DIRITTO
AMMINISTRATIVO
Parte II
1. SILENZIO e azione avverso il silenzio (art. 17bis)
2. PROVVEDIMENTO (in generale)
3. DIA/SCIA
4. ACCESSO ai documenti della P.A.
5. Accordi P.A. co privati e pubblici
6. CONFERENZA DI SERVIZI
7. MOTIVI DI RICORSO e AGGIUNTI
8. RICORSO INCIDENTALE
9. GIUD. OTTEMPERANZA/INOTTEMPERANZA
10. INVALIDITÀ (21septies/octies)
11. GIURISDIZIONE di legittimità ed esclusiva
12. AUTOTUTELA
13. INTERESSE LEGITTIMO
14. DISCREZIONALITÀ
15. AZIONI
16. PROCEDIMENTO amministrativo
17. MISURE CAUTELARI
18. Commissario ad acta
19. Controinteressato,
20. Concessioni, beni e servizi pubblici.
21. Recesso/revoca
22. Principi (paragone con l’UE) -- ??
PARTE PRIMA
DIRITTO
AMMINISTRATIVO
Nozioni di base
Soggettività pubblica: chi è l’amministrazione? Un soggetto è pubblico quando tale è definito per legge.
Servizio pubblico nasce per la distribuzione del chinino, Distinzione pubblico/privato era meno netta: Il
chinino di Stato è stata la distribuzione a prezzi controllati e in tutti gli spacci di sali e tabacchi italiani di
chinino prodotto nello stabilimento del Monopolio di Stato di Torino come mezzo per combattere la
malaria. attività che la PA svolge o fa svolgere in favore della collettività perché ritiene, secondo una scelta
politica, che il cittadino abbia diritto a determinate prestazioni. I servizi pubblici sono quelli che in un certo
contesto storico e politico sono ritenuti tali, per cui si ritiene che determinate prestazioni debbano essere
rese al cittadino da parte della PA.
Alcuni servizi pubblici sono gestiti direttamente da apparati pubblici, altri direttamente da soggetti privati
sulla base di un rapporto contrattuale con la PA (es. partecipate).
Organismo pubblico: qualsiasi organismo, istituito anche in forma societaria, per soddisfare interessi di
carattere non industriale o commerciale
carattere generale aventi , dotato di personalità giuridica e la
attività è finanziata in modo maggioritario dallo Stato
cui ovvero la cui gestione o vigilanza è diretta
da membri di cui più della metà è designata dallo Stato, da enti pubblici o da altri organismi di diritto
pubblico. Tre elementi lo caratterizzano: natura dei bisogni alla cui soddisfazione il soggetto è istituito,
generali e non industriali; personalità giuridica (diritto pubblico o privato); influenza di un soggetto pubblico
nelle decisioni.
La PA è titolare di diritti soggettivi (reali o obbligatori) e di poteri giuridici (paritetici o autoritativi).
➢ Situazione giuridica soggettiva: situazione o posizione in cui viene a trovarsi un soggetto per effetto
dell’applicazione di una o più regole di diritto. Alle base sta sempre un interesse riconosciuto o
qualificato. Possono essere:
• vantaggio o di
• svantaggio: quando attribuiscono una posizione sfavorevole al titolare, prevedendo la
subordina- zione dell'interesse di quest'ultimo a quello di altri soggetti.
• attive o dinamiche (es. potere) oppure
• passive o statiche (es diritto soggettivo del Cittadino, il c.d. interesse legittimo).
➢ Potere giuridico: è energia giuridica che consente al titolare di porre in essere atti aventi rilievo
giuridico. Nasce come agere licere o facultas agendi.
Situazioni giuridiche soggettive dei privati
Diritto soggettivo
➢ : es diritto di proprietà. Può essere aggredito dall’amministrazione
(espropriazione), per ragioni di pubblica utilità, salvo indennizzo.
N.B. Diritto soggettivo preesiste all’azione amministrativa e si estingue con un provvedimento; l’interesse
legittimo nasce con l’inizio del procedimento. La teoria dell’affievolimento non è condivisibile: in
particolare, secondo quest'ultima teoria, il fenomeno dell'affievolimento del diritto è quello per il quale il
diritto soggettivo, quando si verificano le condizioni per il suo legittimo sacrificio da parte del potere
amministrativo, si trasforma (o affievolisce) in interesse legittimo, con conseguente competenza del
giudice amministrativo a conoscere delle relative controversie.
Diritti resistenti costituzionalmente tutelati
: non cedono di fronte all’azione amministrativa, es. quelli
(diritto alla salute ecc.).
Interesse legittimo
➢ : è una situazione giuridica soggettiva che esprime la tutela giuridica dei privati
di fronte all’amministrazione. Si consente al privato di difendere il suo patrimonio giuridico dall’azione
interesse oppositivo
intrusiva dell’amministrazione ( ) ovvero di sollecitare o sostenere l’azione
interesse pretensivo
amministrativa diretta all’ampliamento del suo patrimonio ( ) appare oramai
evidente il nuovo ruolo rivestito dall’interesse legittimo all’interno dell’ordinamento giuridico, la
sussistenza di una posizione dotata di caratteri di sostanzialità che equiparano l’interesse legittimo
medesimo alla situazione giuridica per eccellenza quale quella di diritto soggettivo. Questa nuova
visione dell’interesse legittimo porta anche a riconsiderare i rapporti tra cittadino e PA, con particolare
riferimento al rafforzamento dei poteri e delle azioni esperibili dal medesimo nei casi in cui l’agire
illegittimo della PA comporti un possibile vulnus o nocumento nella sfera giuridica del privato, ciò in
attuazione dei principi di pienezza ed effettività della tutela giurisdizionale ex artt. 24-103-113 Cost.
La gerarchia delle fonti
La gerarchia delle fonti, come ben sappiamo, è la seguente:
1. la Costituzione; - atti comunitari, rango para-costituzionale.
2. Atti aventi forza di legge: legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo, legge regionali, leggi
delega;
Regolamenti
3. : atti amministrativi aventi contenuto normativo. Dal 1926 viene compiutamente
disciplinato, poi modifiche sino al 1988. Funzione principale del regolamento è dare esecuzione a
una legge o organizzare la PA. E’ espressione di autonomia della pa!
118 Cost
Funzioni attribuite dall'art. . (vediamolo subito):
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano
principi di sussidiarietà
conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei ,
differenziazione adeguatezza
ed .
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle
conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
coordinamento fra Stato e Regioni
La legge statale disciplina forme di nelle materie di cui alle lettere b)
[immigrazione] e h) [ordine pubblico e sicurezza] del secondo comma dell'articolo 117 (“La potestà
legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione…”), e disciplina inoltre
forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.
Tale principio va rapportato con l’esigenza di affidare tale potestà all’ente pubblico “più vicino” al cittadino;
ove questo non è possibile, ci si rivolgerà all'ente via via meno vicino, ma che meglio soddisfa le esigenze
del cittadino.
Potere della PA - interesse legittimo
Le norme disciplinano le modalità di esercizio di questo potere, il procedimento che la PA deve seguire, i
requisiti che un provvedimento deve possedere perché sia legittimo. (principio di legalità)
interessi legittimi
Gli sono la conseguenza del fatto che viviamo in uno Stato di diritto, perché
l'ordinamento pubblico si assoggetta anch'esso al diritto e garantisce ai cittadini di essere tutelati
dall'esercizio del potere. contenzioso amministrativo
1. Le prime embrionali forme di tutela, dette , e si concretizzano in
organi della stessa PA ai quali era affidato il compito di valutare i ricorsi e di dare tutela ai ricorrenti, se
avessero avuto ragione. Era una tutela del tutto parziale, perché l'apparato amministrativo che avrebbe
dovuto tutelarmi era lo stesso che mi aveva leso. Questa situazione dura fino al 1865, quando viene
operata un rivoluzione di stampo liberale e garantista nei confronti del cittadino: anche la PA deve andare
davanti al giudice, senza decidere nelle sue stanze privando il cittadino di un giudizio terzo.
legge abolitiva del contenzioso amministrativo
2. Viene approvata una e si dice che il cittadino
giudice ordinario
che si riteneva leso anche dalla PA si potesse rivolgere al . La legge chiarisce che la
lesione che dà la legittimazione processuale è la lesione di un diritto soggettivo. I diritti soggettivi erano
meritevoli di tutela anche nei confronti della PA.
La lesione dell'interesse legittimo, secondo un'interpretazione decennale della Cassazione, non poteva
comportare un risarcimento del danno a carico della PA, sulla base del timore di un disastro finanziario per
la PA. La dottrina ha cercato di contrastare questa impostazione. Nel 1999 viene scritta una storica
n. 500/1990
sentenza della Cassazione che capovolge l'orientamento, riconoscendo la risarcibilità dei
danni della PA → frutto di un'”irruzione” del diritto comunitario nel nostro ordinamento. Anche prima della
stipulazione del contratto, se l'impresa subisce un danno questo deve essere risarcibile (a prescindere da
cosa lede il danno, da che interesse/diritto violi), in qualsiasi paese UE.
Gli interessi legittimi tradizionalmente si dividono in:
• oppositivi : interesse ad opporsi al provvedimento assunto dalla PA.
• pretensivi
: pretesa/aspettativa che la PA risponda a questo mio interesse.
Il cittadino, nei confronti della PA, è contemporaneamente titolare di diritti soggettivi e di interessi
legittimi.
Attività della PA : discrezionalità amministrativa
La PA quando agisce esercita una discrezionalità, che è il grado di libertà di cui dispone nel momento in cui
agisce, previsto dal principio di legalità. Questa libertà può essere più o meno ampia, ma in ogni caso è
vincolata nel perseguimento dell'interesse per il quale la legge ha conferito alla PA
sempre
questo potere . La PA ha un interesse primario e una pluralità di interessi secondari. L'interesse primario è
quello tutelato dalla legge che regola quell'atto. Gli interessi secondari devono essere presi in
considerazione, ma mantenendoli in posizione di subordinazione rispetto all'interesse privato.
Il giudice può solo sindacare il percorso decisionale, la legittimità, il procedimento logico.
discrezionalità tecnica
A fronte della discrezionalità amministrativa, si configura anche una : quella che è
alla base dell'esercizio del potere della PA, alla luce di un dato scientifico, tecnico, predeterminato. È una
discrezionalità non libera, ma vincolata a una serie di condizioni scientifiche (il giudice può sindacare con
C.T.)
DIA – SCIA – modello di proc. Amministrativo semplificato
DIA (Denuncia di inizio attività in EDILIZIA)
Nel 90 arriva il modello della Dia. Detto in poche parole, si comunica alla PA la volontà di iniziare
un’attività e, se dopo un tot di tempo non arrivano pareri contrari (pareri, istruttoria, integrazioni), si
procede.
La denuncia si presenta allo sportello unico per l'edilizia del Comune a firma di un tecnico abilitato quale un
ingegnere o un architetto (oppure, a seconda della tipologia di intervento e nell'ambito delle spettanti
competenze professionali, un geometra o un perito edile) e deve contenere
• progetto grafico rappresentante lo stato di fatto
un (ante operam) e
• situazione futura
la (post operam),
• relazione tecnica
una in cui si descrivono nel dettaglio le opere da compiersi e
• i riferimenti normativi, nazionali e locali, che interessano il provvedimento e
• la certificazione del fatto che il "progettista si assume la responsabilità" che le opere siano in
conformità degli strumenti urbanistici vigenti al tempo dei lavori.
In questo modo, la P.A. scarica la responsabilità della correttezza delle operazioni sul tecnico abilitato,
che, in tal senso, prende le difese dell'Amministrazione stessa e delle sue leggi.
Una volta presentata, la D.I.A. si ritiene approvata, come detto, dopo 30gg dalla data di presentazione (fa
fede la data di protocollo dell'ufficio tecnico), e si possono effettuare le opere edilizie.
Se si scoprono, in seguito, difformità delle opere rispetto alla normativa in vigore al tempo dei lavori il
comune può (entro 10 anni dalla data di presentazione della D.I.A.) ordinare che sia ripristinato lo stato dei
luoghi antecedente all'esecuzione dei lavori, il tutto a carico del proprietario che ha eseguito le opere
abusivamente, anche se ha presentato regolare D.I.A.. Naturalmente, in questo caso viene chiamato in
causa il tecnico firmatario del provvedimento.
silenzio-assenso
La D.I.A. segue il meccanismo del : comunicata alla PA la propria intenzione ad avviare
l'attività, il soggetto, generalmente decorsi 30 giorni può darvi inizio, dandone notizia. Entro i 30 giorni
(dalla data di protocollo) l'ufficio tecnico comunale può chiedere integrazioni o inibire l'inizio dei lavori per
mancanza di documentazione o difformità rispetto alle norme vigenti e/o agli strumenti urbanistici.
SuperDIA ristrutturazione edilizia
La super DIA, invece, consente di realizzare interventi di che porti un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comporti un aumento di unità immobiliari, una
modifica del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici.
SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
In certi settori di attività, il rilascio di atti amministrativi che condizionano l'esercizio di attività può essere
dichiarazione dell'interessato
sostituito dalla presentata alla PA, in cui dichiara di avere tutti i requisiti
per svolgere l'attività.
Dopo l'entrata in vigore della legge 122/2010, aprire un'attività di impresa risulta più semplice: per tutte le
attività economiche soggette a verifica dei requisiti, bisogna presentare la SCIA, che sostituisce la DIA e ogni
atto di autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta, comprese le domande per l'iscrizione in
albi e ruoli.
L'attività economica può iniziare dalla stessa data di presentazione della SCIA all'amministrazione
competente, senza attendere i 30 giorni previsti in precedenza. Le amministrazioni avranno poi 60 giorni
per esercitare i controlli ed eventualmente chiedere all'impresa, in mancanza dei requisiti necessari, la
rimozione degli effetti dannosi.
Può presentare la SCIA (presso il Registro delle imprese della Camera di Commercio di appartenenza) chi
intende iniziare un'attività di installazione impianti, autoriparazione, pulizia, facchinaggio, agente di
commercio, mediatore immobiliare, mediatore merceologico, mediatore marittimo, spedizioniere,
commercio all'ingrosso. Tutti gli atti sostituibili dalla SCIA presuppongono il solo accertamento di requisiti e
nessuna valutazione discrezionale della PA
presupposti, non comportano (es. settore edilizio).
Natura di DIA, superDIA e SCIA
Il problema era capire la natura delle SCIA, DIA, SuperDIA, fino al permesso di costruire: sono atti
impugnabili? I Giudici possono annullarle?
In realtà, si tratta di atti con cui i privati informano la PA, non sono atti della PA! Nella prassi si utilizzava la
categoria dell’atto a formazione progressiva, si equiparavano dunque ad un provvedimento espresso. Poi
però, una Adunanza Plenaria del CdS si è pronunciata in senso nettamente contrario: Dia è un atto privato,
non della pa! È corretto, ma quanti problemi! Occorrerà fare diffide, impugnazioni ecc ecc. Il risultato è
comunque un Disordine urbanistico ed edilizio clamoroso! Ci sono due tesi a riguardo:
1. (minoritaria): se è esercitabile un potere di autotutela sulla SCIA, vuol dire che una decisione c'era →
una sorta di silenzio-assenso particolare, diverso ma con uguale risultato.
art. 19 l. 241/1990 la SCIA è un atto del
2. (giurisprudenza, poi diventata legge con il comma 6-ter ):
privato , non della PA, non c'è ancora l'utilizzo di nessun potere. Se ci si ferma qui, non c'è nessun
atto da impugnare (“la segnalazione [...] costituiscono provvedimenti taciti direttamente
6-ter
impugnabili.”). “ . La SCIA, la denuncia e la DIA non costituiscono provvedimenti taciti
direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti
all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui all'art. 31 d. lgs.
104/2010 – Cod. Proc. Amm.
( )”.
comma aggiunto dall'art. 6, comma 1, decreto-legge n. 138 del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011 diffida
l'interessato può sollecitare la PA
Ora dunque, a condurre le verifiche sulla SCIA, inviando una .
Entro 30 gg da questo, se il silenzio permane, questo può essere impugnato direttamente davanti al giudice
amministrativo. L’atto non-inibitivo costituito dal mancato esercizio del potere di controllo è oggetto di
autotutela. Si attiva un principio di autocontrollo del privato.
Art. 19 “1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta
comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di
attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento
di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia
previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il<
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