Sommario
Il concetto di cultura nelle scienze sociali contemporanee .................................................... 1
Capitolo 1. Pensare la cultura. Vincenzo Matera. .................................................................... 2
Capitolo 2. Cultura e contemporaneità. Nuovi scenari per un concetto compromesso. Matilde Callari Galli. .................................................................................................................... 3
Capitolo 3. Il destino della cultura nel “traffico delle culture”. Ugo Fabietti ...................... 3
Capitolo 4. La cultura tra locale e globale. Annamaria Rivera. .............................................. 4
Capitolo 5. Bisogna davvero dimenticare il concetto di cultura? Uno sguardo sociologico. Pier Paolo Guglioli e Paola Ravaioli. ................................................................... 4
Capitolo 1. Pensare la cultura
Vincenzo Matera
Lo studio dell’antropologia è sempre stato pieno di contrapposizioni e revisioni, perché la sua materia, la cultura, è fugace e senza solidità. Più prosegue la ricerca a proposito, più si assottiglia il terreno da studiare.
Geertz ritiene che l’analisi scientifica della cultura sia il tentativo di darne una definizione. La cultura è un concetto semiotico, quindi l’antropologia deve essere non una scienza sperimentale ma una scienza interpretativa.
Secondo Hannerz, l’uomo produce senso, perciò studiare la cultura significa studiare la circolazione dei significati; la cultura è quindi comunicazione.
Il concetto di cultura che emerge nell’800 è intriso di evoluzionismo:
- Riconosce che i primitivi sono delle società, ma
- Li situa su una scala di valori più bassa. Inoltre
- Crea una contrapposizione tra l’uomo e la vita animale.
Sia Geertz che Hannerz ritengono che l’uomo sia un animale incompleto che si realizza totalmente solo nella vita sociale.
Dopo l’epoca dell’evoluzionismo, le varie società non sono più considerate come espressioni di diversi gradi della scala evolutiva, ma come diverse alternative egualmente valide. Ogni popolo ha la sua cultura (insieme di modelli di pensiero e di azione) così come ognuno ha la propria lingua (metafora linguistica). Si passa perciò dalla contrapposizione Cultura/Natura alla contrapposizione Cultura/Culture.
Oggi non ha più senso pensare alla cultura come a qualcosa di chiuso e di localizzato; secondo Leach, la cultura non è il prodotto naturale di un contesto sociale, ma il risultato della circolazione e produzione di risorse simboliche.
Dove si colloca quindi la cultura? Secondo Goodenough, la cultura è il risultato dell’apprendimento sociale dell’uomo, perciò non è materiale, ma una struttura che organizza le conoscenze sociali dell’uomo.
Geertz sostiene che la cultura è pubblica e sociale, mentre Hannerz afferma che la cultura ha due loci:
- Una serie di forme pubbliche esplicite
- L’interpretazione che l’individuo dà di queste forme.
Perciò la cultura è sia pubblica che privata, come sostengono anche Strauss e Quinn.
Qual è allora il rapporto tra cultura e struttura sociale? Secondo Bourdieu, se a un tipo specifico di ambiente corrisponde una data struttura sociale, allora si parla di habitus, un sistema di azioni, norme e comportamenti al quale ci adattiamo, e ripetendo queste azioni alimentiamo la cultura.
Perciò i significati della cultura determinano la struttura sociale che a sua volta dipende dal modo in cui l’uomo interpreta i significati della cultura per costruirsi un’identità all’interno della struttura sociale. Per performance infatti si intende l’atto tramite cui l’uomo costruisce la sua immagine.
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Riassunto esame Antropologia culturale, prof. Matera, libro consigliato La diversità culturale, Hannerz
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