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ANTROPOLOGIA

DEI MEDIA

A. 2020/2021

MDEA

Il Settore scientifico e disciplinare a livello accademico che fa riferimento all’antropologia dell’attuale ordinamento

didattico italiano è definito dall’acronimo MDEA.

MDEA si riferisce alle discipline DEMO ETNO ANTROPOLOGICHE.

Demo si riferisce alla DEMOLOGIA DELLO STUDIO DEI POPOLI, che prende spunto da quella che in realtà

prima si chiamava la storia delle tradizioni popolari.

ETNO si riferisce alla ETIMOLOGIA, cioè lo studio degli sviluppi etnici dei singoli popoli.

Fuori dall’Italia le principali tradizioni internazionali invece parlano ad esempio in America di Antropologia

culturale, in Gran Bretagna di Antropologia sociale e in Francia di Scuola etnologica.

QUANDO E’ NATA L’ANTROPOLOGIA?

Si ritiene che la data a cui si fa corrispondere la sua nascita è nel 1871, l’anno di pubblicazione di PRIMITIVE

CULTURE (Alle origini della cultura) di uno studioso Edward Burnett Tylor.

Si identifica come una disciplina scientifica, che ha una sua propria autonomia, dignità scientifica durante la

seconda metà dell’800.

QUALI SONO I PRECURSORI DELL'ANTROPOLOGIA?

(chi precorre i tempi, chi ha delle idee che diverranno popolari in un momento successivo)

1. Erodoto= Primo a descrivere i popoli che circondavano le principali città/centri della Grecia

2. Micheal de Montaigne= scrittore e innovatore della lingua francese che nel 500 cominciò a commentare

quello che farà l’Antropologia, le scoperte fatte nel nuovo mondo e i commenti delle persone che tornavano

dalle Americhe ( America fu “scoperta” dagli Europei nel 1492 e da lì in avanti si inaugurò una lunga tradizione

di racconti, di scritti, di descrizioni nella grande diversità dei popoli che si stavano scoprendo; nella Bibbia era

scritto e la chiesa riconosceva nella riforma che eravamo tutti discendenti di Adamo ed Eva che erano caduti

sulla terra tra il vicino e Medio Oriente e secondo questa visione l’uomo si sarebbe poi spostato per occupare

vari territori del vecchio mondo quindi arrivando nel nuovo mondo, e molte persone sia conquistatori,

missionari, scrittori si interrogavano su come questi esseri umani sono arrivati e se sono figli di Adamo ed Eva

o se sono esseri umani, ma molte persone pensavano che non lo fossero e che l’opera di conversione di

evangelizzazione di questi popoli diede la nascita di dibattito su chi è un essere umano e se lo si può essere

anche se non si discende da un Dio/Dea);

3. Fine 800 la Société des Observateurs de l’Homme, un gruppo di persone nell’illuminismo francese, una

società degli osservatori dell’uomo ed è un progetto di documentazione sistematica delle culture dette

primitive scoperte fuori del vecchio continente in Asia, Africa fuori dall’Europa.

POSITIVISMO E COLONIALISMO

L’Antropologia nasce nel periodo caratterizzato da un lato da un punto di vista accademico dal

POSITIVISMO e dall’altro dal punto di vista politico dal COLONIALISMO.

I ceti dominanti europee e americane cioè occidentali, all’epoca e un pò adesso si considerano la punta

del diamante di un’opera di civilizzazione che si proietta sia verso il futuro attraverso il progresso del

capitalismo e dell’espansione europea sia nello spazio nel resto del mondo.

COS'È’ IL POSITIVISMO?

Corrente di pensiero che riconosce una grande fiducia nella scienza e nel progresso tecnico-scientifico

come nello sviluppo capitalistico come obiettivo di unire tutti questi elementi per costruire la migliore città

ed è anche un grande trionfo dei nazionalismi europei che porteranno alla grande guerra, la 1 Guerra

mondiale, 2 Guerra mondiale, scontro dei nazifascismi ed è un periodo di espansione, rafforzamento delle

identità nazionali ma anche di un espansione oltre confine che è stato definito COLONIALISMO.

L’Antropologia si distingue dalla SOCIOLOGIA= una nuova scienza che studia la società Occidentale,

chiamata “Società complessa-urbana-moderna”, e studia anche delle forme di vita sociale all’interno della

società.

L’antropologia si definisce con lo studio in quel periodo con le culture dette Primitive (cioè tutti quei gruppi

che all’epoca si pensava che non fossero mai stati toccati dalla modernità ed erano allo stesso tempo

l’oggetto del dominio coloniale della violenza e anche dell’occupazione coloniale)

Un altro oggetto dell’Antropologia e degli studi nelle tradizioni popolari furono anche i Ceti subalterni

nelle stesse società occidentali che stavano nelle fasce più basse nella società, in particolare i contadini.

Nonostante la tendenza dell’antropologia a considerare i popoli diversi, rivendica una comune umanità

affermando che siamo diversi ma siamo un unico gruppo opponendosi fin da subito al razzismo biologico

e istituzionale delle colonie opponendosi contro i pregiudizi etnocentrici cioè centrati sulla propria visione

del mondo, sul proprio luogo di appartenenza.

LEZIONE 2

BREVE STORIA DELL'ANTROPOLOGIA

CULTURALE, Le origini

modulo 1

NASCITA DELL’ANTROPOLOGIA DA TAVOLINO

EPOCA VITTORIANA, 1800

I grandi protagonisti dell’ antropologia da tavolo sono stati i grandi studiosi vittoriani (epoca della

regina vittoria, 1840-primi 900, epica di grande espansione coloniale). I grandi studiosi dell’ antropologia

in questo periodo non andavano a fare ricerca sul campo, ma rimangono al loro tavolino a studiare, e si

nutrono dei resoconti dei mercanti e dei missionari, dei funzionari coloniali. I libri venivano costruiti come

trattati di taglio comparativo. Discutono fonti tratte da una vasta letteratura sui contesti esotici (che

incarnano un'alterità).

L’antropologia da tavolo è detta anche evoluzionistica poichè l’antropologia guardava quell’epoca e questi

popoli primitivi come rappresentanti di fasi precedenti dell’umanità e poi attraverso in evoluzione sociale

avrebbero portato verso la civiltà.

JAMES G. FRAZER (1854-1941), Il ramo d’oro (1890-1922) era stato pensato come un libro

enciclopedico, venivano aggiunti pezzi man mano. Descrive credenze magico religiose, riti agrari, riti di

fertilità in giro per il mondo è nellEeuropa contadina, era un enciclopedia dell’umanità “primitiva”

(dominata da un pensiero magico che si basa sulle leggi di associazioni di idee= questo dà luogo a

credenze e rituali che davano senso al mondo e alle attività dell’uomo. Freud si ispirerà moltissimo agli

scritti di Frazer.

I tratti culturali e i riti erano completamente decontestualizzati= queste comparazioni erano arbitrarie tra

tratti culturali e spingevano gli studiosi a creare una sorta di parallelo evoluzionistico tra delle credenze e

superstizioni di questi primitivi “selvaggi” e ingenuità infantile.

Dal 1870: Notes and Queries on Anthropology (Royal Anthropological Institute e British Society for

Advancement of Science)= si tratta di un opuscolo che offre le linee guida per le persone che descrivono

le popolazioni in giro per il mondo, indicano come fare. Rappresenta il primo tentativo di dare un metodo

di lavoro agli etnografi. Il grande approccio in questo periodo sono le spedizioni etnografiche= metodo

delle survey (ricognizioni).

Università di Cambridge, Alfred Cort Haddon (1855-1940): spedizione nelle isole dello stretto di Torres

(1898-99). Per la prima volta si portano dietro cineprese, macchine fotografiche… strumentazione e

tecniche che vanno al di là del taccuino e della penna, per usare per la prima volta dei media, mezzi di

comunicazione.

ETNOGRAFO descrive gruppi sociali e i contesti culturali. Va sul campo e si reca nei luoghi in

questione e che si mette a descrivere.

ANTROPOLOGO studioso della diversità culturale, del genere umano e della vita sociale.

In questo periodo c’è una rigida separazione tra Etnologia descrittiva (etnografia) e comparativa

(etnologia e antropologia)= tra il ricercatore sul campo e il teorico comparatista. Nell’epoca vittoriana

queste due cose erano estremamente separate. L’antropologo da tavolo doveva sfruttare tutto ciò che

arrivava da tutte le reti. Questa netta distinzione verrà poi messa in discussione.

modulo 2

AFFERMAZIONE E EPOCA D’ORO

Si pensava che il progresso sarebbe durato all’infinito e avrebbe trascinato il mondo intero, ma arrivano

dei duri colpi, come la grande guerra. Questo mondo che sembrava perfetto e grande inizia a sgretolarsi.

Arrivano anche altri movimenti culturali che mettono in discussione la completezza della civiltà che era

percepita come perfetta (psicoanalisi, surrealismo, dadaismo… ci mettono davanti alle incoerenze e

incongruenze del mondo culturale e sociale occidentale).

Il XX secolo è il secolo di grandi violenze e cambiamenti, spinte da questo movimento di progresso

che veniva da prima.

CAMBIAMENTI NELL’ANTROPOLOGIA

L’antropologia si metterà in discussione e in dialogo con le altre discipline.

1. Produzione delle fonti= osservazione e descrizione dei “fatti”. Per rendere queste fonti attendibili

bisogna curare al meglio i processi di osservazione e descrizione. Non possiamo produrre dei dati

scientifici attendibili se non rispettiamo alcuni metodi e principi metodologici che guidano

l’osservazione è la descrizione dei fatti sociali. Viene meno la grande separazione che c’era

nell’antropologia da tavolino tra etnologia descrittiva e comparativa.

2. Nasce l'antropologo moderno= è allo stesso tempo un osservatore e ricercatore sul campo

(raccoglie i dati) e un teorico (studioso dei dati).

PREDECESSORI DELL’ANTROPOLOGIA MODERNA

(tra antropologia da tavolo ad antropologia moderna)

Negli stati uniti:

FRANZ BOAS (Germania 1858- New York 1942). Propone il “particolarismo storico”= si oppone

all’evoluzionismo storico, secondo lui ogni contesto ha la propria particolarità è la propria storia, bisogna

dimenticare me linee evolutive, esistono solo delle particolarità. È un’antropologia che lotterà contro il

razzismo biologico ed istituzionale. Padre fondatore dell'antropologia negli stati uniti d’america.

Insofferente nei confronti delle generalizzazioni evoluzioniste e della loro pretesa di individuare delle leggi

sulla base di fragili dati e ipotesi. Per lui bisogna descrivere ed entrare nel più piccolo dettaglio nella vita

sociale e culturale per poter cominciare a comprendere.

In Inghilterra:

A Cambridge= scuola di “ricerca intensiva in aree limitate”

WILLIAM H. E. RIVERS (1864-1922) e il “metodo genealogico”. È un metodo che offre una base

metodologica per raccogliere dati attraverso le interviste qualitative, che entrano in profondità nella vita è

bella storia delle persone, ricostruendo le genealogie familiari.

Padre fondatore dell'Antropologia Moderna:

BRONISŁAW MALINOWSKI (1844-1942). Polacco che si forma a Lipsia. Dopo si trasferisce a Londra e

studia antropologia. Nel 1914 parte per l’Australia per studiare gli Aborigeni. Alla scoppio della guerra si

rifugia nelle isole Trobriand, sono vicino allo stretto di Torres (fino al 1918). Qui comincia a condurre una

ricerca intensiva e solitaria. Non applica una ricerca estensiva ma è un ricercatore solitario che si

concentra su una piccola porzione, inizia a vivere nei villaggi e documentare tutti gli aspetti della vita

quotidiana. Nel 1922 scrive Gli Argonauti del Pacifico Occidentale. Con quest’opera inaugura un nuovo

modo di fare antropologia=

MONOGRAFIA ETNOGRAFICA= descrizione di un contesto fatta da un solo ricercatore, su un solo

contesto. Questo metodo ci propone una forma radicale di decentramento e di coinvolgimento personale,

il ricercatore deve sospendere i riferimenti culturali che ha dentro di sé e farsi coinvolgere e prendere

personalmente all’interno di un contest specifico, condividendo il quotidiano e la vita degli altri=

OSSERVAZIONE PARTECIPANTE. Esperienza vissuta, sulla propria pelle, nell'ordinario, la routine

dell’altro, tagliando i ponti con il proprio mondo, per poter cogliere gli “imponderabili della vita quotidiana”.

Cambia lo statuto dei dati= sono i prodotti di una relazione e pativa con i nativi, una sintonia soggettiva.

Questo nuovo genere di testo soppianterà completamente il format precedente dell'antropologo da

tavolo (il trattato comparativo enciclopedico). Si caratterizza per essere un testo incentrato sul rapporto

esclusivo tra un ricercatore e una cultura, un contesto specifico.

Modulo 3

LA TEORIA SOCIALE

Gli approcci affrontati fino ad ora derivano da un approccio evoluzionistico. Le ricostruzioni erano

speculative, volevano ricostruire le credenze e i modi di vedere le cose dei primitivi. Questo si basava sul

pensiero che queste credenze venissero da un pensiero filosofico selvaggio, come se questi selvaggi

fossero i custodi di una visione del mondo inferiore rispetto ai filosofi e là scienze occidentale.

Visone individuale che viene estesa a tutta la collettività. Gli evoluzionisti sostengono che la cultura è

il riflesso del pensiero individuale esteso alla dimensione collettiva.

Gli studiosi della scuola francese invece ripensano la dimensione collettiva sociale della cultura. In Francia

Inizialmente si parla di etnologia. Il termine di antropologia verrà rimesso in auge dopo la seconda guerra

mondiale.

SCUOLA FRANCESE: rappresentata soprattutto da EMILE DURKHEIM (1858-1917). Definita “sociologica”.

Importanti etnologi francesi: Marcel Mauss (1858-1950), Robert Hertz (1882-1915), Henri Hubert (1872-1927),

Arnold Van Gennep (1873-1957).

TEORIA SOCIALE DI DURKHEIM

Assunto principale su cui si basa tutta la teoria sociale di DURKHEIM: (che è stata già negli anni 20 e 30

adottata anche al di fuori della Francia, è un enorme apporto che costituisce la radice del sapere

sociologico e innervato l’antropologia e la visione della cultura e della società)= La società è qualcosa di

più della somma degli individui che la compongono: è la società che determina e fabbrica le

soggettività individuale e i pensieri.

La mediazione tra la società e gli individui e effettuata dalla coscienza collettiva e le rappresentazioni

collettive. Su alcune cose la pensiamo uguali ad altri e questa è la forza della società. L’esperienza

individuale spesso viene preceduta da credenze e modi di pensare e di sentire. È la società che crea

queste rappresentazioni

-1912 Durkheim pubblica le forme elementari della vita religiosa. Analizza la vita religiosa a partire dalla

differenza tra sacro e profano. Chi decide cosa è sacro e cosa profano? secondo Durkheim il sacro è

quando siamo raccolti in preghiera di fronte ad una divinità= in realtà stiamo adornando una

società. Il sacro stesso emana una potenza che è la stessa che la società esercita sull’individuo. la forza

della società e del sacro sono onnipotenti. La società e la cosa che ci tiene insieme, tiene uno specifico

gruppo insieme e le credenze servono per tenerci insieme. La divinità serve da mezzo per tenerci insieme,

ma il fine è stare insieme. Il sacro è il sociale per eccellenza. Quel sacro e anche la società.

IL RITO PER DURKHEIM

Effervescenza collettiva in cui l’individuo esperisce l’appartenenza al gruppo. Anche nei processi

di secolarizzazione il rito, libero dal linguaggio religioso, continua a produrre e rafforzare il potere della

società sui suoi membri.

Gli evoluzionistici pensavano che prima di tutto si formassero le credenze, e che da esse derivassero i riti.

Applicazioni pratiche delle teorie religiose. I sociologi francesi dicono che invece è il contrario, bisogna

dare priorità al rito. La performance rituale è l’interfaccia tra società e individuo. Noi sentiamo

moralmente di appartenere ad una collettivista perché partecipiamo ad un rito, partecipando e

crediamo nell’oggetto del rito.

lezione 3

LE DISCIPLINE AFFINI ALL’ANTROPOLOGIA

CULTURALE

Modulo 1

SOCIOLOGIA ,ETNOLOGIA, DEMOLOGIA

SOCIOLOGIA

Si sviluppa inizialmente in Francia e Gran Bretagna, successivamente negli Stati Uniti.

CARDINI COMUNI TRA ANTROPOLOGIA E SOCIOLOGIA: l'interesse per le relazioni e le interazioni

sociali, L’organizzazione e il comportamento sociale.

DIFFERENZE: Vi era una differenza di fondo in epoca classica (rispetto a queste scienze corrisponde alla

seconda metà dell’ottocento e prima metà del 900)

1. OGGETTO DI STUDIO: prima la sociologia tendeva a studiare le società complesse, quelle occidentali,

quelle industrializzate, urbanizzate, si distingue dall’antropologia poiché questa si occupava delle

società semplici, non industrializzate e non urbanizzate.

2. METODO: La sociologia utilizza questionari, strumenti statistici, strumenti quantitativi, tradurre in

numeri, quantificare i dati osservati. L’antropologia inizialmente invece tende ad utilizzare un metodo

qualitativo, fatto di interviste, di conversazioni, di osservazione partecipante della realtà, dati non

traducibili in numeri.

Oggi non è più così: la sociologia e l'antropologia collaborano e lavorano insieme, sugli stessi oggetti.

Dopo la seconda guerra mondiale ci sarà un'esplosione delle tecnologie mediatiche, l’Europa perde la sua

centralità nel mondo, gli imperi coloniali crollano, le lotte di liberazione permettono a molti paesi di

emanciparsi, questo porta con sé la fine dell’epoca classica, un epoca in cui il ricercatore era sempre

occidentale e si considerava più autorevole per raccontare e parlare delle società altre e della propria.

ETNOLOGIA

Etnos: categoria difettiva rispetto a polis. Erano i popoli altri, che non appartenevano alla polis

L'etnologia disegn

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher G1UL5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Zingari Guido Nicolas.
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