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1523 MADONNA col bambino

in trono E SANTI

AGOSTINO

SCOLASTICA

BENEDETTO E

MATTEO CON IN

BASSO LA BADESSA

COMMITTENTE E IN

ALTO CON IL CRISTO

AL LIMBO CHE

ACCOGLIE LA

VERGINE IN CIELO

nella lunetta della chiesa

del monastero di San

Giorgio a Salerno

Contratto tra ADS e

1524 Atto notarile ritrovato l’abbazia benedettina della

tra i documenti di G. trinità di cava de tirreni

Filangieri di Striano per la realizzaizoene di

1883-91 una cona raffigurante una

madonna con bambino e i

sanmti marco e andrea e 2

affreschi nei cantoni ai lati

con i santi leonardo e lucia

per ducati 34

1526 ADS E BOTTEGA POLITTICO MADONNA

kalby COL BAMBINO

ETERNO PADRE

ANNUNCIAZIONE E I

SANTI PIETRO PAOLO

BERNARDINO E

ANTONIO DI PADOVA

a Fisciano parrocchiale di

S. Pietro

e una s agata di collezione

privata boxford nel suffolk

1527 MADONNA COL

BAMBINO E I SANTI

ANIELLO E

LEONARDO Chiesa di

sant Agostino a Salerno

Di non molto successivo è un secondo dipinto anch’esso proveniente da duomo e ora conservato nel Museo

Diocesano. Si tratta della Pietà, ancora una volta segnalata dal De Dominici: «Oltre adunque alle scritte

per quella Cattedrale una tavola da collocarsi

opere dipinte nella Città di Salerno dal nostro Andrea, fece egli

nella cappella del Venerabile, un po’ bislunga, ove ei dipinse la B.V. che tiene il corpo del morto Redentore

sulle ginocchia, con alcuni SS. Apostoli in piedi». La datazione del quadro ha in parte diviso gli studiosi con

una collocazione nel terzo decennio del secolo.

ADS PIETA COI SANTI

GIOVANNI BATTISTA

MICHELE

ARCANGELO MATTEO

E GIROLAMO del museo

diocesano di Salerno

emerge il ritorno a

raffaello ispirandosi a

modelli anche diversi della

madonna del pesce ma

trasmessi dalle stampe

incisorie di marcantonio

raimondi tratte da idee

dell’urbinate

Polidoro dopo il sacco a

1527-28 Polidoro si reca in S M. detta del De Dominici

a Caponapoli e trova dopo aver perso il suo

Andrea da Salerno compagno Maturino

PRECEDENTEMENTE chiedendo in città chi

A NAPOLI NEL 1523- fosse il pittore di maggior

24 grido viene indirizzato

verso il discepolo di

raffaello ovvero ADS che

al tempo lavorava nel

cantiere di s m delle grazie

a caponpoli. Ricordando

che aveva già incontrato a

roma. una volta li polidoro

fingendosi capitato li a Ads e criscuolo sant’antonio di padova

caso cghiese di voler Crocifissione absidale riferibile al

essere ammesso a lavoro polittico dei santi severino e sossio

dopo essere scampato dal

sacco di roma. Per

compassione ads gli fece

dipingere una figura di

apostolo intorno la tribuna

ma non appena abbozzata

la figura polidoro fu

riconosciuto da ads per la

sua pittura di tanta

eccellenza e perfezione

tant’è che gettando i

pennelli a terra corse ad

abbracciarlo. Ads lo

accolse casa e gli fu

procurato lavoro per molte Fregio monocromo con draghi

pitture. ADS realizza il mascheronoi e candelabre (polidoresco

sant andrea e la pietà su come in s gennaro extramoenia)

tavola di due delle Vi era anche una madonna e santi oggi in

cappelle di destra e il collezione sgrabi di severo ierace cognato

sant’antonio a fresco di di ads

una cappella del transetto

(polidoro è documentato

nel 1527 operante a

sant’agostino alla zecca

per la realizzazione di una

grande pala d’altare. )

polidoro si trasferirà poi a

messina definitavamente

fra l’estate e l’autunno del

1528.

1527-1529 Affresci nella chiesa

napoletana di SM dele

Grazie a Caponapoli

1527 ADS E BOTTEGA MADONNA DELLE

GRAZIE capriglia

parrocchiale su probabile

attenzione a tematiche

antiquarie progettate da

Plidoro Caldara per S m

delle grazie alla pescheria

1529 ADS E GIOVAN SANT ANDREA per la

FILIPPO CRISCUOLO cappella di iacopo lauro

IN CAPONAPOLI

1527 POLIDORO SAN PIETRO E SANT

CALDARA ANDREA per s m delle

grazie alla pescheria prima

opera a tema religioso una

pittura veloce di forte

suggestione mista ad

attenzioni luministiche ed

elementi di aturalismo

quasi seicenteschi sempre

più lontana da raffaello

Negli ultimi anni Venti Andrea fu ancora a Cava, dove fu pagato per alcune pitture nel cimitero della badia,

saldate nel 1528 (può forse essere collegato a questa commissione un semidistrutto S. Benedetto che consegna la

regola, affresco staccato oggi nel museo della badia)

ADS documentato

1528 Archivio badia ss trinità operante nella badia

cava pubblicato da benedettina cava de tirreni

Padre simeone leone nel (dove aveva già dipinto

1977 nel 1524 una madonna e

santi oggi perduta) pittura

ADS E CRISCUOLO ad affresco del cimitero

dell’abbazia dei monaci di

Cava dove vengono

raffiguranti san benedetto

che consegna la regola, il

g universale e santi e

monaci benedettini

Ads E CRISCUOLO SAN BENEDETTO IN

TRONO CHE

CONSEGNA LA

REGOLA AI MONACI

BENEDETTINI

AFFRESCO ABAZZIA

DI CAVA

1521 AGOSTINO POLITTICO MADONNA

TESAURO COL BAMBINO IN

TRONO

CROCIFISSIONE E

SANTI VENERA

APOLLONIA

LEONARDO E

DONATO NELLA

PREDELLA CON

CRISTO CON GLI

APOSTOLI museo di

Capodimonte

commissionato da un certo

Pascasio de Riccardi e da

sua moglie giovannella.

Miscela di componenti

centro italiane e

peruginesche di sapore

michelangiolesco mutuati

da Machuca nella predella

e nella cimasa. Opera

prossima al suo fortunato

rivale concorrente ADS

1515-18 AGOSTINO PARTICOLARI

TESAURO MADONNA COL

BAMBINO IN TRONO

CROCIFISSIONE E

SANTI VENERA

APOLLONIA

LEONARDO E

DONATO NELLA

PREDELLA CON

CRISTO CON GLI

APOSTOLI museo di

Capodimonte

MADDALENA quadreria

girolamini

MADONNA COL

BAMBINO IN TRONO S

Domenico maggiore

Per motivi stilistici si può ritenere coevo il polittico per la chiesa napoletana dei Ss. Severino e Sossio con la

Madonna col Bambino e i santi, mentre sono perdute alcune delle opere di Andrea più spesso lodate dalla

letteratura antica, che probabilmente risalivano a questo stesso periodo: il polittico dell’altare maggiore della

chiesa di S. Gaudioso (forse del 1513; Resta, 1707, p. 53) e l’Incoronazione-Assunzione della Vergine della

cappella Barrile nel duomo di Napoli (forse 1515; Ortolani, 1933, p. 21). Sopravvivono invece, seppure assai

sciupati, gli affreschi dell’atrio della basilica napoletana di S. Gennaro fuori le Mura, con Storie della passione di

s. Gennaro.

1524-1530 ADS AGOSTINO CICLO DI AFFRESCHI

TESAURO E STORIE DI SAN

GENNARO ETERNO

COLLABORATORI PADRE ORNATI A

GROTTESCHE E

MONOCROMI chiesa di

san Gennaro dei poveri

(extra-moenia) ciò che

rimane dei sei scomparti

delle pareti con storie del

santo prossime ad ADS

con opere come

l’adorazione dei magigià

nel duomo di Salerno o la

madonna e santi per la

chiesa salernitana di san

giorgio. Le volte a

grottesche d’ispirazione

romana e i movimenti di

torsione e sommarietà del

padre e terno ricordano

soluzioni di tesauro nella

cappella tocco nel duomo

di napoli. Stemma papale

paolo 3 farnese in carica

dal 1534 insieme allo

stemma del cardinale

carafa arcivescovo di

napoli dal 1458 al 1484 e

fondatore nel 1468

dell’ospedale. Si ipotizza

si stato gestito dal sabatini

in colllaborazione con altri

artisti e da questi concluso

dopo la sua partenza per

montecassino e dopo la

sua morte

PROGETT PER UN

1510-20 ADS POLITTICO CON

MADONNA COL

SEVERO IERACE BAMBINO SANTI

BENEDETTO GIORGIO

MATTEO MARCO E UN

SANTO VESCOVO

conservato a Parigi

MADONNA COL

BAMBINO E I SANTI

GIOVANNI BATTISTA

ED EVANGELISTA E

SAN GIORGIO CHE

UCCIDE IL DRAGO E

LIBERA LA

PRINCIPESSA Napoli

San giorgio dei Genovesi

fondatata nel 1525 su

modelli di Cesare da Sesto

ma anche di polidoro da

caravaggio a napoli nel

1527-28

SEVERO IERACE MADONNA COL

BAMBINO IN GLORIA

E ISANTI ANTONIO DI

PADOVA E MICHELE

ARCANGELO ora in

collezione sgarbi ma

prima decorazione di

altare della cappella rosa

di villarosa S M delle

Grazie Caponapoli

Dimostra dolcezze alla

cesare da sesto e rimandi

di asprezza alla maniera di

machuca e polidoro

probabilemnte del periodo

del cantiere di S m delle

grazie a caponapoli

Severo ierace PROGETTO PER

MADONNA IN GLORIA

COL BAMBINO E

ISANTI ANTONIO DI

PADOVA E MICHELE

ARCANGELO

SEVERO IERACE PARTICOLARI

MADONNA COL

BAMBINO E I SANTI

ANTONIO DI PADOVA

E MICHELE

ARCANGELO

MADONNA COL

BAMBINO E SAN

GIOVANNINO sorrento

palazzo arcivescovile

1536 PUTTI AD

AFFRESCO montecassino

monumento Fieramosca

1536-1537 SEVERO IERACE SANTE GIUSTINA E

SCOLASTICA CAVA

DE TIRRENI MUSEO

DELL’ABBAZZIA

SEVERO IERACE IMMACOLATA COI

SANTI FRANCESCO

D’ASSISI GIROLAMO

museo civico di castel

nuovo napoli

A MONTECASSINO ULTIMI ANNI ADS DA NOTE DI PAGAMENTO 2 CONE E 2

CAPPELLE DEI SANTI MAURO E PLACIDO AI LATI DEL CORO COMMISSIONATE

DALL’ABATE CRISTOSOMO D’ALESSANDRO 1525-1530 CHE NEL 1530 NON

ERANO ANCORA FINITE E UNA GRANDE PALA D’ALTARE A 2 FACCE PER

L’ALTAR MAGGIORE PRIMA 404 DUCATI POI 505 COMPOSTA A PIU TAVOLE

ASSEBLATE INSERITE IN UNA GRANDE MACCHINA LIGNEA INTAGLIATA E

DECORATA. LA PARTE POSTERIORE RIVOLTA VERSO IL CORO PREVEDEVA

SECONDO LA DESCRIZIONE DEL PETRUCCI 1580 DUE GRANDI TAVOLE

SOVRAPPOSTE QUELLA SUP. OGGI PERDUTA CON IL SAN CARLOMANNO DI

AUSTRASIA FATTOSI MONACO ED EENTRATO A MONTECASSINO NEL 8

SECOLO CON UNA PCORA SULLE SPALLE E INFERIORE CON SAN BENEDETTO

NELLATTO DIA CCOGLIERE I GIOVANI MAURO E PLACIDO PRESENTATI DAI

GENITORI EQUIZIO E TRERTULO CONTORNATE DA PANNELLI CON STORIE DI

SAN BENEDETTO. LA PARTE ANTERIORE RAFFIGURAVA SAN BENEDETTO IN

TRONO CO I SANTI MAURO E PLACIDO E I DOTTORI DELLA CHIESA

CORREDATA DA PANNELLI MINORI CON STORIE DEL SANTO E SOVRASTATA

DA UNA SECONDA TAVOLA CON RAPPRESENTAZIONE DI UNA MADONNA COL

BAMBINO SA GIOVANNIONO E LE SANTE SCOLASTICA E GIUSTINA

CONSERVATA OGGI,

a Montecassino, dove il 21 gennaio 1529 ricevette la commissione per l’altare maggiore della

chiesa abbaziale, e a Gaeta, dove si trovava nell’estate di quell’anno. Nel 1529 datò il S. Andrea

della cappella Lauri in S. Maria delle Grazie a Caponapoli, ora al Museo di Capodimonte

(attribuito da molti al suo seguace Giovan Filippo Criscuolo). Negli ultimi mesi dell’anno fu

stabilmente impegnato per Montecassino, ma alle prese con problemi di salute. Nel novembre del

1530 è documentato in vita per l’ultima volta mentre lavorava alla cona con S. Benedetto in

cattedra con i ss. Mauro e Placido e i ss. padri della Chiesa. Morì prima del maggio 1531, quando

Ierace, suo cognato ed esecutore testamentario e tutore del figlio Giovanni Battista, ricevette una

serie di pagamenti per la grande cona dell’altare maggiore e per altri lavori condotti per l’abbazia

(Caravita, 1869-1870, pp. 26, 35-38).

Giungiamo, così, alle soglie dell’attività ultima del Maestro, quel la che si svolge tra

Montecassino (per la Badia dipinge il San Nicola in trono, oggi nel Museo di Capodimonte, e

il San Bertario in trono e santi, oggi a Monserrat in Spagna) e, poi, Gaeta, dove con aiuti,

probabilmente, esegue la pala dell’altare maggiore della chiesa dell’Annunziata e dove dà

almeno delle indicazioni per il ciclo della “Grotta d’Oro” del 1531 appartenente a Giovan

Filippo Criscuolo. La bottega verrà ereditata da Severo Ierace, suo cognato, che riceve per

testamento di Andrea gli ultimi pagamenti spettanti al Maestro. Volendo considerare la

produzione per la committenza della città di Salerno, possiamo sottolineare, da subito, che

questa fu alquanto cospicua. Il De Dominici ci informa che il Sabatini, alla morte del padre,

nel 1513, realizzò per il convento di San Benedetto «la Beata Vergine col suo divin figliuolo e

due Santi dell’Ordine e sopra in un mezzo tondo l’Eterno Padre»; mentre per il convento di

San Francesco dipinse una tavola «con Cristo che porge l’indulgenza al santo mentovato

essendo ancora la Beata Vergine assistente», quindi un quadro raffigurante «San Francesco

riceve l’indulgenza plenaria per la Porziuncola». Oggi entrambi i dipinti sono andati dispersi;

tuttavia la notizia diventa la spia per comprendere l’avvio di una collaborazione con l’Ordine

Benedettino che si protrarrà fino agli ultimi anni della sua esistenza. Del resto, come detto,

egli, a breve distanza di tempo, entra in collaborazione con la chiesa madre dell’Ordine,

l’abbazia di Montecassino.

SAN BENEDETTO IN

1529 ADS E BOTTEGA TRONO FRA I

DOTTORI DELLA

CRISCUOLO COME CHIESA E I SANTI

PENNI MAURO E PLACIDO,

AMBROGIO

archivio abbazia GREGORIO AGOSTINO

montecassino caravita GIROLAMO

ADS dipinge cona grande

abbazia montecassino

commissionata da parte di

abate benedettino

crisostomo d’alessandro la

grande pala a doppia

faccia per l’altr maggiore

dell’abbazia forse ancora

incompiuta al tempo della

sua morte parte si

conserva in capodimonte e

parte a montecassino

costituita da più pannelli a

2 facce 30 ducati (modo

sommario di panneggiare

a pennellate larghe come

tirate via)

STORIE DI SAN

BENEDETTO

SEVERO IERACE MADONNA COL

BAMBINO SAN

GIOVANNINO E LE

SANTE SCOLASTICA E

GIUSTINA

MONTECASSINO

SAN BENEDETTO

ACCOGLIE

NELL’ORDINE I SANTI

MAURO E PLACIDO

PRESENTAZIONE AL

1531 GIOVAN FILIPPO TEMPIO CHIESA

CRISCUOLO DELLA GROTTA

D’ORO dell’annunziata

POLITTICO MORTE E

ASSUNZIONE DELLA

VERGINE E I SANTI

AMBROGIO E

GIROLAMO

ANNUNCIAZIONE E I

SANTI GIOVANNI

BATTISTA E PIETRO

NELLA PREDELLA LA

NATIVITA

L’ADORAZIOEN DEI

MAGI ANGELI E SANTI

GAETA CHIESA

DELL’ANNUNZIATA

GAETA BATTESIMO

GROTTA D’ORO

MONTECASSINO

ADS E CRISCUOLO

BATTESIMO

ADS E BOTTEGA ANGELO

ANNUNCIANTE SAN

ADS E CRISCUOLO E PIETROBURGO

BOTTEGA POLITTICO MORTE E

ASSUNZIONE DELLA

VERGINE E I SANTI

AMBROGIO E

GIROLAMO

ANNUNCIAZIONE E I

SANTI GIOVANNI

BATTISTA E PIETRO

NELLA PREDELLA LA

NATIVITA

L’ADORAZIOEN DEI

MAGI ANGELI E SANTI

GAETA CHIESA

DELL’ANNUNZIATA

POLITTICO DI NOVI

VELIA

PARTICOLARE

ANNUNCIAZIONE DEL

POLITTICO CON

MADONNA BAMBINO I

SANTI MADDALENA

LUCIA GIOVANI

BATTISTA E MARCO

1540 GIOVAN FILIPPO ANGELO

CRISCUOLO ANNUNCIANTE

MOSCA MUSEO

PUSHKIN

In conclusione vogliamo riprendere l’osservazione dell’Abbate circa il fatto che numerose sono le opere

datate di Andrea Sabatini: una rarità che dovrebbe aiutare a stabilire con precisione le tappe del suo

percorso; tuttavia si tratta di un percorso complesso, denso, com’è, «di accrescimenti improvvisi, di virate

inaspettate, di curiosità e di sperimentazioni incessanti, come volesse procedere a sbalzi, a consumare

sempre nuove esperienze, spesso accolte e “bruciate” nel giro di pochi anni», il che «non rende agevole il

compito di definire nitidamente i tratti e i confini. Unica costante l’ansia vivida, sollecitata di un continuo

aggiornamento»

L’opera di Sabatini lasciò una memoria profonda tra i napoletani, ma non fu apprezzata da Vasari, che non ne

fece menzione nelle Vite..., pur avendo avuto certamente modo di vedere almeno qualche suo dipinto nel corso

del soggiorno

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michele.matino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof De Castris Leone.
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