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Nascita dell'antropologia

Societé des observateurs de l'homme

Nel 1799 nasce la Societé des observateurs de l'homme, fondata dal professor di scienze naturali Jauffret. Dalla sua dichiarazione, l'antropologia emerge come sapere empirico e disciplina teorica, orientata a un nuovo progetto scientifico: lo studio comparato di società e culture umane da una prospettiva differenziale.

Prima dell'antropologia

  • Letteratura esotica e di viaggio: non valida per un progetto scientifico (pregiudizi e moralismo del primo incontro).
  • Discorso sul selvaggio (Montaigne e Rousseau): discorso critico sulla società, polemica su religione e libertà. Il selvaggio non è considerato un soggetto sociale diverso, ma un termine di confronto per gli europei con cui rispondere a problemi sul proprio ruolo (soggetti metaforici).
  • Lafitau: missionario, scrive "Costumi dei selvaggi americani" (1724). Non è un vero studio sociologico, ma un tentativo di dimostrare che presso tutti i popoli è presente l’idea di un essere superiore (metodo comparativo).

La societé des observateurs de l'homme

Nel 1700, l'uomo diventa il nuovo oggetto scientifico nella sua vulnerabilità fisica, geografica, sociale ed economica. Nel 1793, anno della convenzione, la religione viene vista come elemento del potere e la scienza come servizio sociale. Il Comitato di Istruzione Pubblica organizza un istituto nazionale per ricerche in campo sociale. La scienza dell'uomo, come essere naturale e sociale dotato di ragione, è il quadro su cui si fonda la società di Jauffret, osservando l’uomo nella sua variabilità fisica, linguistica, geografica e sociale.

Il progetto della societé è di ampliare l'orizzonte conoscitivo per costruire una società a misura d’uomo. Nel 1805, con Napoleone al potere, problemi finanziari e diverse condizioni politiche portano allo scioglimento della societé. La scienza è subordinata a uno stato centralizzato e il discorso sul selvaggio assume caratteristiche marginali.

De Maistre e Wathely

De Maistre denuncia la ragione illuminista, nega l’esistenza del progresso della ragione universale e considera l'idea di progresso umano una sfida all'ordine divino. L’unica saggezza è la subordinazione alla chiesa e alla monarchia. Il selvaggio è visto come esempio della degradazione dell’uomo condannato per peccato originale, simbolo del peccato.

Wathely sostiene che il progresso non può essere concepito senza un esplicito intento divino. Nel 1855, il degenerazionismo afferma che "l’origine della civilizzazione" non ha prove sul passaggio dallo stato selvaggio alla civiltà, e la storia dell’uomo è concepita in uno spazio cronologico ristretto dalla creazione, senza possibilità di osservare l’evoluzione.

L'evoluzionismo vittoriano

Il contesto storico e sociale

Nel 1843 viene fondata la società etnologica di Londra. Questo periodo storico è caratterizzato dalla pace dei 100 anni, dalla restaurazione, dallo sviluppo industriale, dall’impresa coloniale, e dal trionfo della borghesia e del capitalismo. Il pensiero filosofico dell'epoca vede il concetto di progresso e la scienza come strumenti in grado di assicurare la felicità. La sociologia emerge come lo studio della società intesa come organismo vivente, in cui agiscono leggi comuni a tutta la natura.

Spencer e l'evoluzione

Spencer adotta il metodo induttivo come tutte le scienze anche per la sociologia; l’evoluzione orienta la prospettiva di ricerca, occupando un posto autonomo nella gerarchia delle scienze perché il suo oggetto è il più alto stadio dello sviluppo vivente. Le società sono considerate organismi viventi, risultato di un processo evolutivo, e sono impegnate in una lotta che le oppone alla supremazia. Per Spencer vale la selezione naturale del più forte (evoluto), che giustifica il colonialismo inglese.

Gli evoluzionisti e il progresso

Gli evoluzionisti si basano sulla fiducia nel progresso materiale e sociale. Le leggi che governano l'incremento della produzione materiale e intellettuale delle società erano le stesse che avevano determinato lo sviluppo delle società passate e quindi il passaggio da uno stadio culturale inferiore a uno superiore. La storia della società umana è frutto di leggi invariabili i cui effetti cumulativi hanno generato stati di sviluppo contrassegnati da crescente complessità.

La congiuntura scientifica

La teoria delle leggi invariabili determina lo sviluppo culturale cumulativo, con la convinzione che la società industriale inglese fosse il culmine dello sviluppo. Nel 1830, l'uniformismo di Lyell afferma che i processi che operano attualmente nella trasformazione della crosta terrestre erano identici a quelli che in passato hanno determinato l’attuale assetto terrestre. Questa teoria è ripresa da Darwin, che sostiene che l’evoluzione della specie è dovuta agli stessi meccanismi che oggi operano nei processi di differenziazione.

Contributi per gli evoluzionisti

  • Archeologia preistorica: Lubbock (1865) - La preistoria è divisa in tre fasi (pietra, bronzo, ferro). I reperti non sono solo testimonianze del passato, ma misuratori del progresso. Il metodo comparativo afferma che esiste una via che porta dallo stato selvaggio alla civiltà; quanto più un popolo è organizzato, tanto più è avanti nella scala di sviluppo.
  • Filologia comparata: Teoria secondo cui le attuali lingue indoeuropee derivano da una matrice comune.

Cultura, religione e sopravvivenza: Tylor

Massimo rappresentante dell’evoluzionismo vittoriano, Tylor sosteneva l’esistenza di popoli inferiori e superiori (cioè società con organizzazioni più o meno semplici). Nel 1871, in "Cultura primitiva", Tylor concepisce la civiltà come il risultato di un processo evolutivo che si realizza in una crescente complessità organizzativa e considerava la vita sociale come un mezzo per promuovere il progresso e la felicità umana.

I popoli selvaggi sono rappresentativi degli stadi precedenti e non sono un regresso di forme superiori. La cultura è quell’insieme complesso che include conoscenze, arte, credenze, morale, diritto, costume e qualsiasi altra capacità e abitudine che l’uomo acquisisce come membro di una società. Tylor critica il degenerazionismo di Wathely e si oppone all'animismo.

Animismo e pensiero scientifico

Tylor studia la cultura intellettuale primitiva, caratterizzata da una credenza tipica dei selvaggi per cui tutti gli oggetti hanno un’anima. Attraverso il sogno, si convinsero che i fenomeni di sdoppiamento di personalità e apparizioni fossero causati da un doppio, l’anima, che fu poi estesa a tutti gli oggetti. Lo spirito è un’entità autonoma, priva di sostanza materiale. Tylor oppone l’animismo al pensiero scientifico-razionale, che è il risultato della maturazione intellettuale. Con l’emergere del pensiero razionale, questa credenza si ritira fino a riguardare solo il cristiano civilizzato (teoria delle sopravvivenze: linea di continuità tra religione dei selvaggi e cristiano civilizzato). Tylor tenta di dare all’antropologia una base statistica, basata su un metodo per lo studio dello sviluppo delle istituzioni.

L'efficacia sociale della religione: Smith

Smith, fondatore dei moderni studi semitici, compie ricognizioni dirette sul terreno e si pronuncia a favore della critica storica della Bibbia, prospettiva che considera l’Antico Testamento un documento storico da studiare al pari di qualsiasi altro per cogliere la realtà socioculturale. Nel 1878, propone uno studio comparato tra istituzioni sociali e religiose dei popoli semitici, concentrandosi sulla dimensione sociale e collettiva della religione. Scopre un’omologia tra attività religiosa e identità sociale: conformarsi o meno ai rituali pubblici segna lo stato di relazione tra individui e comunità, rafforzando nei partecipanti il senso di appartenenza a un unico corpo sociale.

Studio del sacrificio

Lo studio dell’istituzione sociale del sacrificio non è un atto di donazione per ingraziarsi un favore, ma un rituale di comunione tra la società e una divinità che rappresenta simbolicamente l’unità della società stessa.

Altri metodi di comparativismo

  • Frazer: Ultimo esponente dell’evoluzionismo vittoriano, scrive "Ramo d’oro", una raccolta di fatti dal repertorio etnografico. Il passaggio da una forma di pensiero a un’altra è il risultato di una lenta maturazione delle facoltà mentali dell’uomo. Le fasi sono: uso della magia, religione e scienza.
  • Mc Lennan: Scrive "Primitive marriage" nel 1865, sostenendo la precedenza del sistema di discendenza matrilineare e constatando l’infanticidio femminile e il ratto rituale della sposa. La donna è l’elemento più importante del gruppo, ma anche di fragilità. A fronte di carenza femminile, alcuni popoli adottano l’esogamia, altri l’endogamia. Si riconosce la via materna, poi con la comparsa della proprietà sorge il desiderio di trasmettere i beni ai figli.

Linguaggio, pensiero, simbolo: Müller

Müller, professore di filologia comparata, insiste sul nesso pensiero/linguaggio. Il suo obiettivo è basare l’antropologia su basi filologiche, in quanto gli evoluzionisti considerano il linguaggio puro artificio comunicativo. Definisce il linguaggio come lo spirito di un popolo con cui si trasmettono le idee e si oppone al darwinismo, in quanto considera la continuità uomo/animale. Il linguaggio è il fattore essenziale dell’evoluzione del pensiero umano.

Religione e mito

Müller studia la religione e il mito, considerandoli tentativi di esprimere il senso dell’infinito, una sensazione comune a tutti gli uomini dell’esistenza di un mondo al di là del sensibile. Anche le religioni primitive esprimono lo stesso sentimento. La teoria del simbolismo religioso afferma che, per esprimere l’inesprimibile, gli uomini ricorrono a simboli che nelle antiche religioni non erano personificazioni della divinità, ma i migliori emblemi disponibili per rendere l’idea di regolarità e tangibilità.

Le origini dell'antropologia americana

L'America e il problema indiano

L’America cerca di definire sé stessa attraverso la considerazione del suo contrario, la vita del selvaggio indiano. Per gli europei, il selvaggio è una figura letteraria e, successivamente, un oggetto di colonizzazione. Per gli americani, è un ostacolo fisico e ideologico. Nel 1803, con la conquista della Louisiana da parte della Francia, cade il proclama di Giorgio III riguardante il confine occidentale delle colonie. Gli Stati Uniti espandono a est, trasformando il confine in una frontiera, e con la conquista del west si verifica un genocidio.

Per tutto l’Ottocento, i governi USA occupano le terre degli indiani, attraverso deportazioni e guerre, fino alla totale conquista del continente. Nel 1886, con la resa di Geronimo, si conclude la conquista, e la sconfitta degli indiani entra nel folklore americano.

Concezioni sull'indiano

  • Negativa: Essere di natura crudele e corrotta, stadio primitivo della natura umana, occupa irrazionalmente terre che i bianchi sfrutterebbero meglio.
  • Positiva: Buon selvaggio, innocenza primitiva che garantisce la natura positiva su cui si sviluppa la nuova società.

Morgan, difensore degli indiani

Nel 1851, Morgan pubblica "La lega degli Irochesi", la prima descrizione scientifica di una tribù. Descrive l’organizzazione sociopolitica delle sei tribù della federazione irochese. Osservazioni sui sistemi di parentela: lo zio paterno è considerato un fratello, la zia materna una sorella. Le tribù sono divise in gentes (clan) con nomi animali. I membri di esse, anche se di diverse tribù, si considerano discendenti di un antenato comune e quindi fratelli tra loro.

L’interesse di Morgan è l’effetto che tale sistema ha prodotto sull’integrazione delle sei nazioni. La lega è una federazione di tribù legate a valori comuni con un sistema di organizzazione democratico ed egualitario. È un popolo degno di rispetto. Secondo Morgan, la democrazia americana poteva dimostrare la sua superiorità risolvendo il problema indiano sulla base degli stessi principi egualitari.

Morgan studioso della parentela

Nel 1871, con "Sistemi di consanguineità e affinità della famiglia umana", Morgan si interessa scientificamente ai sistemi di parentela, osservando somiglianze tra indiani e asiatici. Sostiene l’origine asiatica dei pellerossa, distinguendo due grandi gruppi di sistemi di parentela: il sistema classificatorio e quello descrittivo. Il primo non distingue i parenti consanguinei dagli acquisiti, mentre il secondo segna l’inizio della civiltà, dove la protezione dello stato sostituisce quella dei parenti.

Morgan, teorico del progresso

Nel 1877, con "Ancient Society", Morgan studia diversi temi, tra cui la terminologia della parentela e lo sviluppo dell’idea di governo o proprietà. L’evoluzionismo è il quadro ideologico del suo lavoro. La storia dell’umanità segue linee parallele di sviluppo, ognuna con tappe successive, a partire dallo sviluppo di tecniche di sussistenza. L’evoluzione è periodizzata nella sequenza selvaggio/barbaro/civilizzato, con sottoperiodi caratterizzati da invenzioni e scoperte.

Ogni periodo si esprime in invenzioni e scoperte che individuano le fasi di sviluppo e sono indici di progresso di ogni fase storica. Dopo Morgan, vi è una tendenza a dissociare l’indiano oggetto di scienza da quello oggetto di violenza politica. Nel 1888 nasce la rivista ufficiale dell’associazione degli antropologi statunitensi, "American Anthropologist".

Estensione del sistema delle riserve

Le riserve dovevano produrre l’immagine illusoria di una società. L’America cerca di definire sé stessa attraverso la considerazione del suo contrario, la vita del selvaggio indiano. Per gli europei, il selvaggio è una figura letteraria e, successivamente, un oggetto di colonizzazione. Per gli americani, è un ostacolo fisico e ideologico. Nel 1803, con la conquista della Louisiana da parte della Francia, cade il proclama di Giorgio III riguardante il confine occidentale delle colonie. Gli Stati Uniti espandono a est, trasformando il confine in una frontiera, e con la conquista del west si verifica un genocidio.

Lo sviluppo dell'antropologia americana: Boas e la sua scuola

Empirismo ed evoluzionismo

L’esito di una serie di operazioni ideologiche nei confronti della situazione di emarginazione delle società indiane. Dopo Morgan, l’antropologia americana oscilla tra il descrittivismo assoluto e la tendenza ad esasperare l’interpretazione evoluzionista.

Il particolarismo storico di Boas

Con Franz Boas, l’antropologia americana acquisisce una fisionomia definita. Nel 1896, con "I limiti del metodo comparativo dell’antropologia", Boas opera una rottura decisiva nei confronti della tradizione antropologica dominante in America e dei principi generali del metodo storico. Boas nega ogni valore allo sforzo di costruire una storia sistematica uniforme all’evoluzione della cultura, basata sull’assunto che tratti culturali simili presso popoli distanti fra loro sarebbero apparsi indipendentemente e non avrebbero avuto una comune origine storica.

Boas si oppone agli evoluzionisti, convinti che l’origine dei fatti culturali simili fosse anch’essa simile (unità psichica del genere umano), e concludevano che esistesse un sistema superiore secondo cui l’umanità si è sviluppata ovunque. Boas produce esempi relativi alla possibile origine diversa. Per esempio, le società totemiche, considerate una caratteristica universale presso i popoli primitivi, secondo Boas sono dovute alla scissione di clan riuniti.

Obiettivo dell'etnologia

L’obiettivo dell’etnologia, secondo il metodo storico (o particolarismo storico), è la conoscenza delle culture nella loro singolarità. Nel libro "Organizzazione sociale e società segrete degli indiani Kwakiutl", sebbene convinto di poter sfuggire agli esiti speculativi delle teorie evoluzioniste, Boas dimostra che l’empirismo etnologico, cadendo nell’illusione dell’oggettività assoluta, si rivela il mezzo più diretto per riprodurre un pregiudizio etnocentrico. Per Boas, la società occidentale è l’unica dotata di una vera economia.

Determinazione dei processi psicologici

Nel 1930, nel saggio "Alcuni problemi di metodo nelle scienze sociali", Boas sottolinea la necessità di determinare i processi psicologici che operano nello sviluppo dei fenomeni culturali, cioè come l’individuo, reagendo alla propria cultura, contribuisce a modificare i modelli sociali di comportamento. Il criterio che permette di qualificare valida un’inchiesta etnografica risiede nella fedeltà con cui l’etnologo sa cogliere la realtà sociale nella rappresentazione che di essa si facevano i membri della popolazione studiata.

Superorganico e configurazioni culturali: Kroeber

Nel suo studio "Spiegazione mediante cause e origini", Kroeber definisce l’arte degli indiani Araphao (decorativa e con significato rappresentativo) come prodotto di simbolismo e decorazione. Non si può spiegare quale dei due fattori sia prevalente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Guaraldo Alberto.
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