APPLICAZIONE DEI MATERIALI Lezione 1
Le unità più piccole in assoluto sono gli ATOMI, che sono indivisibili. Gli atomi hanno un nucleo di PROTONI
(carichi +) e neutroni, e degli ELETTRONI (carichi -‐) che girano sugli orbitali. Quelli sugli orbitali più esterni sono
di valenza, che devono essere 8: se non sono 8 vengono CONDIVISI per completarsi (questo è il LEGAME).
! Legame COVALENTE -‐ Gli atomi condividono fino a 3 coppie di elettroni; se i due atomi hanno la stessa
elettronegatività (
capacità di attrarre elettroni) è PURO, sennò è POLARE e forma un dipolo (+) e (-‐). Il legame
covalente è un legame forte, quindi serve molta energia per romperlo;
! Legame IONICO -‐ Un atomo è molto più elettronegativo di un altro, perciò l’elettrone viene “scippato” e si
formano due IONI, uno (+) e l’altro (-‐). Il legame allora è dovuto alla forza elettrostatica fra cariche opposte.
! Legame METALLICO -‐ Avviene solo fra metalli (i maggiori elementi in natura). I metalli tendono a cedere gli
elettroni di valenza e trasformarsi in ioni positivi, i quali si dispongono in modo ordinato secondo RETICOLI
CRISTALLINI, mentre gli elettroni ceduti formano una
nube elettronica che fa da “collante” agli ioni (+). Gli
elettroni in questa nube non hanno più un atomo particolare, ma si muovono da un atomo all’altro.
La classificazione delle classi di materiali è legata al tipo di legame, si distinguono 3 CLASSI DI MATERIALI:
METALLI → Legame METALLICO (grazie alla nube di elettroni mobili, conducono bene elettricità e calore);
CERAMICI → Legame IONICO e COVALENTE (legami forti, infatti serve molto calore per fondere i ceramici);
POLIMERI → Lunghe catene tenute insieme da legami COVALENTI, ma fra le catene ci sono legami deboli.
Atomi e molecole che formano un materiali possono disporsi in modo più o meno ordinato, con struttura:
! CRISTALLINA -‐ Ordinata e ripetitiva, caratterizzata da legami FORTI (ce l’hanno metalli e ceramici). Tuttavia, il
reticolo cristallino dei metalli può essere deformato, per via di DIFETTI (manca un atomo, un atomo è in una
posizione insolita, un atomo di un altro elemento nella struttura di un elemento, impurità…).
! AMORFA -‐ Atomi e molecole si dispongono in modo disordinato; i legami sono forti all’interno delle
molecole, ma deboli fra le varie molecole (vetri e alcuni polimeri).
! SEMI-‐CRISTALLINA -‐ Quando coesistono struttura amorfa e cristallina, parte delle molecole sono disposte in
modo ordinato, il resto è disordinato. Una parte del materiale avrà dunque legami più forti di un’altra.
Alcune proprietà dei materiali sono: RIGIDITÀ, RESISTENZA, TENACITÀ, DUTTILITÀ, CONDUCIBILITÀ TERMICA
ed ELETTRICA, DURABILITÀ, COSTO, TRASPARENZA e DENSITÀ. Quest’ultima è la massa per unità di volume,
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definita come ρ = M/V e si misura in kg/dm . È strettamente legata al numero atomico degli atomi: i METALLI,
che hanno un alto numero atomico, hanno anche un’elevata densità; i POLIMERI hanno una bassa densità,
perché hanno un basso numero atomico; la densità dei CERAMICI è invece molto diversificata. Il COSTO può
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essere sia in base al peso (si misura in €/kg) sia in base al volume (si misura in €/dm ) e sono correlati fra loro.
Lezione 2
I METALLI, puri o in lega, non sono una scoperta recente per l’uomo (si conoscono da millenni). I metalli sono
duttili e malleabili (si può facilmente cambiare la loro forma aumentando la temperatura). La struttura
cristallina che li caratterizza è COMPATTA, hanno un legame METALLICO, in cui gli ioni positivi sono tenuti
insieme da una nube elettronica che fa da collante. Il matematico Bravais studiò queste struttura e ne scoprì
l’unità minima, il reticolo di Bravais. Ci sono 3 modi in cui gli atomi dei metalli si possono disporre nello spazio:
a. Struttura cubica a corpo centrato, in cui l’impaccamento (rapporto spazio occupato/vuoto) è 0,68
b. Struttura cubica a facce centrate, con impaccamento 0,74
c. Struttura esagonale, sempre con impaccamento 0,74 a. b. c.
Molte proprietà dei metalli sono giustificate dal loro tipo di legame
(ad esempio, la DUTTILITÀ deriva dallo scorrimento dei piani dei reticoli, per via delle dislocazioni) e dalla
struttura reticolare cristallina (in un metallo non c’è solo un cristallo). Inoltre ogni struttura può avere difetti:
! PUNTIFORMI -‐ Vacanza (facilita la diffusione e la formazione di leghe), atomi interstiziali o sostituzionali;
! LINEARI -‐ Dislocazioni (a spigolo o a vite) che facilitano la deformazione plastica: quando un metallo è
sottoposto a una forza, in un primo momento torna alla condizione iniziale (comportamento elastico) ma
superata una soglia il metallo si deforma (comportamento plastico). La soglia è lo SFORZO DI SNERVAMENTO
(σ = F/A ) che determina la DEFORMAZIONE (ε = (L-‐L )/L ). C’è proporzionalità diretta fra le due variabili,
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secondo il modulo di Young E (che segue la legge di Hooke: σ = Eε); ogni materiale ha un suo modulo di Young.
L’effetto delle dislocazioni è condizionato da due fenomeni: INCRUDIMENTO e RICRISTALLIZZAZIONE. Il primo
si ha nel caso in cui due dislocazioni, scorrendo, s’incontrano (è difficile a questo punto che scorrano ancora).
La seconda si ha quando all’aumentare controllato della temperatura (alla quale il materiale non fonda) c’è un
riarrangiamento degli atomi nel cristallo, che diminuiscono le dislocazioni. La DEFORMAZIONE PLASTICA può
avvenire sia a caldo che a freddo (a temperatura ambiente): nel primo caso il metallo può assumere forme più
varie, non incrudisce e ossida la superficie; nel secondo caso incrudisce e ha una buona finitura in superficie.
! SUPERFICIALI (Bordi di grano) -‐ I reticoli possono orientarsi e formare grani, che fra loro sono divisi da bordi:
i grani possono essere FINI, INTERMEDI o GROSSI. A temperature non elevate i bordi sono più resistenti dei
grani (frattura transcristallina) a temperature elevate sono più resistenti i grani (frattura intercristallina).
Raramente i metalli vengono utilizzati PURI: più spesso sono impiegati sotto forma di LEGHE, che conservano
il comportamento metallico ma possono essere progettate per ottenere proprietà migliori. Nella lega un
elemento metallico o non metallico si unisce a uno metallico (soluzioni solide, in cui il metallo è il SOLVENTE e
l’elemento di lega il SOLUTO). Le leghe migliorano le proprietà meccaniche e diminuiscono le dislocazioni. I
meccanismi di rafforzamento sono allignazione, incrudimento, trattamento termico e precipitazione.
ALLIGNAZIONE -‐ Serve per modificare la resistenza, ovvero la capacità di sopportare forze senza rompersi o
deformarsi permanentemente (se elasto-‐plastico la grandezza è lo σ , se elastico è lo σ ; u di misura: MPa);
SN R
INCRUDIMENTO -‐ Aumenta le dislocazioni, i loro scorrimenti, quindi fa cristalli più piccoli e più resistenti;
TRATTAMENTO TERMICO (Tempra) -‐ Riscaldamento per riorganizzare la struttura e rapido raffreddamento per
congelare quella nuova (gli atomi così non hanno tempo di riorganizzarsi). Poi è seguita da un rinvenimento.
La TENACITÀ è la capacità di assorbire energia di deformazione, e la facilità di propagazione di una “cricca” o
un difetto all’interno del materiale (il contrario di tenace è fragile). Nella curva sforzo-‐deformazione, il
materiale assorbe energia di deformazione: quando ha comportamento elastico è reversibile,
quando ha comportamento plastico no; quando si rompe si creano due nuove superfici (anche in
questo caso non è reversibile). L’area sottesa alla curva misura la tenacità, e per aumentarla
bisogna aumentare rigidità, resistenza o duttilità del materiale.
Lezione 3
Il FERRO cambia struttura reticolare a seconda della temperatura (a 911°C e a 1392°C). Non è mai utilizzato
puro, ma sempre in lega con altri elementi come il carbonio (se questo è meno del 2,06% la lega è ACCIAIO, se
è di più è GHISA). Gli ACCIAI erano classificati in base all’uso (da costruzione generale, da costruzione speciali,
inossidabili, da utensili, per usi particolari) ma è una classificazione superata: oggi la norma UNI 100027-‐1 li
suddivide in due categorie, in
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Applicazioni dei materiali nel design - materiali metallici
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Struttura, proprietà e applicazioni dei materiali
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Applicazioni Industriali dell' Elettromagnetismo - Teoria
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Prime lezioni di Struttura, proprietà e applicazioni dei materiali