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Anatomia umana

Anatomia microscopica

Studio delle strutture che non possono essere viste senza l'ingrandimento microscopico. Può essere suddivisa in vari rami a seconda del livello di grandezza che si studia. La citologia analizza la struttura interna delle cellule. L'istologia è più ampia e analizza i tessuti, i quali combinandosi fra loro formano gli organi.

Anatomia macroscopica

Si divide in:

  • Anatomia di superficie: studia la morfologia e le caratteristiche delle aree anatomiche.
  • Anatomia regionale: studia le caratteristiche interne ed esterne di una regione del corpo come testa, collo o tronco.
  • Anatomia sistemica: studia apparati o sistemi.

Colorazione vetrini

Si usano cellule morte che vengono fissate e colorate con colorazioni istochimiche o a fluorescenza. Una colorazione molto usata nei preparati è l'ematossilina e eosina. La prima ha una maggiore affinità per gli acidi nucleici e colora di viola i nuclei, la seconda ha una maggiore affinità per le proteine più acide che troviamo nel citoplasma e colora quest'ultimo di rosa. Questa colorazione viene molto usata per preparare anche i preparati di fette di organi.

Linguaggio anatomico

La posizione anatomica è rappresentata dal corpo umano in posizione eretta con la parte anteriore rivolta verso l'osservatore. Arti inferiori allineati e quelli superiori distesi lungo i fianchi e il palmo della mano rivolto anteriormente. Dalla posizione anatomica si possono definire i piani e gli assi di riferimento.

  • Piano sagittale: divide il corpo in una parte destra e una parte sinistra.
  • Piano trasversale: divide il corpo in una parte superiore e una inferiore.
  • Piano frontale: divide il corpo in una parte anteriore (davanti) e una posteriore (dietro).

Dall'intersezione di questi piani originano gli assi:

  • Asse longitudinale: dato dall'intersezione tra piano sagittale e frontale.
  • Asse sagittale o anche detto antero-posteriore: è diretto da dietro in avanti o viceversa, dato dall'intersezione tra piano traversale e sagittale.
  • Asse trasversale (da destra a sinistra e viceversa): dato dall'intersezione tra piano frontale e trasversale.

Il piano sagittale mediano è quello che divide in modo simmetrico il corpo in una parte destra e una parte sinistra e cioè passa per il centro. I piani sono utili per capire le varie sezioni.

Cavità corporee

  • Cavità cranica: contenuta nella scatola cranica e accoglie l'encefalo.
  • Cavità spinale: è definita dagli archi delle vertebre della colonna e accoglie il midollo spinale.
  • Cavità toracica: regione sopra il diaframma.
  • Cavità addominale: regione sotto il diaframma.

A livello della cavità toracica si distinguono le due cavità pleuriche che accolgono i polmoni e al centro vi è il mediastino dove si trovano il pericardio e il cuore, molti vasi e il passaggio dell'esofago.

Regioni anatomiche

Da un punto di vista clinico si riconoscono solo 4 regioni chiamate quadranti. Da un punto di vista anatomico si riconoscono 9 regioni. Le posizioni sono importanti per capire sempre dove si trova un organo.

Istologia

  • Tessuto epiteliale
  • Tessuto connettivo
  • Tessuto muscolare
  • Tessuto nervoso

Il tessuto connettivo si divide in tessuto connettivo propriamente detto (lasso e denso), tessuto connettivo di sostegno (osso e cartilagine) e tessuto connettivo liquido (linfa e sangue).

Tessuto epiteliale

Riveste tutte le superfici del corpo, tutti gli organi e le superfici interne degli organi cavi. Alcune cellule epiteliali assumono proprietà secernenti e quindi vanno a formare delle vere e proprie ghiandole. Le tre caratteristiche base dei tessuti epiteliali sono:

  1. Cellularità: in un tessuto epiteliale le cellule sono strettamente adese tra di loro e quindi la componente di matrice extracellulare è molto scarsa. Le cellule vanno ad appoggiarsi su uno strato di matrice che forma la lamina basale. Tra una cellula e l'altra vi sono molte giunzioni strette che rendono l'epitelio una barriera, una sorta di filtro per ciò che deve passare da una parte all'altra.
  2. Polarità: nella cellula del tessuto epiteliale si riconosce sempre un lato basale e uno apicale. Il lato basale poggia sulla membrana basale, quello apicale è la parte opposta. Considerando ad esempio lo stomaco, il lato apicale è quello esposto al lume dello stomaco. Il nucleo in queste cellule è più vicino al lato basale mentre gli altri organelli si addensano nel lato apicale.
  3. Avascolarizzazione: gli epiteli non hanno vasi sanguigni e così le sostanze arrivano alle cellule per diffusione.

Oltre alla funzione di protezione, svolgono anche una funzione di assorbimento, come avviene nell'intestino con l'assorbimento di sostanze nutritive. Quindi, il suo epitelio di rivestimento deve riuscire ad assorbire quello che si trova nel lume interno. Un'altra funzione è quella di secrezione tramite ghiandole.

Le cellule possono avere forme diverse:

  • Appiattite
  • Cubiche
  • Cilindriche

In base alla forma delle cellule, gli epiteli si classificano in 3 tipi e inoltre possono esserci epiteli con un singolo strato di cellule o con più strati. A seconda della forma gli epiteli si distinguono in:

  • Epiteli pavimentosi
  • Epiteli cubici
  • Epiteli cilindrici

A questi si aggiunge un epitelio di tipo pseudostratificato in cui le cellule hanno una forma irregolare.

In base al numero di strati gli epiteli si dividono in:

  • Semplici: con un singolo strato di cellule. In questo sono favoriti i processi di assorbimento e secrezione.
  • Composti: con più strati. Questo tipo di tessuto è resistente e svolge principalmente la funzione di protezione.

Epiteli semplici

  • Pavimentoso semplice: singolo strato di cellule appiattite. È quello maggiormente deputato agli scambi e ha una scarsa funzione di protezione e resistenza. Si ritrova a livello degli alveoli polmonari, dei capillari e andrà a formare le pleure.
  • Cubico semplice: singolo strato di cellule cubiche. Si trova principalmente a livello dei piccoli dotti escretori (pancreas).
  • Colonnare semplice: singolo strato di cellule cilindriche ed è anche chiamato batiprismatico. Si nota bene il nucleo e ha maggiore funzione di assorbimento e secrezione (stomaco o intestino).
  • Pseudostratificato: se osserviamo i nuclei sembrano disposti su più file, ma non è così in quanto si può notare che il loro citoplasma poggia sulla membrana basale. Si trova a livello delle vie aeree superiori.

Epiteli composti

  • Pavimentoso (o squamoso) stratificato: più strati di cellule. Lo strato apicale è formato da cellule appiattite, mentre quelle dello strato basale hanno una forma più cubica. Sono tessuti molto resistenti, le cellule dello strato più apicale vengono continuamente rimosse, ma quelle dello strato basale che si dividono le vanno a rimpiazzare. Tra questi vi è l'epidermide, oppure questo tessuto si può trovare a livello della cavità orale, del primo tratto dell'esofago o del retto (tutti soggetti a sollecitazione).
  • Cubico stratificato: formato solitamente da 2-3 strati di cellule di forma cubica. Si trova soprattutto a livello dei dotti escretori.
  • Cilindrico stratificato: è molto raro e svolge funzioni protettive in alcune zone della faringe, uretra, ano e di alcuni grossi dotti escretori.
  • Epitelio di transizione: hanno una forma molto variabile anche in base a ciò che fa l'organo in uno specifico momento. Si ritrova solo nella vescica che è continuamente soggetta a cambiamento di volume.

Ghiandole

Svolgono la funzione di secrezione e si dividono in esocrine o endocrine a seconda di dove rilasciano il secreto.

  • Esocrine: rilasciano il secreto nel lume dell'organo o nei dotti escretori e può raggiungere solo organi vicini. Agiscono localmente.
  • Endocrine: rilasciano il secreto nel torrente circolatorio e può raggiungere organi bersaglio anche molto lontani e producono ormoni.

Nelle ghiandole esocrine la secrezione può essere di tre tipi:

  • Merocrina: la cellula si riempie di vescicolette contenenti secreto che si spostano verso il lato più apicale della cellula, si fondono con la membrana per esocitosi e rilasciano il contenuto all'esterno (metodo più comune, secreto proteico, tipica del pancreas esocrino).
  • Apocrina: secrezione della ghiandola mammaria. Il secreto si accumula sul lato apicale della cellula, la membrana forma una goccia enorme di secreto che poi verrà rilasciata (secreto lipidico).
  • Olocrina: è tipica delle ghiandole sebacee e consiste in una distruzione della cellula.

Le ghiandole inoltre possono essere unicellulari e pluricellulari (veri e propri organi con epitelio ghiandolare). Nelle unicellulari ci sarà una singola cellula con funzioni di secrezione. Ciò si ha nei villi intestinali. Le ghiandole pluricellulari sono formate da varie cellule ghiandolari che costituiscono una vera e propria ghiandola. Qui si riconosce una porzione detta adenomero e un dotto escretore che è quella parte che trasporta il secreto verso la superficie.

A seconda del numero di dotti e della forma degli adenomeri si possono avere diversi tipi di ghiandole. In base al numero di dotti si possono avere ghiandole semplici o composte; mentre in base alla forma degli adenomeri si hanno ghiandole tubulari, acinose o alveolari. Quelle acinose hanno delle cellule di forma più colonnare e il lume all'interno dove è rilasciato il secreto è molto stretto. Nelle ghiandole alveolari le cellule dell'adenomero hanno forma cubica e un lume più ampio. Dalla combinazione del numero di dotti e forma di adenomeri si possono avere le tubulari semplici o composte.

Un'altra classificazione delle ghiandole riguarda il secreto: si possono avere ghiandole a secrezione mucosa che producono muco o ghiandole a secrezione sierosa più ricche di enzimi. In base alle colorazioni si possono riconoscere questi due tipi di ghiandole infatti quelle sierose hanno maggiore affinità per il colorante e si colorano intensamente, le altre rimangono bianche.

Tessuto connettivo

La funzione base è il sostegno nei confronti degli altri tessuti. Funzioni: resistenza alla trazione, capacità elastica e creazione e mantenimento del volume tissutale. I vasi arrivano al tessuto epiteliale grazie proprio al connettivo. Inoltre occupa gli spazi vuoti tra un organo e l'altro e proteggono l'intero organo. A differenza del tessuto epiteliale questi sono riccamente vascolarizzati.

  • Tessuto connettivo propriamente detto
  • Tessuto connettivo di sostegno
  • Tessuto connettivo liquido

Tutti i tessuti connettivi hanno una matrice extracellulare (ECM) in cui sono immerse le cellule specializzate. La matrice è sempre formata dalla sostanza fondamentale e dalle fibre. La prima è ricca di H2O, trasparente e assume una consistenza gelatinosa (ricca di GAG glicosaminoglicani, vari tipi di proteoglicani e acido ialuronico). Nella sostanza fondamentale sono inserite le fibre del connettivo tra cui collagene ed elastina e glicoproteine con funzione strutturale. Il collagene più abbondante è quello di tipo I e II e dà maggiore robustezza al tessuto. L'elastina serve a dare maggiore elasticità. Le proteine strutturali tra cui laminina e fibronectina servono da ancoraggio per le cellule alla matrice. Il collagene e l'elastina sono secreti dai fibroblasti. Le proteine strutturali sono le integrine, fibronectina e laminina.

Le due cellule che compongono il tessuto sono generalmente divise in due gruppi:

  • Cellule fisse: tra cui i fibroblasti che sono grosse cellule a forma stellata e sono le più attive nella produzione di matrice, di collagene e di elastina. Tra queste cellule fisse vi sono alcune che si trovano in questo tessuto soltanto tra cui gli adipociti che si trovano nel tessuto adiposo. Il loro citoplasma è interamente occupato da una gocciolona lipidica con funzione di deposito. Cellule più specifiche sono gli osteoclasti e osteoblasti del tessuto osseo o condroblasti e condrociti della cartilagine.
  • Cellule migranti: si trovano nel connettivo solo in particolari condizioni. Sono cellule del sistema immunitario che intervengono per controllare e mantenere l'omeostasi del tessuto poiché rimuovono cellule vecchie e detriti. Una volta svolto il loro compito vengono rimossi.

Tessuto connettivo propriamente detto

Hanno la funzione di sostegno e supporto agli altri tessuti e riempiono gli spazi fra gli organi. Si dividono in tessuti connettivi lassi e densi in base alla composizione della matrice extracellulare. Nei lassi la matrice è povera di fibre e facilmente deformabile, nei densi si ha il contrario. Tra i tessuti connettivi lassi si distinguono:

  • Areolare: povero di fibre e meno specializzato. È quello che riveste le vie aeree o il canale alimentare.
  • Adiposo: ricco di adipociti (cellule bianche), va a formare il grasso bianco nell'adulto e il grasso bruno nella vita fetale e nel neonato. Ha quindi funzione di deposito di lipidi e termoregolazione.
  • Reticolare: è il più ricco di fibre che sono disposte a reticolo che fa da sostegno a cellule specializzate. Da supporto a tutti gli organi parenchimatosi (organi non cavi, formati da cellule addensate). Hanno una capsula di rivestimento che proietta all'interno queste fibre (viola scuro).

I tessuti connettivi densi hanno maggiore collagene ed elastina. Si dividono in regolari e irregolari.

  • Regolare: formato da collagene di tipo I e II ed è il più resistente anche alla trazione e si ritrova soprattutto a livello dei tendini che consentono al muscolo scheletrico di legarsi alle ossa. Fa parte di questo tipo di connettivo lasso anche il tessuto denso elastico che è deformabile per le fibre di elastina ma nello stesso tempo è resistente e ciò è importante per i legamenti che uniscono le ossa alle articolazioni.
  • Irregolare: è così chiamato perché le fibre di collagene ed elastine sono disposte a caso a formare intrecci. Questo si trova come rivestimento dell'osso o della cartilagine o delle strutture muscolari.

Tessuto connettivo di sostegno

Sono la cartilagine e l'osso. Nella cartilagine la matrice extracellulare mantiene un certo grado di deformabilità ed è ricca di glicosaminoglicani e collagene. È un tessuto avascolarizzato. I citotipi classici sono due tipi di cellule:

  • Condroblasti: sono le cellule metabolicamente più attive poiché producono continuamente ECM. Nel tessuto tendono a dividersi e dopo ½ divisioni cominciano a produrre la matrice. Quando terminano la loro attività biosintetica si differenziano in condrociti.
  • Condrociti: sono le cellule mature con scarsa capacità di produrre matrice e servono per mantenere l'integrità del tessuto, producendo matrice quando c'è bisogno.

La capacità del condroblasto di produrre matrice intorno a se stesso implica un accrescimento della cartilagine chiamato accrescimento interstiziale. Alla periferia del tessuto si ha uno strato di tessuto connettivo chiamato pericondrio dove si trovano i fibroblasti che differenziano in condroblasti che producono matrice. Questa matrice verrà deposta al confine tra tessuto cartilagineo e pericondrio di rivestimento. Ciò determina un accrescimento detto per apposizione.

Vi sono 3 tipi di cartilagine:

  1. Ialina: è la più diffusa e ricca di collagene di tipo I e mantiene l'equilibrio tra resistenza ed elasticità. Si trova sulle superfici articolari, nell'osso in accrescimento e a livello del naso e della laringe.
  2. Elastica: contiene molta elastina e collagene di tipo II ed è molto flessibile. Si trova nel padiglione auricolare, nelle tube di Eustachio e nell'epiglottide.
  3. Fibrosa: è la meno modellabile con poca elastina e molto collagene di tipo I e II. Si trova a livello dei menischi.

La caratteristica base dell'osso è che la sua ECM è mineralizzata e non è deformabile. La matrice è ricca di ioni calcio e ha funzione di deposito. È rivestito da periostio (esterno) ed endostio (rivestimento del lume delle cavità interne).

Le cellule dell'osso si dividono in:

  • Cellule osteoprogenitrici
  • Osteoblasti
  • Osteociti
  • Osteoclasti

Le cellule osteoprogenitrici si trovano in periferia tra tessuto osseo e periostio. Hanno una scarsa capacità di dividersi, ma differenziano in osteoblasti. Queste sono cellule più metabolicamente attive che depositano nuova matrice e si differenziano in osteociti (è il citotipo più abbondante). Gli osteociti si trovano in una cavità chiamata lacuna. Da qui si dipartono dei sottili canalicoli che sono diretti verso altre lacune. Nei canalicoli, l'osteocita immette dei filamenti citoplasmatici che si uniscono a quelli dell'osteocita della lacuna adiacente. Gli osteoclasti sono le cellule antagoniste degli osteoblasti perché rimuovono matrice e si attivano nei processi di rimodellamento del tessuto. La matrice è anche detta osteoide.

Si possono trovare 2 tipi di tessuto osseo: trabecolare e lamellare. Il primo è la forma più immatura tipica delle ossa in accrescimento. Nell'adulto si ritrova solo in seguito a lesioni quando c'è necessità di produrre nuovo tessuto. L'osso lamellare progressivamente sostituisce il trabecolare. Contiene fibre che formano le lamelle. Questo tipo può formare due tipi di tessuto:

  1. Osso compatto
  2. Osso spugnoso

Questi contengono lamelle organizzate in modo diverso. Nel tessuto osseo spugnoso le lamelle...

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher oriana.992 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Carubbi Cecilia.
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