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Splancnologia 2020/21

Terminologia

Livelli di organizzazione della materia vivente, cioè dello studio dell’anatomia:

  • Organismo, apparato, organo, tessuto = anatomia (a occhio nudo)
  • Tessuto, cellula = istologia
  • Cellula, organelli = citologia
  • Molecola
  • Atomo

Anatomia microscopica

  • Citologia (studio della struttura della cellula e delle sue parti).
  • Istologia (studio della morfologia dei tessuti, ovvero dell’associazione fra cellule).

Anatomia macroscopica

  • Di superficie (studio della superficie del corpo umano; su cui posso proiettare gli organi interni).
  • Regionale (parte ampia del corpo: testa-collo, tronco, regioni appendicolari superiori e inferiori).
  • Sistematica (sistemi del corpo).

Posizione anatomica

La posizione anatomica prevede la suddivisione in:

  • Piano mediano di simmetria = o longitudinale, divide il corpo in due metà simmetriche, speculari, ma non uguali e sovrapponibili, dette antimeri. La parte mediale è quella vicino alla linea di simmetria; quella laterale lontano. I piani paralleli ad esso sono detti piani sagittali.
  • Piano frontale = divide il corpo fra una parte anteriore (ventrale) e una posteriore (dorsale).
  • Piano trasversale = divide il corpo fra una parte superiore (craniale) e una inferiore (caudale, che prende il nome dalla “coda” presente sul coccige, cauda equina).

Asse del corpo = testa e tronco (collo, torace e addome).

4 appendici = 2 arti superiori e 2 inferiori.

Organo

L’organo è una parte anatomica che esplica una propria funzione unitaria nell’ambito delle generali funzioni di un apparato. Gli organi si suddividono in:

  • Organi a struttura filamentosa = l’aggregazione delle entità elementari dell’organo è fatta secondo progressivi ordini di grandezza: fascetti primari (endomisio), secondari (perimisio) e terziari (epimisio). Sono esempi di questa organizzazione i muscoli (epimisio, perimisio e perimisio che racchiude ciascuna fibra cellulare), tendini e nervi.
  • Organi parenchimatosi = organo compatto di forma varia in cui il parenchima (corpo centrale, tessuto funzionale) è sostenuto da uno stroma connettivale ancorato ad una capsula, cioè un foglietto di tessuto connettivo denso che riveste l’organo pieno/parenchimatoso, tramite le trabecole connettivali nelle quali sono contenuti i vasi sanguigni e i nervi. Esempi: fegato e reni.
  • Organi cavi = la parete dei cavi è organizzata in tonache (strati sovrapposti costituiti da tessuti diversi). Possono essere cavi viscerali (presenta 4 strati, non sempre presenti in tutti gli organi: tonaca mucosa, sottomucosa, muscolare e sierosa), un esempio è lo stomaco; o vascolari (presenta 3 strati: tonaca intima, media e avventizia), come il cuore.

Gli organi sono strutture identificabili per caratteristiche morfo-funzionali. Connessi fra loro vengono a creare unità complesse: apparati organici (apparati della vita di relazione, apparati della vita vegetativa).

Gli spazi corporei sono tutti gli intervalli di ordine macroscopico che sono compresi tra gli organi o che circoscrivono uno o più organi. Si dividono in:

  • Spazi connettivali = costituiti da tessuto connettivo lasso che separa gli organi in cui decorrono vasi e nervi. Le loro dimensioni vanno da quelle di sottili interstizi connettivali dei muscoli nei quali decorrono i fasci vascolo-nervosi a quelle degli spazi connettivali più ampi come quello del collo (unico osso è la colonna, il resto è tessuto muscolare e connettivo).
  • Spazi neurali = costituiti da ossa e legamenti che formano delle cavità al cui interno è contenuto il sistema nervoso: cavità cranica e all’interno del rachide (colonna vertebrale). Importanti per diagnosticare meningite e encefalite.
  • Spazi sierosi = sono contenuti gli organi cavi viscerali. Sono delimitati dalle membrane sierose e sono composti da tessuto connettivale che viene ad essere rivestito da un tessuto epiteliale semplice monostratificato. Sono tutti contenuti nella regione del tronco: cavità toracica (sopra il diaframma, si divide in 3 cavità, due pleuriche e una pericardica) e cavità addominale (sotto il diaframma). Gli spazi sierosi sono chiusi completamente ad eccezione di quello genitale femminile.

Cuore

Apparato circolatorio:

  • Apparato cardio-vascolare = cuore e condutture sanguifere (grossi vasi arteriosi e venosi e vasi arteriosi e venosi delle circolazioni distrettuali).
  • Sistema linfatico = grandi connettori linfatici, vasi e organi linfatici distrettuali.
  • Organi e tessuti ematopoietici ed emocateretici = midollo osseo e milza.

Il cuore (pompa del nostro organismo) è un orano cavo vascolare, centro dell’apparato circolatorio. Si trova nella cavità pericardica (sierosa) spostato a sinistra rispetto al piano di simmetria fra i due polmoni. Esso è diviso in quattro camere: due che provvedono a fornire il sangue alla circolazione sistemica (ventricolo sinistro e atrio sinistro) e due che provvedono a ricevere il sangue venoso dalla circolazione sistemica e a portare il sangue non ossigenato ai polmoni (atrio destro e ventricolo destro).

Esistono due facce:

  • Sternocostale = anteriore, formata prevalentemente dal ventricolo destro.
  • Diaframmatica = posta sopra il diaframma, formata sia dal ventricolo sinistro che destro.

Ricorda che dalla base del cuore partono ed entrano i grossi vasi della circolazione. La base del cuore inizia a livello delle origini dei vasi principali delle superfici superiori dei due atri.

Topografia cardiaca

Proiezione del cuore sulla superficie del corpo. Le valvole cardiache si proiettano sulla superficie del torace anteriore: l’arteria polmonare nel secondo spazio intercostale sinistro, l’aorta nel secondo spazio intercostale destro, l’atrio triscuspide nel quinto spazio intercostale destro e la mitrale nel quinto spazio intercostale sinistro.

L’aorta (da ventricolo sinistro) e il tronco polmonare (da ventricolo destro, ricco di anidride carbonica, giunge nei polmoni) sono i due principali vasi che si allontanano dal cuore.

Arteria = vaso che dal centro del corpo va verso la periferia (nel 95% è ricca di ossigeno, tranne tronco/arteria polmonare).

Vena = vaso che dalla periferia del corpo va verso il centro (nel 95% è ricca di anidride carbonica, tranne vena polmonare).

Il cuore ha come compito quello di fungere da pompa, sia che consideriamo le camere destre che sinistre, per irrorare di sangue tutto il nostro corpo (5-6 litri). Tuttavia, una piccola parte del sangue con cui entra in contatto il cuore funge da nutrimento per il cuore stesso, per diffusione, ricevendo così una vascolarizzazione che gli permette di svolgere il suo lavoro. Il cuore riceve il suo nutrimento dalle arterie coronarie destra e sinistra, che originano dall’aorta ascendente. Entrambe provvedono alla vascolarizzazione del cuore. Il sangue entra poi nel seno coronario che manda il suo sangue direttamente nell’atrio destro.

Patologie coronariche

Se le coronarie (vale anche per le altre arterie) si ammalano si va incontro a:

  • Coronopatia = fenomeni degenerativi che creano formazione di grasso sulle pareti delle arterie e rendono difficile il passaggio di ossigeno.
  • Ischemia coronarica (condizione reversibile) = carenza di ossigeno da parte di un organo per un difetto arterioso. Può causare angina pectoris = dolore del petto, condizione patologica in caso di vie coronarie con un flusso ridotto che fanno aumentare il lavoro cardiaco.
  • Infarto miocardico = quando un’arteria coronaria si occlude completamente, essendo la circolazione coronarica del cuore una circolazione di tipo terminale, i rami delle coronarie, quando arrivano ai distretti del cuore non creano delle giunzioni in modo da aiutarsi fra di loro (anastomosi), ma ognuna ha la sua regione di vascolarizzazione. Per questo motivo quando una viene bloccata, non essendo più perfusa di ossigeno, va incontro a necrosi e può generare un infarto miocardico.

Dettagli cardiaci

I due atri sono separati dal setto interatriale, mentre il setto interventricolare divide i due ventricoli. Il sangue fluisce da ciascun atrio al ventricolo dello stesso lato attraverso delle valvole: atrio sinistro e ventricolo sinistro (valvola mitrale), atrio destro e ventricolo destro (valvola tricuspide).

Atrio destro

Riceve il sangue deossigenato attraverso la vena cava superiore e inferiore. Il setto interatriale separa i due atri. A partire dalla quinta settimana di sviluppo embrionale fino alla nascita, il setto è reso pervio dal forame ovale, che consente al sangue di passare direttamente dall’atrio destro all’atrio sinistro, dato che il sangue non ha bisogno di andare ad ossigenarsi ai polmoni (ancora in via di sviluppo) perché questo compito è svolto dalla placenta. Nel momento della nascita il pianto del bambino è molto importante perché attiva i polmoni e si chiude il forame ovale. Talvolta accade che questo non accada o accada in modo non completo: è pertanto opportuno intervenire subito per non andare incontro a insufficienza cardiaca.

Ventricolo destro

Il sangue deossigenato giunge dall’atrio destro attraverso la valvola tricuspide, che con le sue tre estremità dà origine alle corde tendinee, che originano da estroflessioni dei muscoli papillari. La porzione superiore del ventricolo destro è rilevata a formare una tasca cuniforme a pareti lisce, il cono arterioso, che termina a livello della valvola semilulare polmonare.

Atrio sinistro

Il sangue ossigenato viene dapprima raccolto in piccole vene, che via via confluiscono a formare le quattro vene polmonari, solitamente due per ciascun polmone. L’auricola dell’atrio sinistro si presenta più lunga, stretta e uncinata di quella dell’atrio destro (nella fibrillazione atriale l’auricola si contrae in modo molto più lento rispetto al resto).

Ventricolo sinistro

Il sangue ossigenato giunge dall’atrio sinistro attraverso la valvola mitrale. La parete del ventricolo sinistro è approssimativamente tre volte più spessa di quella del ventricolo destro proprio perché le contrazioni del ventricolo sinistro devono produrre una pressione sufficiente a spingere il sangue nell’intera circolazione sistemica. Dal ventricolo sinistro, il sangue raggiunge l’aorta ascendente passando attraverso la valvola semilunare aortica. Dall’aorta ascendente, il sangue prosegue poi nell’arco aortico e nell’aorta discendente.

Soffio al cuore

Si verifica soffio al cuore quando il flusso del sangue invece che essere laminare va a creare rumore siccome incontra un ostacolo e crea una turbolenza; pertanto i soffi cardiaci si ascoltano a livello delle valvole. Se è presente un forame ovale ancora pervio (non chiuso) in seguito alla nascita si può sentire un soffio perché vi è un pertugio fra i due atri. La sezione trasversale della base del cuore mostra che le quattro valvole cardiache sono situate sullo stesso piano. Nel cuore visto dall’alto si nota che la valvola tricuspide possiede tre lembi, mentre quella mitrale due. Nella parte iniziale dell’aorta, in prossimità della valvola aortica, si riconosce l’imbocco delle arterie coronarie.

Alterazioni valvolari

(congenite o in seguito a malattia):

  • Stenosi valvolare: il flusso da atri a ventricoli è reso più difficoltoso.
  • Insufficienza valvolare: la valvola risulta incontinente, permettendo il reflusso di sangue dal ventricolo verso l’atrio.
  • La valvola danneggiata deve essere trattata chirurgicamente o sostituita, per evitare che si instauri lo scompenso cardiaco.

Struttura del cuore

  • Pericardio parietale (parte più esterna) = sierosa.
  • Epicardio (parte esterna) = foglietto viscerale del sacco pericardico (sierosa: mesotelio + lamina di connettivo).
  • Miocardio (tonaca media) = tessuto muscolare striato involontario. Il miocardio (pacemaker del cuore) si contrae grazie all’impulso elettrico che arriva da cellule specifiche presenti nel nodo senoatriale.
  • Endocardio = riveste la superficie interna di atri, ventricoli e lamine valvolari. È in contatto con il sangue (unica vascolarizzata per diffusione).

NB: il pericardio contiene normalmente non più di 20ml di liquido. In condizioni patologiche (emorragia, versamento sieroso) il volume interno del pericardio aumenta fino a 500-1000ml e la pressione del liquido ostacola l’afflusso di sangue al cuore e può bloccarne la funzione.

Rapporti diretti del cuore

  • Anteriormente = sterno e cartilagini costali.
  • Posteriormente = mediastino posteriore e visceri in esso contenuti.
  • Postero-inferiormente = centro frenico del diaframma.
  • Lateralmente = faccia mediastinica delle pleure.

Apparato circolatorio

Esistono 3 tipi di arterie e vene in base alla dimensione:

  • Le arterie elastiche (o di grande calibro) presentano tre tonache: una intima, una media e una avventizia. Trasportano grossi volumi di sangue lontano dal cuore: aorta, polmonari, carotidi, succlavie e iliache comuni; possiedono un calibro che va da 0,7 a 3cm. La tonaca media è formata da una lamina basale di fibre elastiche e collagene che conferiscono al vaso arterioso una grande resistenza alle variazioni di pressione. Ricorda che la misurazione della pressione arteriosa avviene comprimendo l’arteria brachiale del braccio e lasciandola riaprire con la sua pressione (sistolica); in fase finale: pressione diastolica.
  • Le grandi vene presentano anch’esse tre tonache, anche se la media e la intima, prive di fibre elastiche, sono molto più sottili di quelle dell’arteria. Lo strato più spesso è l’avventizia, che contiene fibre elastiche e collagene. Fra di esse troviamo le vene cave superiore e inferiore, la succlavia, la renale, la mesenterica e la portale.
  • Le arterie muscolari (o di medio calibro) distribuiscono il sangue ai muscoli scheletrici e agli organi interni, possiedono un diametro che va da 1 a 7mm e sono caratterizzate da una spessa tonaca media contenente molte fibre muscolari lisce (più delle arterie elastiche).
  • Le vene di medio calibro sono generalmente situate nella stessa guaina di tessuto connettivo di un’arteria muscolare. Possiedono una funzione propulsiva, che ha il compito di far tornare il sangue dalla periferia al cuore.
  • Le arteriole sono di calibro considerevolmente inferiore rispetto alle muscolari, possiedono infatti un diametro che arriva al massimo a 200µm. Continuano la distribuzione sanguigna delle muscolari.
  • Le venule sono vene periferiche con la caratteristica di essere recettive.
  • Il circolo si chiude con i capillari arteriosi che poi diventano venosi.

Arteriosclerosi

Ispessimento ed irrigidimento della parete delle arterie che può portare a infarto o ictus. Le cause possono essere la calcificazione focale o l’aterosclerosi.

Funzionamento delle vene

Le vene sono in grado di riportare il sangue deossigenato al cuore (nella maggior parte anche contro gravità) grazie alla contrazione muscolare e alla presenza di valvole che dividono in scompartimenti le vene dando la possibilità al sangue risalire poco alla volta ed evitando il reflusso. Le valvole a nido di rondine (semilunari) sono presenti nelle vene a flusso antigravitazionale. Possono causare patologie a livello venoso il mantenimento di posizione erette e ferme prolungate o altre patologie. La rottura di una o più valvole può causare rigonfiamento e vene varicose (tortuose).

Ricapitolando

Le principali differenze tra arterie e vene sono:

  • Le vene sono di numero maggiore.
  • Nelle vene, la membrana elastica interna, non è una vera membrana.
  • Nella tonaca media delle vene è presente meno sostanza elastica e più collagene.
  • Le vene presentano pareti più sottili, minor elasticità e valvole. Se tagliate, le pareti collabiscono.

Fibre e capillari

Fibre efferenti = ortosimpatiche, regolazione del tono arterioso (vasocostrizione).

Fibre afferenti = portano stimoli da recettori: pressocettori (in arco e seno aortico), chemiocettori H2, O2, CO2 (glomo), biforcazione carotide e arco aortica meccanocettori (corpuscoli di Pacini).

I capillari sono vasi microscopici la cui struttura è costituita da endotelio che poggia su una membrana base che permettono lo scambio di sostanze nutritive e lo scarto di sostanze metaboliche di rifiuto.

Tipi di capillari

Si possono dividere in:

  • Continui = la membrana è continua e senza interruzione (nella maggior parte degli organi viscerali).
  • Fenestrati = fra le cellule endoteliali ci sono dei pori, fondamentali per il passaggio di sostanze proteiche e metaboliche, come avviene nei reni.
  • Sinusoidi = con un lume ampio, sono abbastanza tortuosi. Presenti in ipotalamo e ipofisi, il centro di controllo ormonale di tutto il nostro corpo.

Ramificazioni arteriose

Le arterie possono avere una ramificazione monopodica o dicotomica:

Anastomosi = collegamenti fra arterie che permettono il passaggio di sangue fra arterie per la circolazione di una stessa regione. Non è presente per il nutrimento del cuore, infatti le coronarie possiedono una circolazione terminale.

Criteri di studio dei vasi

  • Grossi vasi = formano il settore centrale di distribuzione, fanno da collegamento fra il cuore e i vasi distrettuali.
  • Vasi distrettuali = operano l’effettiva diffusione del sangue nei vari distretti corporei e negli organi: viscerali, muscolari…
  • Vasi parietali = vascolarizzano organi dell’apparato locomotore, tegumentario e nervoso.
  • Vasi viscerali = vascolarizzano i visceri.

Circolazione

La circolazione sistemica (o grande) ha origine dalla valvola semilunare aortica e quindi dall’arteria aorta (ventricolo sinistro), contribuisce alla circolazione generale e infine, attraverso le vene cave, termina nell’atrio destro.

La circolazione polmonare (o piccola) ha origine dal ventricolo sinistro, luogo in cui il sangue deossigenato viene trasportato ai polmoni per l’ossigenazione e da lì ritorna al cuore.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nobody_scuola_1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Oldani Silvia.
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