Compiti dell'antropologia filosofica
M. Horkeimer
Che senso ha la mia vita? Il senso significa direzione. In che direzione vado? Cercare dei principi assoluti che giustifichino le mie azioni nel loro complesso. Principi assoluti cioè universali per tutti alla stessa maniera. I principi relativi sono quelli personali. Ciascuno pretende che i principi relativi siano immanenti, scaturiscono dalla vita e non hanno riferimenti esterni alla vita individuale, i principi assoluti sono trascendenti e valgono per tutti perché vanno oltre la vita individuale.
I principi sono la norma che dovrebbe giustificare la mia vita. Dovrebbero giustificare il complesso dell’agire umano. Una delle caratteristiche dell’umano è l’azione. Il lavoro è azione. Intelletto si manifesta nell'azione. I principi assoluti orientano l’insieme del mio agire. Il fatto che manchino è il segno di una crisi, qualcosa non va, vacilla. (Principi della rivoluzione francese: assoluti). Crisi in senso etimologico molto forte. Verbo greco crino, separo distinguo e critico. La radice di crino è sqr che è la stessa radice di scoria. Sistema andato in pezzi, in frantumi, frammenti. Non esiste più un insieme di norme ma sono pezzetti che schizzano via. Ecco la crisi. Non più riferimenti. Senza direzione. Definizione sperimentabile: esempi senso di precarietà.
Rapporto questa situazione con il compito dell’antropologia, riscontra una situazione di crisi e mancanza di orizzonti. Venir meno degli organismi sociali e comunitari. Struttura famiglia, associazionismo. Problematico definire il rapporto individuo società natura. Io sono in rapporto con la società più o meno ampia, il mio rapporto con questa comunità è difficile da definire quando non andiamo tutti nella stessa direzione perché non condividiamo. Basti pensare alla vita politica del Paese. Democrazia della rete (5 Stelle) il mio rapporto con la comunità diventa problematico e devo costruire un rapporto nuovo. Il rapporto con la natura, io appartengo ad un contesto naturale. Il mio corpo è natura. Ma nel momento in cui compare la possibilità di fecondazione artificiale, cyber-creature. Il mio rapporto con la natura va ripensato, ridefinito. La crisi porta con sé la difficoltà di definire i rapporti tradizionali. Non stiamo facendo un discorso sociologico o psicologico. Una delle strade che l’antropologia filo ha iniziato a seguire è stabilire un rapporto con la biologia ampliando le domande sulla spiritualità. Area di indagine delle neuroscienze, in che misura la dimensione psicologica può ricondursi a quella biologica. È difficile un senso e una direzione alla mia esistenza. Tutto questo dobbiamo rapportarlo all’esperienza individuale.
J. Habermas
Io vivo nella società. Esprimo manifesto la mia umanità nel contesto sociale. Vuole dire essere incardinati all’interno della società. L’antropologia vuole individuare i punti critici evitando l’assolutizzazione. Evitando il rischio che il mio essere sociale sia l’unico. La dimensione psicologica emotiva non è tutto l’essere umano, c’è qualcos’altro. Esercitare il pensiero critico significa aprire orizzonti al più dell’essere psicologico, biologico. Totalità dove tutte le dimensione sono insieme. Senso di apertura come metodo filosofico. Mai radicalizzare.
O. Macquard
Propone uno spostamento dalla storia alla natura. Occupiamoci della condizione umana dalla sua condizione naturale, biologico. Come l’uomo interviene sulla natura attraverso la cultura. Cultura esercizio dell’intelletto. Risultato del pensiero. Sollecitato da domande. Quando l’uomo crea una cultura impalata sulla natura (modifichiamo la struttura umana e l’ambiente) l’uomo variabile permanente perché cambia sempre. Cambia ma rimane presente, permanente nel mondo naturale. Assume forme diverse polimorfismo, cambia forma anche il rapporto con la natura a seguito dell’elaborazione di culture. (Esempio Galileo grandi esplorazioni.) pluralismo, le culture sono molte contemporaneamente. Ci sono culture che non conoscono il concetto di universalità, è occidentale che ha a che fare con il relativismo. Linea comune lungo queste tre proposte. Creare ponti interazione tra l’ambito filosofico e l’ambito delle singole scienze. L’uomo è collocato dentro un contesto sociale e naturale.
L’uomo è sempre privo di qualcosa. Rispetto agli animali. Strutturale condizione dell’uomo: invulnerabile e più fragile allo stesso tempo. A quella carenza strutturale ovvia aprendo nuove possibilità con la forza dell’uomo. Non ha gli strumenti biologici per affrontare i problemi biologici. Ma ha la possibilità di aprire nuove via di sopravvivenza attraverso la cultura come risultato di operazione dell’intelletto. Intelletto vs ragione. Intelletto facoltà che conosce l’esperienza sviluppando una cultura a partire dai fatti (scienza tecnologia). Kant facoltà che assicura la scienza. Ragione facoltà della metafisica dell’astrazione massima. Kant vernuft. Intelletto facoltà che produce cultura per ovviare le mancanze della natura umana. L’antropologo filosofico mette insieme per costruire un modello integrante: tecnologie scienze attività rituali. Tutte queste forme vengono messe insieme e tenute insieme da un modello integrante dalla antro filo.
Ecco la concatenazione concettuale. Dal punto di vista metodologia devo imprimermelo nella testa. Concatenazione tra i concetti di questa materia e le altre.
M. Scheler
La posizione dell’uomo nel cosmo. Cosa c’è di umano nell’essere umano. Cosa distingue l’uomo dagli animali. Se prendiamo come criterio l’evoluzionismo biologico vediamo che c'è una continuità tra l’animale e l’uomo. Le forme di adattamento confermerebbero questa umanità se indaghiamo sul rapporto tra essere umano e mondo riconosciamo che c’è un mondo proprio. L’essere animale si fa un’immagine del mondo con cui è a che fare. È oggettivo perché c’è ma ognuno lo vede con i suoi occhi; l’uomo pure lo filtra e modifica. Dovremmo parlare di esattamento e non adattamento. Nella parola adattamento: i nostri organi si adattano per far fronte al cambiamento dall’ambiente. Nell’uomo sono poche perché ha l’intelletto. Esattamento non è indotto dall’ambiente naturale ma è ambiente tecnologico che ha costruito l’uomo. L'uomo è in difficoltà, con l’intelletto crea tecnologia per sopperire e vive in un ambiente che l’uomo stesso ha creato ma deve modificare il fisico e mente quindi non è adattamento ma esattamento. L'ambiente che ho creato mi obbliga a modificare me stesso. Cosa diversa tra l'essere umano e gli altri esseri animali. Qui sta il salto dell’io rispetto agli essere animali.
A. Gehlen
L’uomo ha la capacità di porre fini e scopi verso i quali andare e costruire la vita in base agli scopi.
Pico della Mirandola
Altro aspetto è uomo senza specializzazione organica ma ha la libera esistenza in un mondo che lo sottopone a modificare il suo pensiero e atteggiamento. Questa libera esistenza in un mondo sorprendente ruota intorno all’es del logos per far fronte alla mancanza organica. Il logos inteso come linguaggio/ragione/intelletto si esprime in tecnica e atti con cui modifica la realtà. Uomo carente tratto distintivo adattamento con temrini limitati e condivide la creazione di un mondo soggettivo, vede il suo mondo come gli animali non si adatta solo ma producendo il mondo soggettivo è costretto a modificarsi in base a quello non specializzazione organica ma producendo tecniche si crea una natura.
Pico della mirandola: dio creò l’uomo quasi libero artefice di sé stesso, no forma organica determinata ma lo creò in modo tale che potesse decidere se alzarsi con l’intelletto o abbassarsi come i bruti. Condizione della crisi. Tutte le cose che abbiamo detto diventa no esplosive nel contesto tardo moderno. Uomo che dai primi decenni 800 fino ad oggi. Uomo che h attraverso varie culture tra l’800 e oggi. 2 sistemi vanno frammentandosi: io/self. Perché uso io o self. Io soggetto di una frase (cogito ergo sum, penso dunque sono. Qui l’io, ego è forte e assume il proprio essere pensante come verità. Il grado di verità che devo misurare lo rapporto al grado di certezza che ho dicendo penso dunque sono. Sono talmente certo di ciò che passo usarlo come metro.) Self: riflessivo e complemento oggetto. L’io giustifica se stesso; il self diventa oggetto delle cure di qualcun altro, diventa fragile ed esposto alle difficoltà. Se dico io dimensione di forza e dominio. L’io entra in crisi e non è più dominatore al punto di aver bisogno di cura (self).
Quella della slide prima verità semplice: proposizione vera attesta dal fatto: verità conformità tra detto e pensato e i fatti. Adaequatio rei et intellectus. Ci sono verità anche difficile. Bonhoeffer: bambino padre ubriaco. I compagni lo prendono in giro: il bambino dice che non è vero. Il commento che fa il filosofo è possiamo dire che è vero o falso. Da un punto di vista di una verità sottile in realtà esprime l’affetto, esprimendo l verità della relazione. Che nega la verità immediata, semplice.
Uomo in crisi per assenza di appoggio sull’io e sulla verità. Come mai questi due macro concetti entrano in crisi? Massificazione- individualismo: massa che inghiotte il singolo individuo, omologazione, tutti uguali. (Prodotto esclusivo ma ce l’abbiamo tutti), l’individuo scompare, comunicazione immediata che non tiene conto delle differenze personali. Individualismo: agisco in base a ciò che provo io sento io non è più Cartesio ma si differenzia in base ad ogni essere umano.
- Decomposizione delle forme associative: effetto collaterale dissolversi delle forme di società di forme sociali come la comunità ampia dello stato, la crisi dello stato (democrazie ai totalitarismi, ridefinizione della forma stato degli ultimi anni, dibattito sul sovranismo, Brexit crisi forma associativa Europa) (famiglia patriarcale alla famiglia nucleare alla famiglia allargata alla famiglia arcobaleno.
- Capovolgimento del rapporto uomo-cose: la tecnica è il mezzo o il fine? Sofisticatezza dei mezzi raggiungimento fini senza scopo. Uomo asservito alla cosa alla tecnica perché definisce gli scopi della sua vita. Non sono padrone ma è la tecnica che determina la mia vita. Quanto decidiamo noi di aprire il telefono in pausa o quanto sia implicito aprirlo? Quanto è necessario e quanto la necessità ci sovrasta?
- Disagio dell’immanenza: l’uomo che esce non ha nemmeno i quattro picchetti per una tenda, essere esposti e sperimentare la solitudine (massificazione non riconosco l’altro). Rispetto a questa situazione problematica percorriamo una strada.
Soluzione: indagine sul concetto di persona troveremo meccanismi attraverso i quali mi riconosco (riconoscenza del sé) e relazioni.
Termini chiave – Glossario
Articolare in modo essenziale alcuni termini che useremo e su cui torneremo. Devono essere compresi per essere utilizzati in altri contesti.
1. Disagio dell'immanenza (no trascendenza)
Immanenza opposto di trascendenza, contesto in quale la verità il senso l’orizzonte vengono ricavati dall'interno del nostro mondo, persona individualità. Ciò provoca disagio non ci fa stare bene, decidiamo la nostra vita in autonomia ma questa fiducia non ci garantisce fiducia.
Charles Taylor
Disagio nel fatto che se riconduco tutto al contesto di vita il rischio è che non ci sia nulla si significativo oltre a me stesso, rischio di eliminare tutto ciò che non è riconducibile a me stesso rischio di capire che non ho tanta fiducia. Io crea verità per sé ma pretendo che quella verità sia oggettiva. Ciascuno crea una verità su misura, vuole pretende che sia valida universalmente. Risultato relativismo, no punti di incontro, ciascuno pretende di avere ragione.
Cause: no psico o socio ma filo. Dove le troviamo? Passaggio epocale: concezione funzionale di uomo alla concezione di uomo come individuo. Concezione funzionale: tipicamente antica greco cristiana origine nella Grecia. V sec a.C. Atene concezione condivisa dalla mentalità greca (Platone, Aristotele e Socrate). Che cos’è il bene per l’uomo? Per rispondere dicono che dobbiamo porci un’altra domanda chi è l’uomo? Qual è l’ergon dell’uomo? Qual è la funzione dell’uomo? È esercitare la parte razionale dell’uomo, l’anima dotata di logos. Un uomo sarà buono quando eserciterà la ragione. Il bene per l’uomo in questo caso è dentro il suo ergon. Diciamo che è buono quando sviluppa il suo ergon più proprio. Il bene dipende dalla sua essenza. Un uomo è un cattivo quando contravviene la sua natura. Questa concezione resiste fino all’illuminismo con gli autori tipo Diderot Kierkegaard etc ciò che è bene non è ciò che p bene per l’uomo ma ciò che è bene per me. Chi dice che una cosa è buona? Io come individuo diverso da ogni altro. Cambiamento di straordinaria portata. in base a criteri contrastanti alla razionalità: soggettivismo irrazionalistico.
In base a cosa decido? Nietzsche e Freud. Nietzsche dobbiamo passare dal così fu al così volli sia fosse. Mi è capitato devo subire (così fu) a ho deciso io quello che mi è capitato, lo tratto come se fosse una mia decisione, prendo in mano le redini della mia vita. (il peso più grande) per Freud è l’inconscio: dimensione non controllata dalla ragione dall’io. Servitore di tre padroni, non ha uno spazio. Padroni: es, super io e esterno. Stabilire relazione tra filosofia e altre scienze dell’uomo, nasce in mezzo alla crisi, soluzione persona.
Disagio dell'immanenza
Il problema è che questa dimensione individualistica prescinde da un orizzonte comune e si impone un soggettivismo che fa appello prevalentemente alla sfera emotiva per decidere. 2 casi di Nietzsche e Freud. Immanenza provoca condizione di disagio/difficoltà perché facciamo fatica a non avere punti di riferimenti. Si presenta almeno in 4 forme: nichilismo, relativismo, narcisismo e atomismo sociale. Categorie attraverso le quali cerchiamo di conoscere il mondo nel quale viviamo per capire le caratteristiche dei propri interlocutori.
Nichilismo
Radicale e profonda. Dal punto di vista storico: la prima seria traccia di nichilismo contemporaneo Turgenev in padri e figli romanzo piacevole si legge agevolmente. In questo romanzo anni 60 dell’800 compare un protagonista nichilista: in nome della scienza (giovane medico) fa piazza pulita dei valori della tradizione, la distrugge e si affida solo all’apporto della scienza e della tecnica. Il secondo punto essenziale è Nietzsche che distrugge tutte le certezze. Filosofare con il martello. Precarietà contingente sociale e psicologica dal punto di vista filosofico diventa più profonda. È la condizione umana che è precaria e non avendo principi a cui affidarmi la precarietà diventa assoluta (precarietà maggiore: morte.). non c’è un’essenza delle cose, cos’è l’uomo? L’uomo è un animale destinato a soffrire e morire. Non c’è una cosa in sé, non c’è un sostegno non c’è un’ancora di salvataggio. Dürrenmatt il tunnel. Sale sul treno e il treno imbocca il tunnel e questo tunnel non finisce. L’impiegato non vede l’uscita del tunnel, il treno va più veloce e va talmente veloce che si spacca ma non c’è una fine del tunnel, viene risucchiato dal nulla. Non è definibile, non ci sono punti di riferimento. Risucchiati dalla vita senza che noi lo vogliamo. Esempio del lago. Cosa significa? I valori supremi si svalutano. Valori principali sono quelli platonici e quelli cristiani.
Come mai sono qua se io non ho deciso di venire al mondo? L’uomo moderno credere in valori alterni, si avverte il vuoto che ci risucchia e la povertà dei valori. Conosce l’origine dei valori per non crederci più. La fede non c’è più. Non si crede a nessun valore. Tutto ciò di concretizza nel 125 della gaia scienza detto dell’uomo folle. Lanterna è la ragione ed è accesa di giorno quindi inutile. Dio è stato ucciso, spugna che cancella orizzonte, si precipita in un infinito nulla. Morte di dio killer gli uomini. Affinità con secolarizzazione e laicizzazione dei valori. Quando intende dio non intende solo la tradizione cristiana ma anche quella platonica paolina, da Platone e il modo in cui san paolo ha trasmesso i valori cristiani.
Metafisica andare di là del mondo fisico passandovi attraverso. La radice della filosofia occidentale è metafisica tipo Platone. La seconda navigazione (prima la navigazione a vela) noi spieghiamo la realtà con le robe fisiche. Ma il vento può venire meno, non posso affidarmi alla prima navigazione ma alla seconda: remi. Se la fisica non spiega più uso la metafisica. (es. cos’è una cosa bella? Rischio relatività. Possiamo però affidarci all’idea di bellezza che vale per sé stessa che non dipende dallo sguardo di ciascuno). Cristianesimo per la sua struttura.
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