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La Grameen Bank

La Grameen Bank (in bengalese: banca del villaggio) è una banca che si occupa di microfinanza in Bangladesh e in India negli stati del Bengala Occidentale e del Sikkim. Fondata da Muhammad Yunus nel 1976, è stata la prima banca dei poveri. L'ente concede, infatti, microprestiti alle popolazioni povere locali senza richiedere garanzie collaterali e garantendo così il loro accesso al credito. Il sistema si basa sull'idea che i poveri abbiano attitudini e capacità imprenditoriali sottoutilizzate e sulla fiducia.

Attività e crescita della Grameen Bank

La Grameen Bank oggi ha 1.084 filiali in cui lavorano 12.500 persone. I clienti in 37.000 villaggi sono 2.100.000, per il 94 per cento donne. L'organizzazione non è in perdita: il 98 per cento dei prestiti viene restituito. La banca, inoltre, raccoglie depositi, fornisce altri servizi e gestisce varie attività economiche finalizzate allo sviluppo, tra cui società commerciali, telefoniche e nel settore dell'energia. All'organizzazione e al suo fondatore, Muhammad Yunus, è stato congiuntamente attribuito il Premio Nobel per la Pace nel 2006, "per i loro sforzi diretti a promuovere lo sviluppo economico e sociale dal basso."

L'origine della Grameen Bank

Muhammad Yunus, il fondatore della Banca, è laureato in Economia all'Università Vanderbilt. Durante la terribile carestia che colpì il Bangladesh nel 1974 ebbe l'idea di fornire un piccolo prestito a un gruppo di famiglie facendo sì che potessero fabbricare piccoli oggetti e venderli. Yunus credeva che concedere prestiti a un'ampia fascia di popolazione socio-economicamente svantaggiata potesse frenare la continua crescita della povertà rurale in Bangladesh.

La Grameen Bank (Letteralmente, Banca del Villaggio in Bangla) mette in pratica le idee di Muhammad Yunus. La Banca fu avviata da Yunus e dal Dipartimento per l'Economia Rurale dell'Università di Chittagong in Bangladesh per sperimentare e verificare la fondatezza del nuovo metodo di concessione del credito e di prestazione dei servizi bancari ai poveri delle campagne. Nel 1976 il villaggio di Jobra e altri villaggi che circondano l'Università di Chittagong divennero le prime aree in cui era possibile usufruire dei servizi della Grameen Bank. La Banca ottenne un successo immenso e il progetto, con il supporto del Governo, fu esteso nel 1979 al distretto di Tangail (a nord della capitale Dhaka). Il successo della Banca è continuato e si è presto allargato a vari altri distretti del Bangladesh finché nel 1983 il Parlamento l'ha trasformata in una banca indipendente.

Problemi e soluzioni

L'elevatissimo tasso di restituzione dei prestiti alla Banca rallentò nel 1995 a causa del boicottaggio religioso di carattere fondamentalista attuato da alcuni settori della società contrari all'obiettivo della Banca di migliorare lo status delle donne. Il boicottaggio rientrò presto; l'andamento dei rimborsi alla Banca entrò nuovamente in difficoltà nel 1998 a causa dell'inondazione del Bangladesh ed ha ripreso il suo ritmo solo di recente.

La Banca oggi continua ad espandere la propria attività in tutto lo Stato e tuttora fornisce piccoli prestiti ai poveri delle campagne. A metà del 2006 le filiali della Grameen Bank ammontavano a più di 2.100. Il suo successo ha ispirato progetti simili in tutto il mondo.

Il pensiero di Muhammad Yunus

Nel primo capitolo l’autore spiega quanto sia stata fondamentale per il suo percorso, la grande carestia dell’anno 1974. Egli poté vedere in prima persona cosa significava la fame attraverso gli occhi di molte persone. Egli vi sottolinea infatti come la morte per fame sia la più inaccettabile, inesorabile, arriva senza rumore. Tutto questo manda in crisi gli studi dell’autore economista che trova vuote e senza senso tutte le teorie studiate e spiegate ai suoi numerosi alunni. A cosa servono tutte le teorie se la gente muore di fame? Egli sostiene che fra gli studenti e la realtà le università avessero frapposto una distanza notevole, rendendoli capaci più d’immaginare che di vedere. Anche poiché nei corsi universitari a lui ben noti si ragiona sempre in termini di miliardi e grandi cifre mentre fra la gente povera la vita e la morte si giocava con centesimi di dollaro.

Tutto nasce dalla ferma convinzione di Yunus che la povertà si può eliminare e che, se ci si pone l'eliminazione della povertà come obiettivo concreto, si ottengono risultati ottimi a tutti i livelli: condizioni di vita, condizioni economiche, grado di istruzione, consapevolezza personale, dignità, indipendenza, libertà. Si superano nella pratica quotidiana consuetudini sociali e religiose di discriminazione, ingiustizia e corruzione e si restituisce alle donne dignità umana e peso sociale. Naturalmente all'origine c'è una concezione della specie umana che non ha niente da spartire con l'usanza di considerare le persone, soprattutto i poveri, come pedine di un gioco altrui o nel migliore dei casi come esseri minori da gestire.

Yunus vede i poveri come persone molto capaci, perché, nonostante tutte le condizioni avverse, riescono a sopravvivere, e soprattutto li vede come esseri reali, singoli individui, ognuno con le proprie particolarità e con la propria dignità a priori, per diritto di nascita. Yunus dimostra che i poveri sono solvibili, che si può prestare loro del denaro e ricavarne un profitto. Secondo Yunus ogni essere umano che nasce, grava sulla società in quanto consumatore, ma come imprenditore può avere incalcolabile importanza per la società.

Una delle regole di Grameen, la banca dei poveri, è che chi aderisce al programma del microcredito ed ottiene un prestito, si impegna a mandare i figli a scuola. È evidente l'importanza che si dà all'istruzione come strumento per affrancarsi dalla povertà, dalla passività, dalla dipendenza. Nei paesi in via di sviluppo l'analfabetismo è ancora molto diffuso, soprattutto fra le donne, ma anche nei paesi avanzati ci sono bambini che abbandonano la scuola, c'è sfruttamento minorile, magari da parte di organizzazioni criminali. Pensiamo a cosa potrebbero fare.

Decide quindi di andare al villaggio Jobra per sapere quali fossero i problemi della gente e soprattutto se ci fossero delle soluzioni e scopre che dando una piccola somma di denaro in prestito a quella gente, li poteva salvare dal tunnel della miseria. Soprattutto perché le uniche possibilità esistenti di prestito sono offerte da usurai senza scrupoli che utilizzano la terra come garanzia. È quindi evidente che una persona non possa comprarsi le materie prime per il suo lavoro richiedendo prestiti. (Esempio di Sufia venditrice di bambù la quale disponendo di un credito iniziale avrebbe potuto vendere i prodotti sul libero mercato, ottenendo un margine di guadagno più ampio. Invece che farsi prestare il bambù dal proprietario e rivenderle il prodotto alle sue condizioni). Decise di prestare lui quella somma, e che lei gliel’avrebbe restituita quando avesse potuto. E capisce che i poveri non erano poveri per stupidità o per pigrizia ma perché le strutture finanziarie del paese non erano disposte ad aiutarli allargando la loro base economica.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sasammy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Paltrinieri Anna Casella.
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