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Apparecchiature di laboratorio, parte 2

Appunti di geotecnica sulla parte 2 delle apparecchiature di laboratorio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Russo dell’università degli Studi di Cassino - Unicas, facoltà di Ingegneria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Geotecnica docente Prof. G. Russo

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Questo è lo stesso schema visto in

fotografia, dove possiamo vedere la

fondazione che ha subito un collasso,

ovvero una rottura della parte strutturale e

si è avuta una mobilitazione della

superficie di scorrimento lungo la quale le

tensioni tangenziali del terreno

raggiungono il loro limite. Questo

meccanismo provoca il collasso della

struttura con un cinematismo che induce

anche un RIFLUIMENTO DEL

TERRENO NELLA PARTE SUPERIORE.

Ma il nostro compito è di caratterizzare il

terreno proprio in virtù delle possibili

tensioni tangenziali che il terreno può sostenere prima di giungere alla rottura.

SPINTA SU UN MURO DI SOSTEGNO

Un altro caso tipico è quello di un MURO DI SOSTEGNO.

Questa è la sezione trasversale che ha una

fondazione, la base di appoggio del muro di

sostegno sul terreno è una terra pieno che

esercita una spinta sul muro stesso.

Questa parte del terreno è sottoposta al peso

proprio e quindi nella stabilità di questa opera si

vede che si mobilità una superficie, che

generalmente è non piana.

Il collasso di questa struttura si ha nel momento in cui la spinta che il muro è capace di esercitare

sul terreno risulta inferiore alla spinta globale che il terreno nel destabilizzarsi esercita il muro.

Allora possiamo avere uno scorrimento del muro verso valle.

Questo significa che lungo la superficie di scorrimento ci sarà una resistenza tangenziale, quindi di

taglio che risulta essere massima per il terreno costituente il terrapieno.

Per noi la possibilità di progettare un’opera di sostegno così fatta passa per le caratteristiche di

rottura del terreno.

STABILITA’ DI UN FRONTE DI SCAVO

Ha lo stesso meccanismo di scivolamento lungo una superficie curvilinea, può interessare il

terrapieno provocando lo scivolamento del terreno sotto il suo peso perché la resistenza al taglio

lungo la superficie di scivolamento è stata raggiunta

e quindi il terreno non po’ offrire la resistenza

affinché sia stabile e quindi si può verificare una

rottura.

Nella resistenza al taglio si sviluppano tensioni

normali e tangenziali per l’attrito. Ma la resistenza

al taglio non dipende solo dall’attrito ma anche

dall’effetto della dilatanza.

La nostra necessità è quella di andare a stabilire

lungo la superficie in cui si mobilità la resistenza al

taglio una relazione esistente fra la TENSIONE

che si mobilità lungo la superficie di

DI TAGLIO

scorrimento, lungo la quale due parti di terreno

scorrono relativamente l’una all’altra mobilitando

le resistenze di tipo ATTRITIVO.

Questa resistenza di tipo ATTRITIVO è espressa

dal valore della tensione tangenziale τ.

La resistenza dell’attrito è generalmente

proporzionale alla tensione normale che agisce sulla superficie lungo la quale si sviluppa l’attrito.

Immaginiamo di avere una superficie orizzontale scabra, ossia capace di sviluppare attrito, e un

blocchetto poggiato su questa superficie.

Questo blocchetto è sottoposto ad una forza N. Lungo la superficie di

contatto fra l’interfaccia e la superfice scabra si sviluppa ATTRITO,

infatti se applichiamo una forza parallela alla superficie che

provocherebbe una traslazione, questo blocchetto comincia a traslare

nel momento in cui T raggiunge un valore che supera la forza di attrito

T che si sviluppa all’interfaccia fra superficie scabra e blocchetto.

A

Nel momento in cui T aumenta, diventando maggior di T ci darà la condizione di moto del

A

blocchetto sulla superficie.

T è proporzionale allo sforzo N. Se stano incrementando N sul blocchetto aumenta anche T , ci

A A

vuole quindi una T maggiore per far traslare il blocchetto sulla superficie scabra.

Infatti esiste una relazione di proporzionalità tra T ed N:

A

T = N*tgΦ’

A

tgΦ’ è il coefficiente di attrito statico che esiste fra la superficie scabra e il blocchetto.

CONDIZIONI DRENATE

La variazione di stato tensionale avviene molto lentamente rispetto al tempo necessario per la

dissipazione delle sovrappressioni neutre.

Le pressioni interstiziali assumono il valore imposto dalle condizioni al contorno e possono essere

determinate risolvendo il processo di filtrazione. Note le pressioni interstiziali, è possibile calcolare

le pressioni efficaci σ’ e correlarle alle azioni tangenziali τ.


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AUTORE

silverio

PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Geotecnica
Corso di laurea: Corso di Laurea in ingegneria civile e ambientale
SSD:
Università: Cassino - Unicas
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silverio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geotecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cassino - Unicas o del prof Russo Giacomo.

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