Appunti Agricoltura Biologica – Anfora e Puopolo
1) Concetti generali dell’agricoltura biologica
1.1) Le tre componenti principali della sostenibilità
1. Sostenibilità sociale: capacità di garantire condizioni
di benessere umano equamente distribuite per
classe e genere
2. Sostenibilità ambientale: capacità di mantenere nel
tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali,
di preservare la diversità biologica e di garantire
l’integrità degli ecosistemi
3. Sostenibilità economica: capacità di generare in
modo duraturo reddito e lavoro e di raggiungere
un’eco-efficienza intesa come uso razionale delle
risorse e come riduzione dello sfruttamento delle
risorse non rinnovabili
1.2) Agricoltura biologica
La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione
agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la
salvaguardia delle risorse naturali, l'applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e
una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e
procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale,
provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei
consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell'ambiente, al benessere
degli animali e allo sviluppo rurale.
Le caratteristiche dell’agricoltura biologica:
• Esclusione di prodotti chimici di sintesi che alterano profondamente l'ambiente ed influiscono
negativamente sulla salubrità delle produzioni ottenute
• Utilizzo di tecniche agronomiche idonee, di piante resistenti e di insetti predatori contro i parassiti
• Incremento e mantenimento della fertilità naturale del terreno, mediante l'utilizzo di tecniche di
lavorazione non distruttive
• Adozione della tecnica della rotazione colturale e dei sovesci
• Uso di fertilizzanti naturali, riducendo in tal modo l'utilizzo di risorse non rinnovabili
• Scelta di varietà, sementi e materiale vivaistico idonei, a seconda della vocazione della zona, intesa
come l'insieme delle caratteristiche del terreno e del clima di una certa area, ottimali per una
determinata specie
L'agricoltura sostenibile ed in particolare l'agricoltura biologica si fonda su quattro principi cardine dettati
dalla Federazione Internazionale dei Movimenti per l'Agricoltura Biologica – IFOAM:
1. il principio della salute: in quanto deve sostenere e favorire la salute del suolo, delle piante, degli
animali, per gli esseri umani e del pianeta come un insieme unico e indivisibile
2. Il principio dell'ecologia: in quanto deve basarsi su sistemi e cicli ecologici viventi, lavorare con essi,
emularli e aiutarli a sostenersi
3. Il principio dell'equità: in quanto deve svilupparsi su rapporti che assicurino equità e solidarietà nei
confronti dell'ambiente comune e delle necessità della vita
4. Il principio della precauzione: in quanto deve essere gestita in modo precauzionale e responsabile,
al fine di proteggere l'ambiente e la salute e il benessere delle generazioni presenti e future.
1.3) Obiettivo: qualità totale
Qualità sociale:
• limitazione esodo rurale
• progresso culturale rurale (esigenza formazione operatori, relazioni produttore-consumatore,
agriturismo)
• riduzione dipendenza agricoltura (valorizzazione risorse locali)
• valorizzazione aree marginali
• miglioramento salute operatori (e consumatori)
Qualità ambientale:
o riduzione inquinamento locale e globale
o riduzione consumi energetici
o sostenibilità dei sistemi agricoli
o biodiversità
o valorizzazione paesaggio
1.4) Regolamento UE 2018/848
Il nuovo regolamento in materia di agricoltura biologica, che abroga il precedente Reg. (CE) n. 834/2007 si
applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2022 (1 anno in ritardo causa pandemia).
Vi sono degli aspetti fortemente innovativi. È stato, ad esempio, modificato il regime di importazione da
Paesi terzi, rendendo più trasparente il sistema di importazione del biologico extra UE; è stata introdotta la
certificazione di gruppo che favorisce le piccole aziende e per la prima volta è stato affrontato il tema della
soglia dei residui nei prodotti biologici. Prima dell’entrata in vigore sono possibili modifiche (es. soglia di
contaminazione accidentale da sostanze non ammesse).
• I controlli sui produttori avranno cadenza annuale e potranno diventare biennali se non si
riscontreranno frodi per tre anni consecutivi. Al fine di ridurre i costi, i piccoli produttori potranno
ottenere certificazioni di gruppo. Per quanto riguarda le importazioni da paesi extra Ue, si passerà
dall’attuale principio di equivalenza, che richiede solo il rispetto di standard analoghi, alla necessità
che le aziende esportatrici verso l’Ue si conformino alle norme comunitarie.
• Le aziende miste, che producono sia alimenti convenzionali sia biologici, dovranno far sì che le due
coltivazioni siano chiaramente ed effettivamente separate. Per evitare la contaminazione con i
pesticidi, gli agricoltori saranno obbligati a adottare misure precauzionali. In caso di sospetta
presenza di un pesticida o di un fertilizzante non autorizzato, il prodotto finale non potrà adottare
l’etichetta di biologico fino a un’ulteriore indagine. Se la contaminazione sarà deliberata o il
coltivatore non avrà adottato precauzioni, l’azienda perderà la certificazione biologica.
• Infine, ed è stato fino alla fine il punto di maggior polemica, il nuovo regolamento stabilisce che i
Paesi come l’Italia, dove al momento si applicano soglie massime per le sostanze non autorizzate
nei cibi biologici, come i pesticidi, potranno continuare a farlo, a condizione che permettano ai
prodotti bio provenienti da altri paesi Ue di entrare nel loro mercato, se rispettano le regole
dell’Unione.
2) Difesa dalle avversità
La difesa dalle avversità viene attuata in via
preventiva, scegliendo le specie e le varietà più
appropriate all’ ambiente interessato, perseguendo
un corretto equilibrio vegeto-produttivo attraverso
l’adozione di pratiche agronomiche e tecniche
colturali adeguate (concimazione, irrigazione,
potatura, carico produttivo sesti d’impianto...) ed
utilizzando varietà resistenti alle malattie. Di
fondamentale rilevanza è la salvaguardia degli
insetti utili attraverso il mantenimento o il
ripristino delle condizioni adatte al loro
insediamento. Importante è la verifica della
presenza degli organismi dannosi da effettuarsi
attraverso un adeguato monitoraggio e
intervenendo in difesa delle colture solo in caso di
reale necessità, ricorrendo a sostanze
antiparassitarie naturali e non di sintesi, ammesse
dalla normativa che disciplina il settore. L’azienda
biologica mira a salvaguardare gli equilibri tra i
diversi organismi viventi anche piantumando siepi
e filari variamente composti con diverse specie
(prugnolo, ligustro, carpino, corniolo,
maggiociondolo, lantana, ecc.) allo scopo di offrire
rifugio e nutrimento per tutti gli insetti utili, uccelli, rettili e piccoli mammiferi. Le siepi fungono anche da
filtro trattenendo polveri e fumi e limitando l’effetto “deriva” di agenti esterni inquinanti, inoltre esse
esercitano un’azione preventiva per la conservazione del suolo, limitando l’erosione idrica e ostacolando
l’azione meccanica del vento.
2.1) Antiparassitari – prodotti fitosanitari
In agricoltura biologica si possono utilizzare:
• Sostanze di origine vegetale o animale
• Microrganismi utilizzati nella lotta biologica contro i parassiti e le malattie
• sostanze prodotte da microrganismi
• Sostanze da utilizzare solo in trappole o distributori automatici
• Preparazioni da spargere in superficie tra le piante coltivate
• Altre sostanze di uso tradizionale in agricoltura biologica
Vantaggi nell’utilizzo si suddette sostanze:
o Ridotto rischio di resistenza
o Assenza di problemi residuali (in genere non è richiesta la fissazione di un LMR)
o Tempo di carenza nulla a breve
o Bassissima o nulla tossicità per l'uomo
o Assenza di rischi ambientali per la maggioranza dei prodotti
2.2) Piani d’Azione Nazionali
L’agricoltura biologica, limitando l’impiego dei prodotti fitosanitari a livelli economicamente ed
ecologicamente sostenibili, consente di ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente e la salute umana, in
perfetta armonia con la Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi, che dispone il ricorso ai
prodotti fitosanitari solo in subordine all’adozione di pratiche agroecologiche. La direttiva impone agli Stati
Membri l’adozione di Piani d’Azione Nazionali (PAN) per definire gli obiettivi quantitativi di riduzione
dell’impiego dei prodotti fitosanitari, le misure e i tempi per la sua applicazione. Il PAN dovrebbe
riconoscere all’agricoltura biologica il ruolo centrale che le spetta e rappresentare un’opportunità per il
consolidamento e la valorizzazione di questo comparto.
Compiti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali:
1. Definire un manuale di orientamento, per diffondere ed applicare correttamente il metodo di
produzione biologico
2. Provvedere alla gestione e all’aggiornamento della banca dati sui prodotti fitosanitari utilizzabili in
agricoltura biologica
3. Definire, aggiornare e pubblicare periodicamente , sul portale internet, le linee guida nazionali di
difesa in agricoltura biologica
4. Realizzare iniziative informative sul biologico
5. Promuovere e rafforzare la ricerca e lo scambio di informazioni sull’agricoltura biologica
Al fine di adempire a quanto previsto dal PAN, è stata prevista l’attivazione di appropriati strumenti di
sostegno nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC).
Il PAN, oltra a sostenere aziende agricole condotte con metodo biologico e a formare gli agricoltori
accrescendo la loro consapevolezza sull’importanza della gestione eco-sostenibile dell’agroecosistema, si
prefigge l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica e tecnologica che può svolgere un ruolo chiave a
supporto del comparto. L’individuazione di nuove strategie di protezione e nuovi principi attivi, in linea con
i principi dell’agricoltura biologica, può infatti rendere più agevole il lavoro degli operatori agricoli,
specialmente nelle situazioni di particolare criticità e difficoltà.
2.3) Prodotti fitosanitari ammessi
È stato approvato a larga maggioranza, dopo lunghe trattative, il Regolamento che restringe, nell’Unione
europea, l’uso in agricoltura di rame e composti rameici. È stato fissato un tetto massimo di applicazioni di
28 kg/ha su un periodo di sette anni con la possibilità di essere flessibili (lissage), aumentando o riducendo
l’impiego nel corso degli anni. Si scende cioè da 6 a 4 kg ad ha/anno, ma i Paesi membri avranno comunque
la facoltà di vietare la prevista flessibilità. L’entrata in vigore del regolamento è stata il 1° febbraio 2019.
Per l’agricoltura biologica l’impatto è drammatico trattandosi dell’unico fungicida essenziale ammesso, per
cui si prevede un rischio di perdite nella viticoltura bio, settore finora in crescita esponenziale, ed in alcune
colture, quali il pomodoro, che possono arrivare anche al 100%. La Commissione Ue non ha inteso
attendere che sul mercato arrivassero dei prodotti sostitutivi di origine naturale ed ora si apre uno scenario
di grande incertezza per gli agricoltori biologici privi del loro principale mezzo di difesa, ma anche in
agricoltura convenzionale il rame ha un ruolo importante in quanto viene impiegato con altri prodotti per
limitare il fenomeno delle resistenze. Oltretutto, il rame, al pari dello zolfo, ha il più basso rapporto
costo/ettaro nel controllo delle principali patologie. Le restrizioni adottate al suo utilizzo come mezzo
fitosanitario rischiano di provocare un aumento dei costi produttivi delle aziende agricole, già fortemente
penalizzate dalla concorrenza delle derrate alimentari provenienti dai paesi in via di sviluppo. Come altro
effetto collaterale, il consumatore finale potrebbe assistere ad un consistente aumento dei costi di frutta e
verdura, con probabili ripercussioni nel consumo di questi importantissimi alimenti. L’impronta carbonica di
un chilogrammo di un prodotto fitosanitario a base di rame è fino a 10 volte inferiore rispetto allo stesso
quantitativo di un prodotto a base di molecole di sintesi utilizzato per il controllo della stessa patologia.
Come è noto, l’impronta carbonica di un prodotto è un valore inversamente proporzionale alla sua
sostenibilità ambientale. Inoltre, gli studi scientifici effettuati sulla sostanza attiva in Italia, dimostrano
come alcune pratiche agronomiche consentano di ridurre l’accumulo di rame nel suolo e la loro
applicazione avrebbe potuto evitare la drastica decisione dell’UE. In conclusione, resta il sospetto, a questo
punto piuttosto fondato, che se la questione rame fosse stata strategica per l’agricoltura nord Europea le
sorti della sostanza attiva sarebbero state probabilmente diverse: del resto, la Germania è già pronta ad
aggirare il limite avendo autorizzato da tempo l’uso del fosfonato di potassio in biologico, classificandolo
come un rafforzante delle piante e non come prodotto fitosanitario mentre l’Italia, rispettosa del parere
della Commissione Ue, ne ha vietato l’impiego. E’ molto probabile inoltre il moltiplicarsi di un fenomeno già
diffuso: l’uso di fertilizzanti a base rameica ad alto dosaggio. Purtroppo fatta legge trovato l’inganno. Ma di
questo evidentemente non importa a nessuno.
3) Lotta biologica ad Halyomorpha halys e Drosophila suzukii
3.1) Lotta integrata
= Difesa Integrata = Protezione Integrata = Integrated Pest Management (IPM)
È una strategia con la quale si mira a mantenere le popolazioni degli organismi nocivi al di sotto della soglia
di tolleranza, sfruttando i meccanismi naturali di regolazione e utilizzando metodi di lotta accettabili dal
punto di vista ecologico, economico e tossicologico
IPM: strategia di controllo degli organismi nocivi nella quale vengono ad interagire e a integrarsi tutte le
metodologie disponibili, siano esse di tipo agronomico, fisico, meccanico, chimico o biologico.
3.2) Il concetto di Area Wide Pest Management (AWPM)
Costituisce la naturale evoluzione dell’IPM. La lotta contro una o più specie dannose non è più impostata a
livello di singola azienda ma prendendo in considerazioni aree vaste e quindi intere popolazioni
dell’organismo target. L’approccio AWPM diviene necessario ogni qual volta si debbano affrontare insetti
che si muovono con facilità da un campo coltivato ad un altro. L’AWPM è importante laddove siano richiesti
ogni anno interventi chimici contro una o più specie bersaglio e l’IPM non sia sufficiente a mantenere le
popolazioni del fitofago al di sotto della soglia di dannosità.
In estrema sintesi l’AWPM:
• è un approccio a lungo termine
• è una strategia preventiva
• si occupa, inizialmente, di una sola specie chiave ma può espandersi gradualmente alla protezione
di una coltura da più insetti
• offre l’opportunità di utilizzare metodi altamente tecnologici
• consente maggiore efficacia, maggiore salvaguardia ambientale e minori spese.
L’Italia è molto esposta all’invasione di specie aliene, ciò è dovuto a:
o turismo di persone, con 63 milioni di turisti l’anno si portano da 1 a 4 specie aliene nuove per il
territorio italiano
o globalizzazione e rotte commerciali, scambi commerciali aumentano il numero di specie aliene
Biotecnologie innovative per il controllo di insetti dannosi:
- Confusione sessuale con feromoni
- Confusione sessuale vibrazionale
- Tecnica del maschio sterile
- La lotta biologica, soprattutto classica, rimane il metodo più duraturo, efficace e sostenibile
4) Halyomorpha halys
Monitoraggio dei parassitoidi del 2019 in provincia di Trento
4.1) Ricerca di ovature naturalmente deposte
Nello studio del monitoraggio sono state ritrovate circa 100
ovature, delle quali il 15% ha mostrato parassitizzazione. La
maggior parte delle ovature è stata rinvenuta all’interno di
aree coltivate: per il 71% in meleto, il 28% in vigneto e per
l’1% in pereto.
L’84% delle ovature trovate era di Halyomorpha halys di cui
il 15% parassitizzate da Anastatus bifasciatus (67%) e T. mitsukurii (8%). Anastatus bifasciatus ha una
fenologia che permette la parassitizzazione nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre mentre T.
mitsukurii solo nel mese di ottobre
4.2) Esposizione ovature sentinella
Utilizzo di trappole per l’esposizione
di ovature sentinella, posizionate su
Ailanthus altissima
Esposizione di ovature sentinella
senza l’utilizzo di trappole.
4.3) Trovare l’agente di controllo
Per trovare l'agente di controllo andare nel luogo di origine del parassitoide, ossia la Cina. Il candidato da
cercare e un parassitoide del genere Trissolcus. per vedere se il parassitoide è il candidato adatto e
necessario effettuare un allevamento in quarantena (per osservare rischi e specificità) e oltretutto bisogna
avere una conoscenza ampia dei parassitoidi autoctoni poiché essa sarà fondamentale prima del rilascio.
Esplorando l'area di origine del parassitoide si è riscontrato che la popolazione totale è composta dal 78%
da T. japonicus, dal 11% da Anast
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