FILOSOFIA DELL'UOMO II – Antropologia filosofica II
Padre Gabriel Ascencio 17/02
Prima parte
1. Contesto storico
2. Comprensione filosofica delle “Dimensioni” dell’uomo
3. Conclusioni e transizione
Seconda parte: Dimensioni
1. Corporeità
2. Storicità
3. Intersoggettività
4. Sessualità
5. Culturalità
Struttura
1. Fenomenologia
2. Fase storica
3. Fase filosofica (processo, fondamento, intreccio D-persona)
4. Ai confini della F PRIMA PARTE
Antropologia – Persona - Dimensioni
1. Contesto storico del discorso sulle dimensioni della persona
1. Storia dell'antropologia e del concetto di persona
E' dal 1930 che i filosofi iniziano a usare il concetto di dimensione.
Quale contesto, quale intento nell'usare il concetto di dimensione?
Come la storia tocca l'antropologia?
L'antropologia è sempre toccata dal tempo, fin da quando l'uomo ha iniziato a interrogarsi sulla sua
esistenza, ma le tematiche sono cambiate.
- La storia della filosofia come disciplina filosofica ha una data di invenzione? Chi l'ha inventata?
Hegel.
- All'interno della filosofia, c'è una materia che si chiama antropologia.
Quando è nata l'antropologia?
Con B. Groethuysen, nell'800
Esiste una storia delle dimensioni? No!
4 PERIODI STORICI dell'antropologia:
Parola chiave Fa riferimento a... Prospettiva L'uomo è un...
1. Antichità Uomo Mondo Cosmologia Essere nel mondo
(2 sensi) Metafisica
2. Medioevo Persona Dio - Relazioni Teologico Spirito incarnato
Metafisica Aperto all' Ass
3. Modernità Soggetto Oggetto Epistemolog Conoscitore e
utilizzat di oggetti
4. Epoca contempor Individuo Società Sociologia Membro di un
gruppo X
Frege: distinzione tra SENSO e DENOTAZIONE (Sinn und bedeutung)
Es. Venere: stella del mattino e stella della sera. Cambia il senso ma non la denotazione.
Stiamo dicendo sempre uomo, ma cambia la prospettiva!
Denotazione: quello che noi siamo.
Ma qual'è il senso della parola uomo? Due sensi fondamentali:
– Può indicare una specie, senso biologico, animale razionale
– Corpore et anima unus
Sviluppo dei periodi:
1. Antichità
Fra tutti i viventi c'è un vivente che si chiama uomo. Che differenza? E' razionale. Ma non è tutto.
Importante la differenza tra anima corpo. Per Platone fra i 2 c'è estrinsecismo, più2 che 1. Per
Aristotele l'uomo è più 1. Unità sostanziale. Dualità.
2. Medioevo
Cambia il senso, non la denotazione. Non si può comprendere la persona nell' isolamento. Indica
sempre un rapporto con le altre persone. La parola persona esisteva, ma il suo contenuto è stato
modificato. Se non ci fosse stata la fede cristiana noi non avremo mai scoperto il significato
specifico della persona. Persona sussistente e aperta all'assoluto. La persona si riveste di una
trascendenza, prima l'uomo era nel mondo, non lo trascendeva, va oltre il mondo.
3. Modernità
Cambia la problematica. Riguarda il rapporto fra le scienze e la filosofia. L'uomo è quindi soggetto
a un divenire, cambia la prospettiva! 19/02
Per la prima volta il problema non viene più da me, ma da fuori, le scienze naturali, le scienze
galileiane. Cartesio è una persona che cerca di trovare il modo di rapportarsi con la novità delle
scienze che si andavano sviluppando. Cartesio però conosceva bene anche la filosofia e ha capito
che si metteva davanti a ogni studioso una nuova domanda: fin dove le scienze possono estendersi?
Cartesio capi che non si poteva pensare che le scienze prendessero tutto, ma una buona parte.
La res extensa non stava prendendo posizione in campo antropologico, ma è una presa di posizione
in campo epistemologico. Tutto ciò che è res extensa lo concedo alle scienze. Riconosco che c'è
almeno metà del regno che appartiene a me. Il regno del pensiero e dei suoi oggetti continua a
essere proprietà della filosofia. Le idee sono contenuti mentali! Una volta che la filosofia dichiara di
non avere più competenza in ambito di res extensa, la filosofia non rivela più la sua profondità. La
scienza tratterà solo dell'estensione.
– Res cogitans: Filosofia
– Res extensa: Scienze
C'è una seconda parola importante per Cartesio: METODO
Quello che colpiva molto tra gli intellettuali era che le scienze avevano trovato il metodo giusto.
Bastava applicare il metodo per ottenere risultati certi. Dunque se il vecchio A aveva detto “si
incomincia con l'oggetto, questo indica un metodo, e applicando il metodo all'oggetto si ottengono
dei risultati, cioè la scienza.
Cartesio fece così: c'è un unico metodo universale che si applica a ogni oggetto.
Scompare la diversità di metodo, unico metodo!
O > M > R
Tutto viene piegato a seconda delle esigenze di questo metodo.
Le difficoltà di fondo vengono acuite.
Kant, al di là dei suoi risultati lascia un retaggio ai posteri, 3 separazioni, spaccature.
1) La 1 riguarda la filosofia a tutto campo:
– Critica della ragion pura: studia la res extensa sotto il punto di vista della res cogitans
Ente fisico
– Critica della ragion pratica
Morale
– Critica del giudizio
Finalità sotto 2 prospettive, 1 delle quali è l'estetica
Kant quando li ha trattati li ha trattati come regni separati: ognuno è autofondato, è separato.
Ognuno ha in sé il proprio a priori, il proprio fondamento. Riappaiono le divisioni: ente fisico, bene,
finalità. Tommaso distinguendole non le separa. L'ente è unito al bene che è un suo trascendentale.
Ci sono ponti, collegamenti, che Tommaso sa trovare. Kant ha smembrato tutto. Quasi tutti i filosofi
hanno dovuto fare a pugni con questa cosa. Come superare la divisione kantiana fra bene, essere e
finalità.
2) La seconda separazione riguarda l'antropologia più da vicino.
Per lui la divisione si pone fra:
– Persona
– Mondo
Negli scritti di Kant non si trova un approfondimento del termine persona.
E' stata un intuizione non sviluppata.
3) La terza separazione riguarda i metodi: per applicarlo all'uomo ha distinto 2 metodi:
– Metodo pragmatico, ciò che di concreto si vede nell'uomo. Solo il SINGOLO.
– Metodo Teorico, universale, ciò che nell'uomo c'è sempre e dappertutto. Solo il TUTTO.
Si esprime con leggi e principi universali. Ma se perdo ciò che è concreto, il peso dell'individuo!
Ma Kant cerca un altro approccio, ciò che è particolare, individuale.
Problema: non trovare il ponte di collegamento: due visioni dell'uomo. “camaleonte”. Dov'è
l'unificazione dell'oggetto che è uno. Kant non è riuscito: separazione, due metodi, due vie.
Si può leggere tutta l'antropologia post-kantiana come sviluppo di una delle 2 linee.
Linea teorica > Idealismo tedesco, perde l'individuo, perde la sua identità. Fichte, Schelling, Hegel
Linea pragmatica > Kierkegaard, quello che esiste non è l'uomo, ma il singolo, non la verità, ma
solo la mia verità, rischio di relativismo.
Tentativo di sintesi con idealismo, sempre a partire da un tutto, che unifica. Ma si perde l'individuo!
Invece la linea pragmatica dimentica il tutto per il singolo.
Ma...un antropologia non si può fondare se non c'è nel singolo qualcosa di non singolare!
Il problema più importante era: quale prospettiva predominava? Universale, pragmatica, sociale...
Ma finchè la cornice era la 1 preoccupazione, le cose andavano male.
4. Contemporaneità
Ma a fine 800-inizio 900 arriva la luce: rinnovamento antropologico contemporaneo.
Nuovo capitolo. Primi 50 anni del secolo scorso. Lì si sviluppa il discorso sulle dimensioni.
3 sono soprattutto le correnti che hanno rinnovato la filosofia, l'antropologia:
– Fenomenologia: Husserl: “verso le cose stesse!”.
– Personalismo: Mounier
– Dialogico: Buber
Che cosa ha reso la fenomenologia così importante? Ha riaperto il discorso antropologico.
Dove cominciare? Mi occupo di metodo? Nuovo metodo? Perchè nuovi metodi? A seconda
dell'oggetto, del problema, il metodo. La parola d'ordine di Husserl è “verso le cose stesse!”
Fra il 1918 al 1929 hanno visto la luce una q notevole dei più interessanti studi antropologici.
Due grandi fonti antropologiche:
– Classica (Aristotele, Agostino, Tommaso)
– Moderna (Siemel, Gaspers, Driesch, Buber, Guardini, Scheler ecc...)
Esplode una nuova visione dell'uomo.
5 di loro dicono quasi con le stesse parole: “Ci siamo resi conto che non conosciamo l'uomo”
Buttiamo tutto e ripartiamo. 24/02
2. Il periodo contemporaneo: il rinnovamento antropologico
L'antropologia ha ricevuto quindi un grande sviluppo nei primi 40 anni del 900.
1. FENOMENOLOGIA
Husserl
Non ha scritto di antropologia, perchè al suo tempo l'antropologia era una disciplina di scienze della
natura, anatomia, prospettiva biologica. Capisce che ci sono diverse prospettive praticabili. Lui non
capiva, associava la prospettiva biologica all'antropologia. Ma trasmette ai suoi studenti la sua
passione. Tre suoi studenti sono: Max Scheler, Heiddegger, Edith Stein, assistente di Husserl.
Tutti e 3 hanno scritto di antropologia, alla luce del maestro. 3 visioni dell'uomo.
Husserl quindi non si occupa di queste cose, ma trasmette ai suoi allievi.
Fino all'arrivo di Heiddegger era il professore più ricercato.
Nel 1900 Husserl ha un incontro importante con Frege.
Psicologismo: corrente riduzionista al pensiero umano. Tutto ciò che si muove nel pensiero è un
insieme di processi mentali, organici. Husserl cade nelle reti dello psicologismo, ma lui capisce che
non è la verità! Frege gli fa capire che doveva cambiare tutta la sua impostazione, trova la via per
uscire dallo psicologismo e da un' altra malattia, la separazione fenomeno-noumeno.
3 PAROLE CHIAVE, medicine per guarire da queste 2 malattie:
a) Significato: lottando contro lo psicologismo, Husserl fece una distinzione tra
– Noesis : processo, lo psicologismo vedeva solo dei processi. Un contro è il processo, un altro
è il contenuto.
– Noema : contenuto, significato. Riscoperta dell' INTENZIONALITA'. Era stato dimenticato.
Cartesio crea il problema del ponte. Ha il suo cogito, l'occhio che vede i concetti, le idee, contenuti
mentali. Ma poi c'è l'oggetto esterno. Ma posso io dire che la res è così come io la vedo? No!
Problema del ponte: 1. Io, 2. Idea, 3. Res. Il terzo in Cartesio viene perduto, non lo considera.
L'intenzionalità è capire che è possibile guadagnare il contatto con la res!
3 X 1: actu exercitu = nello stesso atto in cui conosco la cosa io conosco la cosa, me stesso e il mio
atto di conoscere. Husserl ha capito che ogni volta che c'è un atto di conoscenza, c'è una vera
conoscenza dell'oggetto, di me stesso e dell'atto con cui sto conoscendo. Quello che ha permesso
alla fenomenologia di dire che conosco un contenuto che non è solo un idea, ma è la realtà!
Husserl sosteneva che il significato delle realtà umane sono manifeste nei fenomeni. Il fenomeno
non è solo ciò che sta in me come separazione del noumeno, ma per Husserl nel fenomeno è
accessibile l'essenza o noumeno.
Questa malattia viene quindi guarita tramite la nuova concezione dell'intenzionalità. Nel fenomeno
è accessibile il noumeno.
Per Husserl ciò che sto conoscendo è di ordine antropologico.
b) Metodo: secondo Husserl si chiama l' INTUIZIONE DI ESSENZE, intesa come intellezione.
Intus-legere. Le essenze sono i fenomeni. E' possibile cogliere l'intenzionato in 2 modi:
– In quanto particolare: l'essenza si coglie a contatto di un particolare (es. da amico a
amicizia). Intuizione di essenze a partire dal caso particolare.
– In quanto essenze
Sia Husserl che Max Scheler hanno capito che non c'è un unico metodo! Non si può applicare
all'uomo quello che si applica al mondo fisico! All'interno dello stesso metodo bisogna distinguere.
Max Scheler era preoccupato di trovare il metodo per il singolo oggetto. Scheler rispettava
l'oggetto, era esso a dire quale tipo di metodo applicare.
Critica all'uomo centauro (mezzo cavallo- uomo) di Aristotele. L'uomo appartiene al mondo degli
animali, poi ha qualcosa di particolare. Finchè noi non eliminiamo questa idea di uomo “animale
razionale”, non possiamo applicare un metodo all'uomo. Non possiamo fare così perchè tutto l'uomo
è specifico. Non posso prescindere dall'uomo razionale e andare a vedere l'uomo passionale,
tendenziale, anche in ciò che è comune all'uomo e all'animale c'è la differenza, c'è specificità, non
posso dividerle! Anzichè dire animale razionale, Husserl diceva che l'uomo è un “Essere così”, che
riguarda tutto l'essere. L'essere dell'uomo è inscritto in ogni sua manifestazione. Dunque applicare
un metodo specifico! Non solo per la sua razionalità. No! Dappertutto. Tutte le sue espressioni sono
sempre dotate di un “così” che non permette di trascurare quella particolarità.
c) Espressione: Husserl, riflettendo con Frege, ha capito che l'uomo va pensato in un modo anti-
cartesiano. Non possiamo separare res extensa e res cogitans. L'uomo va pensato come una struttura
avente un interno e un esterno, che sono sempre a contatto, zona osmotica. Quello che sta fuori di
noi, lo interiorizziamo. Una volta che abbiamo ricevuto qualcosa possiamo manifestarla,
dall'interno all'esterno. ESPRESSIONE. Tutto ciò che gli altri capiscono di noi è un campo di
espressione. L'uomo non è da pensarsi come una cassaforte. “L'uomo è il suo volto”. Proprio per
questa struttura unitaria, diventa possibile capire qualsiasi vissuto umano. Prima dell'arrivo della
fenomenologia era difficile fare un trattato sull'amore, la gioia...ora invece sapendo che tutte queste
cose si manifestano, bastava andare a vedere all'interno. Tutto l'uomo è uno schermo, dove vengono
proiettate tutte le cose che lui esperisce. Vissuto: Erlebnis, esperienza vissuta. Mettendo in rapporto
ogni cosa che c'è nell'interno dell'uomo, posso trovare la sua espressione.
2. PERSONALISMO
J. Maritain: personalista, grande studioso di Tommaso.
Personalismo: tipo di ombrellone, grande, che raccoglie dentro di sè diversi orientamenti.
Affermare la centralità della persona in mezzo a tutti gli altri esseri.
Ogni grande corrente trova antenati. Peter Jacobi, Kierkegaard, semi di personalismo.
I primi veri personalisti sono:
– Renouvier (1903), conia il termine personalismo
– Maine de Biran
A partire dal 1923 Mounier, il grande teorico del personalismo, inizia a pubblicare una rivista,
Espirit, come un organo di diffusione di queste nuove idee. Ha permesso una larga diffusione.
Attivo sul fronte sociale. Attento ai problemi. Tre grandi scuole nascono: Parigi, Dublino, Monaco.
Ci sono 5 tratti che contraddistinguono il personalismo.
1. Differenza: la persona spicca fra tutti gli esseri del creato. Tutta la persona (contro uomo
centauro) è completamente differente dal resto. Carica di particolarità, qualcosa di speciale. Grande
differenza! L'ambiente intellettuale andava verso il riduzionismo: materialismo, evoluzionismo. Le
correnti che perdevano la differenza erano molte.
La persona è diversa in ogni suo aspetto! Se è diversa ha bisogno di un metodo diverso.
Parallelismo tra fenomenologia e personalismo.
2. Dignità. Argomento reale e pratico. C'è un modo di trattare ogni singola persona! A livello
sociale, dobbiamo tenere conto che essendo la persona specifica, unica, possiede una dignità
inviolabile.
3. Soggettività. Sempre in sintonia con l'interno- esterno della fenomenologia, ci chiediamo
“qual'è la prospettiva più ricca nei confronti della persona?”. La persona è dotata di interiorità e la
visione che ognuno ha di se stesso è la più ricca. Va privilegiata. Io capisco la profondità dell'uomo
nella prospettiva soggettiva. Filosofia della soggettività, esperienze, emozioni. Visione totale
dell'uomo.
Ora gli aspetti interni diventano argomenti filosofici di prim'ordine (amicizia, odio, tristezza,
amore...). Se diamo tanto peso alla soggettività, c'è da equilibrare la socialità. L'uomo è capace di
soggettività, ma è anche dotato di...
4. Socialità, essere chiamato a vivere con gli altri. Una parte dell'essere umano è accessibile
soltanto se vive con gli altri. Un uomo che non sa vivere con gli altri non avrà mai una soggettività
sviluppata. Dobbiamo vedere le conseguenze politiche.
5. Tradizione giudaico-cristiana. Quasi tutti i pensatori si nutrono di trascendenza. Non
disdegnano la rivelazione come fonte di filosofia.
Centri di sviluppo:
1. Parigi con la rivista Espirit.
Marcel, Maritain.
Poco alla volta comincia a nascere il personalismo. Interscambio fra fenomenologi e personalismo.
Scheler si interessa di personalismo.
2. Monaco. Fenomenologia aperta al personalismo.
Roman Ingarden, trasferito a Lublino, e diventa il ponte per far arrivare a Lublino il personalismo.
3. Lublino. Corrente polacca. Karol Wojtyla. Accanto a Maritain si muove per cercare la
congiunzione fra tomismo e personalismo.
NB. Rapporto tomismo-fenomenologia/personalismo
Possono trovare
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