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L’antropologia culturale è interessata agli usi e costumi di TUTTO il mondo

(costumi anche quotidiani) —> riflessione: COSA È LA NATURA UMANA.

proverbio popolare.

L’antropologia culturale è anche interessata al

Vi è una sorta di antropologia nell’antichità: se andiamo a vedere, accanto alla

descrizione filosofica classica (Socrate, Platone…) vi sono anche i Sofisti che

ritengono che i costumi degli altri per loro sono razionali (come i nostri sono

per noi).

L’interesse per i costumi degli altri lo troviamo giá dalle origini.

L’antenato delle origini della storia antropologica: ci rifacciamo a Erodoto. Egli

descrive in modo interessante i costumi di molteplici popoli (cosa mangiano,

come vivono, vestiario) descrive i popoli che ha visto o che ha sentito

nominare, aspetto interessante è l’IDEA DI RELATIVISMO DEI COSTUMI

(fondamentale per antropologia) sinteticamente è l’Idea di relativismo

culturale. Gli antropologi sono dei relativisti. I costumi e gli usi di un popolo

appartengono ad essi e NON SONO UNIVERSALIZZABILI.

Il nostro modo parte dal principio che vi sia una tecnologia che ci aiuta. Questa

idea viene tradotta poi in un concetto: I MODELLI CULTURALI SONO TUTTI

RELATIVI.

Erodoto afferma che vi è stata un’epoca in cui i persiani e i greci: rito funebre,

alcuni seppellivano i morti e altri li bruciavano e nessuno dei due popoli era

disposto a cambiare usanza (perché ritenevano che i modi opposti ai propri

fossero disumani).

Il concetto che noi troviamo e che è un concetto antropologico della RELATIVITÀ

DEI COSTUMI.

In realtà parlare dei costumi degli altri normalmente comporta anche un

giudizio. I giudizi sugli altri sono spesso DISCRIMINANTI. Ci vuole una certa

attenzione e disciplina mentale, quindi l’antropologo dice che esiste una sorta

di modello mentale, etnocentrismo, che parte dall’idea “quello che ci

riguarda è il meglio, razionalità pura”. Etnocentrismo è un problema che l’

antropologia inizia ad affrontare. Il problema è: questi illuminai, come Erodoto,

hanno interessi a vedere le culture degli altri, vivono nelle società in cui le idee

sono diverse,riconoscono i costumi degli altri li definiscono come barbari e

cinquistadores)

sottosviluppati, immorali (come i una delle ragioni per cui le

antiche intuizioni non sono diventate una scienza è che hanno convissuto con

giudizio non positivo, un altro motivo è che non vi è un gran metodo. Il

problema del metodo verrà posto dall’illuminismo.

etnos,

Prima tavola etnologica: popolo. I popoli che sono sulla terra sono tutti

derivati da questa coppia: Noè e i suoi figli. E hanno detto che ORIGINE UMANA

È UNICA (nella Bibbia sono scritti tutti i popoli)

PROBLEMA BIBLICO: il fatto della diversità dei Popoli e costumi, di pensare la

vita, aveva portato a dire che allora il Padre eterno aveva fatto delle prove

prima di creare Adamo ed Eva bianchi – teoria pre-adamitica. I suprematisti

bianchi degli USA ritengono che non siano della stessa umanità dei neri.

Teoria poli genetica afferma che l’umanità non è una.

Gli uomini si sono sempre studiati gli uni con gli altri, e hanno sempre visto che

hanno comportamenti diversi, il problema è che non hanno mai riflettuto su

due problemi: 6 37

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1. Riflessione del giudizio sempre negativo Tacito: studia i costumi dei

Germani per stigmatizzare

2. Non è semplice entrare nella mentalità degli altri “gli altri sono

meno razionali”

Rousseau: il buon selvaggio:

Violenza problema di tutte le comunità. 10.10.2017

Mœurs des sauvages

Opera importante nel 1724

américains: comparées aux mœurs des premiers temps

JOSEPH-FRANÇOIS LAFITAU :

Abate gesuita che va a lavorare fra gli indiani del Canada, con alcune

molto cattive,

popolazioni considerate irochesi o comunque i popoli dei grandi

laghi. Egli propone un metodo di come entrare in contatto con gli altri.

Egli è un missionario e la sua idea è convertire quei popoli perché non sono

cristiani. È interessante che lui ha un interesse specifico per le lingue e cultura

di questi popoli.

Egli impara la loro lingua quindi può affermare certe cose riguardo al popolo

(considerato feroce e selvaggio). Lafitau afferma che la loro fama è dovuta a

ciò che si dice (che è approssimativo) perché egli ha vissuto insieme a loro,

vuole smentire gli stereotipi nei loro confronti. Essi erano considerati dei grandi

andava

guerrieri ma nessuno di loro poteva essere obbligato a fare la guerra (

solo se voleva, fino a quando non si stancava ) Lafitau comincia a parlare di

popoli di cui molti parlano e che solo pochi conoscono bene egli descrive in

modo analitico i costumi (come vivono, come è la loro famiglia)

Questo testo che nasce come pratica missionaria oggi è un testo storico. Vi è

un altro aspetto interessante: egli è un sacerdote cattolico, ha un problema: è

un intellettuale che si confronta con una mentalità degli inizi del ’700 (che col

tempo diventerà persistente) con una mentalità per certi versi anticlericale,

illuminista; l’obiezione seria che gli arriva da questi intellettuale è “come si fa a

dire che c’è una sola religione quando questi popoli esprimono religioni

completamente diverse ed estranee, incomprensibili?” Allora la sua

preoccupazione è anche descrivere la sua professione, si rende conto che essi

hanno una maniera di ragionare poco comprensibile. L’esistenza di questi

popoli mette in discussione la veridicità della famosa tavola biblica.questa

faccenda 60 anni prima di Lafitau aveva prodotto la teoria pre-adamitica (vi

sono varie umanità, NO una sola) PROBLEMA: “questi popoli sono un errore?”.

Egli è convinto che il Padre Eterno non abbia fatto degli errori, né nel aver

dimenticato i popoli e neanche di averli dimenticati: è convinto che ci sia

un’unica vera religione: quella cristiano-cattolica. Il suo libro è fatto di tomi: la

metà del primo tomo è dedicata all’intento apologetico, vuole dimostrare che la

religione di quei popoli non è contraria al pensiero cristiano, egli ritiene che:

1. La struttura religiosa è importante nell’esperienza umana (che si professi

o che non si professi una religione): l’interrogativo religioso è centrale

nell’esperienza umana. Egli parte da una tesi già pronta (la vera religione)

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quindi non può essere considerato un vero antropologico. La religione deve

essere uno degli interrogativi universali dell’esperienza umana, egli studia

bene la famiglia degli irochesi. L’antropologia deve molto ai popoli del Nord

America. Egli descrive inoltre l’abbigliamento degli eschimesi (fatto con

pelle degli animali, l’arco…) egli non ha visto gli eschimesi, li descrive sulla

riti funebri

base dei racconti che gli sono giunti. Egli descrive i

minuziosamente e con attenzione, e l’economia: essi vivono di agricoltura

(mais, patate, tuberi) essi coltivano in luoghi molto freddi quindi vi sono dei

problemi di resa, vi è la descrizione del ruolo della donna.

IL SUO CONCETTO: I popoli classici e i “nuovi popoli” (nel continente che è

stato scoperto da 200 anni di cui si sa poco) il concetto di comparare i

popoli è stato praticato dall’antropologia; la comparazione è un modo per

capire le culture degli altri, ma quello che interessa a lui non è trovare

somiglianze, ma: affermare che questi popoli hanno una radice comune e

che appartengono alla STESSA UMANITÀ, non sono un’umanità spuria; egli

ritiene che essi abbiano le stesse esigenze e la stessa umanità, essi

rispondono alla stessa maniera dell’esistenza. È una maniera abbastanza

ideologica, tutta la scienza e geografia hanno scoperto che tutti i popoli del

assurda,

Nord hanno origine Asiatica, quindi in realtà non ha detto una cosa

è arrivato alle sue conclusioni con la comparazione grazie alle sue idee.

Ritiene che l’umanità sia tutta comprensibile. Egli ritiene che siano popoli

che possano essere comparati agli antenati (logica elitaria).

2. Egli ritiene che questa religione non è in contrasto con quella crisitano-

cattolica, MA è la stessa. Ritiene che essi sian stati isolati per secoli e quindi

hanno avviato un processo di idealizzazione per cui un’idea “giusta” è

diventata degenerata. Questo concetto biblico religioso: vi è stata

degeneralizzazione dopo dei peccati. Ritiene che le convinzioni non siano

irrazionali ed eretica, MA ritiene che siano convinzioni coltivate con

incrostazioni non adatte, ma il nucleo è vero. Con ciò afferma di aver

dimostrato che c’è una vera religione interpretata male. Non è una cosa che

viene accettata, non è idea scientifica, fa parte del progetto culturale che

dice di voler dimostrare che il laicismo, ateismo… non hanno ragione di

essere, l’aspetto interessante è:

- Egli APRE LA QUESTIONE RELIGIOSA e del rapporto tra RELIGIONE E

CULTURA. Egli difende questa idea importante: che l’umanità è una e

che Dio non ha fatto errori quando ha creato gli irochesi. La

comparazione di questi costumi e popoli dimostra che hanno

un’appartenenza Europea (anche gli Irochesi sono un popolo

biblico, pur non essendo menzionati nella Bibbia).

- Egli inoltre fa notare che: scopre il principio matrilineare della

parentela: nello schema della parentela si riconoscono come parenti

solo i parenti della madre (in questo caso). Esistono inoltre società

patrilineare (si riconoscono solo i parenti del padre), gli irochesi

ritengono che i bambini siano della madre, e il padre non ha autorità.

Esistono due modelli di parentela:

1) classificatorio decide che tutte le donne della generazione della mamma

sono mamme (idem per padre) Lafitau: scopre che gli irochesi siano

matrilineari (molti popoli classici erano così, come i Lici). Queste famiglia

organizzano delle alleanze fra loro e quindi il modello famigliare è la prima

forma di organizzazione politica. Il modello politico non è nato come dice

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Hobbes, perché gli uomini decidono di aver bisogno di autorità per

contenerli, oppure come dice Rousseau come accordo di buona volontà, MA

è nata nelle società senza stato, basate su un modello sociale sulla famiglia

in cui le persone trovano le alleanze, creando un modello sociale senza aver

bisogno di uno Stato (clan, trubù= alleanze fra gruppi famigliari). I limiti dei

pensieri di Lafitau: egli non dice che vuole parlare di questi popoli ma li usa

per dire alcune cose, soprattutto l’intento apologetico evidentemente chiaro,

però bisogna considerare anche il rapporto che ha nell’approccio di questo

popolo (utilizzati per dire che lo stato di natura è ovunque). L’umanità oggi è

fatta di una minoranza di persone (mondo europeo e mondo nord

Americano) con uno stile di vita e una un percentuale di persone che vivono

in maniera indigena e sono tutelati da leggi nazionali. L’errore che facciamo

è pensare che l’uomo moderno “siamo noi”.

Uno dei temi che Lafitau ha proposto è quello del METODO: il problema del

metodo è interessante: è una questione che viene affrontata soprattutto dal

mondo francese, fanno delle società degli osservatori dell’uomo. L’idea è:

avvicinare gli altri è una scienza, è una fatica. Si fanno delle ricerche: es:

botaniche, linguistiche: è un interesse. La società degli osservatori

dell’uomo: da istruzioni per come si entra in contatto con gli altri, cosa

osservare. IL PROBLEMA DEL METODO È CENTRALE PER GLI ANTROPOLOGI

(anche per le tecniche) es l’idea di famiglia è diversa, i confini della famiglia

(“quanti siete in famiglia”).

sono molto estesi La relazione con la comunità:

vi sono diversi modelli di relazione.

Il metodo antropologico è l’osservazione del particolare. Dall’osservazione si

ricavano le parole e la parentela fra le parole.

Il mercato africano è dove si incontra il mondo e la merce. Osservazione del

particolare + documentazione. Uno dei problemi: il ricercatore sul campo

condiziona con la propria presenza. 11.10.2017

Orientamenti all’origine della nascita dell’antropologia culturale: prima cattedra

in UK nella metà ‘800.

Sintesi: popoli altri

 Come uomo occidentale si converte a studiare i (“selvaggi”)

 Sguardo e interesse per il mondo classico —> sensibilità (dal punto di

vista antropologico è positivo)

 Problematiche messe a fuoco dall’antropologia —> studio

1. importanza dei viaggi dentro la mutata sensibilità

2. Problema del come lavorare e come aiutare i popoli altri (componente

filantropica di attivisti dei diritti umani) interesse umanitario. Capire perché

mondo indigeno è dimenticato, come evangelIzzarli (sinodo). I primi

antropologici sono indirizzati a questo orientamento, hanno ispirazione

umanitaria e di stampo religioso.

3. Drammatica rottura epistemologica che è stata la teoria Darwinista

(drammatica perché ha cambiato modo di leggere l’uomo). 9 37

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IL VIAGGIO: primi 800 fine 700. Si moltiplicano persone e anche donne (le

grandi viaggiatrici). Il viaggio cambia l’aspetto. I viaggi dovevano ispirare. La

radice della nostra civiltà, mondo classico, era il modello di formazione

letteraria, filosofica, sociale.

Si cercano dunque i popoli che all’epoca venivano definiti “Di natura”.

Si va a vedere chi sono quei popoli, e non si hanno confronti.

Stato di natura positivo: “il buon selvaggio”.

Questi viaggi venivano effettuati dalle persone insieme Ad altri: SPEDIZIONI

SCIENTIFICHE.

La cornice nella quale queste persone viaggiano è strana, essi cominciano

insieme, vi è il medico, linguista, scienziato, botanico, esperto di animali e vi è

inoltre il pittore che deve descrivere gli ambienti. Vi è impronta naturalistica

popoli naturali

molto forte. Si riflette sul fatto che questi hanno lingue, forme di

famiglia…

MISSIONE ARTISTICA FRANCESE IN BRASILE 1816: uno degli effettivi

Napoleone era stata che la. Orte portoghese era scappata in Brasile dove si era

insediata per qualche anno. Questa aveva grandi rapporti con il mondo artistico

francese. Al punto che vengono mandati i pittori francesi a Rio per istituire

un’Accademia di belle arti (i francesi devono insegnare a dipingere ai

PARADISO SELVAGGIO

brasiliani). I francesi descrivono il Brasile come un ma

descrivono gli usi e i costumi di questi popoli differenziando la moda di San

Paolo fra le donne di origini orientali e poi descrivendo gli indigeni.

Gli INDIOS BORORO: essi sono un delle popolazioni più numerose del Brasile

e hanno dato molte suggestioni alla scienza antropologica,esiste una

enciclopedia bororo in almeno 6 volumi in cui sono descritte tutte le

caratteristiche di questo popoli (usi, costumi, lingue…)

J.B DEBRET 1839 VOYAGE PITTORSQUE ETNHISTORIQUE AU BRESIL:

Descrive la schiavitù. Componente social in difficoltà estrema, la morte è

precoce.

Vi è un testo di due missionari protestanti che sono andati nelle isole Fiji

“FIJI E I FIJANI” dicendo delle cose orribili: “non hanno cultura, sono

acconciano i loro

cannibali…”. Comincinao a dare la descrizione di come

capelli. Idea che vogliono descrivere: popoli degenerati, infatti alla corrente che

pensa ai popolo di natura come popoli innocenti, vi è anche chi ritiene che

siano degenerati ed incivili, immorali, e dietro vi è un modello biblico “il

peccato originale ha fatto dei disastri”.

Lafitau —> ritiene che vi sia malinterpretazione delle verità. Si dice che in

realtà questi popoli selvaggi abbiano evidente l’effetto del peccato originale.

Impostazione che si applica anche alla lettura di questi popoli, vi sono dibattiti

e polemiche. Vi è l’idea: se umanitá sia una o no, se esista una origine

monogenetica dell’uomo, o se invece non ci siano tante diverse origini. Allora

in questa fase abbastanza confusa di questo uomo occidentale. Abbiamo

orientamenti di tipo filantropico e orientamenti razzisti che ritengono che vi

siano altre umanità.

Altro elemento sviluppato in quegli anni: tutta questa componente di interesse

e preoccupazione sulla condizione di questi popoli porta alla nascita di società

filantrope che hanno lo scopo di studiare questi popoli nativi e di difenderli. Si

domandano cosa di deve e cosa si può fare per la difesa di questi popoli,

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sensibilizzazione sulla questione della schiavitù. Vi è forte componente

filantropica e umanistica soprattutto nella prima generazione di studios di

antropologia.

- James Frazer

- Edward Taylor

Essi sono dei personaggi con interesse filantropico. Studiano quei popoli anche

per proteggerli. 17.10.2017

PROTEZIONE

LE SOCIETÀ DI E DI STUDIO DEGLI INDIGENI:

In sintesi:

- Illuminismo e riflessione sulla dimensione universale della ragione

- Descrizione etnografiche dei popoli oggetto di azione missionaria o

raggiunti dai viaggiatori altri

- Riflessione sui problemi prodotti dal contratto coi popoli (schiavitù)

Questo fatto del mondo occidentale che si confronta con i popoli che fino a quel

momento ha prodotto situazioni particolari che sono durate nel tempo.

Un elemento interessante è la creazione di società che volevano difendere gli

aborigeni (concetto che non vuol dire selvaggio: ma persona che è nata li)

In particolare vi è una corrente del mondo inglese che si rifà ad un mondo

protestante, alle sette, ai gruppi dei quaccheri in questo caso che hanno f0orte

l’idea che l’Inghilterra deve fare qualcosa per i guai che ha causato in giro per il

mondo.

Da un lato vi è il pensiero illuminista e dall’altro una ricerca interessata a

studiare come vivono i popoli.

Antropologia culturale arriva tardi nelle università inglesi, con Taylor: università

anche inglesi avevano un riferimento al mondo classico: “dai selvaggi non si

impara nulla”.

L’atteggiamento è che da quei popoli si possa imparare. Tutto il pensiero dei

conservatori sono convinti che da essi non si impari nulla, c’è chi è convinto

che l’umanità non è una, che ci siano varie origini.

I problemi ai quali risponde la prima scuola antropologica (con paradigma

evoluzionista):

- Il paradigma evoluzionista ritiene che l’uomo sia culturale dalle

origine, l’uomo non impara a parlare, ma impara una lingua. Il concetto di

natura viene discusso e distrutto, non esistono popoli di natura. Sono dei

popoli degenerati come ritenevano alcuni missionari? Il paradigma

evoluzionista: No, sono popoli che stanno progredendo.

- Modello degenerazionista viene applicato quando pariamo di certe realtà.

Contrapposto all’evoluzionismo.

- Questione della unità del genere umano: non vi è differenza

qualitativa tra noi inglesi che hanno fondato questa scuola e gli indigeni.

Non vi è differenza qualitativa tra le 2 intelligenze.

Il paradigma evoluzionista e l’antropologia inglese:

Questi quindi sono sostenitori di questa teoria: Teoria Darwinista. 11 37

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L’evoluzionismo darwiniano offre un paradigma per la comprensione e lo studio

dei popoli primitivi. Vi è l’idea che i popoli si evolvano da un livello più semplice

ad un livello più complesso (idea di sviluppo in senso migliorativo) questi popoli

sono semplici, ma non significa che abbiamo la possibilità di sviluppare

competenze e idee più complesse. Vi è un’applicazione, in cui gli inglesi

vogliono “civilizzare” questi popoli. L’aspetto interessante POPOLI

I

POSSONO ESSERE LETTI “SU UNA SCALA” modello evoluzionista: applicato

inconsciamente: idea dello sviluppo, che i popoli cambino, evolvendosi e

modificando le tecniche. La scuola inglese per studiare l’evoluzione dei popoli

parte da un tema: TEMA DELLA RELIGIONE. Le istituzioni sono storiche e

l’antropologo deve leggerle in quanto tali, perché l’uomo è un prodotto della

storia. La religione significava: aprire un dibattito su mondo culturale

dell’epoca. RIFLESSIONE ANTROPOLOGICA:

La scuola antropologica inglese affronta il tema della religione e della sua

evoluzione (E.B Tylor, J.FRAZER, Robertson Smith) – intellettuali- appartengono

ad una categoria sociale: sono degli intellettuali borghesi abbastanza intrisi del

pensiero classista dell’Inghilterra di quell’epoca. Taylor parla molto bene dei

popoli primitivi ma non dei contadini inglesi.

Frazer: ossesisonato da studio biblico (bibbia come testo fondamentale da

conoscere bene) è interessato inoltre ai miti.

Robertson Smith: va a studiare le religioni del mondo ebraico e arabo.

Ad essi interessa la QUESTIONE RELIGIOSA:

Taylor afferma che molte volte vi è stata una scarsa attenzione e una scarsa

valorizzazione delle convinzioni religiose che sono state sbrigativamente

definite come “superstizione”. Intuizione molto interessante: quello che

qualcuno ha letto come “superstizione” secondo lui è un nucleo elementare di

religione. Anche l’animismo è una forma più arcaica del pensiero religioso.

Ritiene che se vogliamo leggere con attenzione scientifica il pensiero religioso

bisogna partire dalle idee elementari, come l’animismo, la magia: Frazer

studia tutti i riti magici-saper fare le cose, forze ed energie della natura a

vantaggio o svantaggio di qualcuno. Vi è un lato in comune fra pensiero

religioso e pensiero magico. Inizialmente dirà che la magia è una spiegazione

del mondo (come scienze e religione) ma poi affermerà che è un errore

logico.Errore logico= stabilire rapporto causa-effetto di due elementi che non

hanno relazione fra loro. Il pensiero magico stabilisce una relazione di causa

effetto tra due cose che non hanno relazione; la magia è una spiegazione del

mondo. La magia non è un non-pensiero. La magia risponde ad un bisogno

emotivo (non risponde ad un bisogno logico).

Per capire bene l’atteggiamento dei popoli primitivi si deve fare la definizione di

comportamento religioso anche a quelli che altri avrebbero definito come

superstiziosi. Quante sono le religioni nel mondo? Dipende, vi sono forme quasi

sconosciute.

ESSI COSA METTONO ALL’ORIGINE DELLE CONVINZIONI RELIGIOSE?

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Tylor: animismo: componente spirituale in tutte le cose per studiare la

 religione si deve iniziare da questa idea elementare, tutto ha un’anima.

L’idea di anima è universale e universalmente diffusa perché descrive

un’esperienza. Permette all’uomo di capire che esiste una parte fisica e

un’anima.

Frazer: parte dal concetto di magia: convinzione che la natura ha delle

 regole ordinate, quindi la magia è un’altra razionalità. Il mago pensa che

la materia sia energia.

Robertson Smith: parte da un’idea diversa: se vogliamo studiare

 l’origine e l’evoluzione del pensiero religioso bisogna partire dal concetto

di rito= pratica, insieme di atti che producono qualcosa. Egli ritiene che

non esistono religioni senza riti. Devono produrre qualcosa, benedizione,

rifiuto della violenza, purificazione… deve esserci inoltre una collettività.

La lettura di Robertson Smith: “non c’è rito se non vi è collettività” egli

studia molto bene la condizione del capro espiatorio (comunità riconosce

che all’interno vi sono delle forze negative, circola del male, della

violenza – si incolpa qualcuno- comunità si sente libera da forze negative)

Le religioni hanno dei riti per arginare e fermare la violenza. Il rito ha

 questo compito secondo R. Smith, che è quasi sempre positiva. Vi sono

molteplici riti, di diversi significati, non soltanto con lo scopo di integrare

ma disintegrare.

Opera di Tylor: introduzione sullo studio dell’uomo e della civilizzazione,

l’uomo non è arrivato perfetto sulla Terra, ma migliora con il tempo. 23.10.2017

Antropologia guadagna elementi utili alla riflessione. L’antropologia

evoluzionista (evoluzionismo inglese) apre il dibattito sul tema della religione,

risaltando alcuni aspetti come ad esempio l’evoluzione e i cambiamenti delle

religioni. Vi è un’ evoluzione che riguarda tutte le religioni e Tylor comincia con

il leggere questo aspetto, comincia con il definire la religione anche ad aspetti

che normalmente all’epoca erano considerati aspetti dal quale non era

impossibile imparare. Tylor propone una tipologia, ad esempio il termine

animismo viene proprio dalla lettura che fa Tylor: “tutte le cose hanno

un’anima”. La riflessione sul pensiero magico secondo Frazer: all’origine della

storia umana. Il pensiero magico è all’origine di certi percorsi che poi

diventeranno: religiosi o scientifici. Robertson Smith affronta il tema del rito e

della sua importanza.

RAPPORTO TRA RELIGIONE E VIOLENZA:

Tutte le religioni hanno il tema primo da affrontare, quello della violenza e del

male. Ritiene che le religioni (cita le religioni semite) hanno lo scopo di attuare

riti che esorcizzino la violenza (caso del capro espiatorio). L’aspetto

interessante dell’antropologia evoluzionista è il fondamento, la struttura

importante delle società più primitive, è la STRUTTURA RELIGIOSA (struttura

intesa come struttura di pensiero) e inoltre questa valorizzazione della

componente religiosa essi non la portano avanti, considerano che la religione

sia una sorta di sopravvivenza. È interessante che essi hanno posto le basi del

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filone della storia dell’antropologia (e della riflessione dell’antropologia

culturale) centrale ancora oggi.

L’antropologia evoluzionista inglese ha questo obiettivo e questo merito è il

tentativo di unificare il sapere sui popoli. Essi sono i primi a dire “da questi

primitivi

popoli possiamo imparare, perché ci dicono qualcosa di come eravamo

noi alle origini” esempio: fiabe popolari sono una sopravvivenza spesso di miti

arcaici e di riti arcaici. La questione posta dagli antropologi evoluzionisti al

cuore dei loro interessi riguarda le ISTITUZIONI (gerarchia religiosa è

un’istituzione) la domanda che loro si pongono è: come si evolvono queste

istituzioni? L’antropologo evoluzionista afferma che se studio l’uomo come

adattamento all’ambiente, devo studiare anche le sue istituzioni con un

metodo induttivo, anche la famiglia è un oggetto di studio interessante in

quanto è una istituzione che si è modificata nel tempo e continua a modificarsi.

STUDIO DELLA FAMIGLIA E DELLA PARENTELA: bisogna fare una

distinzione: quali materiali usano gli antropologi per studiare la famiglia e la

parentela? Ad esempio utilizzano le informazioni che arrivano dai popoli

australiani, che vengono considerati i più antichi della terra, studiano

soprattutto le società più arcaiche. Vi sono 3 personaggi:

“Il Matriarcato”

J. Bachofen, (1861) giurista di idee molto conservatrici,

 è un politico che ha studiato come si evolve la famiglia: definire la famiglia

non è semplice. La parentela cos’è? Egli non è mai andato a conoscere i

selvaggi che gli interessano, però conosce bene i miti romani e greci (è un

classicista), ha esperienze di famiglie non associabili a quella europea

monogamica e patrilineare (chi definisce la generazione è la linea paterna:

es cognome padre, per certi versi è una linea patriarcale: chi dirige la

patria podestà).

famiglia è il padre, infatti si parla di Egli ritiene che la

famiglia non è arrivata a questa forma patriarcale da subito, anzi, la famiglia

è un’istituzione storica e secondo lui arriva abbastanza tardi nella storia

dell’umanità: fa dei paragoni con dei popoli che si andavano scoprendo

all’epoca e quindi si inventa l’evoluzione della famiglia, dice che vi è stata

un’epoca in cui non vi erano regole e nemmeno divieti, ma poi vi è un’epoca

in cui emerge una importanza della componente femminile ed emerge una

tipologia di famiglia in cui non è la linea patriarcale ad essere importante,

ma è la linea materna: decidono che i parenti sono solo i parenti della

madre.

Il modello matrilineare esiste ancora e fuori dall’Europa è importante.

Questo vuol dire che le relazioni all’interno della famiglia sono tutte diverse,

vuol dire ad esempio che chi decide di mandare a scuola i figli può essere il

fratello della madre e non del padre (il padre può occuparsi dei figli della

sorella).Bachofen afferma che vi sia un’epoca in cui le famiglie erano

matriarcali (mito delle amazzoni: le donne che comandano) e addirittura

scrive un testo in cui ritiene che non bisogna stupirsi perché se andiamo a

vedere il mondo classico vi è il matriarcato mediterraneo, questo modello si

trova sia nel mondo classico e nei mondi che si vanno scoprendo. Quello che

si ricava da questa IDEA: questo modello matrilineare, MATRIARCATO è stato

superato ma poi arriva il maschio in cui impone il suo diritto maschile. Si

passa dalle mancanze di regole alla prevalenza della mentalità del potere

femminile alla ulteriore evoluzione del prevalere del diritto maschile. Vi è

l’idea della famiglia: non deve la sua esistenza alla naturale vocazione della

donna, ma è un modello sociale e in quanto tale cambia. Il passaggio dal

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matriarcato al patriarcato è una prevalenza dell’uno sull’altro quindi

Bachofen pone una serie di problematiche: evoluzione del modello

famigliare —> diritto di famiglia del ‘75 ha tolto una serie di norme (come

ad esempio questo principio di diseguaglianza gerarchica per cui il mariti è il

capo della famiglia)

John Ferguson McLennan (1827-82): il matrimonio ha più a che fare con un

 rapporto di non parità tra uomo e donna e con il fatto che in una qualche

maniera vi è bisogno della presenza e del lavoro della componente femminile

che poi viene acquisita anche con forme che non sono particolarmente

romantiche. Compie uno studio da teorico sull’idea di MATRIMONIO PRIMITIVO:

primitivo non è in senso dispregiativo. Egli lega il tema sulla famiglia a due

aspetti:

1. Evoluzione: da un modello oppressivo a forme più euguali

2. Famiglia e matrimonio rispondono ad una necessità economica: da uno

status e stabilisce delle regole tra gruppi di alleanza. Si passa inoltre da una

promiscuità sessuale ad una costruzione di una regola prima matriarcale e

poi patriarcali. Egli lega degli elementi che possono sembrare lontani fra

loro.

3. Morgan afferma che vi sono dei popoli, riferendosi agli Irochesi, che sulla

parentela fondano la prima forma di organizzazione politica. 30.10.2017

FRANZ BOAS:

Ha studiato sul campo alla fine dell’800 presso la terra di Buffin, luogo molto difficile

Eschimo= eschimesi

Boas non era pripio un antropologo di formazione, ma un geografo che aveva fatto un

dottorato in fisica.

Dalla germania (dove ha studiato) tra il 1884/1884 va nella terra di Buffin.

Egli è ebreo.

Vi sono 3 grandi aree della sua ricerca:

1. Ricerca sugli eschimesi (in epoca molto giovane) ricerca di geografia —> tema

rapporto e ambiente (cosa l’ambiente suggerisce in termini di opportunità, problemi..,)

2. Studio di una problematica che oggi è moderna, la problematica dell’integrazione

degli immigrati: finita la sua esperienza con gli eschimesi si trasferisce negli USA

(anche perché non vi è una bella situazione in Europa per le persone ebree), l’epoca in

cui vive all’inizio del secolo arrivano navi di migranti, ed egli si domanda che cosa e

come si possa mettere insieme a questa presenza di persone che venivano dall’Europa

e che erano persone povere con il mondo degli USA. Egli da esperto di aspetti fisici

affronta il TEMA DEL RAPPORTO TRA RAZZA E CULTURA.

3. Tema dell’arte: lo studio dell’arte condotto in particolare presso popolazioni

indiane che sono tutti i popoli della Culumbia Britannica (regione del Canada verso il

Pacifico) egli fa delle ricerche interessanti sullo studio artistico di questi popoli.

Come affronta il teme degli eschimesi e cosa risalta della sua opera a proposito di

questo mondo? Egli è stato un anno nel luogo e si è immedesimato nel loro clima,

rigidissimo. Egli ha una SUA IDEA che fa diventare una TEORIZZAZIONE, un paradigma

conoscitivo: se noi dobbiamo capire i popoli non dobbiamo metterli sulla scala

evolutiva, MA dobbiamo capire in che rapporto stanno con il loro ambiente, come

l’Amazzonia e il mondo artico che propongono diverse problematiche (problema

economico, climatico) caratteristiche di quell’Ambiente.

Tema del rapporto con l’ambiente per Boas: questi eschimesi sono in grado di

vivere in un ambiente fra i più difficili al mondi perché lo conoscono benissimo ed

15 37

Pagina di

hanno sviluppato in una maniera intelligente l’uso delle risorse (es: olio di balena per

la luce), hanno una conoscenza ed una capacitá di controllo dell’ambiente

inimmaginabile.

Esperimento: Boas prova a far disegnare le coste e scopre che egli sono in grado di

completare una mappa perfetta anche se non erano mai stati abituati a tenere una

matita in mano, esperienza che queste persone hanno grazie ai viaggi fa si che essi

abbiano sotto controllo tutto il loro ambiente, la teoria di Boas è che non è vero che

sono all’inizio della scala evolutiva, ma questo mondo culturale va letto come una

configurazione originale secondo cui questi popoli sviluppano al massimo le loro

potenzialità, le loro scelte sono intelligenti.

Boas propone un concetto che l’antropologia culturale accetta come DOGMA: concetto

di RELATIVISMO CULTURALE, ogni mondo culturale ha alcuni valori che

costituiscono il fulcro sul quale poi si sviluppa quel mondi culturale, in questo caso ad

esempio il rapporto con la comunità la forte solidarietà famigliare è un valore fondato

sul vivere insieme.

Esempio in negativo: gli anziani eschimesi quando si accorgevano di essere peso alla

(non

famiglia si isolavano, e si lasciavano morire per non creare problemi alla famiglia

andavano a cercarli) (suicidio altruistico)

Boas ci propone un concetto importante: questa civiltà è una civiltà molto fragile ma è

tale a tutti gli effetti. Tutte le società si devono studiare come una CONFIGURAZIONE

UNICA DI ELEMENTI: vi è l’idea che ogni cultura va letta prestando attenzione al

concetto storico geografico che la produce, ogni cultura è un’espressione originale. È

contro l’evoluzionismo.

Cultura che ha fatto idee creative.

AREA CULTURALE: area geografica nella quale si riscontrano complessi culturali simili

(famiglia, lingua) evitare i matrimoni misti

La società eugenetica sosteneva una teoria: —> popoli

devono avere qualità eccelse (California aveva prodotto leggi eugenetiche). Boas è un

ebreo immigrato di idee liberali. (1911) convince il governo ad attuare una

commissione che studia gli immigrati ed egli ne è il responsabile, insieme a vari

collaboratori ad Ellis Island fa un lavoro: misura faccia, altezza di tutte le persone che

arrivano, fa studi antropometrici: misure degli immigrati facendo attenzione agli

italiani, limitandosi alla raccolta di indici sulla popolazione. Porpone ricerche sugli

immigrati e nel 1911 pubblica un Report dove spiega il rapporto tra appartenenza

razziali e capacità mentali, spiega che il concetto di razza è falso.

Franz Boas (1858-1942):

Prospettiva ideografica

 Contro l’evoluzionismo: ogni cultura va letta prestando attenzione al

 contesto storico geografico che la produce,

Contro l’idea di una relazione tra razza e capacità intellettiva.

 Concetto di “area culturale” intendendo un’area geografica nella quale si

 riscontrano complessi culturali simili (famiglia, lingua)

PROBLEMA: non voler mescolarsi con persone che hanno caratteristiche fisiche

e mentali considerate non adeguate e preferibili. La faccenda di Ellis Island è

durata tutto il tempo della migrazione.

Se bisogna capire gli immigrati bisogna studiarli: Boas incaricato di effettuare

studi antropometrici degli immigrati di Ellis Island prestando attenzione

particolare agli italiani e fa una serie di comparazione.

I suoi libri verranno bruciati nel periodo del nazismo 16 37

Pagina di

Pubblica un libro in cui afferma:

- Razze non esistono

- Non è possibile fare dei progetti politici con l’idea di razza perché non è

scientifico

- Non vi è rapporto tra razza e capacità intellettuale

Egli propone un report in cui afferma che non è vero che si possa utilizzare il

concetto di razza per distinguere i popoli

(Un conto è il concetto di popolo, e un conto è parlare di razza)

Un popolo è definito da alcune cose, lingua, concezioni di tipo culturale…

Non esiste una configurazione fisica tipica di un certo popolo piuttosto che di

un altro (es: non esiste italiano tipico) Questa concezione pretende di trovare

delle somiglianze, delle omogeneità dove queste non ci sono e non possono

esserci. I popoli si sono organizzati in molteplici maniere ed eventualmente

potremmo ricavare l’idea che vi sono caratteri genetici che si uniscono.

Idea di razza non è scientifica dunque vuol dire che è IDEOLOGICA; che è

una costruzione ideologica con lo scopo di favorire un gruppo piuttosto che un

altro.

Egli cita espressamente la questione dell’antisemitismo che si sta respirando

nell’aria (era un ebreo) e afferma che queste sono visioni politiche, quello che

si vuole è costruire società di diseguaglianza.

Egli era di idee politiche liberali, idea che antropologia non dovesse limitarsi a

fare riflessioni teoriche, ma doveva avere un impegno nell’ambito sociale.

Quindi il suo punto di vista: si metteva contro tutte le associazioni eugenetiche

di stampo Darwinista (che preferivano dei popoli piuttosto che altri) egli si

mette contro un modo di pensare che sosteneva che esistesse una psicologia

della razza.

Idea che l’ambiente dice cosa imparano le persone e qual è la loro cultura, non

la loro appartenenza.

Boas afferma che bisogna studiare alcuni elementi, lingua, arte…

Concetto di cultura non ha più nulla di qualcosa di fisico, le culture sono quello

che quel popolo produce, sono una operazione mentale. Per capire un popolo

secondo Boas bisogna studiare la lingua, miti, religione...

TOTEM IN LEGNO

Il è come un albero genealogico della famiglia, è la

guida. Boas si

ricostruzione degli antenati mitici totemici degli animali

domanda a cosa servono le maschere. Definiscono un concetto stratto

(maschera del tuono, terremoto…)

POTLACH

Il è una ridistribuzione di ricchezze, si distribuiscono dei beni

e a volte li si brucia. Egli risalta diversi elementi di questi popoli che

vivono sull’arcipelago, essi amano l’arte ma la usano per tare il potlach,

danno grande importanza alla famiglia e hanno una lingua e per

commerciare con altri popoli ne usano un’altra.

ARTE PER BOAS: tutti i popoli hanno una idea di cosa è bello e cosa no.

L’estetica è di tutti i popoli.

Capacità artistica non è il risultato di una evoluzione (come credevano gli

evoluzionisti) egli ritiene che ci sia una capacità artistica matura, è una

scelta culturale. 17 37

Pagina di

L’arte non ha nulla di primitivo, l’arte è pensata.

“Arte primitiva”

Nel testo (1927, Oslo) egli parla anche dell’arte degli

eschimesi, essi non dispongono di strumenti, ma pietre, per dare l’idea di

una figura umana utilizzano le pietre.

Queste sono scelte artistiche. L’arte è universale e non può essere messa

su nessuna scala evolutiva, le scelte culturali sono diverse, i modelli

culturali anche.

Il tema del Potlach è un tema importante presentazione totale

agonistica in quanto è una sfida.

Viene definito come una sorta di sfida. Boas afferma che c’è l’idea: usare

arte per far vedere quanto si è ricchi (si regalano elem artistici come

oggetto di sfida) Boas lega la questione dell’arte alla struttura sociale

gerarchica di questi popoli. Scopo di dimostrare propria ricchezza e

proprio prestigio.

Il Potlach è una ridistrubuzione, questo vincola e obbliga. 6.11.2017

Franz Boas un altro aspetto della sua riflessione antropologica: GLI INIZI

DELL’ANTROPOLOGIA GIURIDICA ED ECONOMICA:

Antropologia culturale ha l’intenzione di leggere i fenomeni umani con una

nuova metodologia: induttiva e pratica: si va a vedere come le persone

concretamente vivono le cose.

Un altro aspetto importante è che la scienza antropologica considera degni di

nota e riflessione tutti i materiali prodotti dall’umanità, non solo la Divina

Commedia, ma anche la poesia popolare, esprimono delle mentalità. Nello

studiare le popolazioni, quello che muove l’antropologo è:

Senso dell’esotico

 Capire come si esprime la mentalità umana e in quante variabili

 Andare alla ricerca della GIUSTIFICAZIONE di certi comportamenti che

 strani.

possono sembrare

Boas studia gli indiani della Colombia Britannica (esistenti attualmente).

Il POTLACH è una presentazione agonistica.

strano:

Comportamento si invitano le persone per offrire loro doni e averne in

cambio degli altri possibilmente equivalenti, certe volte di +, per

ottenere/mantenere prestigio. Vi sono dei fenomeni di spreco.

Quando Boas studia queste cose nota dei fenomeni: dei veni che vengono

offerti, qual è la ragione? Vi sono delle questioni di generosità e perché è un

OBBLIGO SOCIALE.

Questa riflessione sul dono diventa una riflessione che ha una importanza

antropologica notevole: perché si fanno i doni? La risposta potrebbe riguardare

la generosità. Queste persone se non fanno ciò vengono considerate asociali

(faccio un gesto di generosità e mi aspetto che la reazione sia identica).

La riflessione compiuta dagli antropologi sui doni e Potlach: diventa una

riflessione sulla teoria della giustizia. Si può partire da un comportamento e

18 37

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riflettere sul motivo per cui le persone sono convinte di fare dei doni e di

riaverli indietro. MAUSS:

Francese interessato di molti temi in particolare di tipo religioso e anche di temi

che hanno a che vedere con aspetti meno aulici, ad esempio i lrapporto uomo-

ambiente presso gli eschimesi.

M. Mauss (1923) L’analisi del Potlàch (assieme a quella di altre pratiche come

“Saggio sul dono”.

l’hau e i kula) costituisce materiale per il

Egli ha descritto il Potlàch.

Nelle società primitive scambi e contratti avvengono come donativi

 volontari ma rispondono ad obblighi (i contratti sono obblighi anche se

sembra che le persone facciano le cose volontariamente)

Non solo regalare, offrire… è un obbligo, lo è anche il ricambiare

 (altrimenti: persona messa ai margini: asociale, nessuno offrirà nulla a

lei)

Domanda di tipo giuridico: perché vi è la convinzione di offrire e restituire

 le cose agli altri? Qual è la norma di diritto ed interesse che mi obbliga a

ricambiare? Si rientra in un vocabolario di tipo giuridico. Vi è l’idea di

diritto.

Perché si ritiene che le cose devono essere trattate con una certa

 attenzione? Alcuni oggetti non possono circolare normalmente perché

“pericolosi”, portano male.

sono Ci sono delle cose che hanno dei circuiti

diversi: es ci sono oggetti (gioielli) che non si vendono (fede: si dona alla

figlia quando si sposa). Un conto è avere dei beni che sono preziosi e

simbolici che non circolano nella stessa maniera in cui circolano altri

oggetti. Deve esserci attenzione: in alcuni casi si crede che vi siano forze

non positive (no fazzoletti, fanno piangere). Dietro lo scambio dei beni vi

sono concetti giuridici, di prestigio, rispetto, valorizzazione…

Mauss effettua una lunga analisi sui sistemi che vengono descritti:

1. Hau (Maori polinesiani)

2. Kula (isole Trobriand con uno scambio sontuoso e un commercio)

3. Potlàch (Columbia britannica)

Egli afferma: le società non di mercato sono società che istituiscono un

sistema di prestazioni totali, ci si scambia tutto, cortesia, saluto, oggetti,

banchetti in pranzi. Questo sottopone a lettura questi fenomeni usando un

criterio giuridico ed economico, è una teoria di giustizia, di cosa è giusto fare

nello scambio dei beni. 1. HAU:

Maori. 19 37

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mana

I doni sono il veicolo del del donatore e , quindi, devono essere ricambiati

(la cosa ricevuta è una estensione del donatore, questa p la natura del vincolo

giuridico) accadeva anche nel diritto romano dove le cose fanno parte della

famiglia.

I doni sono una estensione del proprio sé. “Ho scelto una cosa che per me è

significativa, specialmente se devo sanzionare un legame”

Il dono non è mai neutrale. Il dono è parte della personalità di chi regala. Il

MANA:

termine vuol dire vita, il dono è espressione della forza, della vita di chi

regala qualcosa.

Mauss ritiene che quando faccio un dono vi sia un vincolo giuridico che implica

l’obbligo di restituire un dono. I Maori ritengono che il dover ricambiare sia

legato alla forza dell’oggetto che è stato precedentemente donato. Il dono

richiede sempre un controdono.

Presso i popoli antichi: Mauss —> nel diritto romano si distinguevano i diritti

senza valore (da poter commerciare) dalle cose che fanno parte della famiglia.

2. KULA:

Il Kula come sistema di scambio e commercio che si realizza in forma rituale

presso le popolazioni delle isole Trobriand (MALINOWSKI, etnologo)

Egli osserva una strana situazione: questi individui passano un sacco di tempo

a preparare le canoe e a fare dei giri: scambiandosi collane e bracciali fatti di

conchiglie: periodicamente. È uno scambio molto complicato, si viaggia, si

arriva nelle isole per effettuare degli scambi e ci si sposta di isola in isola.

Collane e bracciali compiono dei giri diversi. kula ring

Le collane scambiate arriveranno al proprietario che ha “lanciato” il

(è un prestito).

È il fenomeno del meccanismo dei GIOIELLI DELLA CORONA (non si possiedono

per sempre, si conservano nel tempo). Vi sono dei beni che non possono essere

trattenuti e utilizzati a proprio piacimento, si scambiano.

Origine dell’analisi e della riflessione di tipo giuridico ed economico: fenomeni

di concezione della realtà:

1. Si regalano delle cose per averne indietro altre (o di +)

2. Alcuni oggetti devono essere trattati con una particolare attenzione

3. Esistono dei circuiti diversi (il circuito del commercio non è lo scambio dei

beni di prestigio i quali sono sottoposti a regole diverse).

Elementi della teoria di giustizia sociale.

Saggio sul Dono

Il utilizza materiali prevalenti dalle ricerche di Boas, sulle isole

al largo dell’India, sulla Nuova Caledonia e i Pigmei studiati da un tedesco,

Smith.

Il sapere antropologico va a pescare in popolazioni e gruppi umani esperienza

marginale (cosa hanno da dirmi gli aborigeni australiani, cosa hanno da dirmi

gli isolani delle Trobriand).

Egli prende tutti i materiali di queste popolazioni e ne propone una teoria

generale.

Egli parla dell’abitudine dei maori della Nuova Zelanda che pensano di stabilire

un legame regalando qualcosa a qualcuno. 20 37

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Esistono delle cose che sono merci e delle cose che sono beni (concetto

economico). RIFLESSIONE di tipo psicologico di Mauss:

Le cose non sono neutrali, non possiamo trattare le cose come se fossero

 oggetti senza legami. Le cose hanno in sé una FORZA (dimensione

simbolica). Se le cose creano legami allora l’economico non è una

questione di numeri o di soldi, ma è una questione sociale di legami.

Esiste una differenza tra merce e bene, la merce la si può comprare e

 vendere senza problemi, un bene invece può essere sottoposto ad un

regime diverso.

Si possono offrire dei doni per averne in cambio degli altri e per “sfidare”

 il ricevente a fare altrettanto (potlàch della Columbia britannica) il

potlàch: Mauss ritiene che il dono possa essere un po’equivoco, può

essere ambiguo oppure può essere un mezzo per sfidare gli altri per

vedere chi è più potente, chi ha di più, chi è più capace: è una sfida.

Beni di prestigio per Malinowski: beni che conservo per dire “li ho”, non per

utilizzarli. Allora il concetto in cui si ragiona è il concetto di BENE. Quando

kula ring

Malinowski parla di distingue oggetti “merce” e “beni di prestigio” i

quali vengono scambiati per il prestigio che comporta il fatto di averli tenuti per

un certo periodo di tempo. Ritiene che gli oggetti servono per indicare lo status

della persona.

Malinowski afferma che la circolazione dei beni non ha come obiettivo ultimo di

scambiarsi dei beni, ma è il mezzo per crearsi dei legami. Ritiene che i beni

economici non sono solamente materiali, ma possono essere immateriali (il

prestigio è un bene, il capitale sociale è un bene). Egli ritiene che l’indigeno

delle Trobriand, per lui la ciò che ha valora è la rete di relazione che si crea

scambiando beni ed oggetti.

Il valore, la ricchezza non è avere molti soldi, ma è quanti legami si possiede.

Malinowski parlando del Kula Ring indonesiano parla del BIG MAN (grande

uomo, capo) il quale distribuisce le cose, fa delle grandi feste (Sing) uccidono

molteplici maiali e li distribuisce: concetto di prestigio che vale più dei soldi

(prestigio spendibile). Esistono dinamiche e situazioni in cui il prestigio è un

bene. Malinowski afferma che i beni sono di tante specie (materiali,

immateriali…) i Papauasici non hanno mai dato importanza alle secrezioni

interne alle ostriche (le davano a giocare ai bambini). I bianchi davano

importanza a quest’ultime. Saggio Sul Dono?

Cosa ricava MAUSS quando parla del

Egli vuole parlare di ECONOMIA, giustizia, diritto, società.

Ritiene che le relazioni economiche siano di tanti tipi, commercio, scambio,

dono, ma il commercio non è mai stato esteso a tutti i beni, su alcuni beni si è

tabù

posto un (citando la Bibbia: non si fa commercio per guadagnare sulla

fame degli altri).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Carolina2798 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Paltrinieri Anna Casella.

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