APPARATO LOCOMOTORE:
Insieme di organi deputati alla nostra posizione e al nostro movimento nello
spazio. Gli organi che costituiscono tale apparato sono le ossa che si uniscono
tra di loro mediante dei dispositivi giunzionali che si chiamano articolazioni e
formano lo scheletro osseo e i muscoli scheletrici sono quei muscoli che si
inseriscono sulle ossa. L’attività di tali muscoli (contrazione), noi eseguiamo i
movimenti, i muscoli si attraggono alle ossa quando si contraggono muovono le
ossa. Questi organi sono costituiti da vari tessuti, in particolare le ossa e le
articolazioni sono costituiti dal tessuto osseo e dal tessuto cartilagineo mentre i
muscoli scheletrici sono costituiti dal tessuto muscolare striato scheletrico.
1 tessuto osseo e cartilagineo: tessuti connettivi altamente specializzati, hanno
una funzione si sostegno e protezione, questa funzione è garantita dalla
struttura della matrice extracellulare che è abbondante e resistente. La
cartilagine la troviamo al livello di alcune articolazioni e il tessuto osseo lo
troviamo a formare le ossa.
Cartilagine: le cellule progenitrici sono le cellule mesenchimali le quali si
differenziano in condroblasti, il condro blasto è quella cellula responsabile
della matrice extracellulare. La matrice extra cellulare è fatta da fibre che
si organizzano a formare fibrille, dalla sostanza fondamentale amorfa
(proteoglicani e GAG), proteine di adesione. Questa matrice per
composizione ha la consistenza di un gel, tessuto che ha una certa
resistenza, fortemente idratata. I condroblasti si differenziano in
condrociti cellule mature funzionali, sono responsabili del rimodellamento
della matrice. Questi condrociti hanno una disposizione caratteristica, le
cellule si incastrano in delle lacune e si aggregano a formare gruppi
isogeni. Nella matrice ci sono le fibre, a seconda del tipo di fibre che
troviamo nella cartilagine si può fare una classificazione del tessuto
cartilagineo. Si parla di cartilagine ialina quando le fibre presenti sono di
collagene di tipo II e la matrice è fortemente idratata, come se fosse
vitrea, è la più diffusa tra le cartilagini. Poi c’è la cartilagine elastica,
abbiamo fibre elastiche, la troviamo al livello del padiglione auricolare e a
livello dell’epiglottide della laringe. Abbiamo un altro tipo di cartilagine
che è quella fibrosa la troviamo al livello di alcuni tipi di articolazioni,
come la sinfisi, dove il tendine si inserisce a livello dell’osso. La
cartilagine fibrosa è ricca di pericondrio, tessuto che si trova a rivestire il
tessuto cartilagineo, connettivo fibroso denso, riccamente vascolarizzato.
Il pericondrio ha una funzione trofica, non funziona vasi sanguigni, non è
vascolarizzata né innervata. Il pericondrio ha una funzione trofica.
Diffondono attraverso l’acqua che idrata la matrice, diffusione di ossigeni
e metaboliti. Il pericondrio oltre ad avere una funzione trofica è
importante per l’accrescimento della cartilagine, fatto da uno strato più
esterno fibroso e da uno strato più interno che si chiama strato condrio
genico, ci saranno precursori cellulari che danno origine alla cartilagine.
Quando la cartilagine si accresce grazie alle cellule del pericondrio si
parla di condrogenesi per crescita apposizionali cellule di natura
fibroblastoide dello strato condro genico del pericondrio si trasformano in
condroblasti. Condrogenesi interstiziale proliferazione condrociti. La
vascolarizzazione e il nutrimento sono garantiti dal pericondrio. Le
diartrosi sono giunzioni ossee, che si chiamano anche articolazioni per
contiguità, sono contigue cioè vicine, contribuisce una struttura fibrosa
che come un manicotto tiene insieme le due ossa. Questa capsula mi
delimita uno spazio, dentro questa cavità articolare c’è il liquido sinoviale
che è prodotto da una struttura che riveste internamente la capsula che
si chiama membrana sinoviale. La cartilagine ialina è come se verniciasse
la parte delle ossa che si mettono in articolazione, cartilagine articolare.
Questa cartilagine articolare non ha pericondrio, il nutrimento è garantito
dal liquido sinoviale. Limitatissima capacità di rigenerazione, che porta
all’artrosi, vengono fatte infiltrazioni di acido ialuronico o cellule
mesenchimali.
Tessuto osseo: è un connettivo specializzato, per il sostegno, questa
funzione è garantita dalla matrice extracellulare che è mineralizzata. Le
ossa si articolano a formare lo scheletro, le cellule del tessuto osseo
rappresentano il 2% di tutto il tessuto la maggior parte è matrice. Ci sono
le cellule mesenchimali che si differenziano in cellule osseo progenitrici le
quali si differenziano in osteoblasti, producono la matrice extracellulare,
poi si differenziano in osteociti, cellule intrappolate all’interno della
matrice ossea, che costituisce il 98% ti tutto il tessuto costituita per il
70% di una componente minerale, fosfato di calcio, che da la durezza e la
solidità. Per il 30% la matrice è costituita da componente organica, fibre
di collagene di tipo I e da altre proteine che sono sempre proteoglicani,
glicoproteine ecc… Se la componente inorganica conferisce la solidità e
la durezza, la componente organica garantisce una certa flessibilità delle
nostre ossa. Le nostre ossa sono solide come il marmo ma non rigide
come il marmo. Le nostre ossa sono vive (continuamente il tessuto è
rimodellato), la produzione è a carico degli osteoblasti e degli osteociti, la
componente della matrice è a carico degli osteoplasti derivano dal
sangue. Classificazione del tessuto osseo: si parla di tessuto osseo
fibroso la quantità di componente mineralizzata è più bassa, fibre
intrecciate non ordinate è l’osso primario, immaturo, osso fetale, il
tessuto osseo maturo è il tessuto osseo lamellare, le fibre di collagene
hanno un andamento parallelo e ordinato, lamellare perché ci sono delle
lamelle, costituite da matrice dura dove sono intrappolate le cellule,
lamelle ossee. Si distingue in tessuto compatto e spugnoso, dipende da
come queste lamelle ossee si dispongono fra di loro. Le cellule sono
accolte in lacune ossee. Nel tessuto compatto le lamelle si dispongono a
formare strutture che si chiamano sistemi di Havers o osteoni, le lamelle
ossee si dispongono tutte tra di loro parallele e concentriche ad un
canale centrale dove c’è un vaso sanguigno, sono strutture cilindriche.
Tutti gli osteoni uno accanto all’altro formano il tessuto osseo compatto.
Nel tessuto spugnoso detto anche trabecolare le lamelle si dispongono
parallelamente alla superficie delle trabecole, ma che ricordano anche la
struttura di una spugna, ci sono degli spazzi. All’interno del sistema di
Havers c’è un canale dove scorre il vaso sanguigno, questi vasi
comunicheranno con dei vasi trasversali, ci sono dei canali trasversali
chiamati canali di Volkmann, l’osso è composto da tessuto estremamente
vascolarizzato, la rottura di un osso è anche una emergenza emorragica.
Nel tessuto osseo spugnoso le lamelle formano delle trabecole, questi
spazi non sono vuoti, ma sono occupati dal midollo osseo rosso, in questi
spazi ritroviamo il tessuto ematopoietico. il tessuto compatto è l’osso
corticale, parte esterna dell’osso, lo spugnoso lo troviamo internamente
alle ossa, midollare, è quello che accoglie il midollo osseo. Gli osteoblasti
sono cellule deputate alla degradazione della matrice ossea, del calcio ad
esempio, non sono sempre presenti nel tessuto osseo, ma arrivano dal
sangue e si attaccano proprio sull’osso e lo degradano. Perché al loro
interno hanno degli enzimi e degli acidi capaci di degradare la
componente organica e inorganica. La loro attività può essere regolata da
stimoli ormonali. Anche il carico meccanico stimola il rimodellamento
delle nostre ossa si rinnova la matrice o usando dei farmaci.
Anche le ossa si accrescono si parla di ossificazione o osteogenesi, avviene per
sostituzione di un tessuto connettivo pre esistente, si parte dal mesenchima o
c’è un tessuto connettivo differenziato che si trasforma in osso. Si parla di tre
tipi di ossificazione:
1 ossificazione diretta o intra membranosa, centri di ossificazione nel primitivo
tessuto connettivo o mesenchima, si formano ad esempio le ossa della calotta
cranica e alcune dello splancnocranio
2 mantellare o paracondrale, esiste una cartilagine la quale induce il
mesenchima a ossificare, tipico della mandibola
3 indiretta o condrale, abbozzo cartilagineo che viene riassorbito e sostituito,
tipico delle ossa lunghe, vertebre pelvi e base craniale
Le ossa lunghe si accrescono grazie alla cartilagine di accrescimento fino ai 18-
20 anni grazie al processo di coniugazione, accrescimento trasversale dipende
dai progenitori che si trovano per periostio, intorno all’osso. Un eccessivo carico
delle nostre ossa prima dei 18 anni, un allenamento estremamente pesante,
può determinare un blocco della crescita, posso schiacciare la cartilagine di
accrescimento.
Le nostre ossa sono circa 206 e articolandosi fra di loro costituiscono il nostro
scheletro. Lo scheletro ha funzione di sostegno e movimento, le ossa
garantiscono il movimento a livello dei punti delle articolazioni che le ossa
possono muoversi tra di loro. I muscoli scheletrici garantiscono il movimento.
Sono dei sistemi di leve. Danno protezione per esempio le ossa della scatola
cranica proteggono il nostro encefalo come le ossa della gabbia toracica,
protegge gli organi all’interno, come il cuore e i polmoni. Le ossa costituiscono
una riserva di calcio, componente mineralizzata idrossido di calcio,
fondamentale per tante funzioni cellulari. All’interno delle ossa troviamo il
midollo rosso ematopoietico, da dove originano tutte le cellule del sangue.
LEVE: Una leva è costituita da un asse rigido, che si muove attorno ad un
fulcro, questo asse si muove quando viene applicata una forza o una potenza
(P) quando si muove l’asse solleva una resistenza (R). Questa resistenza può
essere rappresentata o dal peso della leva stessa o da un carico esterno che
viene applicato o c’è qualcosa che si oppone alla forza. La posizione di questi 3
punti può variare, il fulcro può essere al centro o all’estremità. Il braccio della
potenza è la distanza tra il fulcro e la forza, mentre si chiama braccio della
resistenza la distanza tra il fulcro e la resistenza. A seconda di come sono
questi bracci, le leve si dicono vantaggiose, svantaggiose o neutre.
Una leva si dice vantaggiosa se il braccio della potenza è maggiore del braccio
della resistenza, vuol dire fare il minimo sforzo per sollevare il carico.
Una leva si dice svantaggiosa se il braccio della potenza è minore del braccio
della resistenza, vuol dire fare il massimo sforzo per sollevare il carico.
Una leva si dice neutra se il braccio della potenza è uguale al braccio della
resistenza.
Le nostre ossa con le articolazioni e con i muscoli costituiscono delle leve
anatomiche, le articolazioni costituiscono il fulcro della leva, i muscoli
costituiscono la potenza e il peso delle ossa costituisce la resistenza (peso da
spostare). Il nostro apparato locomotore può essere considerato un sistema di
leve.
Le leve si dicono anche di