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Antropologia culturale dei digital media

Ugo Guidolin

Le tecnologie digitali

Le tecnologie digitali sono onnipresenti, pervadono sempre di più la nostra realtà, la nostra cultura, viaggiano con noi, tracciano il nostro passaggio e i nostri comportamenti. Estendono la nostra esperienza in un campo unificato di esperienze in rete, là dove la realtà organica dell’individuo si confonde con altre realtà: aumentata e virtuale.

L’alfabeto è un software. L’uomo viveva in una tribù e comunicava con i propri compagni con riti e simboli. Gli esterni non potevano capire perché non erano cresciuti con quel linguaggio. Ad un certo momento succede che si sente la necessità di poter comunicare con gli estranei. I fenici volevano vendere le proprie merci al di là del Mediterraneo.

Il linguaggio dei segni è un modo di impossessarsi del mondo. Un primitivo che disegna un bue trafitto dalla lancia, vuole comunicare che lui trafiggerà quel bue ma deve ancora farlo, ma sa che ci riuscirà perché disegnando ciò comunica a tutti che lo farà. Quello che un tempo faceva l’uomo primitivo, adesso noi lo facciamo con i social network. Pensiamo di possedere il mondo.

Lo storytelling

Lo storytelling colpisce le tue emozioni, ti senti protagonista di quella storia. Vuoi continuare a sentirla perché è un modo di fuggire dalle proprie paure. Lo storytelling crea storie catartiche, che ti liberano. Non siamo noi a governare i media, perché i media siamo noi da sempre. Comprendere il senso della trasformazione: non è sufficiente studiare solo le dinamiche prettamente tecnologiche. La tecnologia siamo noi, quello che facciamo, pensiamo, diciamo.

Concetto fondamentale di incorporazione

Il mio corpo non si ferma all’aspetto fisico, ma va oltre. Il nostro corpo si espande su tutti i media (digitali e non). Es: cinema – luogo di comunicazione diretto tra me e cinema, nessuno deve disturbarmi. Nel cinema si replica un sogno. Tutto ciò che può condizionare le persone è incorporazione. Gli oggetti sono estensioni corporee.

Antropologia

L’antropologia si colloca tra la sociologia e la psicologia. Dalla psicologia eredita l’aspetto cognitivo dell’esperienza nella relazione tra l’uomo e il mondo esterno e dalla sociologia prende tutto ciò che riguarda l’aspetto relazionale. La progettazione è incentrata sull’utente. Far partecipare l’utente alla creazione del prodotto. Generare degli scenari, scegliere protagonisti, personas, che sono profili fittizi che poi corrisponderanno a quel determinato profilo. Le persone poi entreranno a far parte di un processo, con idea, prodotto, soluzione.

Dinamica evolutiva dei media

Quanto tempo intercorre dall’invenzione di un media ad un altro? Medium: mezzo in grado di trasmettere informazioni e il cui utilizzo sia universalmente riconosciuto.

  • 3000: Globalizzazione del linguaggio. Nascita dell’alfabeto con i greci che creano le sillabe.
  • 1450: Primo grande potenziamento della scrittura. Nasce la stampa a caratteri mobili. Non tutti gli avvenimenti sono rivoluzioni. Per esempio, la stampa a caratteri mobili di Gutenberg non è una rivoluzione ma un potenziamento della scrittura già esistente.
  • 1847: Elettrificazione e trasmissione in rete. L’elettrificazione da qui diventa essenziale, è il trampolino che darà il via a tutti i seguenti eventi regolati dall’elettrificazione.
  • 1877: Telefono (il telegrafo anche se considerato un medium, noi non lo teniamo in considerazione perché è uno strumento non usato dall’utente finale ma dall’esperto telegrafista). Il telefono introduce un concetto fondamentale, quello di interattività, interazione attraverso la rete. Prima di allora nessuno aveva mai avuto bisogno di un’interfaccia per comunicare con qualcun altro.
  • 1985: Nascita della virtualità: l’elettricità non si vede però è fondamentale. Per un uomo era incredibile vedere le città illuminate di notte dalla luce. Era come vivere di giorno anche di notte. Pazzesco. E questo meraviglioso fenomeno si proietta anche a teatro, con spettacoli che rappresentano l’apoteosi di questa nuova tecnologia. L’elettricità è spettacolo, l’uomo non ne percepisce ancora l’utilità e l’importanza, l’elettricità è magia e fantascienza. Mentre la costruzione della macchina a vapore è evoluzione tecnologica perché l’uomo ne sente il bisogno. Con la tecnologia nasce quindi anche la dimensione magica/artistica/multimediale, i mezzi da qui nascono per intrattenere l’uomo, dargli uno svago. Mentre prima nascevano per dare informazioni e spiegare.
  • Steve Jobs: noi siamo all’incrocio tra tecnologia e arte. I mezzi di comunicazione non sono mezzi di informazione ma esperienze che l’uomo prova e vive con tutti i suoi sensi.
  • 1920: Radio
  • 1930: TV, nasce la concezione di ordinarietà della comunicazione. TV e radio ereditano tutte le caratteristiche inventate prima tranne l’interattività perché infatti non sono interattivi. Sono mezzi one to many ma non many to many o many to one.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stc.iusve di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale dei digital media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Guidolin Ugo.
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