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Appunti di Anatomina Umana I delle lezioni del Prof. Giulisano. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Asse sagittale, Asse verticale, Asse trasversale, Flessione dorsale e plantare, sollevamento del bordo mediale e laterale, Abduzione e Adduzione,... Vedi di più

Esame di Anatomia I docente Prof. M. Giulisano

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Appunti di Anatomia Umana I prof. Gulisano

6 marzo 2006

Esistono vari livelli di osservazione del corpo umano nella sua struttura e ad essi si possono individuare

altrettanti approcci anatomici (anatomia = dissezione, deriva dal greco anatema).

 anatomia macroscopica, l’occhio e le mani sono gli strumenti d’indagine

 anatomia microscopica, utilizzo di strumenti quali i.e. il microscopio

o Anatomia ultramicroscopica

o Anatomia molecolare

Esistono due tipi di approccio per quanto riguarda lo studio della anatomia umana normale: sistematico (1) e

topografica (2) (da topos = luogo). Per seguendo uno stampo di tipo sistematico inevitabilmente finiremo

anche per vedere l’altro aspetto.

Prima di incominciare lo studio dell'anatomia è essenziale fissare dei punti di riferimento senza i quali

sarebbe quasi impossibile capirsi a sole parole. È buona regola fissare questi concetti seppure banali prima

di procedere nello studio:

1. Nel descrivere una situazione si fa sempre riferimento alla destra e sinistra del paziente.

2. In particolare si fa riferimento all'osservato (paziente) nella posizione anatomica standard: supino,

gambe distese con le punte dei piedi rivolte verso l'osservatore, braccia parallele al busto con il

palmo rivolto verso l'osservatore. Per la precisione il piano che passa tra occhi e orecchie dovrebbe

essere parallelo a quello del pavimento. Capita erroneamente che tale posizione venga definita

naturale.

3. Essendo un corpo nello spazio per definire un qualsiasi punto avrò bisogno di tre coordinate. Nasce

quindi l'esigenza di definire tre assi orientati su 3 differenti piani.

a. PIANO TRASVERSALE (c in figura): sono tutti quei piani paralleli a quello dove si trova il

pavimento. Un piano mi consente di distinguere due punti esterni al piano stesso, uno

superiore e l'altro inferiore (solo in embriologia questi termini vengono sostituiti

rispettivamente con craniale e caudale). Da notare che comunque i termini di riferimento si

riferiscono sempre alla posizione anatomica standard. Ora bisogna trovare due piani

perpendicolari.

b. PIANO FRONTALE (a): i termini di riferimento in questo caso sono anteriore e posteriore o

rispettivamente ventrale e dorsale (palmare se riferito alla mano)

c. PIANO SAGITTALE (b): ne esistono anche qui di infiniti come nei casi procedenti, però ne

esiste uno che divide in due parti il corpo, una speculare dell'altra (dire uguali non sarebbe

del tutto corretto; si pensi alle due mani: esse non sono sovrapponibili.) Questo piano di

simmetria prende il nome di piano sagittale mediano. Per 2 punti esterni che non si

trovano sul medesimo piano sagittale sarà possibile distinguerne uno mediale (più vicino al

piano mediano) rispetto ad un altro che sarà quindi distale.

In effetti le cose potrebbero non essere del tutto

chiare per quanto riguarda gli arti: infatti si

possono creare dei problemi a seconda di come

sono orientati nello spazio, in particolar modo gli

arti superiori. Vi è quindi l'esigenza di creare nuovi

termini di riferimento per gli arti: prossimale

(superiore o mediale) e laterale (inferiore e

distale)

Fin qui abbiamo definito i termini di posizione

statici. Ora vediamo i termini di movimento. Ogni

movimento avviene intorno ad un asse che come

tale deve essere individuato da una direzione. Gli

assi sono 3 e sono individuati dai punti in comune

di due piani qualunque che abbiamo visto prima.

Due di questi assi prendono lo stesso nome dei

piani visti in precedenza ma non è sempre intuitivo

darne il nome.

Appunti di Anatomia Umana I prof. Gulisano

1. Asse sagittale mi consente di fare il movimento da laterale a mediale: per indicare il verso del

movimento parlo di inclinazione laterale DX o inclinazione laterale SX. In particolare per quanto

riguarda gli arti si usa il termine abduzione se lo spostamento avviene da mediale a laterale e

adduzione se lo spostamento è da mediale a laterale

2. Asse verticale (longitudinale) intorno a questo asse sono consentiti i movimenti di rotazione (DX e

SX). Per quanto concerne gli arti si parla di extrarotazione quando in posizione anatomica standard

il pollice si allontana dal corpo (concetto di dentro e fuori innati) e intrarotazione nel verso contrario.

3. Asse trasversale riferito quasi solamente agli arti mi consente due movimenti opposti: apertura di

un angolo e allora parlerò di estensione (avvicinamento al piano dove giace l’articolazione) o la

chiusura di un angolo flessione (allontanamento dal piano medesimo).

Naturalmente quello appena descritto è uno schema generale. In casi particolari come ad esempio quello

della mandibola si usano termini specifici (spostamento DX e SX e proiezione in avanti e indietro della

mandibola, apertura e chiusura delle fauci). Meritano di essere visti in particolare anche i movimenti del

piede

Flessione dorsale Sollevamento del bordo mediale Abduzione

Flessione plantare Sollevamento del bordo laterale Adduzione

Per quanto riguarda la mano vengono utilizzati altri termini: supinazione (extrarotazione) pronazione

(intrarotazione).

Punti di repere

Sono dei punti di riferimento abbastanza facili da individuare. Le sporgenze ossee sono le migliori poiché

sono punti di riferimento facilmente individuabili e fissi in tutti gli individui. Altro discorso va fatto per le pieghe

cutanee che possono modificarsi ad esempio con l’età. 7 marzo 2006

Il corpo umano può essere suddiviso in macroregioni. Partendo dal capo avremo cranio, faccia, collo, torace

da cui si dipartono lateralmente gli arti superiori, addome, pelvi ed arti inferiori. Queste regioni possono

essere ulteriormente suddivise in altre regioni più piccole. Procedendo da limite prossimale a quello distale

l’arto superiore è ulteriormente diviso in spalla, braccio, avambraccio e mano. Tra queste aree si

interpongono le articolazioni della spalla, del gomito e del polso.

Generalmente per polso intendiamo quella regione tra avambraccio e mano. Da non confondere con il significato di pulsazione

cardiaco, per altro molto usato in medicina. Avremmo quindi il polso ascellare, polso inguinale, polso pedidio, polso radiale (battito

percepibile nella faccia ventrale dell’articolazione del polso), polso omerale.

Tutte le regioni sono atte ad uno scopo prevalente. Esempio lampante quello degli arti che mi servono a

consentire una traslazione nello spazio del corpo stesso o di oggetti che lo circondano. Torniamo ai punti di

repere. I più comuni sono in pratica sporgenze ossee sottocutanee. In generale se andassimo a sezionare in

profondità troveremmo: cute, sottocute, muscoli (avvolti da connettivo), ossa, cavità viscerale propriamente

detta.

Appunti di Anatomia Umana I prof. Gulisano

Soffermiamoci su torace e addome, le due macroregioni più vaste del tronco (che comprende inoltre collo e

pelvi) per individuare alcune delle linee di riferimento. Abbiamo scelto proprio il tronco poiché la proiezione di

un gran numero di visceri rende necessaria una discriminazione il più possibile esatta. Esistono due linee

verticali, SX e DX dette emiclavari che discendono a partire dal punto di mezzo della clavicola e che

andandosi a intersecare con la linea basisternale, la tangente all’arco costale (linea trasversale) e la linea

bisiliaca, in effetti dividono centralmente l’addome in 3 quadrati: procedendo dall’alto verso il basso abbiamo

epigastrio, mesogastrio ed ipogastrio affiancati rispettivamente da ipocondrio di DX e SX (dove si trova la

milza), fianco DX e SX (da non confondere con la regione del fianco volgarmente intesa) e fossa iliaca DX

e SX). Da notare che soltanto un piccola area delle regioni dell’ipocondrio è palpabile in profondità; infatti la

quasi totalità dell’area è occupata dalla base delle arcate costali.

Una divisione più schematica ma più semplice si può effettuare anche a partire dalla cicatrice ombelicale, al

centro della quale vi è l’origine di due assi ortogonali tra loro. In questo modo avremmo 4 quadranti: QSD,

QID, QSS, QIS.

Organizzazione e Struttura

L’organizzazione del nostro corpo può essere facilmente compresa con il seguente schema:

Mentre dei primi due aspetti si occupano prevalentemente citologia e istologia, gli altri sono di interesse

prettamente anatomico/medico. Solo una precisazione per quanto riguarda i termini. Anziché di “apparato” si

potrebbe parlare di “sistema”, ma è più corretto usare quest’ultima soltanto nel caso del sistema nervoso,

poiché è l’unico ad essere formato da un solo tipo di tessuto.

Un organo è definito come un insieme di tessuti che tramite un’azione coordinata svolgono una precisa

funzione.

Struttura degli organi cavi:

Gli organi di questo tipo sono “multistrato” e gli stati prendono il nome di tonache che risultano essere

concentriche. Parleremo di strato superficiale come tonaca esterna, strato intermedio come tonaca media e

strato come tonaca intima (o superficie luminale). In dettaglio:

- Tonaca intima (o mucosa: deve il suo nome alla produzione di muco)

1. epitelio di rivestimento

2. lamina propria

3. muscularis mucosae

- Tonaca media

1. (tonaca sottomucosa)

2. tonaca muscolare: quasi sempre formata da due o più fasci muscolari in grado di

muoversi in maniera coordinata innervati da fibre del sistema nervoso autonomo. Le

fibre muscolari sono sempre disposte a spirale ma talmente ravvicinate da sembrare

fasci paralleli verticali ed orizzontali che si incrociano quindi perpendicolarmente.


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Anatomina Umana I delle lezioni del Prof. Giulisano. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Asse sagittale, Asse verticale, Asse trasversale, Flessione dorsale e plantare, sollevamento del bordo mediale e laterale, Abduzione e Adduzione, ecc.


DETTAGLI
Esame: Anatomia I
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Giulisano Massimo.

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