Sommario
- Ulf Hannerz, La diversità culturale ...................................................................................................................... 1
- Introduzione e Capitolo 1. Locale e globale. Continuità e mutamento. ........................................................ 2
- Capitolo 2. Quando la cultura è ovunque. Riflessioni su un concetto a cui teniamo. .................................. 3
- Capitolo 3. L’ecumene globale come paesaggio della modernità. ................................................................... 4
- Capitolo 4. Sette ipotesi sulla diversità. ............................................................................................................... 5
- Capitolo 5. Il ritorno di Kokoschka. Ovvero l’organizzazione sociale della creolizzazione. ....................... 5
- Capitolo 6. Cosmopoliti e locali nella cultura mondiale. ................................................................................. 5
Introduzione e capitolo 1
Locale e globale. Continuità e mutamento
La globalizzazione è il fenomeno del nostro tempo, ma non avviene ovunque allo stesso modo e non è del tutto inedita; ci sono anche processi di deglobalizzazione. In ogni caso, la globalizzazione comporta il fenomeno del packaging culturale (=modo in cui noi organizziamo la cultura) in due modi:
- Attraverso la mobilità degli uomini
- Attraverso la mobilità dei significati tramite i media
Questi continui movimenti hanno cambiato il concetto classico di cultura, che la intendeva come qualcosa di chiuso e ben definito; lo stesso concetto di nazione è, secondo Benedict Anderson, una comunità immaginaria (Imagined communities). Sempre secondo Anderson, è stata la mercificazione della parola scritta a rendere l’uomo consapevole della presenza di “altri” al di fuori della sua comunità; allo stesso tempo, essa ha determinato l’adesione dell’uomo a una propria lingua identitaria, causando così la differenziazione tra le varie comunità e la discontinuità culturale.
→ Secondo l’epidemiologia delle rappresentazioni di Dan Sperber, certe rappresentazioni pubbliche sono più contagiose di altre e si impiantano più stabilmente nella società.
→ Bauman introduce l’idea di agency (= libertà di azione dell’uomo) che deve essere collegata a quella di habitat, cioè a un insieme di significati non chiuso e autonomo, ma che si può espandere, e in cui l’agire opera e allo stesso tempo produce. Oggi, in un habitat di vasta offerta e scelta, la merce più rara è l’attenzione del pubblico.
Oggi c’è più o meno cultura? Secondo l’autore, entrambe le cose.
→ C’è più cultura perché:
- La scienza crea sempre nuova conoscenza;
- Gli stati ottengono la loro legittimazione promuovendo una cultura nazionale e distinta;
- La pubblicità continua a dare nuovi significati ad attività e cose;
- La competizione sul mercato culturale richiede sempre più innovazione;
- La vecchia cultura viene conservata.
→ C’è meno cultura perché:
- La globalizzazione omogenizza le idee e ne fa sparire alcune;
- Certe culture spariscono (come il gaelico) di fronte alla modernità;
- I colossi culturali mercantili impongono delle abitudini standard.
Nonostante la globalizzazione, il locale continua a esistere.
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