Letteratura tedesca - Appunti - Lingue Straniere Moderne 1° anno
I Rabbi di Bacherach
1840: quest'opera esce, ma allo stato frammentario, in quanto l’autore ha intenzione di pubblicarlo perché vuole finalmente realizzare una simbiosi culturale tra gli ebrei e i tedeschi, dato che in quell’anno c’era stata un’altra accusa di omicidio rituale a Damasco (allora sotto l’impero Ottomano). In quel periodo, gli ebrei avevano lo status di Dihimmi - gli ebrei sono residenti di uno stato mussulmano, hanno la libertà di culto nonostante abbiano una fede monoteista, ma sono obbligati a pagare un’ulteriore tassa - pertanto non ci sono mai state rivolte. Quindi, il caso diventa di interesse internazionale, in quanto raro.
L’omicidio riguarda un padre rituale e il suo assistente che, improvvisamente, scompaiono. Un informatore dice di averli visti nel quartiere ebraico. Si svolge il processo, vengono accusati gli ebrei.
Analisi del testo
In ogni testo c’è:
- Un tempo della narrazione storica
- Un elemento di finzione narrativa
- Un elemento di contemporaneità dell’autore (implicito)
- Piani che coesistono, ma vanno sempre tenuti distinti
Personaggi
- Rabbi Abraham: il cui nome corrisponde ad Abramo (la moglie è Sara); egli è un Talmid Chacham (=sapiente)
- Sara: moglie del patriarca, bella.
Heine voleva farsi maestro della cultura ebraica perché perdere la propria tradizione significa perdere la propria identità. [per gli ebrei] [per non ebrei] ignoranza -> stereotipi.
All’amico diletto Heinrich Laube, in segno di lieto saluto, l’autore dedica la leggenda del Rabbi di Bacherach.
Ai piedi della Ringavia, dove le sponde del fiume perdono il loro aspetto ridente, i monti e le rupi ostentano superbe tempestose rovine dei loro castelli, e ogni cosa vive di una magnificenza più selvaggia e più grave, sorge, orrida come usanza, e guai ai tempi passati, la tetra e antichissima città di Bacherach. Non sempre così cadenti e fradice furono quelle mura, con i loro merli sdentati e le torrette cnele, nelle cui feritoie ora sibila il vento e nidificano i passeri. In quelle brutte e povercestrade di fango, che si scorgono dalla porta occidentale della città, non sempre regnava il silenzio desolato di oggi, solo di quando in quando interrotto dalle grida dei bimbi e dai litigi delle donne e dai muggiti delle vacche. Un tempo quelle mura furono forti e fiere, e una vita fresca e libera, potere e splendore, gioia e dolore, tanto amore e tanto odio.
Testo
Sindall’inizio, vuole inserire elementi narrativi che indichino quello che sarà il tema che si andrà a trattare: “unheimlich” (Heim = casa dove tu dormi; heimlich = ha a che fare con i ricordi e l’infanzia) → che al tempo stesso ha degli elementi di familiarità, oggetti che stimolano ricordi, ma al tempo stesso stimolano estraneità (imperturbabile).
Pag. 27: Racconto verosimile = principio della verosimiglianza = la descrizione di questo paesaggio è basata sull’indagine cronachistica-storiografica che lui ha fatto attraverso dei poemi che ha letto → serve per fare capire al lettore che Heine sta raccontando un episodio inventato, ma comunque basato su qualcosa che so per certo, poiché Heine sta raccontando accadimenti che saranno sicuramente accaduti, solo a persone differenti e con modalità simili.
Ringavia = l’autore colloca subito il racconto nella città di Bacherach, in una geografia molto precisa. Esso è un paesaggio profondamente letterario / stereotipato → si rifà ad un preciso topos: il paesaggio tipicamente descritto da Byron (autore inglese). = immagine della rovina → immagine per eccellenza del Romanticismo, in cui la natura è “sublime”, dato che rispecchia i sentimenti e l’anima di chi la guarda.
“non sempre così cadenti e radice furono queste mura” → esisteva un tempo lontano in cui l’immagine era ben diversa: ieri: c’era una vita semplice e gioiosa, con qualche spizzico di dolore; oggi: è tutto morto.
“piccola comunità di ebrei già ai romani” = breve storia (ecco perché l’opera è di genere storiografico → sta raccontando la storia degli ebrei negli ultimi 200 anni) di questo abitato di ebrei-tedesco renani, facendo riferimento alla vicenda dei caillonimidi secondo cui un nucleo famigliare (mamma papa – nonni - zii) che si trovava a Lucca (in epoca Carolingia, nel 9° secolo) ha dato origine a quello che sarebbe l’ebraismo nelle terre tedesche e nell’Est Europa. Fa riferimento a questa vicenda dicendo “in epoca romana”, proprio perché è durante i Romani che gli ebrei erano dispersi / distribuiti nelle terre.
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