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Approcci alla progettazione

Approccio meccanicista

Si tratta di un approccio meccanicista che rimanda a una casualità di tipo lineare, poggia sull'idea che a ogni problema corrisponda una o più cause. S'ipotizza che sia possibile individuare nessi di casualità lineare relativamente alle problematiche sociali e, in base a questi, programmare e prevedere il cambiamento sociale. Si presuppone che l'ambiente sia predeterminato, che il problema sia chiaro e non ambiguo e che le opzioni di scelta siano date in modo distinto dai fini. Fase decisiva è la progettazione in senso stretto, dove la figura centrale è il progettista solitario che assume sin dall'inizio la responsabilità di definire i contenuti della progettazione. Tanto più il contesto in cui si realizza l'intervento ha caratteristiche di complessità, di incertezza e imprevedibilità, tanto più quest'approccio risulta inadeguato perché non riesce ad accettare le variazioni provenienti dall'ambiente, a modellarsi con velocità ai cambiamenti che insorgono.

Approccio concertativo o partecipato

Quest'approccio si muove da una critica dell'approccio sinottico-razionale, in quanto tale modello ha tralasciato il livello dell'interazione sociale ed il livello cognitivo ed emotivo. Si parte dal presupposto che durante il processo di progettazione interagiscano diverse prospettive da cui si definisce il problema e si struttura l'ambiente in modo non sempre coincidente. Il problema e l'ambiente non sono dati a priori come fattori oggettivi. Ogni attore è portatore di aspettative pur condividendo un impianto logico comune; si parte da un'ipotesi di cambiamento di una data realtà concertata con i destinatari. Alla base di questo approccio c'è la convinzione che i problemi sociali non siano caratterizzati da una casualità lineare, esistono sempre più letture dei bisogni e più ipotesi interpretative, il ruolo dei servizi e degli operatori è quello di promuovere l'empowerment.

Approccio euristico

In quest'approccio si rinuncia a conseguire degli obiettivi predeterminati a monte dagli operatori-progettisti. L'assunto alla base di questo approccio è che la centratura sul prodotto, sulla riuscita di un risultato predefinito, può indurre a porre in secondo piano l'attenzione ai processi, ed ha prodotto effetti indesiderati, assistenzialismo e squalifiche dei destinatari stessi. L'approccio euristico pone al centro del processo di intervento nel sociale la tappa dell'attivazione; la progettazione di uno specifico intervento è intesa come prodotto di percorso e non come luogo di partenza. A seguito della tappa rinominata attivazione possiamo constatare che possono svilupparsi molteplici sotto-progetti tra loro connessi.

Tappe della progettazione

L'attività di progettazione nel sociale è di solito caratterizzata da alcuni fattori:

  • Si realizzano interventi di aiuto alle persone beneficiarie,
  • Da forti valenze valoriali, affettive ed etiche connaturate al lavoro,
  • Dall'alta presenza di personale professionista,
  • I progetti sociali richiedono l'interazione di una pluralità di organizzazioni,
  • Forte dipendenza del settore dai finanziamenti pubblici.

A prescindere dal tipo di progetto realizzato, possiamo rappresentare il percorso di un qualsiasi progetto di intervento tramite 5 tappe. La prima tappa corrisponde all'ideazione, al momento in cui una o più persone ipotizzano di realizzare un progetto. La seconda tappa corrisponde a quella dell'attivazione, dove viene identificato il problema e le strategie di intervento. La terza tappa è quella della progettazione, dove si cerca di prevedere quali saranno le esigenze del personale, i tempi, le necessità tecniche e materiali per garantire l'operatività. La quarta tappa corrisponde alla realizzazione dell'intervento e attraverso l'avvio delle prime attività si sviluppano processi di confronto e verifica in itinere per produrre le migliorie necessarie. L'ultima tappa è quella della valutazione conclusiva, dove si definisce la riformulazione, ridefinizione o conclusione del progetto stesso. Esiste una logica di sequenzialità tra le diverse tappe, che tuttavia si accavallano e talvolta si sovrappongono.

Ideazione

Le prime tappe sono radicate nell'esperienza, nella storia e nella cultura delle persone della comunità locale in cui si colloca il progetto; i progetti sono radicati nella rete di relazioni precedentemente attivata a livello di singoli e organizzazioni. La tappa dell'ideazione può essere ricostruita tramite le storie dei diversi soggetti coinvolti. Solitamente si dice che un progetto nasce perché qualcuno ha constatato che esistono una serie di bisogni sociali cui non viene data risposta e questo progetto d'intervento nasce proprio per dare risposta a questi problemi, per promuovere maggiore benessere o per ridurre la possibilità che intervengano cambiamenti indesiderati.

Attivazione

Questa fase intermedia serve a sviluppare partnership ed alleanze significative con altre organizzazioni, a individuare ed attivare possibili risorse, a individuare ed esplicitare le strategie alla base del progetto e a sviluppare una costruzione sociale della definizione del problema ad altri enti sociali. Dopo aver chiarito l'ambito ed il fine del progetto che intendiamo realizzare, occorre cominciare a identificare con più chiarezza qual è il problema o il fenomeno al quale stiamo per sviluppare un progetto. È importante capire anche quali sono i tempi utili per la presentazione e realizzazione di un progetto sia in termini di scadenze connesse ad erogazioni di finanziamenti e prestazioni a gare d'appalto, sia in termini di disponibilità ad essere coinvolti dei diversi attori istituzionali. In questa fase cominciano a delinearsi le strategie che riguardano approcci e convinzioni profonde sul cambiamento sociale, sullo sviluppo, la democrazia, la salute, la qualità della vita ed orientano le azioni sociali. Risulta utile distinguere due tipologie di progetti: quelli che nascono come iniziativa autonoma interna a un'organizzazione e quelli che si sviluppano a seguito dell'accoglimento di una richiesta esterna all'organizzazione. Le motivazioni presenti nelle tappe iniziali di un progetto possono essere molteplici ed anche in contrasto tra loro; il divario tra dimensione valoriale e ideale e concreta esperienza può rinforzare attese onnipotenti e al tempo stesso portare delusioni e perdita.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bruna11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Marcello Giorgio.
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