Anatomia
Scienza che studia la morfologia e la struttura del corpo umano in condizioni di normalità. Lo scopo dell’anatomia è descrivere ed interpretare la forma delle strutture del corpo umano in relazione alle funzioni che queste svolgono. Un organo va incontro ad una patologia quando la sua forma/struttura cambia.
Descrizione anatomica
- Quantitativa: l’intestino misura mediamente dai 7m ai 9m, il cuore pesa mediamente dai 250g ai 300g, lo stomaco ha una capacità da 1L a 1,5L, etc.
- Qualitativa: forma assimilabile ad un solido geometrico o ad un oggetto comune. Per esempio il cuore ha la forma di un cono e l’esofago di un tubo.
Il corpo umano è composto di tante parti ben distinguibili. L’anatomia acquisisce conoscenze utilizzando il metodo di scomposizione del corpo in parti (Atomi → Molecole → Organuli → Cellule → Tessuti → Organi → Apparati/Sistemi → Organismi).
Livello atomico e molecolare
L’organismo dell’uomo è costituito per il 62% da H, per il 26% da O, per il 10% da C, dal 1,5% da N e da altri atomi presenti in piccole quantità o tracce. Questi atomi formano composti molecolari organici (carboidrati, proteine, lipidi e acidi nucleici) e inorganici (acqua e sali minerali).
Livello cellulare
Le cellule dell’organismo sono eucariotiche, formate essenzialmente da nucleo, citoplasma e membrana cellulare. Si differenziano, in relazione all’ambiente extracellulare, per forma (sferica in ambiente liquido, poligonale negli epiteli, allungata nei muscoli, con prolungamenti nelle cellule nervose e negli osteociti) e per dimensione (mediamente le cellule del corpo umano hanno un diametro di 20/30μm, 1μm=0.001mm, mentre alcune, come quelle del sangue, sono più piccole ed altre, come le cellule uovo, sono più grandi).
Livello tessuti
Sono formati da cellule differenziate con caratteristiche simili circondate da una matrice extracellulare. Si dividono in epiteliale, connettivo, muscolare, nervoso. Per ciascuna tipologia esistono molti sottotipi con caratteristiche differenti. Lo studio dei tessuti è argomento dell’istologia.
Livello organi
Gli organi si dividono in:
- Organi pieni: possiedono un tessuto prevalente responsabile della sua funzionalità e sono organizzati da tessuto connettivo. Si dividono a loro volta in:
- Filamentosi: sono composti da filamenti allineati nella stessa direzione e sono formati da due parti tendinee (origine e inserzione) ed una porzione centrale, rivestita da una fascia di tessuto connettivo che invia setti connettivali per dividere l’organo in diverse aree. Esempi di organi pieni filamentosi sono i nervi e i muscoli.
- Parenchimatosi: sono organi in cui il tessuto connettivo forma una capsula che può avere una porta d’accesso detta ilo per permettere l’ingresso ai vasi sanguigni, nervi, etc. Possono avere organizzazione lobulare come nel caso del rene di bovino. Esempi di organi parenchimatosi sono ghiandole, organi linfatici quali milza e linfonodi, polmoni, reni e organi del SNC.
- Organi cavi: hanno una cavità centrale detta lume che comunica con l’esterno e parete formata da una stratificazione di diversi tessuti detti tonache. Tra questi vi sono:
- Visceri: sono organi cavi composti, partendo dal lume, da:
- Tonaca mucosa costituita da un epitelio di rivestimento con un sottile strato di tessuto connettivo;
- Tonaca sottomucosa formata da tessuto connettivo vascolarizzato;
- Tonaca muscolare formata da tessuto muscolare;
- Tonaca sierosa costituita da una membrana sierosa oppure tonaca avventizia formata da tessuto connettivo.
- Vasi: sono organi cavi composti da:
- Tonaca intima formata da un epitelio monostratificato detto endotelio avente un sottile strato di tessuto connettivo;
- Tonaca media costituita da tessuto muscolare liscio e tessuto connettivo;
- Tonaca avventizia formata da tessuto connettivo.
Le differenze tra i vari tipi di vasi sono date principalmente dalla variazioni negli spessori delle tonache, in particolare di quella media.
- Visceri: sono organi cavi composti, partendo dal lume, da:
Livello apparati-sistemi
Gli apparati sono composti da organi formati da tessuti diversi che collaborano ad una stessa funzione. I sistemi sono formati da organi composti tutti dallo stesso tessuto e possiedono dunque organi morfologicamente e funzionalmente simili. Gli apparati sono tegumentario, locomotore (sistema scheletrico, articolare e muscolare), nervoso (SNC, SNP e apparati della sensibilità specifica), circolatorio (sistema cardiovascolare, sistema linfatico, midollo osseo e milza), endocrino, digerente, respiratorio, uro-escretore e riproduttivo. Alcuni organi possono appartenere a più apparati come il pancreas, la faringe o l’uretra maschile. Gli apparati possono dividersi in due categorie: della vita di relazione (locomotore e nervoso) e della vita vegetativa (digerente, respiratorio, urinario, circolatorio, riproduttivo). L’apparato tegumentario ed endocrino appartengono ad entrambi.
L’apparato locomotore è quello che determina maggiormente la forma corporea assieme al tessuto adiposo e a quello epiteliale. Esso aiuta inoltre a collocare gli organi all’interno del corpo poiché lo organizza dal punto di vista costruttivo. Nell’uomo (considerato in posizione eretta con gli arti superiori lungo il tronco e i palmi delle mani rivolti in avanti) si distinguono una parte assile, costituita dalla testa e dal tronco (collo, torace e addome), e una parte appendicolare, costituita dagli arti superiori (cingolo toracico-scapolare e parte libera formata da braccio, avambraccio e mano) e dagli arti inferiori (cingolo pelvico parte libera formata da coscia, gamba, piede). Nel neonato le proporzioni sono notevolmente diverse dall’adulto, la testa è particolarmente grande poiché alla nascita abbiamo già tutte le cellule nervose, mentre gli altri sono poco sviluppati perché non possiedono capacità coordinative.
Il corpo umano nella posizione standard può essere sezionato da piani di tipo:
- Trasversale o orizzontale
- Frontale o coronale
- Sagittale, di cui quello passante per la colonna vertebrale è detto sagittale mediano ed è l’unico piano di simmetria del corpo.
Il piano sagittale mediano divide il corpo in due parti dette antimero destro e antimero sinistro. Organi contenuti nello stesso antimero si dicono ipsilaterali o omolaterali, organi contenuti in antimeri diversi si dicono controlaterali. Inoltre gli organi possono essere pari (presenti in coppia) o impari (una sola copia). Quelli pari sono detti anche simmetrici, anche se, come nel caso dei polmoni o dei reni, non lo sono.
Rispetto al piano frontale gli organi possono collocarsi in posizione anteriore (anche detta ventrale) oppure posteriore (dorsale). Facendo riferimento a mano e braccio è possibile utilizzare il termine volare in alternativa ad anteriore e, per la sola mano, il termine palmare. Rispetto al piano trasversale si individuano una porzione cefalica (detta anche craniale) ed una porzione caudale. Un organo che si trova più vicino al piano sagittale mediale rispetto ad un altro è detto mediale, uno che si trova più lontano laterale. Un organo che si trova più vicino alla cintura d’attacco è detto prossimale, uno che si trova più lontano distale. Infine, un organo è detto tanto più profondo quanto più lontano dalla superficie corporea. Il contrario di profondo è superficiale.
Lo spazio corporeo in cui è collocato un organo può essere connettivale (se delimitato da fasce di tessuto connettivo propriamente detto) o sieroso (se delimitato da membrane sierose).
- Gli spazi connettivali si dividono in:
- Logge muscolari: contengono prevalentemente muscoli che svolgono almeno una funzione comune. Il tessuto connettivo separa muscoli della stessa loggia.
- Spazi viscerali: sono formati da tessuto connettivo che circonda un gruppo di visceri.
- Spazi neurali: sono formati da tessuto connettivo particolare (meningi) che circonda il SNC. Le meningi sono tre: dura madre, aracnoide e pia madre. Il SNC è formato dall’encefalo e dal midollo spinale.
- Spazi vascolari: sono formati da tessuto connettivo che circonda un gruppo di vasi.
- Membrane sierose: sono formate da mesotelio e da uno strato di tessuto connettivo sottile. Il mesotelio forma un sottilissimo sacco chiuso che avvolge gli organi. Si distingue in posizione viscerale che ricopre l'organo e in porzione parietale che ricopre la parete; tra i due strati si identifica una cavità virtuale nota come cavità sierosa, contenente quantità moderate di liquido sieroso prodotto dall'epitelio pavimentoso semplice che costituisce il mesotelio. Tale liquido permette agli organi all’interno della membrana di muoversi senza creare attriti con altri organi.
- Pleure che circondano i polmoni.
- Pericardio che circonda il cuore.
- Peritoneo che avvolge gli organi dell’addome.
Organi avvolti dal peritoneo sono detti intraperitoneali, organi esterni al peritoneo sono detti extraperitoneali. Quest’ultimi se appoggiano per una faccia su peritoneo sono detti sottoperitoneali, infine, se non hanno con esso alcun contatto sono detti retroperitoneali.
Il corpo umano presenta diverse cavità: encefalica e spinale, avvolte dalle meningi, toracica, delimitata dalla gabbia toracica e dal diaframma che comprende le pleure, i polmoni, il pericardio il cuore e gli organi mediastinici, e addominopelvica, comprende peritoneo, organi peritoneali e spazio connettivale extraperitoneale che contiene altri organi addominopelvici.
Apparato tegumentario
L’apparato tegumentario è il primo che si incontra a partire dalla superficie corporea; esso ricopre l’intero organismo e comprende:
- Il tegumento (10/15% del peso corporeo) diviso in:
- Pelle, detta anche cute (superficie 1,5-2m²; spessore 0,5-4mm), composta dall’epidermide, un tessuto epiteliale con funzione di protezione, e dal derma, un tessuto connettivo propriamente detto molto vascolarizzato che fornisce il nutrimento all’epitelio sovrastante.
- Ipoderma, detto anche sottocute, composto principalmente da tessuto adiposo (spessore 0,5-2cm).
- Gli annessi cutanei: comprendono peli, unghie, ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare fra cui le ghiandole mammarie e le ghiandole ceruminose.
Epidermide
È lo strato più superficiale della pelle, è costituito da un epitelio pavimentoso pluristratificato corneificato. Le sue cellule, i cheratinociti, hanno una vita molto limitata, tant’è che le cellule dello strato più profondo giungono in superficie in non più di venti giorni. I cheratinociti che si differenziano a seconda dello strato in cui si trovano: quelli dello strato più profondo, detto germinativo o basale, sono molto poco specializzati, si dividono molto velocemente e sono gli unici a non presentare filamenti di cheratina. Lo strato successivo, detto spinoso, è composto da cellule dalla morfologia peculiare in quanto sembra abbiano delle spine che sono in realtà desmosomi, ossia giunzioni ancoranti. Lo strato successivo è lo strato granuloso così chiamato poiché le cellule presenti in esso contengono grani che possono essere di una sostanza che interviene nella formazione dei filamenti di cheratina oppure di una sostanza lipidica oleosa che viene secreta all’esterno e si dispone fra le cellule con la funzione di isolare e proteggere lo strato germinativo dall’ambiente esterno. Salendo dallo strato profondo a quello superficiale, corneo, la quantità di cheratina continua ad aumentare, tant’è che ad un certo punto la quantità è tale da mandare in sofferenza il nucleo; le cellule, dunque, muoiono e si trasformano in squame cornee.
Nell’epidermide sono presenti anche cellule dette melanociti che producono e secernono grani di melanina, una sostanza in grado di proteggere l’epidermide dai raggi solari, che viene fagocitata dai cheratinociti. Il colore della pelle dipende dalla quantità e dalla qualità di melanina prodotta e non dal numero di melanociti presenti. Nell’albinismo, infatti, i melanociti sono presenti, ma non sono in grado di produrre melanina. Nella vitiligine i melanociti presenti in alcune sedi degenerano e perdono la capacità di produrre melanina. I melanociti possono anche proliferare in modo non controllato dando luogo a annessi benigni come nei e maligni come melanomi. Nell’epidermide sono presenti poi macrofagi modificati, detti cellule di Langerhans, e cellule di Merkel che si associano a terminazioni nervose e hanno un ruolo fondamentale nella sensibilità tattile.
La superficie dell’epidermide, infine, non è mai liscia, presenta solchi che possono essere poco profondi oppure, in zone in cui la cute è più spessa, molto profondi tanto da assumere un andamento parallelo e caratterizzante (impronte digitali).
Derma
Il derma è un tessuto connettivo propriamente detto che si fa via via più denso verso la profondità. Le fibre collagene del derma tendono a disporsi secondo linee dette di clivaggio (o linee di Langer) in modo che sia in grado di resistere alle sollecitazioni che imprimiamo ad esso nel momento in cui ci muoviamo. Se una ferita segue le linee di clivaggio, tende a rimarginare in fretta, mentre se perpendicolare ad esse lascia importanti cicatrici. La superficie di confine fra il derma e l’epidermide non è liscia e netta, ma ondulata per favorire l’adesione fra i due strati, la diffusione di nutrienti e di sostanze di rifiuto e ancorare. Fra il derma e l’epidermide è presente la membrana basale dell’epitelio.
Ipoderma
È un tessuto connettivo propriamente detto lasso arricchito di adipociti. Se quest’ultimi sono molto abbondanti, il tessuto assume le caratteristiche tipiche del tessuto adiposo che in questo caso prende il nome di pannicolo adiposo dell’ipoderma.
Annessi
- Ghiandole sudoripare: si dividono in due tipologie a seconda che siano a secrezione eccrina, ossia merocrina, con forma tubulare, semplice, glomerulare oppure a secrezione “apocrina”. Quest’ultime, in realtà a secrezione merocrina, diventano attive durante la pubertà, sono sotto il controllo ormonale e addensate in zone particolari, presentano un secreto non odoroso di per sé, ma che lo diventa poiché, essendo ricco di lipidi, viene decomposto dai batteri.
- Ghiandole mammarie: sono due collocate una per lato sul torace, anteriormente al muscolo grande pettorale, all’interno del tessuto sottocutaneo adiposo della mammella. Quest’ultima termina con una sporgenza, il capezzolo, che costituisce il punto in cui si ancorano le ghiandole mammarie e in cui convogliano i loro dotti galattofori. Ogni capezzolo è circondato da una zona pigmentata detta areola. Le ghiandole mammarie sono ghiandole composte, gli adenomeri, infatti, hanno forma alveolare o tubulo-alveolare, e hanno secrezione principalmente apocrina. Sono organi pari, rudimentali fino alla pubertà: a partire da questo momento si sviluppano nella femmina e si forma l’albero escretore (formato da dotti galattofori e seni galattofori). Solo durante una gravidanza si ha la produzione di secreto, il latte, e al termine dalla gravidanza i tubuli e i tubuli-alveoli regrediscono. Come tutte le ghiandole, sono organi pieni parenchimatosi sostenuti da tessuto connettivo reticolare che, in questo caso, risulta ben visibile anche nelle radiografie: tralci molto spessi di connettivo costituiscono il legamento sospensorio della ghiandola mammaria.
- Ghiandole sebacee: sono collocate su tutta la pelle e sono solitamente associate a follicoli piliferi. Hanno secrezione olocrina con secreto oleoso a funzione lubrificante e protettiva. Hanno forma alveolare.
- Peli: sono formati da cellule morte cheratinizzate circondate da un follicolo pilifero, risultante dell’invaginazione dell’epidermide. La parte più profonda si dilata e forma il bulbo del follicolo in cui si trova la matrice del pelo costituita da cheratinociti, melanociti e da una papilla pilifera derivante dal derma. A ciascun follicolo pilifero è associato un piccolo muscolo liscio erettore del pelo che si contrae per il freddo o per la paura, ciò è il risultato di un meccanismo ancestrale avente ancora una funzione negli animali.
- Unghie: sono costituite da una lamina, che si sviluppa su un letto ungueale a partire da una zona della matrice, la quale deriva come il follicolo pilifero da un’invaginazione dell’epidermide. Si distingue in una parte detta radice ungueale non visibile e una parte visibile, quella che comunemente è chiamata unghia.
Funzioni principali dell’apparato tegumentario
- Protezione da insulti meccanici, termici, chimici;
- Protezione da patogeni, radiazioni e dalla perdita di liquidi;
- Sensibilità esterocettiva di tipo tattile, termica, pressoria e dolorifica;
- Termoregolazione attraverso la vasodilatazione, vasocostrizione e sudorazione;
- Produzione di vitamina D inattiva da parte dei cheratinociti;
- Regolazione dell’equilibrio idrosalino attraverso il sudore;
- Escrezione di cataboliti;
- Assorbimento, in particolare di sostanze lipofiliche;
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