ARCHITETTURA TECNICA
L’architettura
L’architettura è una disciplina volta a conformare spazi e produrre oggetti con una certa durata.
L’arte del costruire è finalizzata al conseguimento di tre obiettivi:
-UTILITAS: funzionalità
-FIRMITAS: fattibilità costruttiva
-VENUSTAS: bellezza
L’architettura tecnica affronta:
-la dicotomia a livello culturale tra formalismo e tecnicismo
-Il problema della stretta correlazione tra configurazione e conformazione di un oggetto, tra la sua
ideazione e la fattibilità costruttiva.
Considera: la definizione tecnica come momento implicito nell’azione progettuale, intrinseca
nell’ideazione e non una successione di fasi.
Descrive: come sono fatte le parti di una costruzione (in modo equivalente a quanto si fa nella
disciplina anatomia per il corpo umano).
L’architettura tecnica si occupa nella fattispecie dell’ideazione della forma con riferimento alla
fattibilità costruttiva, unendo i due processi logici in un’UNICA FASE: la tecnica è un momento
implicito nel progetto. Infine, si occupa di descrivere l’anatomia dell’edificio.
La realizzazione dell’organismo edilizio è fondata su 4 nodi fondamentali che sono:
-forma, ossia del perché l’edificio è realizzato in un certo modo
-contesto: dove è realizzato
-funzione: esigenze funzionali dell’edificio
-fattibilità costruttiva (realizzazione vera e propria)
ANALISI TECNICO COSTRUTTIVA: si occupa di indagare sul modo di realizzazione della forma e sul
ruolo delle parti che costituiscono una struttura ai fini della delimitazione e classificazione dello
spazio costruito, del comfort ambientale e della sicurezza statica.
Lo scopo finale è la realizzazione dell’apparecchiatura costruttiva, ossia l’organismo edilizio
analizzato sotto il profilo costruttivo. 1
Anche dopo la realizzazione devono essere verificate le funzionalità richieste tramite il collaudo
1 COMPENSATO: processo di collaudo, in cui si compensano le deformazioni mediante una sovrapposizione di strati in
sensi opposti Riassunti di architettura tecnica di Flavia Vittori, ingegneria civile, a.a. 2021-2022
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ANALISI DELL’APPARECCHIATURA COSTRUTTIVA
Da una «lettura» in chiave tecnico-costruttiva di un organismo edilizio si può rilevare come la sua
«struttura», intesa in senso globale, sia frutto anche di un sistema di relazioni che sta ad indicare il
modo per materializzare «quella» forma e quindi il ruolo delle parti che lo costituiscono ai fini
della delimitazione e classificazione dello spazio costruito (sia a livello di agibilità che di
percezione), del comfort ambientale, della sicurezza statica. Questo sistema di relazioni dà luogo
all’apparecchiatura costruttiva, che è l'organismo edilizio stesso analizzato sotto il profilo
costruttivo.
L’apparecchiatura costruttiva, in quanto sistema, è costituita da un insieme di parti, gli elementi di
fabbrica, tra loro correlate e integrate.
Materiali
I materiali per l'edilizia sono praticamente tutti quelli che la natura può offrire direttamente e tutti
quelli che l'uomo, sia artigianalmente che industrialmente, è stato e sarà capace di produrre
artificialmente. Persino l'aria viene utilizzata per rendere autoportanti gli organismi e gli elementi
pneumatici; anche il ghiaccio diviene elemento costruttivo per gli eschimesi ed elemento
determinante per particolari lavori di fondazione. Ovviamente, si fa riferimento alle materie prime
che l'edilizia può impiegare, da quelle naturali (come il legno, l'acqua, la pietra, l'argilla, la sabbia,)
a quelle artificiali (materie siderurgiche, resine sintetiche prodotti chimici, ecc.); tuttavia il termine
«materiale» ha un significato più ampio e comprende, oltre alle materie prime e ai materiali base,
anche tutti quei prodotti che il mercato artigianale e industriale offre come «pezzi» già predisposti
per essere inseriti in uno o più procedimenti costruttivi, o per costituire parte «finita», da
montare, di un'opera edilizia. « Materiali » per l'edilizia sono quindi sia le materie prime e i
materiali base, che hanno capacità potenziali per costruire, sia il « pezzo » a cui è stata conferita
una capacità costruttiva, cioè l'oggetto edilizio intermedio di cui si è detto più volte.
Elementi di fabbrica
Gli elementi di fabbrica – EF hanno caratteristiche e attributi specifici di utilizzazione e
collocazione con le seguenti funzioni: Delimitare e classificare lo spazio, Assicurare condizioni di
comfort, Garantire la sicurezza statica. Ai fini della classificazione dello spazio distinguiamo:
involucro, che può assumere una forma geometrica globale (volte; fungono da copertura e
chiusura; possono essere autoportanti o portati da sostegni indipendenti) o una forma scatolare
(parallelepipedi).
ELEMENTI DI FABBRICA SCATOLARI:
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-chiusure orizzontali : delimitazione sull’orizzonte dello spazio costruito; possono essere piane,
piano-inclinate, a volta
-chiusure verticali: pareti portanti, tamponature, serramenti esterni. Costituiscono l’inviluppo
verticale dello spazio costruito
-chiusura orizzontale di base: delimitazione tra spazio interno e suolo edificatorio
-chiusure orizzontali intermedie: delimitazione e classificazione dello spazio 3
-elementi di comunicazione verticale (corpo scale, corpo ascensore, scale mobili) : collegano livelli
diversi 4
-partizioni interne: pareti portanti (di spina e trasversali), tramezzature (fisse, spostabili o mobili),
pareti attrezzate (di canalizzazione, di arredo), serramenti interni; servono alla suddivisione
verticale dello spazio interno
-blocchi funzionali: per canalizzazione impianti, di apparecchi per impianti
-cellule spaziali: portanti accatastabili, portate; sono entità volumetriche abitabili, che possono
essere isolate o meno
-scheletro portante: per involucri scatolari o globali; ha un ruolo finalizzato alla sicurezza; sussiste
quando gli altri elementi di fabbrica non sono portanti (lo sono ad esempio gli organismi con
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ossatura muraria )
NUOVE TECNICHE COSTRUTTIVE
2 Varie tecniche di realizzazione: travatura, travatura reticolare (talvolta prefabbricata, funzionale al passaggio degli
impianti)
3 Piano inclinato: max pendenza 8% (disabili), 15% (normodotati); cordonata: gradini larghi e inclinai max 8%
pendenza; criterio costruttivo scala: 2°+P=63/65 cm (a. alzata, p:pedata)
4 Tramezzature a secco: più rapide da realizzare e performanti
5 Il sistema può essere: a ossatura muraria (pareti spesse e pesanti) o a scheletro portante (travi portanti, muri leggeri,
sistema stratificato)
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-curtain wall (a faccia continua): realizzate in acciaio e vetro, facciate di ogni tipo funzionali al
comfort ambientale
-prefabbricati: montaggi in opera di pannelli già compositi, diminuendo i passaggi di lavorazione in
cantiere. Abbiamo vari tipi di prefabbricazione, tra cui ricordiamo quella leggera (alluminio)
Elementi costruttivi funzionali
Gli elementi di fabbrica sono formati di più parti, a costituire dei veri e propri sub-sistemi
nell'ambito dell'apparecchiatura costruttiva. Le parti costituenti gli elementi di fabbrica sono gli
elementi costruttivi funzionali. Gli elementi funzionali hanno, nell'ambito del sub-sistema
(elemento di fabbrica) che li comprende, una collocazione determinata per definire lo «spazio
costruito» e un ruolo preciso ai fini del comfort ambientale e/o della sicurezza statica, e della
«costruibilità» dell'elemento di fabbrica .L’ECF, sia realizzato in opera che fuori opera, è un’entità
solo apparentemente autonoma, in quanto la sua ragione d'essere è giustificabile e individuabile
soltanto nell'unità dell'opera edilizia che lo comprende. S ono elementi costruttivi funzionali tutti
quegli elementi che, possedendo proprie caratteristiche morfologiche, appropriate capacità di prestazione
e una ben individuata organizzazione interna ai fini della costruibilità, richiedono specifici costituenti ed
implicano uno specifico ciclo di lavorazione per essere considerati «funzionali », almeno per uno dei ruoli
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sopraccennati. Elementi costruttivi base
Materiali base
Gli ECF sono oggetti compositi, cioè formati da più parti aventi un
ruolo specifico ai fini sia della costruibilità sia delle prestazioni richieste
all'elemento costruttivo funzionale. Da questo derivano gli elementi
costruttivi base ECB e i materiali base MB a seconda
dell'organizzazione «interna» dell'elemento costruttivo funzionale da
realizzare. Gli elementi costruttivi base devono possedere attributi
dimensionali, di forma, di accoppiabilità e di prestazione (resistenza,
durata, caratteristiche fisico-tecniche, percettive, ecc.) specifici per
consentire la realizzazione di elementi costruttivi funzionali.
Possono essere:
-monovalenti: realizzano un solo tipo di ECF
-polivalenti: realizzano più tipi di ECF
6 Sono ECF i solai, le capriate ecc. il loro assemblaggio è dettato dalle prestazioni meccaniche che devono avere. I solai
sono ultimamente realizzati prefabbricati, talvolta con passaggio per impianti
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-preformati: monopezzi (realizzato direttamente con materie prime o elementi base)
-preassemblati: compositi (realizzato con preformati, richiedono un certo ciclo di lavorazione)
I materiali base, che rappresentano il primo grado di organizzazione «interna» delle materie
finalizzate per costruire, hanno soltanto potenzialmente sia attributi di forma sia capacità
costruttive e prestazionali.
Mentre gli ECB hanno già una forma, i materiali base prendono la forma in opera.
Sono materiali base: malta (bastarda, cementizia), calcestruzzo, composti per intonaci, vernici,
bitumi (pavimentazioni)
ELEMENTI COSTRUTTIVI BASE Il mattone forato ha maggiore
Laterizio Cls alleggerito
resistenza a trazione
Profilati in acciaio. Possono
essere profilati a caldo o a
vetrocemento Tamburati in legno
freddo
7 Infissi monoblocco: elemento sopraluce + infisso con schermatura (cassonetto ecc..) + parapetto. Faccio un muro di
tamponamento, in cantiere inserisco l’infisso prefabbricato.
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IL MATERIALE E IL PROCEDIMENTO COSTRUTTIVO
Per tradurre in termini reali l'apparecchiatura costruttiva, in sostanza l'oggetto, occorre
determinare, sin dal momento progettuale, // procedimento costruttivo, cioè l'insieme delle
lavorazioni e delle operazioni necessarie alla costruzione in rapporto ai materiali impiegabili ed ai
principi costruttivi adottati. Il procedimento costruttivo, anche se va sempre riferito alla
realizzazione di uno specifico oggetto, poiché solo in tale realizzazione assume una propria e
univoca connotazione, tuttavia può avere caratteristiche comuni o analoghe con procedimenti
relativi ad altri oggetti edilizi. Ciò è facilmente riscontrabile esaminando procedimenti costruttivi di
più opere edilizie in determinati momenti storici e/o in precisi contesti geografici e sociali. I fattori
caratterizzanti un qualsiasi procedimento costruttivo sono:
— la lavorabilità dei materiali;
— la utilizzazione dei materiali ai fini della sicurezza statica e del comfort ambientale; — ; materiali
in rapporto alla percezione della forma;
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— / modi e mezzi per attuarlo. Tutti questi fattori incidono in modo qualificante nell'azione-
progetto, specie nell'interazione configurazione^ conformazione dell'oggetto, cioè tra ideazione
della forma e fattibilità costruttiva
Principi di lavorazione
PRINCIPI DI LAVORAZIONE SEMPLICI
ASPORTAZIONE: l'oggetto si ottiene sottraendo materiale da un «blocco» di maggiori
dimensioni; tipiche in tal senso per la preparazione di elementi costruttivi base e funzionali sono le
lavorazioni della pietra, del legname, del perspex, dell'acciaio. L'asportazione di materiale è una
lavorazione applicata anche nel cantiere edile, ad esempio per la formazione di cavi di fondazione
e la realizzazione di gallerie; si riscontra altresì in architetture primordiali
MODELLATURA: l'oggetto si ottiene con materiali suscettibili di acquistare la forma voluta
mediante modellatura diretta (ad esempio: modellatura a mano dei materiali ceramici; piegatura a
caldo o a freddo di tondini o di lamiere metalliche; la soffiatura libera del vetro; la formazione di
intonaci per spalmatura) o modellatura indiretta, usando stampi, trafile, casseforme, ecc. Nella
modellatura indiretta rientrano le seguenti lavorazioni: la formatura per colata, lo stampaggio
meccanico, lo stampaggio per iniezione, la soffiatura in stampi, l'imbutitura, la estrusione, la
profilatura, la laminatura, la formatura mediante getti, ecc. Una molteplicità di oggetti edilizi
intermedi vengono realizzati con una delle modalità sopra indicate: ad esempio i profilati metallici
e in materie plastiche, i laterizi forati, gli elementi ceramici, gli elementi in vetro, gli elementi a
«guscio» in materie plastiche, ecc. In genere per la formatura si usano materiali fluidi o pastosi che
solidificando assumono la forma oppure elementi solidi che assumono la forma per deformazione
plastica a caldo o a freddo. Le opere in calcestruzzo armato, sia realizzate in cantiere che
prefabbricate in officina, si basano sulla modellazione indiretta, cioè il getto del calcestruzzo nelle
casseforme, e sulla modellazione diretta, cioè la piegatura manuale dei tondini in acciaio per le
armature
PRINCIPI DI LAVORAZIONE COMPLESSI
— l'ADDIZIONE, cioè l'oggetto composito è realizzato mediante sovrapposizione e
giustapposizione di elementi tridimensionali (ad esempio: un muro o un arco costituito da conci in
pietra o in laterizio, il trilite, ecc.)
— la STRATIFICAZIONE, cioè l'oggetto è composto da una successione di strati costituiti da soli
elementi bidimensionali (ad esempio: compensati, pannelli sandwichs, ecc.) o da soli materiali
base (ad esempio: intonaci, manti bituminosi, ecc.) o da ambedue (ad esempio: una chiusura
orizzontale costituita da soletta + strato di allettamento + mattonelle
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— ORDITURA E TESSITURA, cioè l'oggetto è formato con elementi lineari, che intrecciandosi,
danno luogo alla forma voluta (ad esempio: una fune o cavo per ponti sospesi, le capanne di
giunco o in materiali simili delle popolazioni primitive realizzate con la tecnica del cesto, ecc.)
oppure è costituito da elementi sempre lineari ma che determinano un ordito mono o
bidirezionale piano (ad esempio: griglie, cancellate, solai a travi semplici o incrociate) o spaziale
(scheletri portanti in c.a., in acciaio, in legno); il principio della «tessitura» è implicito ad esempio
nella impostazione sia dell'ossatura muraria formata da muri longitudinali e trasversali, sia nella
disposizione dei solai rispetto all'ossatura portante.
GIUNTI E UNIONI
Servono a unire più elementi. Le unioni possono essere di forza (rendere solidali le parti) oppure di
tenuta (ai fluidi).
UNIONI DI FORZA
-SOVRAPPOSIZIONE: fa affidamento all’attrito
La connessione vera e propria avviene per:
-LEGATURA
-AGGRAFFAGGIO:
-INCOLLATURA E SALDATURA
-BULLONATURA
-CHIODATURA
-SALDATURA
-PENETRAZIONE (infilaggio, innesto, infissione, avvitamento)
UNIONI DI TENUTA
-BATTENATURA
-SIGILLATURA
-STILATURA Riassunti di architettura tecnica di Flavia Vittori, ingegneria civile, a.a. 2021-2022
8 grata
Grigliato keller
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PROCEDIMENTI PER LA SICUREZZA STATICA
Vincoli
I vincoli corrispondono dal punto di vista cinematico alla riduzione di m gradi di libertà dove m è la
molteplicità del vincolo, mentre dal punto di vista statico corrispondono a m reazioni vincolari.
Principali vincoli:
CARRELLO
CERNIERA
INCASTRO Riassunti di architettura tecnica di Flavia Vittori, ingegneria civile, a.a. 2021-2022
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Principi costruttivi semplici
innanzitutto, considerando quali capacità di resistenza dei materiali base e degli elementi
costruttivi si intendono sfruttare, è possibile individuare i principi elementari che incidono sul
procedimento costruttivo.
COMPRESSIONE: produce un accorciamento (avvicinamento delle particelle)
Modulo di resistenza a compressione: sforzo/deformazione
Le deformazioni possono essere elastiche o permanenti a seconda che siano reversibili o no.
Per quanto riguarda le aste compresse, si osserva che il loro comportamento varia a seconda che
queste siano snelle o tozze.
ASTE COMPRESSE TOZZE: P=σA (P: carico massimo, σ: resistenza, A: sezione trasversale)
La rottura è causata dallo schiacciamento. È influenzata dalla quantità di materiale utilizzato e
dalla superficie su cui viene applicato lo sforzo (corpi cavi sono più performanti)
Blocco: 20*25*50. Molto resistente, favorisce la
coibentazione, le dimensioni favoriscono la rapidità in
cantiere
ASTE COMPRESSE SNELLE
particolare comportamento quando viene raggiunto il CARICO CRITICO, instaurazione di una
instabilità laterale (inflessione imprevedibile). Dopo il raggiungimento del carico massimo la
struttura non è più in grado di sopportare alcun carico. Entr
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