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Anatomia microscopica

Lezione 25 – 17/03

Organi: pieni e cavi

Gli organi pieni possono essere parenchimatosi o filamentosi. In un organo pieno parenchimatoso è presente un tessuto dominante sugli altri, organizzato e sostenuto da un connettivo che forma una capsula esterna. I vasi e i nervi penetrano in un punto denominato ilo, dove la capsula si introflette. L'organizzazione può essere lobale o meno a seconda che il parenchima sia suddiviso da setti di connettivo che partono dalla capsula interna o dalla zona centrale (spesso entrambe le cose).

Gli organi cavi dispongono di una cavità centrale e sono costituiti da una serie di tessuti (tonache) sovrapposti. In caso di organi cavi vascolari troviamo una tonaca intima, una tonaca media e una tonaca avventizia. Nei vasi di maggiori dimensioni, tra le tonache, sono presenti lamine elastiche. Nei capillari, invece, è presente unicamente endotelio e strato sottoendoteliale. La tonaca media è costituita prevalentemente da tessuto muscolare liscio. A parità di calibro, la tonaca media di un'arteria è sempre più spessa di quella di una vena. Negli organi cavi non vascolari le tonache sono quattro: mucosa, sottomucosa, muscolare e avventizia. La tonaca muscolare può essere sia liscia che striata.

Descrizione degli organi

Esaminare il preparato ad occhio nudo per verificare se si tratta di un organo pieno parenchimatoso o di un organo cavo. Si passa poi al più piccolo ingrandimento per analizzare particolari che potrebbero sfuggire ad ingrandimenti maggiori. All'ingrandimento maggiore si identifica la natura delle cellule e la disposizione delle tonache. L'ingrandimento massimo consente di verificare la specializzazione delle cellule (come microvilli o ciglia). Occorre procedere per alternative al fine di escludere progressivamente le varie ipotesi. A seconda della sezione possiamo avere diverse visioni dell'organo: si cerca a tal proposito la struttura più semplice.

Parotide

Presenza di setti all'interno di un parenchima evidente. I setti di connettivo appaiono otticamente vuoti. L'insieme dell'organo è omogeneo. All'interno dei setti connettivali sembrano presenti spazi cavitari con parete propria. Ad un ingrandimento successivo si confermano le strutture precedentemente descritte. Si ha l'impressione di un epitelio ghiandolare. Nei setti connettivali sono presenti formazioni con pareti importanti. Nel parenchima dell'organo sono presenti formazioni cavitarie. Ad un ingrandimento ancora maggiore si evidenzia l'omogeneità del parenchima (colorazione). I nuclei sono ben tondeggianti verso la base e si ipotizza una secrezione di tipo mucoso. Con la azan-malory si evidenziano i connettivi. Le formazioni cavitarie del parenchima presentano parete cilindrica o cubica monostratificata e si tratta di dotti escretori. Si tratta quindi di una ghiandola esocrina a secrezione sierosa di natura tubulo-acinosa. Distinguiamo formazioni vascolari con la sensazione di ordine inferiore della parete con all'interno una tonaca muscolare. In arteriole e vene cambia il tessuto muscolare liscio che è maggiore nelle arteriole. Inoltre, nelle arteriole i nuclei tendono a sporgere verso il lume. Alla base delle cellule del dotto escretore è possibile osservare una striatura dovuta ai mitocondri. Questo perché nei dotti di ghiandole a secrezione sierosa il tubulo può riassorbire acqua.

Ghiandola salivare

Organo pieno parenchimatoso. Il parenchima non si presenta omogeneo. Il setto connettivale presenta formazioni cavitarie con epitelio cubico (dotto escretore). Ghiandola tubulo composta a secrezione mista. Si tratta di una ghiandola salivare mista. I nuclei mucosi sono spinti alla base e le cellule sono più chiare. Semiluna del Giannuzzi: la componente sierosa è presente all'estremità per favorire lo scorrimento della parte mucosa. La sottomandibolare a secrezione prevalentemente sierosa, mentre nella sottolinguale la secrezione è prevalentemente mucosa.

Pancreas

Organo pieno parenchimatoso lobulare. L'impressione è ghiandolare con parenchima omogeneo. Tuttavia, sono presenti aree con diversità di colorazione. Solo ad un ingrandimento maggiore si evidenzia se sono artefatti o caratteristiche morfologiche. Ad un ingrandimento maggiore si confermano aree più chiare. Gli adenomeri della porzione prevalente sono di natura acinosa. Inoltre, sono presenti dotti escretori. Nelle aree più chiare è difficile distinguere gli adenomeri e si tratta delle isole del Langerhans. Le isole non sono distribuite in modo omogeneo nel pancreas. L'organizzazione delle isole è di tipo disordinato (organizzazione a cordoni). I dotti escretori intralobulari sono difficili da osservare. L'elemento diagnostico è l'isola del Langerhans. A livello del pancreas possono essere presenti corpuscoli del Pacini immersi nel parenchima esocrino.

Fegato

Organo pieno parenchimatoso. Non si evidenziano setti connettivali e il parenchima si colora in modo omogeneo. Si evidenziano a piccolo ingrandimento formazioni cavitarie che delimitano aree ad organizzazione fissa: abbiamo un'organizzazione raggiata rispetto ad un centro. La struttura del fegato è legata all'organizzazione vascolare: l'arteria epatica e la vena porta si ramificano insieme all'interno del parenchima fino agli spazi portali (connettivali). Sangue arterioso e venoso decorrono insieme verso il centro del lobulo dove si trova la vena centro lobulare. Il secreto del fegato viene convogliato all'esterno tramite gli spazi portali. L'epitelio è organizzato in cordoni con al centro una formazione cavitaria unica che fa pensare alla vena centro-lobulare. Ad ingrandimento successivo, praticamente non si evidenzia una parete (molto sottile) il che porta alla diagnosi di vena centro-lobulare. Gli epatociti sono cellule con citoplasma chiaro e spesso binucleate. Negli spazi portali sono presenti diverse formazioni cavitarie.

Lezione 28 – 20/03

Organi cavi

Gli organi cavi sono caratterizzati da tonache sovrapposte. Un organo cavo può presentare quattro tonache: mucosa, sottomucosa, muscolare e avventizia. In tutti gli organi cavi dell'apparato digerente è presente una tonaca mucosa (epitelio più connettivo). L'epitelio varia a seconda del tratto del tubo digerente: nel primo e nell'ultimo tratto troviamo un epitelio pluristratificato, mentre nelle zone di assorbimento troviamo un epitelio semplice con specializzazione apicale. Troviamo sempre uno strato di muscolatura liscia (muscolaris mucosae) ai limiti della mucosa. Essa promuove i processi di secrezione delle ghiandole esocrine e inoltre aiuta la lamina propria ad adattarsi all'arrivo del bolo alimentare. Negli organi cavi del digerente è sempre presente la sottomucosa che rappresenta uno strato di transizione.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

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