Appunti di anatomia umana I prof. Gulisano
Livelli di osservazione del corpo umano
Esistono vari livelli di osservazione del corpo umano nella sua struttura e ad essi si possono individuare altrettanti approcci anatomici (anatomia = dissezione, deriva dal greco anatema).
- Anatomia macroscopica: l'occhio e le mani sono gli strumenti d'indagine
- Anatomia microscopica: utilizzo di strumenti quali i.e. il microscopio
- Anatomia ultramicroscopica
- Anatomia molecolare
Approcci allo studio dell'anatomia umana
Esistono due tipi di approccio per quanto riguarda lo studio dell'anatomia umana normale: sistematico (1) e topografica (2) (da topos = luogo). Seguendo uno stampo di tipo sistematico inevitabilmente finiremo anche per vedere l'altro aspetto.
Punti di riferimento nello studio dell'anatomia
Prima di incominciare lo studio dell'anatomia è essenziale fissare dei punti di riferimento senza i quali sarebbe quasi impossibile capirsi a sole parole. È buona regola fissare questi concetti seppure banali prima di procedere nello studio:
- Nel descrivere una situazione si fa sempre riferimento alla destra e sinistra del paziente.
- In particolare si fa riferimento all'osservato (paziente) nella posizione anatomica standard: supino, gambe distese con le punte dei piedi rivolte verso l'osservatore, braccia parallele al busto con il palmo rivolto verso l'osservatore. Per la precisione il piano che passa tra occhi e orecchie dovrebbe essere parallelo a quello del pavimento. Capita erroneamente che tale posizione venga definita naturale.
- Essendo un corpo nello spazio per definire un qualsiasi punto avrò bisogno di tre coordinate. Nasce quindi l'esigenza di definire tre assi orientati su 3 differenti piani.
Tipi di piani anatomici
- Piano trasversale (c in figura): sono tutti quei piani paralleli a quello dove si trova il pavimento. Un piano mi consente di distinguere due punti esterni al piano stesso, uno superiore e l'altro inferiore (solo in embriologia questi termini vengono sostituiti rispettivamente con craniale e caudale). Da notare che comunque i termini di riferimento si riferiscono sempre alla posizione anatomica standard.
- Piano frontale (a): i termini di riferimento in questo caso sono anteriore e posteriore o rispettivamente ventrale e dorsale (palmare se riferito alla mano).
- Piano sagittale (b): ne esistono anche qui di infiniti come nei casi precedenti, però ne esiste uno che divide in due parti il corpo, una speculare dell'altra (dire uguali non sarebbe del tutto corretto; si pensi alle due mani: esse non sono sovrapponibili). Questo piano di simmetria prende il nome di piano sagittale mediano. Per 2 punti esterni che non si trovano sul medesimo piano sagittale sarà possibile distinguerne uno mediale (più vicino al piano mediano) rispetto ad un altro che sarà quindi distale.
In effetti le cose potrebbero non essere del tutto chiare per quanto riguarda gli arti: infatti si possono creare dei problemi a seconda di come sono orientati nello spazio, in particolar modo gli arti superiori. Vi è quindi l'esigenza di creare nuovi termini di riferimento per gli arti: prossimale (superiore o mediale) e laterale (inferiore e distale).
Termini di movimento
Fin qui abbiamo definito i termini di posizione statici. Ora vediamo i termini di movimento. Ogni movimento avviene intorno ad un asse che come tale deve essere individuato da una direzione. Gli assi sono 3 e sono individuati dai punti in comune di due piani qualunque che abbiamo visto prima. Due di questi assi prendono lo stesso nome dei piani visti in precedenza ma non è sempre intuitivo darne il nome.
- Asse sagittale: mi consente di fare il movimento da laterale a mediale: per indicare il verso del movimento parlo di inclinazione laterale DX o inclinazione laterale SX. In particolare per quanto riguarda gli arti si usa il termine abduzione se lo spostamento avviene da mediale a laterale e adduzione se lo spostamento è da mediale a laterale.
- Asse verticale (longitudinale): intorno a questo asse sono consentiti i movimenti di rotazione (DX e SX). Per quanto concerne gli arti si parla di extrarotazione quando in posizione anatomica standard il pollice si allontana dal corpo (concetto di dentro e fuori innati) e intrarotazione nel verso contrario.
- Asse trasversale: riferito quasi solamente agli arti mi consente due movimenti opposti: apertura di un angolo e allora parlerò di estensione (avvicinamento al piano dove giace l’articolazione) o la chiusura di un angolo, flessione (allontanamento dal piano medesimo).
Naturalmente quello appena descritto è uno schema generale. In casi particolari come ad esempio quello della mandibola si usano termini specifici (spostamento DX e SX e proiezione in avanti e indietro della mandibola, apertura e chiusura delle fauci). Meritano di essere visti in particolare anche i movimenti del piede:
- Flessione dorsale
- Sollevamento del bordo mediale
- Abduzione
- Flessione plantare
- Sollevamento del bordo laterale
- Adduzione
Per quanto riguarda la mano vengono utilizzati altri termini: supinazione (extrarotazione) e pronazione (intrarotazione).
Punti di repere
Sono dei punti di riferimento abbastanza facili da individuare. Le sporgenze ossee sono le migliori poiché sono punti di riferimento facilmente individuabili e fissi in tutti gli individui. Altro discorso va fatto per le pieghe cutanee che possono modificarsi ad esempio con l'età.
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