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Antropologia: storia dell'antropologia e storia dell'evoluzione

Introduzione

Le grandi intuizioni non nascono per caso. Occorrono menti eccelse capaci di concepirle, ma anche e soprattutto un ambiente culturale adatto. Così avvenne anche per i concetti chiave dell'evoluzione. Darwin stesso nella sua autobiografia si espresse dicendo che il successo dell'Origine dimostrò che la questione era nell'aria e che le menti degli uomini si erano preparate. Attraverso osservazione, si erano accumulati innumerevoli fatti nelle menti dei naturalisti, fatti che erano pronti a sistemarsi nel posto giusto non appena fosse stata esposta con chiarezza sufficiente una teoria che li cogliesse. E non tutti i naturalisti erano pronti a recepire il cambiamento, ma i tempi erano ormai maturi.

Verso metà del 1800, Charles Darwin e Alfred Wallace, indipendentemente e contemporaneamente, arrivarono alla conclusione che la selezione naturale era un meccanismo potente grazie al quale le specie nascono ed evolvono. Darwin nacque da uomo fortunato: dal lato scientifico era figlio d'arte (nonno Erasmus), da quello economico apparteneva ad una famiglia benestante. Nella sua autobiografia, lo stesso Charles ricordò che già da piccolo aveva predisposizione per la storia naturale, pur senza rendersene conto. Furono infatti le occasioni della vita che gli permisero di imboccare la strada giusta.

Darwin, le cui idee fondamentali sui problemi dell'evoluzione sono ancora oggi del tutto valide, con la sua teoria sconvolse perché chiedeva di accettare l'idea che uomini non erano fondamentalmente diversi dagli altri organismi animali, né per origine né per il loro ruolo nel mondo naturale, opponendosi alla sua centralità nel creato. Sarà con lo sviluppo scientifico del 1900 e grazie agli studi della neonata genetica che verrà dato un supporto scientifico all'ipotesi darwiniana. La scoperta dei geni come responsabili dell'ereditarietà e il meccanismo della mutazione genetica come fattore all'origine della variabilità genetica hanno decretato il successo dell'ipotesi evoluzionista formulata da Darwin.

Biografia

Darwin nacque a Shrewsbury (Inghilterra) nel 1809 da una famiglia agiata e impegnata in campo culturale. Si iscrisse a medicina all'Università di Edimburgo ma non portò a termine gli studi dal momento che si trasferì a Cambridge dove frequentò università con intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica. Qui Darwin incontrò il geologo Adam Sedgwick e il naturalista John Henslow, i quali contribuirono a rafforzare i suoi interessi per l'osservazione dei fenomeni naturali.

Sarà grazie all'influenza di Henslow che nel 1831 Darwin riuscirà a imbarcarsi sul Beagle, un brigantino britannico in partenza per una spedizione di ricognizione scientifica intorno al mondo, in qualità di naturalista non stipendiato. Al ritorno in Gran Bretagna nel 1836, Darwin si stabilì a Londra e iniziò a mettere per iscritto le sue idee sulla variazione delle specie. Morì nel 1882 e fu sepolto nell'abbazia di Westminster.

Opere

  • 1858: Comincia l'attività di produzione di Darwin, quando presenta un articolo in cui espone sue idee sui meccanismi evolutivi, lavoro pubblicato in concomitanza con un articolo di Alfred Wallace, che era giunto in modo indipendente alle stesse conclusioni.
  • 1859: Pubblica il famoso «The Origin of Species», che ebbe un grande successo editoriale. È l'opera in cui esponeva in modo completo la sua teoria dell'evoluzione per selezione naturale. Il testo suscitò reazioni diverse sia nell'ambiente scientifico che in quello sociale e culturale, che andavano dall'adesione incondizionata all'opposizione più feroce.
  • Pubblicò altre opere in cui espose in maggior dettaglio alcuni argomenti che erano stati solo accennati nell'opera.

Esperienza in viaggio sul Beagle

Le idee fondamentali sui problemi dell'evoluzione di Darwin sono frutto di osservazioni che il giovane poté fare come naturalista in un viaggio di due anni attorno al mondo a bordo del brigantino Beagle che aveva il compito di cartografare le coste del Sud America. Come naturalista, Darwin avrebbe dovuto raccogliere tutte le informazioni possibili sulla storia naturale di quelle terre lontane. Durante questo lungo viaggio, egli raccolse e catalogò molte specie animali e vegetali, avendo cura di annotare le somiglianze e le differenze tra le specie.

L'esperienza più interessante per Darwin fu l'osservazione degli animali e delle piante che popolavano un piccolo arcipelago di isole, le Galapagos, che si trovano nell'Oceano Pacifico. Durante le lunghe soste sulla terraferma, Darwin si addentrava nel territorio alla ricerca, raccogliendo campioni di animali, piante, rocce, fossili e quant'altro potesse essere di interesse oltre che a prendere appunti sulle formazioni geologiche. Inoltre, si imbatté in un luogo di straordinario interesse paleontologico, ossia un deposito di ossa di animali preistorici enormi.

Visitando le Galapagos, isole vulcaniche, poté studiare una incredibile biodiversità, ossia specie di uccelli tropicali assieme a pinguini, foche, tartarughe ecc. Osservò che le tartarughe erano così diverse tra loro che si poteva risalire da che isola provenissero. Successivamente Darwin iniziò a comprendere che le diversità delle popolazioni delle varie isole potevano essere spiegate attraverso il cambiamento graduale da una specie continentale ancestrale in tante specie discendenti, ciascuna adattatasi alle differenti situazioni ambientali e a differenti abitudini alimentari.

Non molto tempo dopo il suo ritorno in Inghilterra, in base alle sue osservazioni, Darwin pubblicò nella sua opera «Origine delle specie» la sua teoria evolutiva basata sul fondamentale principio della selezione naturale, un processo che poteva essere paragonato alla selezione artificiale praticata dagli allevatori di bestiame, che sceglievano gli esemplari da far riprodurre in base alle loro caratteristiche di utilità. Secondo Darwin, variazioni presenti in ogni popolazione naturale tra gli individui di una specie erano dovute al caso e non prodotte né dall'ambiente né da forze creatrici. In sé tali variazioni non avevano scopo definito, ma potevano essere più o meno utili a un organismo per sua sopravvivenza, per cui una variazione che dava vantaggio rispetto a un ambiente rendeva più probabile la sopravvivenza di un individuo rispetto ai propri simili e lo rendeva più idoneo a creare una progenie.

Volendo riproporre l'esempio della giraffa di Lamarck, era possibile che in una popolazione di giraffe potesse nascere un esemplare con collo leggermente più lungo. Questo era avvantaggiato rispetto agli altri per quanto riguardava la possibilità di procurarsi il cibo, dando all'animale maggior probabilità di sopravvivenza e di conseguenza maggiori possibilità di lasciare più discendenti rispetto a un animale con il collo corto. Nel corso delle generazioni, la giraffa col collo lungo aveva un vantaggio selettivo rispetto alle altre, vantaggio che con il tempo avrebbe consentito loro di prendere il sopravvento su quella a collo corto.

Primogenitura della teoria: Wallace vs Darwin

Se si pensa alla teoria dell'evoluzione delle specie, il nome che salta alla mente è quello di Charles Darwin, considerato il padre del pensiero evoluzionistico moderno. La parola evoluzione non era utilizzata nelle scienze naturali, se non come vocabolo generico sinonimo di altri termini come progresso o sviluppo. Darwin iniziò a usare frequentemente il vocabolo evoluzione solo dopo che divenne di uso comune grazie al filosofo Herbert Spencer, che introdusse il termine nella sua concezione cosmologica. L'associazione del concetto di evoluzione con Darwin è in realtà frutto di una estrema semplificazione.

Alcuni studiosi contestano la primogenitura di Darwin in merito all'idea della modificazione delle specie per selezione naturale. Alcuni dati ufficiali infatti sono posti in dubbio da alcune sfumature che metterebbero ombra critica sul comportamento di Darwin e dei suoi amici più intimi, che lungi dall'essere imparziali avrebbero dato precedenza agli scritti di Darwin, quando invece il merito sarebbe dovuto andare principalmente a Wallace. Negli ambienti culturali si diffuse la notizia che un tale non scolarizzato di nome Alfred Russell Wallace, che raccoglieva campioni di animali e piante nell'arcipelago indonesiano, aveva delle idee riguardo la nascita di nuove specie.

  • 1855: Lyell ricevette una lettera da Wallace contenente un articolo di circa 20 pagine dal titolo «Sulla legge che ha regolato l'introduzione di nuove specie». Lyell rimase impressionato, dal momento che in quello scritto c'erano idee molto simili a quelle di Darwin, che venne immediatamente informato dall'amico e invitato ad accelerare i tempi di pubblicazione.
  • Nonostante le sollecitazioni e la convinzione che fosse giunto il momento di rendere pubbliche le proprie idee, Darwin temporeggiò, fintanto che nel 1856 incontrò Lyell per discutere della questione e soprattutto per parlargli dell'argomento chiave della sua teoria, ossia il principio della selezione naturale. Lyell non si mostrò del tutto convinto della bontà dell'idea, tuttavia consigliò a Darwin di muoversi a pubblicare.

Versione convenzionale e revisionista

In merito alla primogenitura della teoria evoluzionistica, ci sono due versioni:

  • Convenzionale
  • Revisionista

La versione convenzionale della vicenda racconta di una grande nobiltà d'animo da parte di Darwin e Wallace, essendo giunti alle stesse conclusioni riguardo il meccanismo di trasformazione delle specie e avendo stima l'uno dell'altro. In realtà alcuni storici sono scettici sulla nobiltà d'animo di Darwin e sottolineano la possibilità che la vicenda possa essere andata diversamente.

La versione revisionista, invece, sostiene che il merito della primogenitura andasse a Wallace, ma che trovandosi nell'arcipelago indonesiano, era troppo lontano per poter seguire in prima persona l'evolversi degli avvenimenti. Inoltre Wallace, a differenza di Darwin, era privo di appoggi politici in ambito scientifico e girava il mondo raccogliendo dei campioni biologici che poi vendeva sul mercato inglese dove la gente collezionava animali impagliati. Di questa versione revisionista esistono diverse interpretazioni.

Wallace e la nascita di nuove specie

Nel 1800, i naturalisti di professione erano convinti che tutti gli organismi di una specie si conformassero a un modello ideale e la variabilità naturale fosse minima. Le teorie elaborate si basavano su studio di pochi individui di una specie, per individuare quei caratteri morfologici evidenti che servissero alla sua catalogazione. Contrariamente a questi scienziati, Wallace fece un lavoro di raccolta di tanti rappresentanti di una stessa specie, a scopo commerciale, e si trovò a confrontarli tra loro. Effettuò lavoro di catalogazione per cui si ritrovò a osservare ciò che altri trascuravano, cioè le differenze tra singoli individui, la differenza intraspecifica.

Wallace ebbe la fortuna, seppur inconsapevole, di avere sotto gli occhi la caratteristica su cui lavora il meccanismo della selezione naturale: la variabilità individuale. Non si limitò a lavoro di raccolta, ma da persona appassionata e curiosa, si pose domande e cercò risposte convincenti. Durante il soggiorno in Amazzonia, Wallace ebbe l'intuizione che la distribuzione delle specie sul territorio doveva seguire una logica, non poteva trattarsi solamente di un volere divino. L'idea nasce da osservazioni che le scimmie, nei dintorni di Barra, non erano distribuite uniformemente così come lo erano altri animali come gli uccelli.

In una presentazione alla zoological society raccontò che la disposizione delle acque aveva importanza cruciale nel bacino amazzonico, dal momento che i fiumi erano enormi e suddividevano il territorio in ampie aree che intrappolavano gli animali che non sapevano nuotare. Notò che gli uccelli che volavano da un'area all'altra presentavano popolazioni uniformi, così come accadeva per i mammiferi in grado di attraversare le acque a nuoto; invece le scimmie, incapace di nuotare, rimanevano in una sorta di isolamento dal momento che per loro non era possibile incrociarsi con scimmie al di là dei fiumi, per cui le popolazioni rimanevano uniformi all'interno dei singoli distretti.

Passati 18 mesi dal suo ritorno in Inghilterra e dopo aver pubblicato due libri, Wallace nel 1854 arrivò a Singapore dove vi rimase per circa sei mesi raccogliendo campioni su tutto il territorio della Malesia peninsulare. Successivamente si diresse verso l'arcipelago indonesiano di Malay, dove rimase per sette anni. I motivi della scelta furono non solo commerciali, dal momento che Wallace sapeva bene che le isole ospitavano una maggiore quantità di specie strane, con una diversità tra isola e isola maggiore di quella che si poteva trovare sulla terra ferma a parità di superficie.

La raccolta nel Sarawak, nel Borneo nord-occidentale porta Wallace a delle ipotesi riportate nell'articolo «Sulla legge che ha regolato l'introduzione di nuove specie» che venne pubblicato nel 1855. L'articolo inizialmente non venne notato tuttavia suo agente di vendita a Londra, diversi mesi dopo, raccontò di alcuni mormorii tra naturalisti che parlavano di un giovane che stava spingendosi ben oltre semplice raccolta di campioni. Lo stesso Lyell rimase impressionato nello scritto dove Wallace parlava di specie affini coincidenti sia nello spazio che nel tempo, perché aveva notato che le isole più vecchie contenevano specie di animali molto particolari, cosa che non accadeva nelle isole giovani. La domanda formulata in base a questa osservazione era come mai Dio, creatore delle specie animali, aveva fatto questa distinzione?

Wallace e l'intuizione della sopravvivenza del più adatto

Nel 1856, dopo aver scritto una prima lettera a Darwin per chiedergli cosa ne pensasse delle sue supposizioni, Wallace si spostò nell'arcipelago Aru, nella parte occidentale della Nuova Guinea, dove trovò una fauna estremamente interessante. Ancora una volta, i reperti raccolti suggerivano una situazione di dinamismo nel tempo, che si esplicitava attraverso diversa distribuzione delle specie nelle diverse isole. In particolare Wallace notò che molti uccelli delle isole Aru si trovavano anche nella Nuova Guinea e in Australia, mentre differivano in maniera significativa da quelli trovati a ovest dell'arcipelago indonesiano.

Riemerse la domanda: se Dio aveva creato delle nuove specie in base alle caratteristiche del luogo, avrebbe dovuto mettere animali simili in territori simili, ma non era così. Se da un lato queste considerazioni mettevano in crisi la teoria creazionista, dall'altro sembravano non dare elementi sufficienti per capirne di più. Lo stesso Darwin aveva notato la strana distribuzione delle specie nelle isole Galapagos, ma non aveva ancora fornito una spiegazione scientifica plausibile.

Nonostante viaggi e impegni lavorativi, la questione di come la variazione delle specie potesse essere determinata divenne un'ossessione per Wallace, che arrivò a un punto di svolta il 9 marzo 1858. Durante un attacco di febbre malarica, Wallace ebbe l'intuizione della sopravvivenza del più adatto e capì di aver imboccato la strada giusta. Si affrettò quindi a scrivere un articolo che spedì a Darwin accompagnandolo con una lettera. L'articolo aveva il titolo chiaro ed esplicito «Sulla tendenza delle varietà a separarsi indefinitamente dal tipo originale».

Origine delle specie per selezione naturale

Per capire la teoria della selezione naturale formulata da Darwin era necessario raggiungere la consapevolezza che alcuni fenomeni erano presenti ovunque in natura e che lavoravano in sincronia.

  1. Osservazione: Le popolazioni tendono naturalmente ad aumentare a un tasso esponenziale, ma rimangono pressoché costanti al passare del tempo; molti individui muoiono mentre pochi sopravvivono e si riproducono. Considerazione: la lotta per l'esistenza è reale anche tra individui della stessa specie.
  2. Osservazione: C'è una grande variabilità all'interno delle specie. Considerazione: individui con adattamenti più consoni all'ambiente sopravvivono e si riproducono.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher irefaccini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Piombo Mattia.
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