APPARATO DIGERENTE
Deglutizione
Quando il bolo è pronto per essere deglutito è spinto volontariamente indietro coi movimenti della lingua.
Da questo punto in poi la deglutizione diviene automatica e non può essere bloccata.
La DEGLUTIZIONE si articola in tre fasi successive:
fase volontaria, che inizia il processo, in cui il bolo viene spinto nel retrobocca
o fase faringea, involontaria, dalla faringe all’esofago, che comprende la chiusura dell’epiglottide, l’elevazione e
o l’inclinazione della laringe in avanti
fase esofagea, dall’esofago allo stomaco, in cui il bolo viene spinto per la contrazione della muscolatura
o faringea.
ESOFAGO (C -‐T )
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Attraversa collo, mediastino, diaframma e, per un breve tratto, l’addome.
Funzioni: segmento di transito, che permette il passaggio rapido del bolo alimentare verso lo stomaco. Il cibo non
subisce modificazioni di rilievo.
Rapporti
Parte cervicale: trachea, colonna vertebrale, lobi tiroidei.
• Parte toracica: trachea, bronco sinistro, aorta, cuore, colonna vertebrale
• Parte diaframmatica: orifizio diaframmatico
• Parte addominale: fegato
•
Nel passaggio attraverso il diaframma, la muscolatura diaframmatica e quella dell’esofago formano uno sfintere, che
impedisce il reflusso del contenuto gastrico nel lume esofageo.
La principale funzione dell'esofago è quella di veicolare il bolo alimentare dall'orofaringe allo stomaco attraverso la
peristalsi. L’esofago termina con il cardias, restringimento che lo delimita dallo stomaco.
Ernia iatale: passaggio di una porzione dello stomaco dall'addome al torace attraverso l’orifizio esofageo del
diaframma, o iato diaframmatico esofageo, che in condizioni normali consente il passaggio dell‘esofago attraverso il
diaframma. Nell’ernia iatale una parte più o meno consistente dello stomaco risale attraverso questa apertura.
Patologia che colpisce in media circa il 15% della popolazione, soprattutto anziani.
Reflusso Gastroesofageo: condizione caratterizzata da episodi ripetuti di risalita del contenuto gastrico verso
l'esofago, il cui sintomo più comune è il bruciore retrosternale.
STOMACO
Dilatazione a forma di sacco del canale digerente, tra esofago e intestino tenue.
Funzioni: riceve gli alimenti deglutiti (bolo) per esporli all’azione digestiva del succo gastrico, prodotto dalle ghiandole
gastriche e fortemente acido per la presenza di acido cloridrico.
Nel succo gastrico sono presenti anche enzimi litici come la pepsina, che avvia la digestione delle proteine; sono pure
presenti enzimi (lipasi gastrica) che iniziano la digestione dei grassi.
Lo stomaco è il primo tratto dell’intestino addominale e il tratto più ampio del tubo digerente, compreso fra esofago
ed intestino tenue. Si trova nella regione dell’ipocondrio sinistro e dell’epigastrio. Nello stomaco il cibo viene
trattenuto temporaneamente e in parte digerito e trasformato in chimo.
Rapporti dello stomaco
Faccia anteriore.: gabbia toracica e fegato.
• Faccia posteriore: pancreas, rene e surrene sinistro, colon trasverso.
•
Lo stomaco presenta:
PICCOLA CURVATURA = margine destro (concavo e più breve)
GRANDE CURVATURA = margine sinistro (convesso e più lungo)
Nello stomaco sono presenti 2 orifizi:
-‐ CARDIAS: restringimento che lo delimita dall’esofago
-‐ PILORO: restringimento, con un anello muscolare sfinterico, che lo delimita dal duodeno.
Nello stomaco si distinguono 3 porzioni principali:
-‐ FONDO: porzione più alta, a forma di cupola, in contatto con la concavità diaframmatica (corrisponde alla bolla
gastrica).
-‐ CORPO: porzione più ampia, solcata da pliche
-‐ PARTE PILORICA: antro e canale pilorico
Lo stomaco è ricoperto dal PERITONEO. Due lamine peritoneali lo rivestono anteriormente e posteriormente e si
accollano a livello delle curvature dove formano dei legamenti che collegano lo stomaco agli organi vicini.
legamento epatogastrico: a livello della piccola curvatura costituisce, insieme al leg. epatoduodenale, il PICCOLO
OMENTO, che collega lo stomaco a fegato e duodeno
legamento gastrocolico, ampia lamina che come un grembiule parte dalla grande curvatura e ricopre gran parte
dell’intestino, formando il GRANDE OMENTO.
Configurazione interna
La superficie interna dello stomaco si presenta molto irregolare per la presenza di pliche, che si distendono quando lo
stomaco è pieno, meno evidenti vicino alla piccola curvatura (canale gastrico, via preferenziale per i liquidi). Quando le
pliche sono distese si osservano piccole aree poligonali dove si affacciano gli sbocchi delle ghiandole gastriche.
Lo stomaco è un organo cavo costituito da 4 tonache:
t. mucosa, formata da epitelio prismatico semplice, con cellule che presentano microvilli
• t. sottomucosa, ricca di vasi sanguigni
• t. muscolare, molto spessa in tutta la parete dell’organo, organizzata in 3 strati
• t. sierosa, formata dal peritoneo viscerale
•
Tonaca sierosa ( PERITONEO)
È la membrana sierosa più cospicua dell’organismo, formata da 2 foglietti:
peritoneo parietale che riveste la parete della cavità addominale
peritoneo viscerale che riveste la superficie della maggior parte dei visceri addominali e pelvici
Fra i due foglietti è presente una cavità contenente un liquido sieroso a funzione lubrificante.
Tonaca muscolare
È composta da tre strati di fibre muscolari lisce
1. strato interno, con fibre disposte obliquamente
2. strato intermedio, con fibre ad andamento circolare