nel bosco che cresce con le

scimmie).

Inoltre egli basa il tutto sul suo concetto semiotica di cultura : per lui la cultura non è che un

sistema di segni e simboli.

In questo modo ogni cosa nel mondo diviene una "rappresentazione" : se la forchetta è

forchetta in quanto ha tre denti ed un manico.

In questo modo l'antropologia diviene una scienza interpretativa dei significati culturali e delle

sua rappresentazione (scienza non sempre oggettiva, in quanto i contenuti possono avere

differenti interpretazioni).

! Ci sono nuovo forme di rappresentazione dell’antropologia , non si può dunque più tracciare

un confine netto. “È come se

Ciò che l’etnografo deve fare sul campo è interpretare le interpretazioni:

leggessimo dietro le spalle di un nativo un testo che egli sta leggendo ”.

agency

Tutto ciò si basa sul concetto di : possibilità di costruire la cultura (la cultura cambia, si

evolve e possiamo modificarla)

Da dove nasce l'uomo? E la cultura?

L'uomo deriva dalle scimmie africane ed è stretto parente degli oranghi, degli scimpanzé e dei

gorilla. "Teoria del punto critico"

- Secondo la la cultura nasce con la nascita e l'utilizzo della parola :

ciò avviene solo quando il cervello, che è plastico, si autocostruisce ed ingrandisce così da

permetterci tale capacità.

"Teoria dell'incompletezza biologica"

- VS Secondo la la cultura nasce con l'inizio dell'utilizzo

degli utensili (es le scimmie usano i bastoni), attraverso il fenomeno dell' "esterizzazzione"

(inizio dell'utilizzo di elementi esterni al proprio corpo al fine di soddisfare i propri bisogni)

e del conseguente cambiamento biologico dell'uomo (dalla scimmia si arriva al pollice

prensile, il cervello si amplia e si modifica, ...)

Dalla cultura nasce il processo di "etnizzazione", secondo quale diversi gruppi di persone

(musulmani, cristiani, ...) si legano a determinate abitudini, comportamenti sociali che li

caratterizzano.

In questo modo queste persone sono legate fisicamente (il nostro organismo si modifica in base

alla cultura) e mentalmente a tali caratteristiche.

! Fenomeno "naturizzazione" : le abitudini culturali finiscono per essere cose naturali

appartenenti alla nostra quotidianità

Alcune definizioni importanti da ricordare :

Etnocentrismo : pensare che la propria cultura sia al centro. E presente in quasi tutte le culture.

Etnonimo : nome che le culture si danno x indicare se stesse come “esseri umani” (Es. Inuit,

bantu)

Alterità : altri, e noi ci

Spesso le culture hanno degli possiamo definire in quanto diversi da

altri.

questi Il concetto di etnia (Etnos) :

Persone che vivono in gruppo ed appartengono ad una particolare tribù (ovvero appartenenti

ad un medesimo gruppo di discendenza).

Questo termine veniva però utilizzato per le terze persone (per coloro che abitavano al di fuori

delle Polis e non parlavano greco), per coloro che erano definiti "barbari"

Prima della nascita della genetica degli anni '50, ci si concentrò sullo studio biologico e si

crearono così delle categorie.

Queste categorie costituite da elementi biologici e culturali (biologia + intellettualità) delle

persone vennero denominati "razze".

Oggi si parla di identità ed "etnia", ma senza fare distinzioni razziali negative.

Razza

- (razziologia: differenze biologiche importanti) : concetto che è stato inventato

nell’800 sulla scia dello studio delle altre specie

[“ Il manifesto della razza ” Lidio Cipriani,

di utilizzato per scrivere le leggi razziali]

Etnos:

- - persone

che vivono in gruppo

- schiera di uomini di una particolare tribù

(Erodoto)

- nazione (nascere), popolo

Ta etne: Aristotele

- significa “i popoli stranieri, i barbari, i gentili, le province” secondo e

l’etnocentrismo della Grecia classica.

Tribus:

- -

(società lignatico-segmentarie,

gruppo di distanza fondate sul clan)

- termine utilizzato per la ripartizione amministrativa (colonialismo: idea molto forte della

classificazione delle persone)

Chi non è come noi europei (stesso sistema politico e sociale) è a noi estraneo, dunque

classificabile come "etnia", "tribú", "razza"

ciò accade durante la seconda guerra mondiale con Hitler VS oggi non può più accadere,

perché a partire dagli anni '50 (periodo in cui nasce la genetica a livello scientifico) si decide di

non utilizzare più il termine "razza"

! Nonostante ciò il razzismo continua ancora oggi ad esistere

Cosa caratterizza un'etnia ?

Molti elementi che però variano troppo facilmente

(Esempio : la lingua cambia con il tempo, i confini cambiano con ,e conquiste, ...)

Prima :

⁃ Una volta però si pensava che si potessero caratterizzare le etnie come fossero dei

fenomeni naturali immutati (esempio : gli indiano d'America descritti con piume e frecce)

⁃ Oggi (dagli anni '60 in poi) : Ma la domanda vera è "come si costituisce un'etnia?" Perché in

realtà dietro un'identità etnica c'è sempre una storia, non si tratta di fenomeni naturali, bensì di

costrutti storici di cui dobbiamo studiare nascita, evoluzione e possibile morte.

! Il primo ad accorgersi del fatto che le etnie non sono fenomeni naturali è Frederik Barth (1928

/ 2016, "I gruppi etnici e i loro confini, 1968"), il quale pensa che ci siano dei confini etnici sui

quali bisogna concentrarsi, ignorando però i contenuti di questi confini (abitudini, usi e costumi

etnici) che mutano continuamente (a causa dell'influenza reciproca tra un'etnia e l'altra).

L'importante è dunque il confine che caratterizza l'etnia senza variare.

Discontinuismo (modo in cui ci si rappresenta le culture, non oggettivo) :

Monografia etnografica

- (ci si concentrata su un singolo gruppo) VS

spedizione allo stretto di Torres

- 1938, (divide l’Australia dalla Nuova Guinea) :

partecipano un gruppo di studiosi di differenti ambiti.

Essi visitano questi luoghi, dedicando poco tempo ad ogni società che incontravano.

Non conoscevano le lingue qui parlate.

L’obiettivo era raccogliere vari reperti per poter allestire delle mostre e riempire i musei

(obbiettivo museale)

etnografici

! struttural-funzionalista.

Gli antropologi che lavorano in quel periodo appartengono alla scuola

Evoluzionismo culturale :

L'antropologia nasce in un periodo preciso della storia, in cui vi è contingenza storica, poiché

sente la necessità di conoscere, classificare, capire.

Questo perché siamo in pieno periodo coloniale.

! Evoluzionismo biologico : "l'evoluzione delle specie", Darwin

VS Evoluzione unilaterale di tutte le società, che partendo da un punto preciso tendono tutte a

mutare verso un'unica direzione, ovvero quella della civiltà.

L'unica differenza tra esse è il ritmo tramite il quale esse raggiungono l'obbiettivo.

E. B. Tylor

- Per (

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pennacini Cecilia.
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