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APPARATO DIGERENTE. Organogenesi; anatomia macro e microscopica di

bocca, ghiandole salivari, faringe, esofago, stomaco, intestino, fegato, vie

biliari, pancreas.

Origine embrionale: foglietto endotermico (epitelio) e mesodermico (tonache)

L'apparato digerente origina, nella massima parte, dall'endoderma con la collaborazione

del mesenchima sottostante.

Nei Vertebrati la formazione dell'intestino avviene precocemente, negli Amnioti quando si

verifica la delimitazione dell'embrione dai materiali extraembrionali. L'endoderma si

trasforma in doccia allungata (canale intestinale), quindi in un tubo che, in seguito allo

sviluppo cranio-caudale dell'embrione, si prolunga in due diverticoli a fondo cieco, uno

all'estremità craniale (intestino cefalico), l'altro alla estremità caudale (intestino

addominale).

In un secondo tempo l'ectoderma si introflette anteriormente e forma una tasca

(stomodeo), finché l'ectoderma e l'endoderma vengono a contatto e costituiscono una

membrana che si perfora (apertura boccale).

Un fenomeno simile avviene all'estremità caudale, formandosi così l'apertura anale

(prottodeo).

Successivamente l'intestino anteriore si appiattisce e si sviluppa nella faringe, nella quale,

dall'endoderma laterale, si formano le tasche branchiali.

In particolare la porzione endodermica del tubo digerente comincia nella faringe. Qui

l'embrione dei Mammiferi produce quattro paia di tasche faringee che, invece di generare

branchie, sono modificate per svolgere la propria funzione nell'ambiente terrestre.

Le prime tasche faringee diventano il canale uditivo dell'orecchio medio e le trombe

di Eustachio.

Il secondo paio di tasche dà origine alla parete delle tonsille.

Dal terzo e quarto paio derivano le ghiandole parotidi.

Da altri diverticoli dell'intestino addominale originano il fegato, il pancreas e il duodeno.

Tali evaginazioni, di origine endodermica, sono sempre accompagnate da porzioni di

tessuto mesodermico che vanno a formare il sangue, i tessuti connettivo e muscolare, il

sistema linfatico di tali organi.

Quando questi fenomeni si sono espletati già sono presenti gli abbozzi di tutti gli organi

definitivi

GUANCE

Le guance delimitano lateralmente il vestibolo della bocca e presentano costituzione

simile a quella delle labbra e forma irregolarmente quadrilatera. Si individuano con quattro

linee di cui una superiore passa trasversalmente al di sotto dello zigomo e una inferiore

decorre lungo il margine del corpo della mandibola e corrisponde alla linea obliqua di

quest’osso; in avanti il limite è dato dal solco labiogenieno e indietro da una linea che

segue il margine anteriore del muscolo massetere.

La faccia esterna (o cutanea) delle guance può essere piana, incavata o sporgente

all’esterno, secondo l’età, lo stato di nutrizione, la presenza dei denti, ecc..

La faccia interna (o mucosa) è applicata alle arcate gengivodentali.

Nello spessore della parte posteriore delle guance si trova il corpo adiposo (o bolla di

Bichat) che è un accumulo di grasso avvolto entro una capsula fibrosa con la funzione di

materiale di riempimento. Il corpo adiposo occupa uno spazio delimitato lateralmente dalla

faccia mediale del muscolo massetere e medialmente dalla faccia laterale del muscolo

buccinatore. È voluminoso nel bambino, quindi si riduce senza mai scomparire.

LABBRA

Distinte in superiore e inferiore, le labbra sono due pieghe che costituiscono la parte ante-

riore della parete esterna del vestibolo della bocca, delimitando la rima buccale. Servono

per l’assunzione del cibo, solido e liquido, e cooperano alla fonazione.

Le labbra si presentano come lamine che poggiano sulle arcate gengivodentali di cui

seguono la curvatura; sono perciò convesse in avanti. Sono orientate quasi verticalmente

nella razza bianca; in quella nera sporgono obliquamente in avanti. Vi si considerano:

• Una faccia esterna (o cutanea).

• Una faccia interna (o mucosa).

• Un margine aderente.

• Un margine libero (o parte rosea) in corrispondenza della quale le facce cutanea e

mucosa continuano l’una nell’altra.

La faccia esterna (o cutanea)

- del labbro superiore presenta nel mezzo un solco labiale (o filtro) che decorre

verticalmente dalla parte cartilaginea del setto nasale al margine libero del labbro

stesso dove termina con un tubercolo labiale. Secondo il sesso e l’età questa faccia

risulta coperta da peluria o da folti peli.

- La faccia cutanea del labbro inferiore è lievemente depressa nel mezzo.

La faccia interna (o mucosa) delle labbra presenta un colorito bianco-roseo e appare

irregolare per la sporgenza, al di sotto della mucosa, dei rilievi determinati dai lobuli delle

ghiandole labiali.

Il margine aderente

- del labbro superiore corrisponde esternamente al margine inferiore della piramide

nasale, al solco alare e al solco labiogenieno. Quest’ultimo, dalla faccia laterale del

naso si porta in basso e in fuori per terminare non lontano dalla commessura delle

labbra.

- Il margine aderente del labbro inferiore è limitato all’esterno dal solco mentolabiale.

Internamente, i margini aderenti corrispondono alla linea di riflessione della mucosa,

dalle labbra alle gengive.

I margini liberi (o parte rosea) delle labbra, di colorito roseo, si assottigliano in direzione

laterale. Al tubercolo labiale del labbro superiore corrisponde, sul margine libero del labbro

inferiore, una depressione. Queste particolarità dei margini liberi sono più accentuate nel

bambino.

I due margini labiali liberi delimitano la rima buccale le cui estremità prendono il nome di

angoli. A lato degli angoli della rima buccale, le labbra continuano l’una nell’altra formando

le due commessure labiali.

STRUTTURA MICROSCOPICA LABBRA

Le labbra sono rivestite esternamente da cute, internamente da mucosa. Il passaggio dal

rivestimento cutaneo a quello mucoso avviene in corrispondenza del margine libero (o

parte rosea) delle labbra. Tra i due strati limitanti è compreso un insieme di muscoli striati

che conferiscono grande mobilità alle labbra.

La cute presenta un sottile epitelio pavimentoso stratificato e corneificato con follicoli pili-

feri, ghiandole sebacee e ghiandole sudoripare. Le papille dermiche sono appiattite. Nel

derma, che aderisce fortemente ai muscoli sottostanti, si trovano fibre elastiche e fibre

muscolari striate dei muscoli pellicciai.

A livello della parte rosea delle labbra l’epitelio è ancora sottile e presenta aspetti di

corneificazione estremamente irregolari. Le papille del derma diventano numerose e alte; i

loro capillari traspaiono attraverso l’epitelio e determinano il colore roseo della zona.

Mancano peli e ghiandole sudoripare, mentre si reperiscono ghiandole sebacee isolate.

Il passaggio tra la parte rosea delle labbra e la tonaca mucosa è graduale. L’epitelio si fa

più alto ed è pavimentoso stratificato non corneificato; la lamina propria forma papille alte.

Tra la lamina propria e il piano dei muscoli striati si trova uno strato di tessuto connettivo

lasso nel quale sono accolte le ghiandole labiali. Queste sono ghiandole tubuloacinose ra-

mificate a secrezione mista. I loro condotti escretori si aprono nel vestibolo della bocca. Le

ghiandole labiali sono meno addensate sulla linea mediana e in vicinanza delle

commessure. Sono apprezzabili con l’esplorazione linguale o con la palpazione, come

rilievi tondeggianti e mobili. Il loro secreto contribuisce, insieme a quello della ghiandola

parotide, a lubrificare il vestibolo della bocca favorendo la mobilità delle labbra e delle

guance sulle arcate gengivodentali.

BOCCA

La bocca è la prima parte del canale alimentare cui si accede attraverso la rima buccale.

Si presenta fortemente modificata, rispetto all’assetto tubiforme proprio della maggior

parte del canale alimentare, per la presenza di numerosi organi che hanno la funzione di

assumere ed elaborare il cibo.

Nella bocca si distinguono due parti tra loro in successione: il vestibolo della bocca e la

cavità buccale (o orale) propriamente detta.

VESTIBOLO DELLA BOCCA

Il vestibolo della bocca è una cavità che comunica anteriormente con l’esterno tramite la

rima buccale e prosegue in dietro nella cavità buccale propriamente detta. Ha una forma a

ferro di cavallo, con la convessità volta in avanti.

Presenta una parete esterna formata dalle labbra e dalle guance e una parete interna data

dalle due arcate gengivodentali.

Le due pareti continuano l’una nell’altra in corrispondenza del fornice (o solco) vestibolare

superiore e del fornice (o solco) vestibolare inferiore.

Entrambi questi solchi sono percorsi, sulla linea mediana anteriore, da due pieghe della

mucosa, i frenuli del labbro superiore, più sviluppato, e del labbro inferiore.

Posteriormente, i solchi vestibolari superiore e inferiore confluiscono nel fondo del

vestibolo dove fanno sporgenza medialmente il rilievo del processo coronoideo della

mandibola e lateralmente quello determinato dal margine anteriore del muscolo

massetere.

Quando le due arcate gengivodentali combaciano (occlusione), il vestibolo comunica con

la cavità buccale per mezzo degli spazi interdentali e di quelli retrodentali. Gli spazi

retrodentali, in numero di quattro, sono limitati in avanti dalle facce posteriori degli ultimi

denti molari, in alto e in basso dalle gengive poste dorsalmente ai molari stessi,

posteriormente dalla mucosa che tappezza il margine anteriore del ramo della mandibola.

Annessa al vestibolo della bocca è la ghiandola parotide il cui dotto escretore (dotto

parotideo di Stenone) attraversa lo spessore della guancia e si apre nella parete laterale

del vestibolo stesso, di fronte al 2° dente molare superiore.

CAVITA’ BUCCALE PROPRIAMENTE DETTA

La cavità buccale (o orale) propriamente detta è situata fra il vestibolo della bocca e

l’istmo delle fauci e si presenta come una cavità ovoidale con l’asse maggiore a direzione

antero-posteriore, più slargata posteriormente che anteriormente.

Lo scheletro di tale cavità è dato dal palato osseo che ne forma la volta e dalla faccia

interna della mandibola, per quella porzione della sua superficie che si trova al di sopra

della linea miloioidea.

Nell’occlusione delle arcate gengivodentali, la cavità buccale propriamente detta è

occupata quasi interamente dalla lingua.

Le ghiandole sottomandibolari e sottolinguali, annessi della bocca, versano in essa il loro

secreto tramite dotti escretori che si aprono in corrispondenza del solco sottolinguale (si

ricordi che le parotidi immettono il proprio secreto nel vestibolo della bocca).

Pareti

La cavità buccale propriamente detta presenta quattro pareti: antero-laterale, superiore, in-

feriore e posteriore.

• La parete antero-laterale è data dalle arcate gengivodentali, descritte con il

vestibolo della bocca.

• La parete superiore è formata dal palato duro (o osseo) e da parte del palato molle.

• La parete inferiore è costituita davanti dal solco sottolinguale e dietro dalla lingua.

• La parete posteriore, largamente incompleta, è data dalla parte posteriore del

palato molle che, con il suo margine libero, delimita superiormente l’istmo delle

fauci.

Nell’insieme la cavità buccale può essere considerata come uno spazio a pareti

largamente rigide, entro il quale si muove liberamente la lingua.

ISTMO DELLE FAUCI

L’istmo delle fauci è un breve tratto del canale alimentare che pone in comunicazione la

bocca con la faringe. Vi si distinguono un pavimento, una volta e due pareti laterali.

• Il pavimento è rappresentato dalla base della lingua.

• La volta è rappresentata dal margine libero del palato molle con l’ugola.

• Le pareti laterali sono formate dai due archi palatini, glossopalatino e

faringopalatino che, dal margine libero del palato molle, si portano in basso e in

fuori divergendo; tra gli archi palatini si delimita la fossa tonsillare che accoglie la

.

tonsilla palatina

PALATO MOLLE

Il palato molle fa seguito dietro al palato duro e si presenta come una lamina muscolare

rivestita sulle due facce da mucosa. Ha la funzione di isolare il rinofaringe rispetto alla

cavità orale durante la deglutizione; il ricco corredo muscolare lo rende molto mobile.

Il palato molle, quasi orizzontale nella sua porzione anteriore, si fa poi obliquo dall’alto in

basso e dall’avanti in dietro. Presenta:

• Una faccia inferiore (o buccale), liscia e concava che è percorsa nel mezzo dal rafe

del palato molle.

• Una faccia superiore (o faringea), con la superficie irregolare per la presenza di

piccoli rilievi, che prosegue in avanti nel pavimento delle cavità nasali.

• Un margine anteriore che continua nel palato duro.

• Due margini laterali che si fissano alla lamina mediale dei processi pterigoidei dello

sfenoide e, al di sotto di questa, continuano nelle pareti laterali della faringe.

• Un margine inferiore (o libero) che delimita superiormente l’istmo delle fauci e

presenta nel mezzo un’appendice appuntita lunga in media 1,5 cm, l’ugola palatina

che, a bocca chiusa, viene accolta in una depressione della radice della lingua,

contribuendo a isolare la cavità orale rispetto alla faringe. A partire dall’ugola,

procedendo in direzione laterale, il margine libero si sdoppia da ciascun lato nei due

archi palatini (glossopalatino e faringopalatino) che delimitano in avanti e indietro le

pareti laterali dell’istmo delle fauci.

Il palato molle è costituito dai seguenti muscoli: tensore del palato, elevatore del palato,

muscolo dell’ugola, glossopalatino e faringopalatino. Tutti i muscoli del palato molle sono

pari.

PALATO DURO

Il palato duro (o osseo) è così denominato in quanto provvisto di uno scheletro formato

dai processi palatini delle due ossa mascellari e dalle lamine orizzontali delle due ossa

palatine. Si presenta come una superficie concava in basso che giunge anteriormente e

lateralmente fino alle gengive dell’arcata gengivodentale superiore mentre, po-

steriormente, continua nel palato molle. La superficie palatina presenta nel suo mezzo un

rilievo diretto dall’avanti all’indietro, il rafe del palato duro, che segna la linea di fusione

delle due lamine palatine; il rafe termina in avanti con un piccolo rilievo, la papilla incisiva,

posta dietro i due denti incisivi centrali superiori. Nel terzo anteriore del palato duro si

osservano poi, a ciascun lato del rafe, alcune creste arcuate, con la concavità volta verso

dietro; questi rilievi della mucosa sono le pieghe palatine trasverse. Esse sono più marcate

nel neonato e nel bambino; vanno incontro ad atrofia durante l’invecchiamento. Dietro

queste si possono osservare rilievi prodotti dai lobuli delle ghiandole palatine e gli sbocchi

di alcuni dotti escretori di queste stesse ghiandole.

LINGUA

La lingua è un organo molto mobile in quanto formato da una consistente massa

muscolare rivestita alla superficie da una tonaca mucosa; insieme al solco sottolinguale

forma il pavimento della cavità buccale propriamente detta.

Svolge compiti essenziali nell’assunzione del cibo, nella masticazione, nella formazione

del bolo alimentare e nella deglutizione. La lingua è inoltre la sede principale della

sensibilità gustativa ed è provvista di squisita sensibilità tattile. Partecipa alla fonazione,

particolarmente all’emissione del linguaggio articolato.

Si distinguono nella lingua una parte buccale (o corpo o parte libera), una parte faringea (o

base) che profondamente prosegue nella radice, parte non visibile della lingua, attraverso

la quale l’organo si connette ai suoi punti di attacco ossei (mandibola, osso ioide, processi

stiloidei).

Il limite fra corpo e base è visibile sulla faccia superiore della lingua dove è segnato dal

solco terminale, a forma di V aperta in avanti; le estremità del solco raggiungono gli archi

glossopalatini, mentre all’apice del solco trovasi una piccola depressione, il foro cieco,

estremità obliterata del canale tireoglosso.

Nel corpo della lingua si descrivono un apice volto in avanti, una faccia superiore (o

dorso), una faccia inferiore e due margini laterali. Il corpo della lingua si assottiglia dal

dietro in avanti, dalla base cioè verso l’apice.

• L’apice, sottile e arrotondato, è solcato nel mezzo della sua superficie e si pone in

rapporto con le facce linguali dei denti incisivi.

• Il dorso è convesso nell’insieme ma spesso appare depresso nel suo mezzo, in

corrispondenza del solco mediano che raggiunge posteriormente il solco terminale.

Anche la faccia inferiore è percorsa da un solco mediano che giunge sino al frenulo della

lingua; vasi venosi traspaiono nella faccia inferiore, a lato del solco mediano. Nelle parti

laterali della faccia inferiore decorrono, dall’avanti in dietro e dall’interno all’esterno, le

pieghe fimbriate che rappresentano un residuo filogenetico (sono omologhe della lingua

accessoria inferiore delle scimmie); all’interno delle pieghe fimbriate possono essere

accennate, specie nel bambino, le pieghe sottolinguali.

I margini laterali del corpo linguale sono arrotondati e si assottigliano dal dietro in avanti.

La base della lingua, obliqua indietro e in basso, volge verso la faringe, l’epiglottide e l’u-

gola. In avanti è delimitata dal solco terminale, indietro si unisce all’epiglottide per mezzo

di una piega glossoepiglottica mediana e di due pieghe glossoepiglottiche laterali. Tra la

piega mediana e le due laterali si trovano le vallecole glossoepiglottiche, due fossette

leggermente depresse. La piega mediana è data dal legamento glossoepiglottico rivestito

da mucosa, mentre quelle laterali sono semplici pieghe della mucosa. Lateralmente, il

dorso della base lingual

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher c.meloni45 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia degli organi e degli apparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Congiu Terenzio.
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