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Apparato circolatorio

Appunti di Anatomia umana sull'apparato circolatorio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Allegrucci dell’università degli Studi di Torino - Unito, Facoltà di Farmacia, Corso di laurea magistrale in farmacia (a ciclo unico). Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia umana docente Prof. G. Allegrucci

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Un anello di tessuto connettivo che entra nella costituzione dello scheletro fibroso del cuore

(osti valvolari)

- Cuspidi di tessuto connettivo che hanno il compito di interrompere la comunicazione tra le

camere cardiache

- Corde tendinee che ancorano i margini delle cuspidi ai muscoli papillari della parete

cardiaca

- Muscoli papillari

Due VALVOLE SEMILUNARI controllano l’efflusso dai due ventricoli. La VALVOLA POLMONARE

si trova all’origine del tronco polmonare dal ventricolo destro mentre la VALVOLA AORTICA si trova

all’origine dell’aorta dal ventricolo sinistro.

FUNZIONE VALVOLE DURANTE IL CIRCLO CARDIACO

Le corde tendinee e i muscoli papillari associati alle valvole AV svolgono un ruolo importante

durante il ciclo cardiaco. Durante il periodo di rilassamento ventricolari (diastole ventricolare), i

ventricoli si riempiono di sangue, i muscoli papillari non sono contratti e la valvola atrioventricolare

aperta non offre resistenza al deflusso del sangue dall’atrio al ventricolo. Durante questo periodo le

valvole semilunari sono chiuse, queste non necessitano di corde tendinee in quanto le posizioni

delle cuspidi sono stabili e le tre cuspidi si sostengono tra di loro. Quando il ventricolo inizia a

contrarsi (SISTOLE VENTRICOLARE) il sangue da un lato tende a refluire verso gli atri e chiude le

cuspidi delle valvole AV, e dall’altro si dirige verso la rispettiva arteria, aprendo le valvole

semilunari. La tensione dei muscoli papillari e delle corde tendinee permette il mantenimento dei

lembi e ne impedisce il ribaltamento all’interno dell’atrio. Ciò impedisce il reflusso di sangue

nell’atrio che altrimenti avverrebbe ad ogni sistole ventricolare.

VASI CORONARICI

La CIRCOLAZIONE CORONARICA fornisce il sangue alla muscolatura cardiaca, comprende una

estesa rete di vasi. Le ARTERIE CORONARIE destra e sinistra hanno origine alla base dell’aorta

ascendente, all’interno dei seni aortici. La pressione sanguigna è più elevata qui che in tutto il

circolo sistemico e assicura un flusso di sangue continuo.

ARTERIA CORONARIA DESTRA

Si dirama dall’aorta ascendente, piega verso destra e passa tra auricola destra e tronco

polmonare, per poi seguire all’interno del solco coronario. I rami dell’arteria coronaria destra

forniscono sangue:

- All’atrio destro

- A una porzione dell’atrio sinistro

- Al setto interatriale

- A tutto il ventricolo destro

- A una porzione variabile del ventricolo sinistro

- Al terzo postero-inferiore del setto interventricolare

- A porzioni del sistema di conduzione del cuore

RAMI ATRIALI: dopo aver curvato sulla superficie anteriore del cuore, l’arteria coronaria destra da

origine ai rami atriali, che vascolarizzano il miocardio dell’atrio destro e di una porzione dell’atrio

sinistro.

RAMI VENTRICOLARI: in prossimità del margine destro del cuore, l’arteria coronaria destra da

origine al RAMO MARGINALE DESTRO (acuto), che si estende verso l’apice lungo la superficie

anteriore del ventricolo destro. Si dirige quindi sulla superficie posteriore del cuore, emettendo il

RAMO INTERVENTRICOLARE POSTERIORE o arteria discendente posteriore, che decorre verso

l’apice, nel solco interventricolare posteriore. Il ramo interventricolare posteriore fornisce il sangue

al setto interventricolare e alle porzioni adiacenti dei ventricoli.

RAMI PER IL SISTEMA DI CONDUZIONE: un piccolo ramo vicino alla base dell’arteria coronaria

destra penetra nella parete atriale per raggiungere il nodo senoatriale (SA), il pacemaker cardiaco.

Una ulteriore arteriola per il nodo atrioventricolare (AV) origina dall’arteria coronaria destra in

prossimità del ramo interventricolare posteriore.

ARTERIA CORONARIA SINISTRA

Fornisce sangue a:

1) gran parte del ventricolo sinistro

2) a una piccola porzione del ventricolo destro

3) a gran parte del ventricolo sinistro

4) a buona parte della zona anteriore del setto interventricolare.

Raggiunto il solco coronario si biforca in un RAMO CIRCONFLESSO e un RAMO

INTERVENTRICOLARE ANTERIORE.

Il ramo CIRCONFLESSO decorre l’interno del solco coronario e, mentre curva verso la superficie

posteriore del cuore, da origine ad uno o più rami diagonali. Esso emette un RAMO MARGINALE

SINISTRO (OTTUSO= e raggiunta la faccia posteriore del cuore un RAMO VENTRICOLARE

POSTERIORE SINISTRO.

Il ramo INTERVENTRICOLARE ANTERIORE o ramo discendente anteriore sinistro, ha un

diametro maggiore, decorre lungo la faccia anteriore nel solco interventricolare anteriore. Fornisce

sangue al miocardio ventricolare anteriore e a buona parte anteriore del setto interventricolare.

Simili connessioni tra le arterie sono dette ANASTOMOSI e la loro funzione è quella di mantenere

costante l’irrogazione sanguigna alla muscolatura ventricolare.

VENE CARDIACHE

Le VENE CARDIACHE MAGNE e MEDIA raccolgono il sangue dalle piccole vene che drenano i

capillari miocardici e trasportano il sangue venoso al SENO CORONARIO, grande vena a parete

sottile accolta nella porzione posteriore del solco coronario. Il seno coronario si apre nell’atrio

destro sotto lo sbocco della vena cava inferiore. Le vene cardiache che drenano nella vena

cardiaca magna o nel seno coronario includono:

- La VENA POSTERIORE DEL VENTRICOLO SINISTRO, raccoglie il territorio irrorato

dall’arteria circonflessa

- La VENA CARDIACA MEDIA, drena il territorio rifornito dall’arteria interventricolare

posteriore

- La VENA CARDIAVA PARVA che riceve il sangue dalla superficie posteriore del ventricolo e

dell’atrio di destra

Le VENE CARDIACGE ANTERIORI, che drenano la superficie anteriore del ventricolo destro, si

svuotano direttamente nell’atrio destro. CICLO CARDIACO

Il periodo compreso tra l’inizio di un battito e il successivo corrisponde a un ciclo cardiaco, questo

comprende quindi periodi alternati di contrazione e di rilasciamento. Il ciclo cardiaco può essere

diviso in due fasi.

- Contrazione o SISTOLE, una camera spinge il sangue nella camera adiacente o in un

tronco arterioso.

- Rilasciamento o DIASTOLE, segue la sistole. Durante questa fase una camera si riempie di

sangue e si prepara per la sistole successiva.

COORDINAZIONE CONTRAZIONE CARDIACA

Il cuore lavora in cicli di contrazione e rilasciamento e la pressione in ogni camera aumenta e

diminuisce in modo alternato. Le valvole atrioventricolari e semilunari contribuiscono ad assicurare

un flusso sanguigno unidirezionale indipendente dalla pressione. Il sangue, quindi, defluisce da un

atrio solo se la valvola AV è aperta e la pressione atriale supera quella ventricolare. Da questo si

capisce che la meccanica cardiaca dipende dalla coordinazione delle contrazioni atriali e

ventricolari.

La contrazione muscolare è autonoma ovvero insorge indipendentemente da stimoli nervosi o

ormonali. Questa proprietà intrinseca è definita AUTOMATISMO o autoritmicità.

CIRCOLAZIONE SANGUIGNA

Il primo vaso da cui si origina tutta la saturazione sistemica è l’AORTA. Questa è un arteria elastica

 ha una componente elastica nella sua tonaca media (il ventricolo sinistro imprime una forte

pressione al sangue che deve raggiungere tutti i distretti periferici e l’aorta è in grado di ricevere il

sangue con questa pressione e di non deformarsi).

Si origina a livello dell’orificio aortico del ventricolo sinistro e termina a livello della IV vertebra

lombare.

Viene suddivisa in:

-AORTA ASCENDENTE (si ripiega a formare l’arco dell’aorta)

-ARCO DELL’AORTA

-AORTA DISCENDENTE divisa a sua volta in AORTA TORACICA e AORTA ADDOMINALE

ARCO ASCENDENTE: si origina a livello della valvola semilunare aortica del ventricolo sinistro. Da

questa originano l’ ARTERIA CORONARIE DESTRA e SINISTRA.

ARCO DELL’AORTA: si ripiega al di sopra della superficie del cuore, connette l’aorta ascendente

con l’aorta discendente.

Dall’arto si diramano 3 arterie elastiche [trasportano il sangue alla testa, al collo e agli arti

superiori]:

-L’ARTERIA ANONIMA (la prima che si dirama)

-L’ARTERIA CAROTIDE COMUNE SINISTRA

-L’ARTERIA SUCCLAVIA SINISTRA

L’arteria anonima (o tronco brachiocefalico cioè vascolarizza le braccia e l’encefalo) risale per un

breve tratto prima di dividersi in:

-ARTERIA SUCCLAVIA DESTRA

-ARTERIA CAROTIDE COMUNE DESTRA

NB: la succlavia e la carotide comune di destra si formano a partire dal tronco brachiocefalico

mentre la carotide comune di sinistra e la succlavia di sinistra si formano direttamente a partire

dall’arco dell’aorta.

ARTERIE SUCCLAVIE: Funzione  conducono il sangue agli arti superiori, alla parete toracica, al

dorso, all’encefalo e al midollo spinale. Ha tre rami principali che originano prima che l’arteria

succlavia lasci la cavità toracica:

-Il TRONCO TIREOCERVICALE (muscoli e tessuti del collo, spalle e parte sup. del dorso)

-L’ARTERIA TORACICA INTERNA apporta sangue al pericardio e alla parete anteriore del cuore

- L’ARTERIA VERTEBRALE (irrora la porzione posteriore dell’encefalo e il midollo spinale) passa

dal foro trasversario parallelo all’asse lungo della colonna vertebrale. Queste risalgono

lateralmente al livello della regione del collo (dove troviamo le vertebre cervicali che formano la

regione del collo) ed entrano posteriormente al livello dell’osso occipitale e si anastomizzano (si

incontrano e si fondono) a formare l’ARTERIA BASILARE (all’interno dell’encefalo), questa poggia

al livello del bulbo encefalico, questa poi formerà una serie di diramazioni che andranno a

vascolarizzare la regione posteriore dell’encefalo.

Dopo aver lasciato la cavità toracica l’arteria succlavia si ripiega, entra nella regione ascellare e

forma l’ARTERIA ASCELLARE (fornisce sangue ai muscoli della regione pettorale e dell’ascella)

poi entra nel braccio dove da origine alle ARTERIE CIRCONFLESSE OMERALI (irrorano strutture

vicino alla testa dell’omero). Distalmente l’arteria ascellare diventa ARTERIA BRACHIALE che

formerà tutti i vasi che vascolarizzano gli arti superiori

L’ARTERIA BRACHIALE dà prima origine all’ARTERIA BROCHIALE PROFONDA che rifornisce le

strutture profonde presenti lungo la superficie posteriore del braccio. Poi emette le ARTERIE

COLLATERALI ULNARE che insieme alle ARTERIE RICORRENTI ULNARI vascolarizzano la

regione del gomito. A livello della fossa cubitale (dove si congiungono il braccio e l’avambraccio)

l’arteria brachiale si divide in ARTERIA RADIALE (che segue il radio) e l’ARTERIA ULNARE (che

segue l’ulna arrivando al polso) entrambe irradiano l’avambraccio.

ARTERIE CAROTIDI:

Le arterie carotidi comuni risalgono nel collo, ciascuna arteria si divide a livello della laringe in

ARTERIA CAROTIDE ESTERNA (vascolarizzano collo, faringe, mandibola, esofago e faccia) e

ARTERIA CAROTIDE INTERNA (entrano nel cranio attraverso i CANALI CAROTICI delle ossa

temporali e apportano sangue all’encefalo):

VASCOLARIZZAZIONE ENCEFALO

ARTERIE CAROTIDI INTERNE, come abbiamo detto prima, entrano nel cranio a livello dei canali

carotici delle ossa temporali apportando sangue all’encefalo (parte anteriore) dopo risalgono fino al

nervo ottico dove ognuna si divide in tre rami:

-ARTERIA OFTALMICA (vascolarizza l’occhio)

-ARTERIA CELEBRALE ANTERIORE (irrora i lobi frontali e parietali dell’encefalo)

-ARTERIA CELEBRALE MEDIA (irrora mesencefalo e le superfici laterali degli emisferi cerebrali)

Il sangue può raggiungere l’encefalo anche attraverso due arterie vertebrali destra e sinistra, che

originano dalle arterie succlavie e risalgono attraverso i FORI TRASVERSI delle vertebre cervicali.

Le due arterie vertebrali entrano nel cranio a livello del forame magno, dove si fondono a livello

della superficie ventrale del bulbo a costituire l’ARTERIA BASILARE. Quest’ultima si dividerà in

ARTERIE CEREBRALI POSTERIORI da cui originano le ARTERIE COMUNICANTI POSTERIORI.

Le arterie carotidi interne forniscono sangue alla metà anteriore del cervello, mentre il resto

dell’encefalo riceve sangue dalle arterie vertebrali. Questa modalità può variare facilmente perché

le carotidi interne e l’arteria basilare sono connesse per mezzo di un circuito anastomotico ad

anello, il CIRCUITO ARTERIOSO CEREBRALE (o CIRCOLO DI WILLIS) che si trova a circondare

l’infundibolo dell’ipofisi. In questo modo l’encefalo può ricevere sangue sia dalle arterie carotidi che

dalle arterie vertebrali, con conseguente riduzione della possibilità di pericolose interruzioni

dell’apporto vascolare.

AORTA DISCENDENTE

L’aorta discendente fa seguito all’arco aortica. Il diaframma la divide in AORTA TORACICA e

AORTA ADDOMINALE. Si estende tra la IV vertebra toracica e la IV vertebra lombare. A livello

della XII vertebra toracica, l’aorta toracica continua con l’aorta addominale.

AORTA TORACICA

Dall’aorta toracica (grosso vaso elastico) di dirameranno una serie di rami viscerali (strutture più

interne) e parietali (strutture più superficiali) che vanno a vascolarizzare gli organi che si trovano

all’interno della cavità toracica.


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AUTORE

shary91

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia (a ciclo unico)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher shary91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Allegrucci Giuliana.

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