Estratto del documento

Analisi del testo letterario contemporaneo

Il corso verte sul romanzo italiano degli anni '30. La corrente strutturalista della seconda metà del '900 tendeva a escludere aspetti storicistici. Una volta stabiliti criteri per analizzare un testo letterario narrativo, come un romanzo, si può interpretare il testo. Tortora invece era convinto che qualsiasi testo letterario può essere compreso attraverso strumenti come l'analisi del narratore, ma che non si entra nell’analisi letteraria se non si chiarisce qual è il campo storico, letterario e culturale entro il quale quel testo agisce. Il testo interagisce con altri soggetti che partecipano a quel momento storico e culturale e, quindi, per capirlo, bisogna chiarire il contesto da cui il testo nasce e gli interlocutori a cui si riferisce.

La nascita del romanzo realistico

È tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 che nasce un nuovo tipo di romanzo che regna incontrastato fino alla fine degli anni '60, il romanzo realistico. Come cambia il modo di fare letteratura e perché?

Due antefatti: metodologico e storico

Antefatto metodologico

Ogni scrittore che scrive il primo romanzo e si affaccia come esordiente ha due tipi di interlocutori: la tradizione letteraria (cosa è stato scritto prima) e il pubblico cui si rivolge. Nel caso del romanzo del '900, abbiamo una tradizione consolidata, in Italia debole (una linea che va da Manzoni, Nievo a Fogazzaro e D'Annunzio), ma qualsiasi romanziere che esordisce ai tempi ha in mente anche quella europea (Balzac, Flaubert, modernismo europeo - Joyce, Proust, Pirandello e, per Moravia, soprattutto Svevo). Quindi lo scrittore si deve porre sulla scia che hanno tracciato i padri del genere, sente di dover continuare o confermando o smentendo la tradizione precedente. Nel caso di Moravia quindi eredita anche il romanzo classico francese dell'800 e la stagione del modernismo europeo. Deve quindi accreditarsi come scrittore colto.

Nello stesso momento questo atto di fedeltà alla tradizione va conciliato, nel caso del romanzo, con il tentativo di ottenere il maggior numero di lettori possibili – nessun narratore scrive per avere 10 saggi sulla sua opera ma per ottenere il maggior numero di lettori. Nello stesso tempo questa esigenza di essere di successo deve conciliarsi con un’altra funzione che sembrerebbe apertamente opposta, quella del prestigio culturale. Alcuni narratori cercano di trovare la via di mezzo tra queste due istanze opposte, popolarità e prestigio culturale, per essere accreditati come colti, una ricerca simile a quella delle serie TV oggi.

Il concetto di campo di Bourdieu

Chi ha espresso meglio questi concetti è Bourdieu, che ha espresso il concetto di campo: il campo letterario è un campo di forze che agiscono su tutti coloro che vi entrano, in maniera differenziale a seconda della posizione che essi occupano (per esempio, considerando punti molto lontani fra loro, quella di autore teatrale di successo o quella di poeta d’avanguardia). Ed è al tempo stesso un campo di lotte di concorrenza che tendono a conservare o a trasformare tale campo di forze. Le prese di posizione (opere, manifesti o manifestazioni politiche ecc.), che si possono e si devono trattare come un “sistema” di opposizioni per le necessità dell’analisi, non sono il risultato di una forma qualsiasi di accordo oggettivo, ma il prodotto e la posta in palio di un conflitto permanente. In altri termini, il principio generatore e unificatore di questo “sistema” è la lotta stessa. Al centro si ha il massimo prestigio detto capitale simbolico.

Ogni corrente o gruppo è una forza che si scontra con le altre e crea energia diffusa che si applica in maniera diversa ai vari soggetti nel campo. Se noi prendiamo la letteratura degli anni '30 come un campo di forze, questo campo vede le forze in lotta tra loro – alcune di loro, chi ha potere e prestigio, tende a conservare, mentre chi si affaccia nel campo e deve conquistare capitale simbolico tende a cambiare, innovare. I vari scrittori sono sempre in lotta e la posta in palio è il capitale simbolico, ovvero quell’insieme costituito da prestigio culturale e successo pubblico.

Moravia e il contesto culturale

Nel '29, quando Moravia scrive Gli Indifferenti, è ancora D’Annunzio che ha un grande capitale simbolico e che cerca di mantenere lo status quo che chi si affaccia cerca di cambiare. Per esempio, le canzoni di lotta degli anni '60 cercano di proporre la loro diversità e di modificare il campo; le canzoni vanno giudicate in maniera diversa. Allo stesso modo, nel romanzo degli anni '30, Moravia, Silone ecc. propongono una letteratura in parte diversa dai precedenti e quindi chiedono con le loro opere di cambiare il gusto comune. Queste lotte vanno tenute presente. Sta cercando di creare il suo pubblico.

Nel 1925, Montale pubblica Ossi di Seppia, non proprio sconosciuto, ma quando si affaccia con un’opera decisamente antidannunziana – io sono diverso dai poeti laureati, segna una differenza ma nello stesso tempo cita la tradizione (Pascoli, Carducci, Marino) e usa settenari e endecasillabi che gli permettono di essere riconosciuto come poeta. Da un lato c’è rapporto di adesione alla tradizione, ma anche tentativo di smarcarsi dalla tradizione e apostrofa il pubblico per convincerlo che esiste un altro modo di fare poesia.

In sintesi

Per Bourdieu il campo letterario (come tutti i campi) è conflittuale. Concetti di centro (inteso come centro del potere simbolico) e periferia (dove vi sono i nuovi entranti e coloro che stanno uscendo dal campo: le vecchie guardie).

Ci sono elementi entro il romanzo che permettono di riconoscere il capitale simbolico dentro un romanzo: la critica dà capitale simbolico, avere tanti saggi critici dà prestigio culturale, così come i premi, un editore importante che vi investe, e il numero di lettori. Entrare nei manuali scolastici, ultima forma di cristallizzazione del capitale simbolico. Concetto di canone, gruppo di autori che pensiamo di dover salvare per i posteri, che sono quelli che hanno alto capitale simbolico. Questo modo di vedere che applichiamo ce l’hanno anche gli scrittori quando scrivono. I nuovi entranti – le generazioni più giovani che cercano di imporsi nel campo – attuano una serie di strategie per imporsi:

  • Ricercano continuità per essere riconosciuti.
  • Ricercano elementi di differenziazione per distinguersi.
  • Creano, se necessario, polemica.

Nell’immediato dopoguerra, dal '44-'45 fino a metà anni '50, il capitale simbolico di uno scrittore era facilmente decodificabile: lo scrittore aveva partecipato alla Resistenza, era iscritto al Partito Comunista, pubblicava sul Politecnico e per Einaudi, e aveva impronta neorealistica (azioni partigiane in cui fascisti sconfitti) - ad es. Sentiero dei nidi di ragno, Viganò, Fortini rispecchiano tutti questo identikit sia di testi che di statuto culturale della persona. Sono in continuità col realismo degli anni '30 ma segnano differenza, non più borghesi ma guerra – innovazione e tradizione. Anche la polemica serve a crearsi una propria visibilità, le avanguardie per esempio che distruggono elementi di continuità ma si costituiscono come gruppo, sia futuristi che neoavanguardie anni '60.

L’idea odierna di '900 è diversa da quella che si aveva qualche anno fa. Dibattito recente di Guglielmi, Donnarumma, Castellana, Pellini, Cangiano sul modernismo. Si è sentito l'esigenza di isolare i primi 30 anni del '900, dal 1904 (anno pubblicazione del Fu Mattia Pascal) al 1929 (anno pubblicazione Gli Indifferenti, con cui inizia una nuova epoca).

Fino ai primi anni 2000, il primo Novecento era periodo confuso, sotto categoria di Decadentismo o si cercava di dividerlo tra una generica corrente sperimentale e decadentismo. A un certo punto la critica, sulla scia del libro di Somigli, vuole isolare un gruppo di autori: Svevo, Pirandello, Tozzi – si riteneva che fossero autori che avessero capito meglio il '900 e avessero meglio gettato basi per un nuovo romanzo e saputo interagire con le sollecitazioni del secolo e inserirle nei propri testi.

  • Einstein: abolizione del tempo unitario – il tempo altrove scorre con velocità diversa, fa crollare l'idea che ci sia un parametro oggettivo uguale per tutti e sposta l'attenzione dall'oggetto al soggetto.
  • Bergson: tempo del soggetto più importante del tempo dell'oggetto, il tempo interiore. Dà giustificazione filosofica che la nostra percezione del tempo è di gran lunga più importante che la misurazione oggettiva del tempo stesso.
  • Minkowski: concetto di spaziotempo – non si può misurare lo spazio se non considerando la dimensione temporale e siccome il tempo cambia e non è uguale ovunque anche lo spazio tende a essere poco stabile – posizione del soggetto diventa importante in relazione a grandezza che pensavamo oggettiva.
  • Freud: inconscio – ulteriore importanza al soggetto + elemento ulteriore: mentre con Einstein ecc. abbiamo un soggetto che si muove in un mondo che tende a modificarsi, non racchiudibile entro una definizione ultima, Freud aggiunge che la cosa importante non è il soggetto in generale ma l’inconscio del soggetto che noi non conosciamo. Non si conosce né il mondo esterno che tende a modificarsi né l’interiore => crisi d’identità del soggetto.
  • Planck: spazio non è elemento continuo ma è frammentato in quanti.

Queste sollecitazioni portano al fatto che il soggetto non conosce il mondo né se stesso e che lo spazio è frammentato; queste caratteristiche ricadono nel romanzo modernista del primo '900. Quando Moravia scrive Gli Indifferenti egli dialoga con queste istanze. Il romanzo modernista si pone l'obiettivo di descrivere l’Io, mentre Manzoni e Verga vogliono descrivere l’oggettività, qui abbiamo rappresentazione di soggetti che indagano se stessi.

Caratteristiche del modernismo

Generica rivalutazione del soggetto: finte autobiografie; titoli onomastici (La coscienza di Zeno, I quaderni di Serafino Gubbio, Il fu Mattia Pascal) Indagine della vita psichica rivalutazione della vita quotidiana. Ciò che interessa in Zeno è il perché ha sposato Augusta e cosa ricercava in Carla nel tradimento, non i fatti in sé e per sé, rappresentare processi mentali. Tutto questo ha come conseguenze:

Caratteristiche tecniche

  • Messa in crisi della trama (intesa come inizio storia/rottura equilibrio/peripezie) – La coscienza di Zeno emblematica, procede per blocchi perché la cronologia non interessa e questo è chiaro dopo che Bergson e Einstein hanno mandato in frantumi la concezione oggettiva del tempo e va seguito il tempo interiore che va per continue sollecitazioni e analogie. Predilezione per il narratore omodiegetico (in prima persona o autodiegetico, racconta la storia di cui lui è protagonista). Anche in un romanzo con narratore eterodiegetico con Con gli occhi chiusi di Tozzi, noi vediamo dal punto di vista del protagonista, prima persona occultata sotto forma di terza.
  • Ricorso al narratore che scrive (La coscienza di Zeno; Il fu Mattia Pascal) – La vita psichica è problematica da rappresentare perché i pensieri sono in sincronia, i modernisti hanno dovuto elaborare nuovi modi di raccontare perché si devono scontrare con un problema: la scrittura è lineare, dà consequenzialità e stabilizza, e deve rappresentare qualcosa di confuso e sincronico quale è la mente umana. In Italia questo viene risolto con l'artificio della scrittura – essa rende palese la contraddizione, elemento di falsificazione, qualsiasi momento in cui proviamo a raccontare pensieri li tradiamo perché li cristallizziamo mentre loro questa fermezza non ce l’hanno. Allora => Problema centrale della verità – la vita psichica allora non può essere raccontata in modo veritiero fino in fondo, non si può arrivare all'elemento più profondo dell’essere, nel momento in cui arriviamo a descriverlo lo falsifichiamo. Per i modernisti la verità va detta o almeno allusa nelle finzioni e nell’alterità della lingua e della letteratura, senza l’illusione di un suo accesso diretto. La loro è, in questo senso, una poetica della mediazione: fra istanze soggettive e un patrimonio collettivo che trascende l’individuo, fra bisogno di senso, e denuncia dell’insensatezza, fra consapevolezza dell’artificio e ricerca del vero (Donnarumma, Gadda modernista).

I modernisti hanno bisogno del senso ma sanno che non possono raggiungerlo. Questo è il problema del modernismo – tutta narrativa modernista dice che il mondo non è raccontabile così com’è. Se già il mondo cambia in base alla nostra posizione e in più il soggetto non è raccontabile fino in fondo. I modernisti tentano di descrivere la coscienza e nel mentre dicono che non è possibile farlo – Zeno dice alla fine che ha mentito. Nella non rappresentabilità dell’individuo e del mondo si arresta il modernismo e da questo punto ripartirà Moravia, da questo groviglio irrisolvibile cui si sono arresi i modernisti.

Rapporto difficile con la modernità

Il soggetto modernista si sente estraneo al mondo, soprattutto quello tecnologico.

«Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il cosiddetto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? (Pirandello, Pascal)»

Il primo Novecento (1904-29) si caratterizza come periodo in cui i romanzi si concentrano sull’Io, eletto a polo più importante del mondo, cercano di seguirne pensieri, sono consapevoli che la vita psichica non è rappresentabile fino in fondo, e si arrendono anche davanti all’impossibilità di raccontare il mondo.

Novella di Svevo, Corto viaggio sentimentale: c'è un poeta, un ragioniere in un vagone, entra una famiglia di contadini, una bambina vuole vedere fuori dal finestrino e il poeta la fa sedere. La bambina guarda fuori e scoppia a piangere dicendo che voleva vedere il treno – tutti ridono mentre il poeta capisce, sarebbe stato il vero viaggiare lo stare dentro il treno e nello stesso tempo vedere il treno con se stessi dentro, il vero sogno dell’umanità è percepire il mondo e se stessi insieme – non è mai possibile avere visione d’insieme ma è sempre parziale e quindi la verità è irraggiungibile, in più il mondo cambia sempre quindi qualsiasi definizione non sarebbe comunque stabile.

Definizione di campo modernista

  • Cronologia: 1904-1929
  • Distinzioni tra avanguardia storica e modernismo; tra vociani e modernisti
  • Autori chiamati in causa: Svevo, Pirandello, Tozzi, Pea, Aleramo, Borgese, in parte Palazzeschi e Bontempelli

I modernisti all’epoca non sono letti, al tempo non avevano potere simbolico e non erano unica forza in campo: avevano da un lato avanguardie storiche che ritengono che niente è rappresentabile e vogliono distruggere tutto mentre loro si ostinano a voler rappresentare qualcosa, e d’altra parte c’erano vociani, danunziani e tardo realismo ottocentesco.

Nel 1929, quando Moravia scrive Gli Indifferenti, un autore colto come lui aveva compreso che i modernisti erano autori di riferimento e con questi dialoga e si distacca.

La grande stagione del romanzo modernista

La grande stagione del romanzo modernista è quell’elemento contro cui i giovani narratori si scagliano ma nello stesso tempo è anche quel dispositivo che conferisce prestigio e capitale simbolico.

Il romanzo a inizi '900 è ancora considerato genere inferiore e di consumo, il grande letterato si misura con le prove poetiche, lo fanno Tozzi, Gadda, Pirandello, solo Svevo non lo fa, moderno. A livello europeo il modernismo finisce nel 1941 con morte di Virginia Woolf e Joyce, in Italia si esaurisce negli anni '30 in momento in cui la poesia è genere di riferimento di prestigio letterario; modernismo lascia però come eredità che anche il romanzo può esprimere temi difficili e diventare genere difficile. Questa complessità sarà quella che conferirà prestigio al romanzo.

Ciò che noi oggi consideriamo essere il centro del campo all’epoca non lo era, Svevo fu un flop fino al 25-26, un po’ meglio andò a Tozzi e a Pirandello, per il suo teatro. Quando Moravia inizia a scrivere ha polo del romanzo modernista ma sa che il pubblico guarda altrove, Guido da Verona – genere di consumo, e al romanzo retorico dannunziano. Dobbiamo quindi avere uno sguardo prospettico, quello che abbiamo oggi e sapere che all’epoca era importante a livello di vendita e di pubblico.

Dopo il 1929: gli anni del nuovo realismo

Dopo 1929 iniziano gli anni del nuovo realismo. Modernismo crea un modello, ovvero ha identificato i tratti caratteristici di una narrativa che diventano minimo comune denominatore di fenomeno più importante di narrativa del primo '900.

Elementi di crisi del modello

  • Periodizzazione netta, che viene smentita da singoli autori successivi al 1929 che perseguono moduli modernisti con prestigio, come Gadda (che però è un unicum – pubblica Pasticciaccio e Cognizione negli anni '50-60 ) o Bilenchi, che negli anni 30 e 40 scrive ancora romanzi modernisti.
  • Elementi modernisti che permangono sia diacronicamente (dopo), sia sincronicamente (presso altri autori). È impossibile leggere Moravia senza filtro del modernismo perché certi elementi tornano in lui.

Debenedetti e gli -ismi: il difetto di tutte queste classificazioni e categorie con la desinenza in “ismo”: sembrano riassumere un fenomeno letterario o artistico, raccogliendolo sotto un’etichetta che ha tutta l’aria di voler essere esauriente. In realtà mettono in pace la coscienza di chi...

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 80
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 1 Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Analisi del testo letterario contemporaneo Pag. 76
1 su 80
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elion9895 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi del testo letterario contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Tortora Massimiliano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community