Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

turistica.. prende corpo l’idea di un patrimonio culturale dell’umanità(fonte tra l’altro di grandi mete

turistiche). Ma questi monumenti o posti da visitare si presenta come un oggetto di consumo in un

mondo dove lusso e comfort appiattiscono la vita quotidiana.

3.ambivalenza dell’andata e del ritorno:del passato e del futuro. I viaggiatori dell800 viaggiavano

per raccontare per scrivere. Fin dalla partenza immaginavano il ritorno e lo sguardo con il quale il

viaggio sarebbe stato riconosciuto, un viaggio senza tempi prestabiliti. Il turismo è invece un attività

di intrattenimento limitata nel tempo. Le vacanze sono un momento atteso sicuramente in quanto ci

permettono di staccare dalla routine quotidiana ma è un momento misurato.le immagini sono

fondamentali:prima della partenza sono tantissime:schermi televisivi agenzie turistiche depliant

ecc) permettono di vedere le cose prima di vederle veramente e il viaggio di conseguenza si

presenta quasi come una verifica. La produzione di ricordi rimane una parte importante ma filmini

foto ecc avranno si al ritorno una funzione simile a quella della scrittura ossia permetteranno si di

avere dei ricordi ma nn racconteranno il passato piu precisamente offriranno una narrazione in cui

vengono messi in scena dei personaggi. Cercando di filmare il mondo egli pretendono di dominarlo

o quanto meno di dominare le persone che vengono filmate per il loro “costume caratteristico “ ecc.

Vi è l’illusione che un viaggio ci permetta di conoscere gli altri, ma gli altri dovrebbero essere un

oggetto di incontro anche all’interno dei nostri confini invece le persone divengono oggetti da

visitare non da incontrare.

4.si ricollega al nostro mondo in generale dove ormai la sua rappresentazione è in qualche modo piu

forte della sua realtà o cmq diviene difficile riconoscere la differenza. Il mondo diviene finzione

esattamente come i luoghi da visitare: Euro Disney.

Il mondo attuale si suddivide in due tipi di spazi:nonluoghi rifugio:quelli dei campi della

migrazione o della fuga e i nonluoghi dell’immagine: fatto di copie e simulacri.

Un’altra forma di viaggio è quella finalizzata alla scoperta di se: sicuramente soprattutto nellì800 il

viaggio era considerato un esperienza che permetteva un doppio spostamento;: spostamento nello

spazio, e all’interno del proprio io.

Anche oggi questa forma di viaggio non è affatto assente.

Purtroppo al giorno d’oggi siamo invasi da mezzi di comunicazione e da immagini che ci

immergono indipendentemente dalla nostra volontà. Potremo si gestire l’immobilità tramite le

nuove tecnologie ma saremo ancora dei viaggiatori?

La comunicazione in un certo senso è l’opposto del viaggio- nel viaggio le esperienze ti permettono

di conoscere te stesso di formarti, nella comunicazionesi presuppone che ci siano identità bven

riconoscibili. Il turismo ha più a che vedere con la comunicazione e non con il viaggio..

Il viaggio è analogo alla scrittura che talvolta ne costituisce il prolungamento, il turista consuma la

propria vita il viaggiatore la scrive. Molti dei romanzi piu noti sono viaggi o cmq percorsi..

Vi sono tre forme di oblio: il ritorno: l’impossibile ritorno al punto di partenza ad esempio come

nell’odissea presuppone l’oblio di tutto quanto è accaduto fra il momento della partenza e del

ritorno. La sospensione:presuppone quell’impossibile arresto del tempo al cui inseguimento talvolta

si lanciano la poesia e il romanzo. Una pausa, è lo scalo che precede una nuova partenza. E

l’inizio:l’aprirsi al tempo, al nuovo.

Il viaggio vuole essere insieme progetto parentesi e ricordo ossia passato presente e futuro, la

narrazione invece ha a che vedere con un passato che si apre al futuro con tutte le incertezze del

presente.

Oggi assistiamo ad un appiattimento del tempo:le tecnologie della comunicazione pretendono di

abolire ogni distanza spazio temporale. Le immagini hanno il primo posto inu n mondo dove

tentano progressivamente di sostituirsi alla realtà..

Le rovine hanno sempre qualcosa di naturale, il paesaggio in cui si trovano o semplicemente il cielo

stellato. Ogni paesaggio esiste solo attraverso lo sguardo che lo scopre, presuppone almeno un

testimone.il paesaggio viene descritto da un uomo ad altri uomini e la potenza descrittiva delle

parole per poter esprimerne la bellezza non deve tradurre ma suscitare l’immaginazione e

l’emozione. Ma fra il lettore e l’autore che descrive nessuna complicazione. Ognuno immagina il

proprio paesaggio e questi non si incontreranno mai.

Oggi la scoperta del paesaggio è divenuta sempre piu difficile:moltiplicazione delle autostrade,

degli spazi urbani ecc in piu si ampliano i nonluoghi(spazi della comunicazione

spettacolarizzazione e di consumo)molti restauri tentano di far rivivere il passato ma non fanno che

strappare quelle singolarità che fanno parte delle rovine e che le rendono oggetto di percezione di

un tempo puro trasformandole in spettacolo. I nonluoghi sono assenti di umanità e non si coniugano

ne al passato ne al futuro. Oggi vi è una ricerca del tempo una necessità di vivere il tempo e la

storia. Ognuno di noi ha bisogno di legami e l’uomo per non sentirsi solo deve riconoscersi nel suo

passato come ha bisogno di paesaggi per ricordare o per perdersi o ancora semplicemente per

emozionarsi. La scrittura e i paesaggi sono simbolici:ci parlano di cio che abbiamo in comune e che

tuttavia per ognuno di noi resta diverso.

VOYAGE AU CONGO

Racconto di Gilde da cui l’autore è rimasto molto colpito. Egli non era molto interesaato

all’etnologia ma si ritrovo perso nella bellezza delle sensazioni che provo. Il tema del ritorno nel

suo racconto diviso in tre tempi:il viaggio la redazione del diario e le letture che seguirono. Egli era

introverso ma molto preso dalla bellezza dei paesaggi a cui si lasciò incantare inoltre ottimo

osservatore di persone e situazioni. Il racconto è di una rara freschezza espressiva. Egli visse alcuni

momenti di sospensione che si identificarono con momenti di solitudine ai margini

dell’accampamento del villaggio dove egli scrive: poche cose mi hanno commosso piu di questa

vista.

IL TROPPO PIENO E IL VUOTO

La realtà odierna è sempre più orientata verso la spettacolarizzazione del mondo e l’immagine si

edifica a reale rappresentante. In questo contesto prevalgono sempre più i non luoghi ossia quegli

spazi- come supermercati aeroporti ecc – orientati principalmente attraverso l’immagine, al

consumo e alla comunicazione. Questi nonluoghi si somigliano tutti da una parte perche hanno

caratteristiche comuni e dall’altra perché si sono in un certo senso “gia visti” sui depliant sui

cartelloni, nelle agenzie in tv ecc. sono quegli spazi che fanno parte di un mondo colorato

ridondante, sono spazi del “troppo pieno” hanno come caratteristica essenziale l’eccesso. Negli

aeroporti ad esempio vi è un eccesso di servizi, banche, agenzie, ipermercati televisioni radio ecc e

ovviamente un ecesso di esseri umani., le file si allungano, le sale d’aspetto non si svuotano…

Gli spazi vuoti fiancheggiano o talvolta sostituiscono quelli del troppo pieno in fasce orarie diverse.

Spazi vuoti si inseriscono fra le vie di circolazione e i luoghi di vita, fra ricchezza e povertà, un

vuoto che talvolta viene decorato talvolta totalmente abbandonato.

L’architettura contemporanea non mira all’eternità ma al presente, un presente sostituibile

all’infinito. Un edifizio viene sostituito con un altro, sono intercambiabili, la sua durata oggi puo

essere calcolata, stimata.la città attuale è cosi oggi l’eterno presente ed eventi architettonici che

vengono concepiti come attrazione per migliorare la qualità estetica della nostra città spettacolo. Il

fascino dei cantieri terreni incolti in attesa ha sedotto cineasti, romanzieri e poeti. I cantieri sono

spazi poetici, vi si puo fare qualcosa, contengono una promessa. Essi risvegliano ricordi, fingono

per noi da rovine. Oggi le sostituzioni sono il contrario delle rovine, permettono l’esistenza di un

eterno presente cancellando il passato. Il dramma è che noi oggi applicchiamo ala natura lo stesso

atteggiamento che infliggiamo alle città. Ma la natura maltrattata reagisce:ghiacciai si ritirano, mari

si prosciugano, deserti che avanzano, specie che scompaiono.

Le rovine non sono che tempo che sfugge alla storia, un paesaggio un insieme di natura e cultura

che si perde nel passato ed emerge nel presente come un segno senza significato. Oggi le macerie

non hanno il tempo di diventare rovine esse pongono immediato il problema di come sbarazzarsene

e di che cosa usare per sostituirle.

PAESAGGIO ROMANO


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

6

PESO

69.87 KB

AUTORE

Menzo

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia Culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Moro Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Antropologia culturale

Antropologia culturale - Levi-Strauss - appunti
Appunto
Antropologia culturale - L'antica biblioteca di Alessandria - appunti
Appunto
Opera di Becker
Appunto
Riassunto esame di Storia della Filosofia, prof. Antonio Gargano, libro consigliato Filosofia moderna, A.Gargano
Appunto