Termini di movimento
Tipi di movimento
Il movimento può essere:
In asse
- Traslazione/scivolamento
- Rotazione assiale: a livello degli arti si parla di intra/extrarotazione, a livello del tronco di rotazione destra/sinistra, a livello dell'avambraccio di pronosupinazione (in posizione anatomica l'avambraccio è supino e radio e ulna sono paralleli, ma dopo una pronazione diventano incrociati).
Angolare
- Flessione/estensione: lungo l'asse trasversale. La flessione è una riduzione dell'angolo fra due segmenti corporei o l'avvicinamento delle superfici morfologicamente ventrali (compresa la parte posteriore di coscia e gamba), poiché i muscoli flessori si trovano nelle logge morfologicamente ventrali. A livello della caviglia in posizione anatomica si ha un angolo di 90°, quindi si parla di dorsiflessione e flessione plantare.
- Abduzione/adduzione: lungo l'asse anteroposteriore. L'abduzione è l'allontanamento di un arto dall'asse corporeo. A livello di mano e piede si parla di abduzione e adduzione per indicare l'allontanamento/avvicinamento delle dita dal dito meno mobile (il 3° per la mano ed il 2° per il piede). Per la testa e il tronco si parla invece di inclinazione laterale.
- Circumduzione: è dato dalla somma di più movimenti e avviene solo a livello di spalla e anca.
Spazi anatomici
Il tronco ha un'organizzazione cava (parete esterna + spazio interno), mentre gli arti hanno un'organizzazione piena. Gli spazi corporei sono intervalli di ordine macroscopico compresi tra organi o che circonscrivono uno o più organi.
Tipi di spazi
- Connettivali: formati da tessuto connettivo, con poche cellule e tanto spazio intracellulare.
- Logge: i limiti sono fasce o piani ossei.
- Interstizi: hanno limiti non ben definiti di connettivo lasso.
- Sierosi: sono delimitati da membrane sierose, si trovano solo nel torace e nell'addome e contengono i visceri.
Pericardio, peritoneo, pleura destra, pleura sinistra (tunica vaginale del testicolo).
Neurali: sono particolari spazi connettivali a contenuto nervoso. I limiti sono lamine connettivali dette meningi connesse a un astuccio osseo legamentoso. Contengono il liquido cefalorachidiano.
Posizione degli organi
Un organo può essere:
- Intrasieroso: completamente avvolto.
- Sotto/retrosieroso: parzialmente avvolto.
- Extrasieroso: non avvolto.
Nel caso del peritoneo, per esempio si hanno organi intraperitoneali (1) con relativi mesi (2), retroperitoneali (3) ed extraperitoneali (4). I retroperitoneali si trovano nella parete posteriore, i sottoperitoneali nella piccola pelvi. Il rene è considerato extraperitoneale perché ha una fascia connettivale che lo separa dal peritoneo.
Il peritoneo forma dei collegamenti fra organi (o fra organi e parete) detti mesi, peduncoli e omenti. Ogni organo intraperitoneale ha i suoi mesi per il passaggio dei vasi sanguigni e linfatici, dei nervi e dei dotti. Hanno quindi una funzione di collegamento e di nutrimento per l'organo. La maggioranza dei mesi si trova sulla parete posteriore dell'addome, poiché gli organi si creano il peduncolo o meso allontanandosi dalla parete dorsale. In alcuni casi un organo può modificare la direzione di spostamento, passando dal piano mediano ad un piano coronale (ad esempio lo stomaco). In questo modo la parete che prima era a sinistra diventa anteriore.
Le sierose sono due e sono in continuità l'una con l'altra. La viscerale circonda i visceri, mentre la parietale tappezza l'interno della cavità addominale e toracica. Fra le due sierose c'è lo spazio sieroso virtuale (molto piccolo). Le sierose possono scorrere l'una sull'altra perché nello spazio sieroso c'è un velo di liquido, trasudato del plasma. Lo spazio sieroso corrisponde al celoma intraembrionario.
La sierosa parietale è collegata alla parete ed è innervata e vascolarizzata da strutture provenienti dalle pareti (somatiche), mentre la viscerale è innervata e vascolarizzata dagli organi che avvolge. Il mediastino è uno spazio connettivale posto nel torace fra le due logge polmonari. Contiene uno spazio sieroso, il pericardio, ed altri organi.
Funzioni e conseguenze
- Mobilità degli organi
- Diffusione di infezioni (maggiore superficie)
- Cellule germinali (oociti): passano dalle ovaie alle tube uterine ma vengono rilasciati nella cavità peritoneale perché non sono collegate direttamente (rischio di gravidanza extrauterina).
- Mesotelioma
- Versamenti sierosi (ascite) o ematici: non si tratta di un'emergenza e si possono avere edemi anche molto grandi perché l'addome si può espandere.
Omenti o epiploon
Gli omenti o epiploon sono due e si trovano entrambi su di un piano circa frontale:
- Il grande omento o grembiule omentale è una piega di peritoneo che parte dallo stomaco, si porta anteroinferiormente arrivando ad un'altezza variabile nella cavità addominale e poi si riflette (si ripiega su sé stesso). Non contiene vasi o nervi di rilievo, copre le anse intestinali e contiene tessuto adiposo.
- Il piccolo omento va da stomaco e duodeno fino al fegato (epatogastrico o epatoduodenale). È un legamento di peritoneo in cui passano l'arteria epatica ed il dotto coledoco.
Quando avvengono le crescite differenziali dei vari organi, il fegato e lo stomaco si spostano e ruotano, ma lo stomaco resta legato alla milza tramite il legamento gastrosplenico (o gastrolienale), quindi il piccolo omento si sposta su di un piano circa sagittale. Fra il piccolo omento e la parete addominale posteriore si delimita una cavità, detta borsa omentale o retrocavità degli epiploon. Rimane un passaggio che collega la grande cavità addominale con la borsa omentale.
Altri mesi del peritoneo sono:
- Mesentere: è il meso dell'intestino tenue mesenteriale che collega digiuno e ileo alla parete addominale.
- Mesocolon trasverso: è il meso del colon trasverso, che lo collega alla parete addominale posteriore e suddivide la cavità addominale in una porzione sovramesocolica ed una sottomesocolica.
- Mesosigma o mesocolon sigmoideo o mesocolon ileopelvico: è il meso del tratto di colon che va dalla fossa iliaca alla piccola pelvi (ha forma di S).
Modelli costruttivi degli organi
Organi pieni a struttura filamentosa o fibrosa
- Involucro connettivale di copertura
- Stroma di sostegno
- Scomposizione gerarchica contenente le condutture
- Esempi: muscoli, tendini, nervi
Organi pieni parenchimatosi
- Involucro capsulare connettivale
- Impalcatura di sostegno (stroma): setti che possono dividere l'organo in lobi e lobuli. Ad esempio nel polmone ci sono: lobi —> zone —> lobuli —> acini
- Gerarchie morfofunzionali
- (Ilo vascolo nervoso): i vasi e i nervi possono o entrare da un unico ilo, ad esempio nei linfonodi o nella milza, oppure possono arrivare in più punti, ad esempio nella ghiandola surrenale o nella tiroide.
Organi cavi o a tonache sovrapposte
- Epitelio di rivestimento
- Tonaca mucosa, lamina propria, muscolaris mucosae
- Tonaca sottomucosa (tonaca avventizia), mesotelio, strato sottomesoteliale
- Endotelio, tonaca intima, endocardio
- Strato sottoendoteliale, tonaca media, miocardio
- Tonaca avventizia, epicardio
Apparato locomotore
Ossa
A livello degli arti sono circondate dai muscoli scheletrici, nel tronco sono sotto il tegumento e può esserci o meno uno strato di grasso sottocutaneo. Delimitano spazi connettivali e neurali. Ci sono 3 tipi di ossa:
- Ossa lunghe: hanno la lunghezza prevalente e si trovano esclusivamente negli arti.
- Ossa piatte: hanno due dimensioni prevalenti e si trovano nel tronco e nelle cinture di attacco.
- Ossa corte: hanno pari lunghezza, larghezza e spessore. Si trovano nel tronco e negli arti.
La parte esterna delle ossa è simile (una porzione di osso compatto), mentre l'interno varia a seconda del tipo di osso. Contengono anche nervi, vasi sanguigni, tessuto connettivo superficiale (periostio) che ricopre le cellette (endoostio), entrambi vascolarizzati. Contengono il midollo osseo, un tessuto emopoietico che produce gli elementi figurati del sangue e si trova nelle cellette tra le trabecole dell'osso spugnoso, dove riceve protezione e può rimanere a temperatura costante.
Le ossa lunghe hanno una porzione centrale con i lati radio-opachi: al centro c'è un canale, mentre il tessuto osseo compatto si trova solo superficialmente. Il canale è ripieno di midollo osseo, poiché quando un cilindro è caricato lungo il suo asse maggiore le forze si distribuiscono sulla superficie. Nei bambini il midollo osseo è rosso, mentre nell'adulto diventa giallo. La distribuzione lungo la superficie del tessuto osseo compatto non è uniforme: lo strato è più spesso al centro per permettere la resistenza alle forze di torsione. Un osso lungo è formato da una dialisi centrale e da due epifisi (prossimale e distale) formate da uno strato esterno di osso compatto ed uno interno di osso spugnoso.
In un tipico osso lungo c'è:
- Tessuto osseo
- Endoostio: tappezza le trabecole ed il canale diafisiario
- Periostio: esterno, tessuto connettivo riccamente vascolarizzato
- Vasi
- Nervi
- Midollo osseo
Le ossa piatte hanno una superficie estesa di osso compatto e l'interno di osso spugnoso. Mantengono il midollo osseo rosso anche in età adulta, quindi conservano la funzione emopoietica. Le ossa corte hanno anch'esse il compatto all'esterno e lo spugnoso all'interno.
Composizione delle ossa
- 65% minerale (idrossiapatite di calcio)
- Acqua
- Fibre
- Cellule (osteociti, osteoblasti, osteoclasti): gli osteociti regolano la calcemia, gli osteoclasti distruggono e gli osteoblasti costruiscono.
Metabolismo dell'osso
- Calcio
- Fosfato
- Vitamine A, C, D
- Ormoni (ipofisi, tiroide, paratiroidi, surrene, gonadi)
Il tessuto osseo può avere due diverse strutture:
- Tessuto osseo lamellare: formato da una serie di lamelle concentriche
- Tessuto osseo intrecciato: si trova solo nel feto e nel tessuto osseo primario (quello che si forma subito dopo una frattura).
Nelle ossa della volta cranica l'osso spugnoso si chiama diploe. I muscoli e i tendini si attaccano al periostio, perciò in caso di sfregamento o di carico eccessivo può esserci un'infiammazione (periostite). Le ossa senza muscoli (ad esempio la tibia) sono meno vascolarizzate. Sviluppo delle ossa lunghe: nell'embrione si comincia a formare un abbozzo cartilagineo e solo dalla 7 settimana intrauterina si hanno le prime cellule di tessuto osseo ai lati della diafisi. L'osso cresce ed al centro passano i vasi. Alla nascita la diafisi è ossificata, mentre le due epifisi sono ancora cartilaginee, quindi le ossa lunghe crescono grazie alla cartilagine epifisiaria, che non è vascolarizzata. I vasi provenienti dal tessuto osseo (favoriti dagli ormoni sessuali) erodono progressivamente la cartilagine, che cresce dall'altro lato grazie all'ormone della crescita. Nelle epifisi dopo la nascita si formano uno o più nuclei di ossificazione epifisari, ad eccezione del ginocchio. Fra diafisi e epifisi lo strato di cartilagine metafisaria o metafisi diminuisce progressivamente. La crescita prosegue finché rimane la metafisi.
In corrispondenza delle epifisi non c'è periostio ma rimane della cartilagine ialina che entra a far parte delle articolazioni. C'è un continuo rimodellamento delle ossa: si formano in continuazione nuovi osteoni, che vengono costruiti e distrutti in concordanza finché la persona è in buona salute e assume calcio. La presenza delle metafisi e la loro estensione è indice dell'età scheletrica o ossea. Nel caso in cui età scheletrica ed età anagrafica non coincidano, si hanno delle alterazioni della crescita. Si valuta solitamente nel polso (in particolare nelle ossa brevi del carpo) perché la mano comprende 27 ossa con i relativi nuclei di ossificazione. Le ossa dipendono dai traiettorie di carico, in quanto l'organizzazione delle trabecole dell'osso spugnoso avviene in base alle zone soggette a un carico maggiore. Le zone con meno tessuto osseo sono quelle in cui il carico è minore e sono più soggette a fratture.
Nel cranio del neonato ci sono le fontanelle di tessuto connettivo per permettere la crescita delle ossa. La mandibola è un tipico osso che cambia con l'età, a seconda della presenza o meno del carico dei denti. La riparazione di una frattura avviene secondo fasi successive:
- Ematoma: il periostio sanguina liberando fattori di crescita
- Callo fibrocartilagineo: è necessaria l'immobilità per bloccare i due segmenti ossei l'uno rispetto all'altro.
- Callo osseo (di tessuto intrecciato)
- Rimodellamento del tessuto osseo, che diventa lamellare
Nel caso di nani condroplasici si rompono le ossa e si mette un sistema di distrazione progressiva, in modo che il callo non riesca a ossificare e si formi continuamente nuovo tessuto osseo (osteogenesi da distrazione).
Articolazioni
Le articolazioni devono permettere il movimento e consentire che le ossa rimangano in posizione l'una rispetto all'altra, quindi ve ne sono alcune più stabili ed altre più mobili. Le articolazioni servono per:
- Zone di crescita (transitoria)
- Trasmissione delle forze
- Possibilità di movimento
- Trasmissione del peso
Vi sono due grandi famiglie di articolazioni:
- Sinartrosi: vi è del tessuto fra due ossa in rapporto di continuità
- Connettivo fibroso (suture, gonfosi, sindesmosi)
- Cartilagine ialina (sincondrosi)
- Cartilagine fibrosa (sinfisi)
- Diartrosi: vi è spazio fra due ossa in rapporto di contiguità. Vi è una cavità sinoviale ed una capsula fibrosa che circonda i due pezzi, quindi si parla di articolazione sinoviale.
- Ovoidi: due raggi di curvatura convessi
- A sella: un raggio concavo ed uno convesso
Sinartrosi: sono le più antiche dal punto di vista evolutivo. Si classificano in base al tessuto che costituisce l'articolazione.
- Connettivo fibroso: Le suture avvengono fra ossa piatte a livello della volta del cranio. Il tessuto connettivo della sutura è in continuità con il periostio. In utero le ossa subiscono un'ossificazione diretta e fra un osso e l'altro rimane del tessuto connettivo fibroso (le fontanelle), quindi le suture fungono anche da zone di crescita ossea in risposta allo sviluppo dell'encefalo. Una sutura ossificata diventa sinostosi. Il margine di sutura non è liscio ma irregolare con sporgenze e rientranze di tipo diverso. Le più solide sono quelle con grosse sporgenze e relative rientranze (es: parieto-occipitali). Quelle delle ossa nasali si spostano invece più facilmente per assorbire un eventuale colpo ed evitare la rottura dell'osso frontale. Le gonfosi sono al massimo 32 e sono rappresentate dall'articolazione del dente con l'alveolo dentario. Restano tali per tutta la vita. Le sindesmosi sono per esempio le membrane interossee di gamba e avambraccio o tra tibia e perone o fra radio e ulna.
- Cartilagine ialina: sincondrosi (ad esempio nella base cranica) che diventano sinostosi con lo sviluppo. Ce ne sono di temporanee nelle ossa lunghe in crescita. Le cartilagini costali tra costa e sterno sono sincondrosi particolari che non ossificano.
- Fibrocartilagine: le sinfisi possono avere diversa collocazione ma sono tutte sul piano mediano di simmetria, cioè impari e mediane. Sono per esempio: i dischi intervertebrali, che permettono movimento fra le vertebre e mantengono unita la colonna vertebrale; la mentoniera fra il lato destro e il sinistro della mandibola, che sparisce dopo il primo anno di vita; la sinfisi pubica; la manubriosternale. Nelle sinfisi, sulla superficie articolare vi è uno strato di cartilagine ialina ed il fibroso è compreso fra i due strati di ialina.
Diartrosi: si classificano in base alla forma delle superfici articolari.
- Ovoidi: possono assumere diversi nomi a seconda della forma:
| Articolazione | Forma | Movimenti |
|---|---|---|
| Artrodia | Piano | Traslazione, scivolamento |
| Troclea (ginglimo angolare) | Due cilindri perpendicolari | Uniassiale |
| Trocoide (ginglimo laterale) | Due cilindri paralleli | Rotazione |
| Condilartrosi | Ellissoide | Biassiale |
| Enartrosi | Sfera | Triassiale |
- A sella: consente movimenti biassiali.
Le caratteristiche di una diartrosi sono:
- Contiguità dei capi articolari
- Capsula fibrosa innervata (dà informazioni sull'angolo)
- Sinovia, cioè il tessuto connettivo che tappezza la parte interna della capsula articolare. Produce un liquido sinoviale che è indisteso in piccola quantità e serve da lubrificante. Funziona bene in caso di movimenti sia lenti sia veloci.
- Cartilagine articolare di tipo ialino che riveste le due superfici articolari
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