Carmen e lessico della magia
Formule magiche = carmen, carminis = formula ritmata, magica, di facile memorizzazione proprie della prassi giuridica e religiosa. Per Cicerone, le leggi delle 12 tavole sono un carmen. Carmen saliare e arvale + lex horrendi carminis = norma con fustigazione a morte il reo di perduellio, anche chi aveva rubato messi. Da Orazio, chi stregava persone veniva preso a randellate.
Carmen = verso, ogni tipo di canto e melodia strumento. Carmen legato all'antica divinità Carmenta, carmentalis e carmino. Affine è cantamen, formula magica. Effetti dei carmina in Petronio. Fattucchiere sanno incantesimi, mettono tutto sottosopra, esercitano potere sulle acque (Apollonio Rodio e in Lucano -> maghe possono bloccare e sovvertire ordine naturale e fenomeni celesti e terrestri).
Murmur = suono cupo, di bassa frequenza, per formula sussurrata segretamente, suono cupo di elementi naturali come acqua del mare che si gonfia in tempesta, di terra o da uccelli = inintelliggibile. [Murmur in Apol 46,47]. Formule magiche possono togliere il senno alla persona amata, procurare trasformazione da uomo a lupo, evocare anime dal fondo dei sepolcri.
Filtri sono veneficia (venenum+facio). Venenum = decotto di piante magiche, il filtro. Sinonimo del greco phármakon = veleno. Testimonianza associazione donne - veleno è in Tito Livio (matrone velenifere).
Streghe -> strix, strigis, striga (Petronio) = rapace notturno, capacità di trasformarsi in uccello. Saga = profetico, che pratica stregoneria -> sagio, praesago, praesagio -> mulieres plussciae = che ne sanno di più. Anche verbo sagio = caccia = fiutare. (Lamia= sciacallo).
Lessico accusa, condanna e pena
Crimen = capo di accusa, legato a cerno (quel che serve a decidere) = oggetto su cui decidere, capo di imputazione. Esse in crimine = venire accusato, esse in crimini = essere soggetto a rimprovero. Cerno = passare al setaccio - separare - distinguere - vedere - giudicare, decidere.
Atto di accusa = accuso, insimulo, arcesso; incolpare, imputare = arguo = palesare, far “far conoscere, dimostrare.” Sua accezione primaria era brillare, rendere chiaro e argus = lampo, bagliore -> argutus = chiaro, espressivo, evidente, anche penetrante (suoni acuti, striduli).
Imputato = reus, per antichi era derivato da res = affare legale, processo. Reus = parte in causa in un processo. Accusare qualcuno = reum facere aliquem e accusa intentata a carico del reus espressa con genitivo o de + ablativo. Da reus -> reatus = parola creata da Mesalla (-tus = astratto, condizione dell’accusato -> ciò che si rileva a carico dell’accusato = crimine, reato, colpa. Rara.
Imputazioni delle accuse:
- Crimen magiae
- Repetundarum (pecuniarium) crimen = accusa di concussione e diritto dei danneggiati di ricevere denaro estorto
- De ambitu crimen = accusa di corruzione (Ambitus = giro di propaganda prima delle elezioni ma per disonestà dei candidati divenne giro per assicurarsi con mezzi disonesti i voti)
- Crimen (minutae) maiestatis = accusa di lesa maestà o tradimento verso re e popolo romano. Alto tradimento verso sicurezza stato e istituzioni = perduellio (da perduellis = nemico)
Dimostrare colpevolezza = convinco = convincere vittoriosamente una persona di un errore per farla confessare.
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