Farmaci cardiovascolari
Il 50% della mortalità è dovuta alle malattie cardiovascolari. Grande importanza viene attribuita da parte dell'industria farmaceutica alla ricerca di nuovi farmaci per la cura di:
- Scompenso cardiaco
- Arteriosclerosi
- Aritmie
- Coronaropatie
- Angina pectoris
- Disturbi circolatori e respiratori
- Ipertensione
Il gruppo dei farmaci cardiovascolari comprende:
- Analettici respiratori
- Antistenocardici (coronarodilatatori)
- Antiaritmici ed antifibrillatori
- Antiipertensivi
- Glicosidi cardioattivi
- Vasodilatatori cerebrali e periferici
- Miocardiotropici
- Antiaterosclerotici (ipocolesterolemizzanti ed antidislipidemici)
- Antiemorroidari
- Antivaricosi
- Capillaroprotettivi → Per patologie vascolari in genere, che non rientrano in quelle cardiovascolari in senso stretto.
Antipertensivi
L'ipertensione arteriosa è una condizione clinica in cui la pressione sanguigna nelle arterie della circolazione sistemica risulta elevata comportando un aumento del lavoro del cuore che raggiunge frequentemente valori fino a 140 mmHg (P sistolica) e fino a 90 mmHg (P diastolica).
Viene classificata in “primaria” o “essenziale” e “secondaria”. L’ipertensione primaria si verifica se vi è pressione alta senza evidenti cause mediche di base, perciò può essere legata al semplice invecchiamento dell’individuo in cui la componente connettivale vascolare e quella dei tessuti in generale può essere modificata, alla menopausa della donna e all’interazione fra geni e fattori ambientali. Nell’ipertensione secondaria, invece, la pressione alta è legata a condizioni identificabili spesso coinvolgenti i reni, il sistema endocrino, obesità, vita sedentaria, gravidanza, uso di farmaci, difetti congeniti all’aorta, ma può essere legata anche al corso di determinate patologie come ad esempio l’aterosclerosi, o a fattori congeniti o acquisiti come la disfunzione valvolare.
La pressione arteriosa ha soprattutto nell’endotelio il suo target di danno in cui l’endotelina ne fa da padrona. I sintomi non sono spesso presenti in maniera chiara anche se alcuni sono abbastanza diagnostici (la vertigine, la cefalea mattutina, il senso di palpitazione e costrizione a livello toracico).
→ Esistono monoterapie o terapie combinate per la cura dell’ipertensione e i meccanismi farmacologici coinvolgono diversi target.
Sistema RAA
Uno dei target nel trattamento farmacologico dell’ipertensione è rappresentato dall’asse RAA, un meccanismo ormonale che regola la P sanguigna, la volemia e il tono della muscolatura arteriosa: esistono infatti farmaci capaci di intervenire in diversi punti di tale sistema al fine di inibire l’azione vasocostrittrice dell’angiotensina II. Inoltre, adrenalina e noradrenalina controllano il tono vascolare aumentando la P arteriosa, la frequenza e la gittata cardiaca.
ACE-inibitori
Si tratta di una classe di farmaci in grado di agire sul sistema RAA, inibendo l’enzima di conversione deputato alla trasformazione dell’angiotensina I in angiotensina II. Gli ACEi hanno una struttura che mima la sequenza amminoacidica dell’angiotensina I, funzionando quindi da falso substrato per l’enzima, che viene quindi temporaneamente bloccato (legano lo Zn2+).
Ad eccezione del captopril e fosinopril che sono farmaci acidi, tutti gli altri sono anfoteri. Vengono principalmente utilizzati nel trattamento dell’ipertensione e in altre patologie cardiovascolari (scompenso cardiaco e per l'infarto del miocardio). Diminuiscono sia la pressione sistolica che diastolica e ciò è dovuto ad un aumento della natriuresi e alla diminuzione delle resistenze periferiche totali a livello dei diversi distretti tissutali, in particolare nel circolo renale, molto sensibile all’effetto vasocostrittore.
→ L'attività è amplificata se associati ad un diuretico. In seguito alla prima dose di farmaco, si può avere grave ipotensione, soprattutto in pazienti con elevata attività reninica. Possono indurre tosse secca e iperkalemia dovuta ad una riduzione di aldosterone e sono controindicati in gravidanza.
Sartani (antagonisti dell'angiotensina II)
Sono inibitori competitivi che bloccano la vasocostrizione mediata da angiotensina II. I recettori AT1 sono presenti sulla muscolatura liscia vasale e la loro attivazione promuove il trasporto di Ca2+ a livello intracellulare, determinando vasocostrizione. Questa azione porta ad un aumento delle resistenze periferiche e quindi ad un aumento della pressione arteriosa. Sono anche presenti nella zona glomerulare della corteccia surrenalica, dove l’angiotensina II promuove la biosintesi dei mineralcorticoidi ed in particolare dell’aldosterone. Esso favorisce il riassorbimento di Na+ a livello del tubulo distale renale e quindi di H2O.
Quindi i sartani oltre a ridurre la vasocostrizione, riducono anche la sintesi di ADH e aldosterone. Gli effetti collaterali di questi farmaci sono: ipotensione, tosse secca, iperkalemia e sono controindicati in gravidanza.
Calcio antagonisti
Bloccare i canali del calcio produce effetti tramite l’interazione con i canali voltaggio-dipendenti (VOC). Sono state identificate sei sottoclassi funzionali o tipi di canali del Ca2+ VOC: T, L, N, P, Q e R. Questi si differenziano per collocazione e funzione e possono essere ulteriormente suddivisi in due gruppi principali: Canali attivati da bassi voltaggi (LVA) e canali da alti voltaggi (HVA). Ad eccezione del canale T, tutti gli altri richiedono consistenti depolarizzazioni e sono pertanto designati come HVA. Nella muscolatura liscia e cardiaca domina il canale del...
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