Antropologia culturale
Capitolo 1 – Cos'è l'antropologia
Il termine antropologia deriva dal greco anthropos + logos: “Discorso sull’uomo” o “Ragionamento sull’uomo”. L’antropologia è una scienza specificatamente comparativa e olistica. L’olismo si riferisce allo studio della condizione umana nel suo insieme: passato, presente e futuro; biologia, società, linguaggio e cultura. A differenza di altre scienze sociali che si concentrano su una sola società, l’antropologia offre una prospettiva transculturale unica, mettendo costantemente a confronto le tradizioni di diverse società.
Un tratto tipico del genere umano è la cultura: le culture sono l’insieme di tradizioni e costumi, trasmessi attraverso forme di insegnamento, che creano omogeneità nei comportamenti degli individui, nelle visioni del mondo, nelle credenze e nel modo di pensare all'interno di una determinata società. I bambini apprendono tali tradizioni crescendo in una specifica società, mediante un processo chiamato inculturazione.
Pur non essendo biologica in sé, la cultura si basa comunque su alcune caratteristiche proprie della biologia umana come: la capacità di apprendere, di pensare simbolicamente, di utilizzare il linguaggio e di impiegare strumenti e altri prodotti per l’organizzazione della vita e per l’adattamento all’ambiente. Gli esseri umani, infatti, non smettono di adattarsi e di modificarsi sia biologicamente sia culturalmente.
Adattamento
I processi mediante i quali gli organismi riescono a superare con successo gli stress e le forze avverse che agiscono nell’ambiente in cui si trovano possono essere culturali o biologici:
- Culturale: Es: maschere di ossigeno nell’aeroplano.
- Biologico:
- Genetico
- A breve termine
- A lungo termine
Esempi di adattamento biologico includono vantaggi genetici come una cassa toracica più ampia per vivere in alta quota o soluzioni immediate come il respiro e battito più frequente ad alta quota.
Le popolazioni originarie di zone situate ad alta quota, ove vi sono difficoltà legate all’altitudine e alla mancanza di ossigeno (come le Ande peruviane e i monti dell’Himalaya), hanno acquisito determinati vantaggi genetici che hanno portato a una maggiore efficienza fisiologica rispetto a persone geneticamente simili ma che risiedono a livello del mare.
Le forze culturali sono in grado di modellare la biologia umana, incluse le tipologie fisiche e i canoni estetici. Il termine bioculturale si riferisce appunto all’influenza che la cultura può esercitare sulla biologia. Le tradizioni culturali promuovono determinate attività e abilità, scoraggiandone altre, e definiscono gli standard del benessere e dell’attrattiva fisica. Le attività fisiche, come gli sport, influenzate dalla cultura, concorrono allo sviluppo fisico.
Esempio: le ragazze americane sono incoraggiate a fare sport e corrono e nuotano non solo per vincere trofei sportivi ma anche per mantenersi in forma; le ragazze brasiliane non raggiungono gli stessi livelli negli sport delle ragazze americane e canadesi poiché gli standard di bellezza brasiliani ammettono maggiori rotondità, cioè devono essere formose e non con un fisico scolpito.
Discipline antropologiche
- Antropologia culturale: è lo studio delle società e delle culture umane; analizza e spiega le differenze che tra loro intercorrono. Vi sono due approcci:
- Etnografico: si basa sui riscontri diretti e sul lavoro sul campo (fieldwork); l’etnografo raccoglie informazioni circa i comportamenti, gli usi e costumi, le credenze, la vita sociale, le religioni locali, ecc, che poi organizza, analizza e interpreta.
- Etnologico: si basa su confronti transculturali; l’etnologia esamina, interpreta, analizza e confronta i risultati etnografici al fine di individuare somiglianze e differenze.
- Antropologia biologica o fisica: si basa sulla diversità biologica umana nel tempo e nello spazio e raggruppa cinque soggetti di studio:
- L’evoluzione umana derivante dai reperti fossili (paleoantropologia)
- La genetica umana
- La crescita e lo sviluppo delle popolazioni
- La capacità del corpo umano di modificarsi per sopravvivere a stress ambientali (plasticità)
- La biologia, l’evoluzione, il comportamento e la vita sociale di scimmie
- Antropologia linguistica: studia il linguaggio nel suo contesto sociale e culturale attraverso il tempo e lo spazio. La sociolinguistica analizza le relazioni tra i cambiamenti sociali e linguistici; nessuna lingua è un sistema omogeneo nel quale ognuno parla esattamente come ogni altro individuo.
- Antropologia e sociologia: tradizionalmente i sociologi si occupavano delle società industrializzate con metodi statistici (tecniche di campionamento), mentre l’antropologia si è maggiormente dedicata a società pre-industriali con ricerche sul campo e relazioni descrittive. Questa distanza sta diminuendo.
- Antropologia e psicologia: gli psicologi studiano la variazione transculturale a livello di tratti psicologici; esempio: Malinowskii ha smentito l’universalità del complesso di Edipo studiando gli abitanti delle isole Trobriand, i quali si considerano legati alla madre e ai parenti di quest’ultima (rispetto marcato per lo zio materno), ma non al padre. Egli ha spostato l’accento dalla gelosia all’autorità nel rapporto padre-figlio.
Capitolo 2 – La cultura
Secondo Taylor: “La cultura è quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume, e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”. Questa definizione si concentra sugli attributi che gli uomini acquisiscono non attraverso l’eredità biologica bensì mediante la tradizione culturale.
L'apprendimento culturale dipende dalla capacità dell'uomo di utilizzare dei simboli che hanno un collegamento spontaneo o necessario con ciò che rappresentano; gli individui interiorizzano un insieme di simboli e li utilizzano per dirigere il proprio comportamento.
Modi in inculturazione
- Insegnamento diretto dagli adulti ai bambini
- Osservazione degli altri membri della società e dei comportamenti considerati giusti e sbagliati
- Modifica inconsapevole del proprio comportamento (es. mantenere una certa distanza dall'interlocutore)
Le capacità culturali sono presenti in qualsiasi etnia e non variano in base alle caratteristiche biologiche. La cultura è un attributo che non appartiene ai singoli individui in sé ma agli individui in quanto membri di gruppi.
La cultura è costituita da strumenti, utensili, abbigliamento, armamenti, abitudini e tradizioni, istituzioni, credenze, rituali, giochi, opere d’arte, linguaggio, ecc. Secondo White, la cultura si è originata quando i nostri antenati acquisirono la capacità di utilizzare i simboli, ossia di creare e di dare significato ad un oggetto o ad un evento.
Le abitudini, le percezioni e le invenzioni culturali modellano la “natura umana”. Le culture sono sistemi strutturati in base a schemi precisi; se una parte del sistema subisce una modifica, anche le altre parti andranno incontro a un cambiamento.
La capacità di adattamento basata su mezzi sociali e culturali si è incrementata nel corso dell’evoluzione umana. Ciò che è valido e giusto per il singolo non lo è necessariamente per il gruppo.
Le specie più strettamente imparentate con l’uomo sono quelle delle grandi scimmie africane: gli scimpanzé e i gorilla.
Condivisioni
- L’abilità di apprendere dall’esperienza e di modificare il proprio comportamento
- La realizzazione e l’utilizzo di oggetti per cibarsi: la forma più studiata di fabbricazione di oggetti da parte di scimmie antropomorfe è il termiting per esplorare i termitai
- La capacità di prendere la mira e di scagliare oggetti
- La fabbricazione di oggetti per cacciare
Differenze
- La cooperazione e la condivisione del cibo da parte degli umani
- L’accoppiamento: fra babbuini e gli scimpanzé avviene in concomitanza con l’ovulazione delle femmine
- Il matrimonio: deve avvenire al di fuori dei soggetti legati da parentela o del gruppo locale (esogamia). L’esogamia crea legami tra i diversi gruppi di origine degli sposi. Ciò non esiste invece tra i primati non umani che si allontanano dal gruppo nell’età dell’adolescenza e non mantengono legami con la propria famiglia.
La cultura viene contestata: diversi gruppi all’interno della società lottano contro l’altro per affermare idee, valori, obiettivi e modi di vivere in cui credono. Anche quando concordano su ciò che si deve o non si deve fare, le persone non sempre agiscono secondo le indicazioni fornite dalla loro cultura:
- Cultura ideale: ciò che le persone sostengono di dovere fare e affermano di fare.
- Cultura reale: si riferisce all’effettivo comportamento delle persone, oggetto di osservazione da parte degli antropologi.
Il concetto di agency si riferisce alle azioni perseguite dagli individui, sia da soli sia nel gruppo, nel creare e trasformare le identità culturali. L’approccio alla cultura noto come teoria della pratica riconosce che gli individui all’interno di una società o cultura sono animati da svariati motivi e intenzioni, oltre a possedere diversi livelli di potere e influenza.
Esistono diversi livelli di cultura: nazionale (condivisa dai membri di una stessa nazione), internazionale (estesa oltre i confini nazionali per via di diffusione e colonialismo), subcultura (propria di un sottogruppo circoscritto all'interno di una nazione).
Etnocentrismo e relativismo culturale
Etnocentrismo: tendenza a considerare la propria cultura di appartenenza come superiore e ad applicare i propri valori nel giudicare comportamenti e aspetti di altre culture (connotandoli come immorali, innaturali ecc.).
Relativismo culturale: convinzione che non si debba giudicare una cultura in base agli standard di un'altra. Non esiste una moralità superiore, internazionale o universale e le regole morali ed etiche di tutte le culture meritano uguale rispetto.
Diritti umani: si tratta di diritti inalienabili e pensati validi a livello internazionale, cioè sono superiori ai singoli paesi, culture e religioni. Parallelamente ai diritti umani si è sviluppato il concetto di diritti culturali, che non vengono assegnati ai singoli individui ma ai gruppi come le minoranze etniche e religiose e le società indigene. Tali diritti includono la capacità di un gruppo di preservare la propria cultura, di allevare i propri figli secondo tradizioni, di continuare a utilizzare il proprio linguaggio e di non essere privato della propria base economica da parte della nazione in cui la società si trova.
È stato anche introdotto il concetto di diritti di proprietà intellettuale (IPR) che consente ai gruppi indigeni di controllare chi può conoscere le pratiche e il patrimonio di informazioni culturali del gruppo.
Nello studio della diversità umana nel tempo e nello spazio, gli antropologi distinguono alcune caratteristiche biologiche, psicologiche, sociali e culturali in:
- Universali: comuni a tutti gli esseri umani e che li distingue da altre specie
- Biologici: lunga dipendenza infantile, sessualità attiva tutto l'anno, cervello complesso
- Psicologici: pensiero simbolico, elaborazione delle informazioni
- Sociali: vita in famiglia e condivisione del cibo
- Culturali: esogamia (matrimonio al di fuori del proprio gruppo) per paura dell'incesto (proibizione di accoppiarsi o sposarsi con un consanguineo)
- Generali: caratteristiche comuni a diverse epoche e diversi luoghi, ma non a tutte le culture. Alla base della generalità vi sono i concetti di diffusione, dominazione (dominio coloniale in cui vengono imposte norme e pratiche a una società o nazione da un paese più potente). Una delle generalità culturali presente in molte società è la famiglia nucleare (genitori-figli) non presente in alcune società tribali come i Nayar, residenti sulle coste indiane, dove marito e moglie non vivono insieme.
- Specifici: caratteristica culturale non generalizzata o diffusa ma specifica a un singolo luogo, cultura, società. Le occasioni come il matrimonio e la morte sono caratteristiche universali ma gli schemi dei rituali differiscono tra loro: gli italiani considerano i matrimoni sfarzosi più appropriati rispetto a una cerimonia funebre sontuosa; i Betsileo del Madagascar considerano invece la cerimonia funebre di maggiore importanza e il matrimonio un evento minore al quale partecipano solo gli sposi e pochi parenti.
Meccanismi di cambiamento culturale
- Diffusione:
- Diretta, due culture commerciano, stringono matrimoni o scendono in guerra con un’altra
- Indiretta, gli elementi si spostano dal gruppo A a un gruppo C attraverso il gruppo B
- Forzata, una cultura ne sottomette un’altra imponendo le proprie tradizioni
- Acculturazione: è lo scambio di tratti culturali tra società che hanno contatti diretti continuativi. Per esempio, il pidgin – una forma semplificata di una determinata lingua mescolata con la lingua nativa.
- Invenzione indipendente: processo mediante il quale gli esseri umani procedono all’innovazione, individuando soluzioni creative ai problemi. Per esempio, società diverse e lontane hanno messo in atto le medesime strategie (es. agricoltura in Medio Oriente e in Messico).
La globalizzazione descrive una serie di processi, tra cui diffusione e acculturazione, che promuovono il cambiamento in un mondo in cui nazioni e popoli sono sempre più interconnessi e reciprocamente dipendenti.
Capitolo 3 – Teorie antropologiche
| Periodo | Descrizione | Teorie |
|---|---|---|
| Metà XIX secolo | Prospettiva evoluzionistica | Evoluzionismo unilineare di Morgan e Taylor |
| Inizio XX secolo | Reazione all’evoluzionismo |
|
| Il dopoguerra | Rinnovato interesse per l’evoluzionismo | Evoluzionismo multilineare (White, Stweard, Harris, Kroeber) |
| Metà XX secolo | Modifiche radicali alla concezione dell’antropologia |
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Morgan: Nel “La società antica” Morgan partì dal presupposto che la società umana si fosse evoluta attraverso una serie di fasi (stato selvaggio, barbarie e civiltà). Suddivise poi lo stadio selvaggio e quello delle barbarie in inferiore, medio e superiore. I primi esseri umani vivevano in uno stato selvaggio inferiore, nutrendosi di frutta e bacche; nel periodo intermedio gli uomini iniziarono a pescare e a controllare il fuoco; l’invenzione di arco e frecce spinse l’uomo verso lo stato selvaggio superiore. La creazione dei primi utensili in terracotta coincide con il periodo delle barbarie inferiore; lo stato di barbarie medio si basò sull’allevamento di piante e animali; la lavorazione del ferro caratterizzò le barbarie superiori. La civiltà giunse con l’invenzione della scrittura. Quello di Morgan è chiamato evoluzionismo unilineare secondo il quale esiste una sola linea o percorso lungo il quale tutte le società si erano evolute. Inoltre, secondo Morgan, ogni stadio avanzato includeva il precedente, cioè non era possibile saltare uno di tali stadi. La teoria di Morgan venne smentita poiché esistevano dei popoli giunti alla civiltà pur avendo saltato delle fasi da Morgan indicate come precedenti e avendo seguito percorsi diversi (Maya e società mesopotamica).
Tylor: In “Primitive Culture” Tylor proponeva un percorso unilineare che si snodava dall’animismo al politeismo, al monoteismo, fino a raggiungere la scienza. Secondo Tylor, le religioni avrebbero progressivamente perso importanza via via che la scienza fosse stata in grado di offrire spiegazioni sempre migliori.
Boas: è il padre delle scienze antropologiche negli USA e della loro suddivisione in quattro rami. Grazie agli studi biologici sugli immigrati europei negli Stati Uniti egli mostrò che la biologia umana può essere modellata e modificata dall’ambiente, ovvero che i tratti culturali vengono trasmessi culturalmente e non geneticamente. Egli criticò Morgan principalmente per i criteri con i quali venivano definiti i vari stadi (per arrivare al totemismo esistevano molteplici percorsi che conducevano ad esso e non uno solo). Il suo approccio è definito particolarismo storico e si basa sul fatto che ogni elemento di una cultura ha una propria storia distintiva e, per quanto possa sembrare analoga a quella di un'altra storia, non è paragonabile ad essa; da qui il rifiuto del metodo comparativo.
Il funzionalismo metteva in secondo piano la ricerca delle origini e si concentrava sul presente e sulle pratiche culturali attuali. Malinowskii fu funzionalista in due sensi: riteneva, da un lato, che tutti gli usi, le tradizioni e le istituzioni di una società fossero integrati e correlati, cosicché il cambiamento di uno di essi comportava la modifica degli altri (ogni singolo elemento era funzionale agli altri); il secondo approccio conduce al funzionalismo dei bisogni umani, cioè che gli esseri umani hanno un insieme di bisogni biologici universali e che usi e tradizioni sono sviluppati appositamente per soddisfare tali bisogni.
Radcliffe-Brown: sosteneva che l’antropologia sociale fosse una scienza sincronica (studiare le società nel presente) e non diacronica (studiare le società nel corso del tempo). A lui (e a Evans-Pritchard) viene associata l'espressione funzionalismo strutturale secondo il quale la funzione di ogni pratica sociale consis
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Riassunto esame Antropologia culturale, prof. Bonato, libro consigliato Antropologia culturale, Kottak
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Riassunto esame Antropologia culturale, prof. Piasere, libro consigliato Antropologia culturale di Schultz, Lavenda
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