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ANATOMIA 1, Scienze Motorie UNIURB Volponi Sara

Cellule -> CITOLOGIA

Tessuti -> ISTOLOGIA

Organi (Cavi: volume e parete, struttura a tonache/Pieni: parenchima, stroma, capsula)/Apparati

(organi diversi) e Sistemi (organi omogenei) -> ANATOMIA

La CITOLOGIA è una scienza che studia le cellule.

Le cellule sono costituite da una membrana cellulare e da un citoplasma. Il citoplasma è formato

dal citosol e dagli organuli che possono essere membranosi e non membranosi.

TESSUTI EPITELIALI

Nei tessuti epiteliali le cellule sono a stretto contatto tra di loro.

Questi tessuti presentano una polarità funzionale, cioè hanno caratteristiche diverse da

un’estremità all’altra.

Abbiamo la presenza di una membrana basale, che separa l’epitelio dal tessuto connettivo, e di

giunzioni intercellulari.

Ci sono più tipi di epitelio con differenze in:

-Forma: pavimentosa, cilindrica, cubica;

-Struttura: semplice (un solo strato di cellule), stratificato (più strati), pseudostratificato (semplice

+ tessuto connettivo, divisi da una membrana basale);

-Epitelio di transizione: epitelio stratificato presente nelle vie urinarie, formato da diverse forme,

si modifica distendendosi e contraendosi a necessità (es. vescica);

-Epitelio di rivestimento: poggia sempre su un tessuto connettivo, con l'interposizione di una

membrana basale (il tessuto connettivo forma la donna che ha propria delle mucose il derma della

cute).

La membrana basale è uno strato materiale extracellulare estremamente condensato formato a

sua volta da: lamina lucida (fibrillare), lamina densa (fibre collagene e proteoglicani) e lamina

reticolare (lamina di tipo III).

EPITELI

Gli epiteli possono essere di rivestimento, cioè che vanno a formare il rivestimento esterno del

nostro corpo (es. epidermide/cute: epitelio pluristratificato caratterizzato nell'ultimo strato dalla

cheratina) o rivestono le superfici interne del nostro corpo (organi cavi), e di tipo ghiandolare , in

cui al di sotto dell'epitelio è sempre presente un connettivo da cui hanno origine le ghiandole.

Nell'epitelio ghiandolare le cellule epiteliali invadono il sottostante connettivo formando cordoni

solidi che daranno poi origine alle ghiandole, che possono essere ghiandole esocrine, cioè quando

la componente ghiandolare mantiene il contatto con l'epitelio da cui ha avuto origine, o ghiandole

endocrine cioè quando la componente ghiandolare perde la connessione con l'epitelio da cui si

forma.

Nelle ghiandole endocrine, le cellule secernenti si organizzano nel contesto del connettivo

riversando il loro segreto (ormone) direttamente nel micro ambiente da dove viene drenato a

opera della rete vascolare,

GHIANDOLE ESOCRINE

Le ghiandole esocrine si vengono a formare dall'epitelio mantengono una continuità connesso.

Sono formate da due sezioni anatomiche: una sezione secernente che produce il secreto della

ghiandola, chiamata adenomero, e un dotto escretore, che ha la funzione di trasportare

all'esterno del nostro corpo o all'interno di una cavità il segreto della ghiandola stessa.

Classificazione:

-per n° di cellule: unicellulari (es. ghiandole caliciformi mucìpare, intercalate a quelle di un

comune epitelio di rivestimento) e pluricellulari;

le pluricellulari vengono classificate in base

-alla posizione: intraepiteliali, cioè che la ghiandola esocrina e interposta tra gli elementi

dell'epitelio, e extraepiteliali, fuori dall'epitelio (parietali: sono inserite nella parete di un organo,

ed extraparietali: formano loro stesse un organo, es. pancreas);

-e alla forma dell’adenomero e forma del dotto: ghiandole pluricellulari semplici (tubulare

semplice, stavo tubulo spirale semplice, tubulo ramificato semplice, alveolare semplice, alveolare

ramificato semplice) e ghiandole pluricellulari composte (tubulare composta, alveolare composta,

tubulo alveolare composta);

-membrana secernente: la parete dello stomaco è ricoperta da un particolare tipo di epitelio di

rivestimento le cui cellule hanno la proprietà di secernere le glicoproteine, in tal modo esse

costituiscono vere e proprie membrane epiteliali secernenti (pluricellulari).

Modalità di secrezione:

-merocrina: a loro volta distinte in base alla natura del secreto: sieroso (pancreas), mucoso

(proteoglicani, glicoproteine, glicosamminoglicani) e misto (ghiandole salivari); la ghiandola riversa

il suo contenuto a livello del dotto per esocitosi;

-apocrina: parte della cellula si stacca insieme al materiale che deve essere secreto, poi la cellula

cresce e si ripara (es. ghiandola mammaria);

-olocrina: rottura vera e propria della cellula (scoppio); c'è una continua sostituzione delle cellule

con quelle dello strato sottostante andate in mitosi (es. ghiandola sebacea).

GHIANDOLE ENDOCRINE

Le ghiandole endocrine si vengono a formare dall'epitelio e perdono la continuità con esso.

Non hanno dotti escretori, producono ormoni e sono disseminate in tutto l'organismo.

Sono molto vascolarizzate perché l'ormone anniversario direttamente nel circolo sanguigno, non

avendo un dotto.

Sono organizzate in un apparato endocrino formato da una serie di ghiandole che si organizzano

in una struttura che viene definita: cordoni, follicolari (es. tiroide, che forma un circolo e una cavità

in cui l'ormone viene riversato per poi essere trasportato nel circolo sanguigno), a isolotti (es.

pancreas, formato da cellule raggruppate), interstiziali (all'interno di altri tessuti di diversa natura),

a organizzazione diffusa.

TESSUTO MUSCOLARE

Esistono tre tipi di tessuto muscolare:

-scheletrico (volontario): si inserisce sulle ossa ed è striato

-cardiaco (involontario): solo nel cuore, striato

-liscio (involontario): a livello degli organi

Le cellule che formano il muscolo scheletrico possono essere plurinucleate, con più nuclei che non

sono posizionati al centro ma nella periferia della cellula, e cellule uninucleate, che hanno un

nucleo centrale (anche nel liscio).

Il muscolo è una struttura complessa che si inserisce nell'osso tramite il tendine, ed è formato da

un insieme di fasci separati tra di loro tramite del tessuto connettivale, circondati da tessuto

connettivale e formati da più cellule muscolari singole.

Il tessuto connettivale tra i fasci muscolari prende il nome di epimisio, nella parte più esterna

(riveste tutto il muscolo) , perimisio, nella parte più interna, ed endomisio, che riveste ogni singola

cellula.

Caratteristiche della cellula muscolare scheletrica:

-forma piuttosto allungata e schiacciata alla periferia;

-è una cellula plurinucleata (2/3 nuclei), in cui la posizione del nucleo non è sempre centrale ma i

nuclei si possono portare addosso della membrana cellulare. Essa è plurinucleata perché si forma

per fusione di cellule mature che prendono il nome di mioblasti, che portano con sé il loro nucleo;

-c'è una presenza di cellule più piccole che si chiamano cellule satelliti: sono presenti in un

numero piuttosto limitato, hanno la funzione di entrare in azione quando si crea un danno al

muscolo, hanno il potere di proliferare e vanno a sostituire la cellula danneggiata.

-presenta delle striature (muscolo scheletrico) dovuto al fatto che la cellula muscolare, all'interno

del citoplasma, contiene delle strutture che prendono il nome di miofibrille. Queste miofibrille

sono strutture di natura proteica formata da filamenti spessi e filamenti sottili. I filamenti spessi

compongono la miosina, mentre quelli sottili compongono l'actina e la loro interazione sta alla

base del meccanismo di contrazione.

sono presenti anche delle proteine accessorie di connessione che hanno la funzione di

connettere i due filamenti (es. titina).

La distribuzione della actina e della miosina all'interno del citoplasma della cellula muscolare

segue uno schema ben preciso: abbiamo delle aree in cui il filamento spesso e quello sottile sono

sovrapposti e delle aree in cui abbiamo soltanto filamenti sottili.

Quindi c'è un'alternanza di bande chiare (solo filamenti sottili) e bande scure (sia sottili che spessi)

che si ripete per tutta la fibra muscolare, tant'è che gli istologici hanno individuato l'unità anatomo

funzionale del muscolo scheletrico che prende il nome di sarcomero.

Una fibra muscolare può contenere più sarcomeri, infatti il numero è variabile e dipende dalla

lunghezza della fibra).

L'inizio e la fine del sarcomero sono definite da due strutture che prendono il nome di linea Z (due

linee Z identificano un sarcomero).

Il filamento sottile è formato da due filamenti (avvolti in spirale) di F-actina, che è una struttura

proteica formata da tante unità monomeriche chiamate G-actina.

La miosina è formata da una molecola che presenta una coda e una porzione inclinata di circa 45 °

rispetto alla coda, che forma la testa della miosina.

Durante la fase di rilassamento il nostro filamento di actina è mascherato da due proteine che

sono la troponina (proteina globulare) e la tropomiosina, in questo modo il filamento sottile

filamento spesso non vengono a contatto tra loro.

Nel momento in cui la troponina e la tropomiosina si spostano fisicamente dall’actina, abbiamo

che l'actina e la miosina entrano in contatto fra loro, determinando un accorciamento del

sarcomero e un meccanismo di contrazione (c'è uno scivolamento dei filamenti).

Questo comporta un dispendio energetico, infatti, sulla testa della miosina abbiamo una molecola

di ATP e, nel momento in cui l'actina e la miosina interagiscono tra di loro, abbiamo la

fosforilazione dell’ATP in ADP più Pi, con liberazione di energia. 2+

Il reticolo sarcoplasmatico è la sede anatomica dove abbiamo l'accumulo di ioni Calcio ( ).

Lo ione Calcio ha il compito di far spostare la troponina e la tropomiosina.

Il reticolo libera gli ioni calcio, che si legano alla troponina che cambia conformazione e permette

l'interazione con la testa della miosina (dà inizio al meccanismo di contrazione).

Il tubulo a T (o tubulo trasverso) è un’invaginazione (va verso l'interno) della membrana

plasmatica che si porta vicino al reticolo sarcoplasmatico, ed è una struttura tipica delle cellule

muscolari. Esso ha la funzione di condurre il segnale, l'impulso nervoso, a quello che è il reticolo

sarcoplasmatico, il quale poi libera ioni calcio e quindi attiva il meccanismo della contrazione.

Quando il muscolo si rilassa il calcio ritorna nel reticolo sarcoplasmatico, l'actina la miosina si

distaccano e quindi abbiamo di nuovo il sarcomero allungato (nella posizione iniziale).

MUSCOLO CARDIACO

Troviamo il muscolo cardiaco solo nel cuore, ma esso ha molte caratteristiche del muscolo

scheletrico e appare striato. È formato da cellule che hanno una forma più o meno rettangolare

che sono cellule uninucleate, cioè che presentano un unico nucleo centrale. Ritroviamo il

sarcomero che ha la stessa organizzazione del muscolo scheletrico, è un muscolo involontario.

Presenta dei dischi intercalari, che sono strutture anatomiche che connettono le varie cellule che

formano il muscolo cardiaco. I dischi intercalari connettono i cardiomiociti sia dal punto di vista

strutturale che funzionale: dal punto di vista strutturale sono formati da dei complessi proteici

chiamati desmosomi, che hanno la funzione di connettere fisicamente e assicurano che i

cardiomiociti siano uniti l'uno all'altro, si forma a tutti gli effetti quello che è un vero e proprio

tessuto (interazione meccanica), dal punto di vista funzionale sono formati dai GAP-JUNCTION,

che assicurano che il meccanismo di contrazione del muscolo si diffonda tutte le cellule del cuore.

MUSCOLO LISCIO

Il muscolo liscio lo ritroviamo nei vari organi. La forma della fibra è quasi come quella del muscolo

scheletrico: più larga al centro e schiacciata in periferia.

È composto da cellule con unico nucleo centrale e non si osservano striature; infatti, non c'è

l'organizzazione della actina e della miosina nel sarcomero, ma sono comunque presenti

all'interno del citoplasma con una disposizione dispersa.

La miosina può scorrere sull’actina per lunghe distanze senza incontrare la fine del sarcomero

(avviene la contrazione).

Ci può essere un muscolo liscio multiunitario (lo troviamo nell'iride o nel corpo ciliare dell'occhio)

in cui le cellule non sono accoppiate elettricamente e devono essere stimolate in modo

indipendente (non succede nel muscolo scheletrico nel muscolo cardiaco).

Abbiamo anche un muscolo liscio unitario (intestino) in cui il muscolo è formato da più cellule che

sono connesse tra di loro e formano una struttura unica. Nel momento in cui noi abbiamo

l'impulso che arriva a una cellula, questo da una cellula si trasmette a tutte le altre (impulso di

contrazione, le cellule si contraggono come se fossero una singola unità).

APPARATO CIRCOLATORIO

L'apparato circolatorio è formato da un organo propulsore, che è il cuore, un muscolo striato ma

involontario, e da un sistema di vasi in cui scorre il sangue, che è un tessuto connettivo con

matrice liquida.

L'apparato circolatorio è un apparato chiuso, cioè che il sangue rimane sempre confinato al suo

interno (abbiamo una fuoriuscita di sangue quando abbiamo un danno all'apparato).

Il cuore è un organo propulsore che spinge il sangue nel sistema di vasi dando origine a due tipi di

circuiti:

-piccola circolazione (o circolazione polmonare): ha origine dal cuore e arriva al polmone, il

percorso che viene fatto è piuttosto breve;

-grande circolazione (o circolazione sistemica): ha inizio livello del cuore e tramite il sistema di vasi

si porta in tutte le parti del corpo.

Quando si parla di apparato circolatorio, il colore blu sta ad indicare la presenza di un sangue ricco

di anidride carbonica e i vasi in cui si trova ( ); il colore rosso sta ad indicare la presenza di

2

( ).

sangue ricco di ossigeno e i vasi in cui si trova 2

Il cuore è localizzato all'interno della gabbia toracica, formata nella parte anteriore dallo sterno,

lateralmente dalle coste che si articolano sullo sterno (tranne le ultime due che sono fluttuanti,

11° e 12°), e nella parte posteriore dalle vertebre toraciche.

Il cuore si trova dietro allo sterno e lateralmente al cuore si trovano i due polmoni; nella parte

superiore comunica con il timo.

Questa regione si chiama regione mediastinica o mediastino.

Il cuore presenta una base, porzione in alto che si trova più o meno a livello della terza cartilagine

costale, e un apice, porzione verso il basso spostata leggermente a sinistra che prende rapporto

con il polmone di sinistra.

Il cuore è un organo cavo a costituzione fibromuscolare.

Sotto il cuore c'è il limite della toracica chiamato muscolo diaframma, che separa la cavità toracica

dalla cavità addominale (Forma a cupola).

Come dimensione il cuore corrisponde a quella che è la dimensione di un pugno ed è formato da

quattro cavità che sono due atri (cavità superiori) e due ventricoli (cavità sottostanti), entrambi

con le loro porzioni di destra e di sinistra (atrio destro e sinistro, ventricolo destro e sinistro).

In un cuore adulto la parte destra e la parte sinistra nel cuore non comunicano tra di loro, mentre

nella vita intrauterina che comunicano tramite il forame di Botallo, che si chiude nelle prime ore

dopo la nascita.

La comunicazione avviene solo tra l'atrio di destra e il sottostante ventricolo, stessa cosa a sinistra.

L'atrio comunica solo con il ventricolo sottostante tramite la presenza di valvole: la valvola

tricuspide a destra e la valvola bicuspide a sinistra, inserite al limite tra l'altro il ventricolo

(cuspide= lembo).

La valvola è formata da tre cuspidi a destra e due cuspidi a sinistra, che non sono libere di fare

qualsiasi movimento, ma sono connesse tramite delle corde tendinee ai muscoli papillari del

ventricolo, e regolano in maniera estremamente precisa l'apertura la chiusura dell'atrio rispetto al

ventricolo (regolano il flusso di sangue).

Questi lembi si inseriscono in delle strutture che prendono il nome di ostio atrio ventricolare, che

sono degli anelli di natura cartilaginea che si trovano tra l'atrio e il ventricolo.

All’atrio di destra arrivano due grosse vene:

-vena cava superiore: raccoglie il sangue che proviene dalla parte superiore del corpo, ricco di

anidride carbonica (encefalo e braccio superiore)

-vena cava inferiore: raccoglie il sangue dalla parte inferiore dell'organismo, ricco di anidride

carbonica (arti inferiori e addome).

Dal ventricolo di destra a parte l'arteria polmonare, che forma un tratto comune che viene

definito tronco polmonare, da cui si separa un’arteria polmonare di destra e un'arteria polmonare

di sinistra, la cui funzione è quella di portare il sangue dal ventricolo destro ai polmoni.

Nell’atrio di sinistra arrivano le quattro vene polmonari, due dal polmone di sinistra e due dal

polmone di destra.

Dal ventricolo di sinistra nasce l'aorta, che si porta verso l'alto e forma un primo tratto che prende

il nome di arco aortico, che discende verso il basso formando l'aorta nel suo tratto toracico, nel

suo tratto addominale, fino ad arrivare a tutte le altre parti del corpo grazie ai suoi rami collaterali

(dà inizio alla grande circolazione).

I due ventricoli sono separati da un setto interventricolare; nella parte più in alto abbiamo un

setto interatriale che separa i due atri.

È presente un solco coronarico che separa i ventricoli sottostanti dagli atri sovrastanti, da cui

defluiscono le arterie coronariche che hanno il compito di vascolarizzare il cuore (responsabile

dell'infarto del miocardio).

Sono presenti altre valvole chiamate valvole semilunari, che regolano il passaggio di sangue dai

vasi ai rispettivi altri e ventricoli, formate da dei lembi che si aprono

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saravolponi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Luchetti Francesca.
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