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Antropologia dei media

Studio delle società in base all’organizzazione del sistema economico e del sistema politico. In queste società si studia anche la comunicazione e i mezzi di comunicazione usati dai diversi tipi di società.

Diversità culturale e metodo classico

Il metodo classico dell’antropologia è quello dei casi tecnografici. Antropologia: dal greco anthropos (uomo) logos (parola/scienza). Nasce con le scienze umane (psicologia, sociologia, linguistica) nella seconda metà dell’800. Metodo empirico: osservazione dei fenomeni, descrizione, comparazione dei dati per arrivare a formulare un’ipotesi.

Divisione dell'antropologia

L’antropologia si divide in due parti che sono strettamente connesse:

  • Antropologia fisica
  • Antropologia culturale

Distinzione fatta da Claude Levi Strauss in "Antropologia strutturale"

  • Etnografia: scrittura dell’etnia, cioè la descrizione del gruppo etnico. È il metodo dell’antropologia. Si parte sempre dall’etnografia (osservazione diretta/sul campo di una popolazione). La ricerca etnografica richiede tempo. Si conclude con una descrizione.
  • Etnologia: scienza dell’etnia. È la seconda fase dell’antropologia. È la comparazione tra etnie diverse. Si occupa della diversità culturale tra le società studiate e la propria.
  • Antropologia: scienza dell’essere umano. Si formulano teorie generali dell’essere umano. Si superano le diversità. Ogni cultura applica queste teorie in modo diverso.

Definizione di cultura

La prima definizione di cultura è di Cicerone nel 45 a.C. che disse che la filosofia è la coltivazione dell’animo. Quando nasce l’antropologia nella seconda metà dell’800 nasce la consapevolezza che nel mondo ci sono società molto diverse in cui la trasmissione del sapere non avviene in modo filosofico (studio sui libri). Secondo l’antropologia la cultura può essere trasmetta in molti modi e include i costumi, le abitudini ecc.

Edward Burnett Tylor e la cultura

L’antropologo inglese Edward Burnett Tylor nel 1871 pubblica "Primitive Culture". Tylor rielabora una nuova definizione di cultura: "Cultura o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume, o qualsiasi altra capacità o abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società".

Teoria dell'evoluzionismo culturale

Tylor elabora anche la teoria di "Evoluzionismo culturale": evoluzione delle culture secondo una direzione unilaterale. Tutte le società partono da uno stadio primitivo per arrivare alla civiltà. Le società attraversano quindi degli stadi. Alcune società vanno più veloci e altre più piano. L’evoluzionismo culturale non si basa su ricerca sul campo e spiega l’evoluzione in termini cronologici. Secondo gli evoluzionisti le società abbandoneranno le religioni per andare sempre di più verso la scienza.

Le tecniche del corpo di Mauss

"Le tecniche del corpo" di Mauss 1936: sostiene che gli esseri umani utilizzano il corpo come il primo utensile disponibile e lo utilizziamo secondo degli schemi, abitudini. Alcune abitudini sul nostro corpo possono essere invasive (modificano il nostro corpo). Viviamo in modelli culturali (città) e questi modificano la nostra mente. La vita quotidiana è immersa nella cultura. La cultura è pervasiva ed è presente in tutte le società. La cultura la si acquisisce, non si nasce già acculturati. Geneticamente non si trasmettono informazioni. Tutto ciò che non è biologia è cultura. Deve essere appresa. Le società fanno un lavoro per far apprendere cultura ai propri membri. Non si acquisisce cultura in modo isolato. Bisogna vivere nella società per apprenderla.

Clifford Geertz e l'interpretazione di cultura

Clifford Geertz "Interpretazione di cultura": si interroga sul ruolo della cultura per l’evoluzione della nostra specie. Osserva che nella specie umana i bambini devono essere educati tantissimo per essere autosufficienti. Ha bisogno di strumenti e conoscenze. Si interroga su quando è nata la cultura nella nostra specie. Formula due teorie:

  • Teoria del punto critico: l’essere umano diventa tale quando la dimensione del cervello diventa tale da consentire lo sviluppo del linguaggio.
  • Teoria dell’incompletezza biologica: c’è un processo di esternalizzazione (gli esseri umani utilizzano sempre di più col passare del tempo utensili al di fuori del proprio corpo). L’introduzione degli utensili modifica la biologia umana (modifica gli organi). Biologia e cultura non sono separati, ma interagiscono costantemente tra loro. L’essere umano è predisposto per assorbire cultura. Per questa teoria la cultura è radicata nella biologia dell’essere umano. Il cervello è un organo molto plastico e può modificarsi. Ogni gruppo adotta i suoi costumi. La cultura è molto radicata nella nostra specie. Tutto ciò che è profondamente radicato lo viviamo come naturale, ma in realtà è culturale.

Tylor descriveva che cos’è la cultura. Geertz, invece, ci invita a prendere in considerazione la dimensione semiotica (produzione di simboli e significati). La cultura per Geertz è l’attività di produzione di significati. Dà un concetto semiotico di cultura. Anche Max Weber la pensava così. Geertz dice che l’antropologia è una scienza interpretativa in ricerca di significati. Ridefinisce l’antropologia come lo studio dei significati culturali.

Etnia

La specie umana è unica. Esiste solo una razza: umana. Con la nascita della genetica si è compreso che non è possibile separare i gruppi in base al patrimonio genetico. Esiste una specie e gli individui.

Etnia (definizione classica greca):

  • Persone che vivono in gruppo.
  • Schiera d’uomini di una particolare tribù.
  • Nazione (nascere), popolo (Erodoto).

Il concetto di etnia nasce nell’antica Grecia per descrivere gli altri popoli (barbari).

Tribù

  • Gruppo di discendenza (clan).
  • Ripartizione amministrativa.

"I gruppi etnico e i loro confini" di Frederik Barth. Barth afferma che i gruppi etnici sono delimitati da dei compiti, ma vengono costantemente attraversati. Studiando un gruppo ci si rende conto che c’è un confine che lo delimita, ma le persone e le loro espressioni vanno oltre. Barth afferma allora che per capire un gruppo etnico bisogna concentrarsi sui confini che sono l’unica cosa a rimanere fissa. Nelle zone di confine la società evolve e si modifica. Per studiare un’etnia bisogna concettarsi su uno spazio d’incontro dove diversi gruppi si incontrano e possono farsi e sfarsi.

Evoluzionismo culturale

Tre dei più famosi evoluzionisti culturali:

  • E. B. Taylor
  • H. Lewis Morgan
  • James Frazer

L’evoluzionismo culturale è una teoria che postula l’evoluzione unilaterale delle società che evolverebbero tutte nella stessa direzione verso il raggiungimento della civiltà. Tutte le società progrediscono in un’unica direzione. Questa evoluzione ha ritmi diversi per ogni tipo di società.

Tylor applica lo schema dell’evoluzionismo culturale alla religione. Prende in considerazione gli stadi attraversati da ogni religione. Descrive questo in "Primitive culture".

  • Il primo stadio religioso è quello dell’animismo: è l’idea che le popolazioni primitive credessero che gli oggetti avessero un’anima.
  • Il secondo stadio è il politeismo.
  • Il terzo stadio è il monoteismo.
  • Il quarto stadio è la scienza: il pensiero scientifico sostituisce la religione.

Morgan pubblica "Ancient society". Fa una comparazione tra le società antiche (greche e romane) a quelle primitive contemporanee (indiani) Afferma che ci sono tre grandi stadi:

  • Selvatichezza
  • Barbaro
  • Civiltà

Frazer non era un antropologo sul campo. Studiava e comparava i materiali a disposizione e formulava le proprie teorie. Utilizzava dati raccolti in modo non scientifico. Non sono quindi teorie che si possono definire scientifiche. Viene descritta la diversità tra le varie popolazioni attraverso una scala temporale. Viene usata questo tipo di scala (sbagliata) perché era un periodo in cui l’Europa voleva “civilizzare” le società. In realtà il vero obbiettivo era sfruttare le risorse. Questa idea giustifica l’intervento coloniale. L’evoluzionismo culturale sostiene quindi la missione civilizzatrice.

Lo struttural-funzionalismo e il discontinuismo etnologico

Con la seconda guerra mondiale l’evoluzionismo culturale perde importanza e nasce un nuovo paradigma. Si sviluppa in Inghilterra grazie alle opere di:

  • A. R. Radcliffe-Brown (1881-1955)
  • B. Malinowski (1884-1942)
  • E. E. Evans-Pritchard (1902-1973)

È lo studio della struttura sociale e la centralità del concetto di funzione. È molto diverso dall’evoluzionismo culturale perché il metodo di ricerca dell’antropologia culturale è cambiato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco.caporrella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pennacini Cecilia.
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