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Anatomia: informazioni generali e ricevimento

Ricevimento: tutti i pomeriggi lun/ven 16-19: via del Giochetto

Introduzione

Visita medica = esame obiettivo del malato

Prove in itinere

Intorno al 10 di giugno ci sarà una prova in itinere durante la quale vi si presenterà una prova scritta a scelta multipla di 60 domande, ogni domanda avrà 5 risposte delle quali solo una è corretta. Durerà 65 minuti e verrà valutata in trentesimi. Su torace, la macroscopica dell'apparato digerente ed una piccola parte della microscopica dello stesso.

Nel prossimo semestre intorno al 10 di dicembre ci sarà una seconda prova in itinere alla quale partecipano coloro che superano la prima; sempre 60 domande e riguarderà sia il programma del primo che del secondo semestre fatto fino ad una settimana prima della prova. Chi supera entrambe le prove sarà ammesso alla prova orale in gennaio/febbraio 2013 e in tutte le date dell'anno. Coloro che non superano le prove devono fare una prova scritta di 120 domande in 120 minuti su tutto il programma.

I voti ottenuti alle prove in itinere sono una "dote" che può essere incrementata, dilaminata o mantenuta. Arti, sistema nervoso periferico, sistema endocrino non sono fatti a lezione.

Lo scheletro

Le singole parti del corpo hanno una loro individualità ma vanno poi considerate anche nel contesto. Il corso viene fatto tenendo conto delle regioni: Anatomia Topografica o Delle regioni. Oltre la struttura bisogna occuparsi dei motivi per i quali gli organi son fatti in un determinato modo. La funzione FA l'organo: la necessità di soddisfare un bisogno ha portato l'organo ad avere una certa struttura. Sono le necessità che portano alla formazione di organi con certe strutture.

Una volta determinata la struttura il genoma con il programma genico impone, secondo un algoritmo, l'espressione di un set genetico che porta alla formazione di organi.

Impalcatura del corpo - scheletro: 206 ossa fra loro articolate. Si parla di articolazione lì dove vediamo ossa a contatto fra loro. Nel cranio vi sono articolazioni immobili o sinostosi: ossa incollate fra loro. L'articolazione del gomito è mobile o diartrosi con possibilità di flessione od estensione. Le articolazioni semimobili sono delle sinfisi (es. pubica o fra le vertebre): ossa fissate fra loro che in caso di necessità possono muoversi entro certi limiti.

Funzioni dello scheletro

  • Forma del corpo umano: siamo larghi sul piano frontale, stretti su un piano antero-posteriore: il sagittale.
  • Movimento: discriminante fra animale e vegetale, spostamento nello spazio finalizzato a ricavare cibo. Il sistema muscolo-scheletrico è strutturato sullo scheletro. I muscoli contraendosi permettono il movimento delle strutture ossee. Lo scheletro serve a dare inserzione ai muscoli. Senza le ossa i muscoli sono assolutamente inutili. La contrazione ordinata permette lo spostamento nello spazio di singole parti rispetto a noi stessi ed anche allo stesso spazio.
  • Delimita delle cavità: per esempio la cavità del neurocranio, orbitarie, nasali, buccale o orale, toracica, addomino-pelvica, ascellare. In queste cavità vi sono degli organi che risultano contenuti nello scheletro e protetti da questo.
  • Grande riserva di calcio dell'organismo: funzione vitale perché il calcio è il più primitivo secondo messaggero intra-cellulare (i primi messaggeri sono gli ormoni). Senza calcio ad esempio non vi è contrazione muscolare, ciò porta alla morte perché non vi è contrazione dei muscoli respiratori, del cuore e diverse attività quali l'impulso nervoso o la regolazione genica.
  • Le ossa spugnose ospitano il midollo osseo: tessuto molle dal quale vengono fuori gli elementi figurati del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine). Quando bisogna fare diagnosi di malattie del sangue si fa prelievo del midollo osseo da sterno od osso ileo.

Funzionamento dell'organismo

Il corpo umano ha bisogno di fare "rifornimento" almeno tre volte a giorno: siamo incapaci di conservare energia in maniera efficiente. Questa energia viene introdotta dal cibo: introdotto dal cavo orale, masticato grazie ai denti ed ai muscoli masticatori, atti accompagnati dai movimenti linguali che favoriscono la masticazione, ed infine deglutito (atto di deglutizione). Gli atti basilari sono presenti nella memoria genetica, una serie di riflessi che permettono azioni automatiche.

Tubo digerente

Ciò che viene deglutito imbocca il tubo digerente (complesso lungo poco meno di 8 metri, da esofago ad ano) con tre funzioni:

  • Conduzione del cibo: movimenti di peristalsi
  • Digestione degli alimenti
  • Assorbimento delle sostanze nutritive
  • Compattazione dei prodotti di rifiuto ed eliminazione sotto forma di feci.

Apparato respiratorio

Per produrre in maniera continuativa il cibo c'è bisogno di ossigeno. La produzione di energia richiede presenza di ossigeno. A livello dei mitocondri viene prodotto ATP: moneta energetica, e calore (dissociando fosforilazione ossidativa o dissociando ATP). Senza ossigeno riduciamo la produzione di energia sotto forma di calore ed ATP e ciò causa la morte (mancanza di contrazione di muscoli respiratori e cuore). La costante presenza di ossigeno nel sangue permette la distribuzione di esso alle cellule. L'apparato respiratorio è contenuto nella cavità toracica e nello splancnocranio.

Apparato urinario

Apparato che serve ad ultrafiltrare il plasma ed eliminare i prodotti di rifiuto idrosolubili. La presenza di due sessi differenti garantisce il mantenimento della specie. La partenogenesi, riproduzione asessuata, può anche mantenere la specie, ma è uno svantaggio perché il corredo genetico della futura vita rimane uguale a quello del genitore e quindi i geni cattivi vengono mantenuti impedendo il miglioramento e l'adattamento alle condizioni ambientali.

Apparato genitale

Volto a trasmettere geni generando una forma di memoria genetica che è l'istinto alla riproduzione. Allo scopo di mescolare geni vi sono due diversi apparati riproduttivi, a seconda del sesso, posti nella posizione più caudale del corpo, nella cavità pelvica. Questo per due motivi (punto di vista teleologico o finalistico):

  • I due apparati genitali sono complementari, ma c'è una sorta di preminenza dell'apparato femminile che presenta l'utero, organo della gestazione (causerà ingrandimento dell'addome senza trovare resistenze, essendo una parete molle).
  • Il secondo motivo è lo svuotamento naturale dell'utero (potenzialmente naturale, senza aiuti esterni), vi è la vagina, canale naturale, che permette la fuoriuscita del prodotto di concepimento seguito dal ritorno alla normalità.

Organi del sistema immunitario o linfoidi

Milza, midollo osseo, timo, fegato e linfonodi collegati da vasi linfatici distribuiti nel soma (corpo). Consentono di combattere e vincere infezioni senza aiuti esterni o con ausilio di farmaci. Tutti gli apparati sono regolati da un doppio sistema di regolazione e controllo allo scopo di creare un equilibrio funzionale o omeostasi (condizioni normali fisiologiche). Ogni volta che si sposta l'equilibrio bisogna ristabilirlo.

Sistema di regolazione

  • Sistema chimico: basato sugli ormoni (non solo quelli liberati dalle ghiandole ma anche da organi endocrini). Questo sistema presenta un pregio: effetto degli ormoni è a lunga durata, ma ha anche un difetto: per entrare in funzione impiega lunghi periodi di tempo: il più veloce ormone (adrenalina, liberato dalla midollare del surrene) per agire necessita di almeno 20 secondi.
  • Sistema nervoso autonomo o vegetativo: che presiede alla regolazione di tutti i visceri, chiamato autonomo perché la sua attività è sostanzialmente indipendente dalla nostra volontà. Questo è un sistema rapido, funziona "in tempo reale". In caso di squilibri vi è un ristabilimento dell'omeostasi (fisiopatologia generale).

Sistema nervoso somatico

Rende possibile il nostro movimento. Sebbene l'esistenza dell'apparato muscolo-scheletrico sia una condizione necessaria al movimento, non è sufficiente. Il sistema nervoso somatico presiede alla forme di movimento più semplici (camminare, afferrare, portare cibo alla bocca: movimenti legati alla memoria genetica), ma presiede anche alle attività mentali superiori. Nel mezzo fra sequenze motorie semplici ed attività superiori vi sono attività motorie più complesse che vengono apprese (scrivere, parlare, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia ecc..).

L'anatomia che sottende a tutte queste attività è conosciuta abbastanza bene, ma non del tutto. Non si sa ancora però in cosa si traducono da un punto di vista materiale i ricordi. I ricordi sono "conservati" nel cervello, sono materia, ma nessuno sa in cosa consistano. Quel poco che si sa serve a fare diagnosi. Il sistema nervoso somatico si occupa anche del pensiero astratto. L'uomo a differenza degli animali ha la consapevolezza di sé, del tempo, della finitezza della vita.

Apparato scheletrico

Il torace

Lo scheletro si compone di un nucleo centrale: il tronco, costituito a sua volta da torace e dalla cavità addomino-pelvica, o meglio, dalla gabbia toracica e, nella porzione addominale da un tratto della colonna lombare più il bacino o pelvi; cranialmente al tronco abbiamo il collo, cranialmente al quale vi è il capo o testa. Il tronco dà attacco a quattro appendici: arti superiori ed inferiori. Gli arti inferiori sono fatti da una porzione prossimale (un unico osso: il femore) ed una distale (fibula o perone e tibia, poi le ossa del piede). Il femore è articolato con le ossa della pelvi, che non hanno il solo ruolo di modellare la forma del soma, ma anche di creare la cosiddetta cavità pelvica e contemporaneamente permettere l'articolazione con i femori.

La spinta evoluzionistica ci ha portati alla posizione eretta (necessità di cacciare, fabbricare utensili, afferrare oggetti, scagliare armi ecc.), in modo da usare gli arti ex anteriori diventati superiori in modo diverso.

Affinché l'uso degli arti superiori sia non solo efficace (svolge un'attività per raggiungere l'obbiettivo prefissato) ma anche efficiente (tiene conto di due parametri fondamentali: del tempo e dell'energia necessaria), la struttura è differente da quella degli arti inferiori. Superiormente, infatti, si presenta il cingolo (cintura) scapolare composto da un osso dorsale, la scapola, triangolare con l'apice in basso, ed un osso ventrale, ad "S" visto dall'alto fatto di due parti: la metà mediale convessa davanti, la metà laterale convessa verso dietro, la clavicola. Le tre ossa: clavicola, scapola ed omero, sono disposte in serie (una appresso all'altra) rispetto al torace e rispetto all'omero.

La clavicola è articolata con lo sterno con la sua estremità prossimale (osso del torace) e distalmente-lateralmente con la scapola (acromion); la scapola è articolata con l'omero (cavità glenoidea). L'unico osso articolato e fissato con il tronco è la clavicola. La struttura è tenuta assieme da muscoli. Il vantaggio è che con l'arto superiori si possono fare numerosi movimenti: adduzione, abduzione, flessione, distensione, iperabduzione (arto perpendicolare in alto al piano terra), circonduzione (movimento intorno ad un punto del proprio asse), rotazione (movimento di un corpo intorno al proprio asse, sono movimenti impercettibili). Con l'arto inferiore questi movimenti si possono fare ma con efficienza ridotta. Questa grande capacità di movimenti degli arti superiori porta anche ad una estrema fragilità, un altro difetto è che la finezza di movimento impone che la massa muscolare sia molto minore della massa dell'arto inferiore.

Il piano frontale del bacino è il maggiore nell'uomo, lo stesso dicasi per il cingolo pelvico. Negli animali l'asse pelvico maggiore è quello sagittale (condizionale alla deambulazione a quattro zampe). Quando i nostri progenitori hanno modificato la loro postura da quadrupede ad eretta la forma del bacino ha cominciato a modellarsi. Visto dall'alto il nostro bacino è un'ellisse con l'asse trasverso maggiore del sagittale. I grandi trocanteri nell'uomo sono in posizione frontale, negli animali sono ruotati di 90º, lo stesso accade per gli arti superiori.

Gabbia toracica

La gabbia toracica consta di un asse portante posteriore rappresentato dalle 12 vertebre dorsali o toraciche (t1, t2, t3 .... t12) le quali si articolano anteriormente con 12 coppie di coste. Vi è un osso impari e mediano, disposto anteriormente: lo sterno. Questi elementi sono articolati in maniera da delimitare la cavità toracica e nell'insieme formano un cono ad apice superiore tronco che è appiattito in senso antero-posteriore. La base è una specie di ellisse, tale per cui siamo larghi sul piano frontale e relativamente stretti sul piano sagittale.

Le vertebre e la colonna vertebrale

Le vertebre sono 33 disposte impilate una sopra l'altra, in serie, che nell'insieme costituiscono la colonna vertebrale. Le vertebre toraciche sono 12, cranialmente alle toraciche abbiamo 7 vertebre cervicali (cervix, cervicis: collo) caudalmente le 12 toraciche sono seguite dalle 5 lombari, caudalmente alle lombari vi sono 5 sacrali fuse a formare un unico osso: l'osso sacro; le ultime vertebre sono le 4 coccigee, le più piccole, che tendono a fondersi a formare il coccige. Vista frontalmente è verticale rispetto al piano terra. Vista di profilo presenta curvature fisiologiche.

Il tratto cervicale (C) presenta una convessità anteriore, il tratto toracico (T) presenta una convessità posteriore, il tratto lombare (L) presenta una convessità nuovamente anteriore, il tratto sacrale (S) presenta una convessità posteriore, il tratto coccigeo (Co) nuovamente anteriore. Queste curvature fisiologiche nascono da un adattamento alla postura eretta. La colonna vertebrale è visibile ai raggi X, sottospecie di radiogramma a secco o topografia computerizzata, (risonanza magnetica) che ci permette di carpire se il paziente presenta le normali curvature o variazioni che configurano uno stato parafisiologico o patologico.

Le curvature hanno un nome: la convessità anteriore è detta lordosi (tratto lombare, cervicale); le convessità posteriori son dette cifosi (toracica, sacrale).

Una vertebra, dall'alto, presenta una parte ventrale (corpo della vertebra, sezione quasi di cilindro). Dalla faccia posteriore del corpo, tipicamente appiattita, si diparte una coppia di formazioni ossee: peduncoli o radici. I peduncoli cambiano direzione andando indietro e medialmente a formare due lamine ossee che vanno ad incontrarsi e fondersi in una struttura, la più dorsale della vertebra, chiamata processo spinoso. L'unica vertebra che non ha il processo spinoso è l'atlante, la prima vertebra che sostiene il cranio. Dai peduncoli si dipartono ulteriori processi (processi articolari) che servono per l'articolazione di una vertebra con l'altra o nel caso delle vertebre toraciche questi processi costituiscono superfici articolari per l'articolazione con la rispettiva coppia di coste. Il corpo di ogni vertebra insieme con peduncoli, lamine e processi articolari intervertebrali delimitano uno spazio grossolanamente triangolare (base anteriore ed apice posteriore): il foro vertebrale.

Le vertebre in serie formano il canale vertebrale, contenente:

  • Il midollo spinale (parte più caudale del SNC)
  • Un involucro del midollo spinale: le meningi spinali
  • Un liquor o liquido cefalo-rachidiano
  • Vasi arteriosi e venosi
  • Radici di nervi spinali.

In caso di traumi che possono aver leso il midollo spinale è assolutamente sbagliato muovere il paziente che andrebbe invece bloccato onde evitare che peggiorino i danni. Fra una vertebra e l'altra vi sono i dischi intervertebrali. Disco perché in tre dimensioni questa formazione appare come discoide, una struttura biconvessa, che con le sue facce si adatta ad una sorta di concavità presente sulle facce delle vertebre. Questo disco serve a separare le vertebre ed ad unirle (allo stesso modo in cui il collo separa la testa dal tronco ma allo stesso tempo li unisce).

Il disco è di natura fibrosa, con fibre connettivali disposte in strati concentrici (anello fibroso), al centro geometrico del disco vi è il cosiddetto nucleo polposo, struttura lassa ed idratata. Il nucleo polposo può andare incontro a disidratazione, in questo caso il disco si appiattisce (se ciò accade per tutti i dischi l'individuo, nella migliore delle ipotesi diventa più basso; nella peggiore delle ipotesi, quando la disidratazione avviene in maniera eccessivamente veloce, questo evento non dà il tempo alle due vertebre di adattarsi alla nuova situazione con conseguente collasso di una vertebra sull'altra).

Sulla faccia ventrale della colonna vertebrale vi è un nastro di tessuto fibroso: legamento longitudinale anteriore che unisce tutti i corpi vertebrali (di tutte le vertebre tranne del sacro coccige). La parte posteriore è percorsa dal legamento longitudinale posteriore, strutture molto potenti per il mantenimento in situ delle vertebre che concorrono a rendere solidali le vertebre.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aflorido di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Donato Rosario.
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